Perimplantite e mucosite: problemi e patologie degli impianti dentali

Quando si ha un impianto dentale, si pensa di essere immuni da qualsiasi patologia dentale. Purtroppo, non è così. Anche l’impianto può ammalarsi e, in casi gravi, è necessaria la rimozione.

Scopriamo nel dettaglio quali sono le patologie che possono colpire un impianto dentale.

Quando si parla di patologie che colpiscono l’impianto, non si tratta della parte esterna del materiale protesico. L’impianto si presta a radice artificiale del dente, costituita dalla vite in titanio sulla quale si monta la capsula, che fa da corona dentaria. Nel corso degli anni, però, la gengiva può infiammarsi, causando la comparsa di due patologie, la perimplantite e la mucosite perimplantare.

Che cos’è la perimplantite?

La perimplantite è un’infiammazione dei tessuti intorno all’impianto inserito. A causa delle cariche batteriche, le mucose e il tessuto osseo si distruggono progressivamente e ciò porta all’instabilità dell’impianto.

Questa patologia agisce in modo simile alla parodontite ed è la causa più diffusa di perdita dell’impianto. I batteri responsabili della perimplantite sono i batteri anaerobi gram negativi, che sono molto simili ai batteri che causano la piorrea, e altri batteri gram positivi, che riscontriamo esclusivamente nella perimplantite.

Ma come ci si accorge se si è affetti da perimplantite? Se noti che la gengiva comincia ad arrossarsi, a cambiare colore e a sanguinare leggermente, questi potrebbero essere dei campanelli d’allarme per l’insorgenza di una perimplantite.

Man mano che l’infiammazione avanza e penetra nell’osso, potresti cominciare a notare una secrezione di pus e a provare del dolore mentre mastichi, con del movimento nell’impianto.

Quali sono le cause della perimplantite?

Innanzitutto, bisogna sottolineare che il parodonto, ovvero l’insieme di tessuti che avvolgono e proteggono il dente dagli agenti esterni, è diverso da quello di una corona avvitata su un impianto dentale.

Non essendoci nell’impianto il legamento parodontale che si interpone tra la radice del dente e l’osso, la probabilità di attacco da parte di agenti batterici esterni aumenta in maniera esponenziale.

In più, le fibre gengivali non aderiscono in un impianto come con i denti naturali e questa è una causa accertata di insorgenza della perimplantite.

Allo stato dell’arte, non esiste una causa precisa in grado di scatenare la perimplantite e si parla, dunque, di fattori scatenanti.

La scarsa igiene orale può, per esempio, favorire l’insorgenza del disturbo riconducibile, in una certa misura, alla presenza di microrganismi patogeni nella placca batterica. 

Se porti un impianto, ricordati perciò di provvedere quotidianamente a una corretta igiene orale al fine di mantenere il presidio e tutta la bocca in buone condizioni.

Sono da considerarsi altri fattori di rischio nello sviluppo della patologia:

  • predisposizione alla parodontite;

  • sovraccarico biomeccanico riconducibile, per esempio, a bruxismo;

  • errato posizionamento dell’impianto.

Vi sono inoltre alcuni fattori che possono favorire l’insorgenza della perimplantite e tra questi troviamo l’abuso di bevande alcoliche e il tabagismo.

Sono, inoltre, da considerarsi possibili fattori scatenanti il diabete mellito e un inadeguato osso di supporto.

Sintomi e diagnosi della perimplantite

I principali sintomi della perimplantite comprendono sanguinamento, dolore costante nell’area circostante l’impianto, presenza di pus e variazione cromatica della gengiva che, tendenzialmente, assume una colorazione diversa dalle altre. In presenza di tali sintomi, rivolgiti al tuo odontoiatra di fiducia e sottoponiti a un’accurata visita di controllo.

La perimplatite viene, difatti, diagnosticata in sede ambulatoriale con l’ausilio di una sonda parodontale preposta all’individuazione di tasche (o solchi gengivali) nell’area immediatamente circostante l’impianto.

Lo specialista può, inoltre, richiedere una radiografia per esaminare più da vicino eventuali perdite ossee all’interno dell’osso di supporto.

Come si cura la perimplantite?

Il trattamento volto alla cura della perimplantite dipende dalla gravità del disturbo, ma in buona parte dei casi si segue il presente iter terapeutico.

Terapia antibiotica per eliminare l’infezione sostenuta da batteri.

Trattamento rigenerativo dei difetti ossei.

Accurata pulizia della superficie dell’impianto per eliminare eventuali tracce di placca batterica.

Sostituzione dell’osso offeso per contenere i rischi di una possibile progressione della malattia.

• Trattamento con laser a diodi.

Come prevenire la perimplantite?

Ci sono delle misure che sia il dentista che il paziente possono adottare per prevenire questa patologia.

Innanzitutto, una corretta pianificazione dell’intervento è di fondamentale importanza.
Il dentista, infatti, dovrà fare delle valutazioni sul singolo caso e prendere in considerazione:

  • la componente genetica, quindi se in famiglia ci sono già stati casi di parodontite;
  • materiali scelti per l’impianto;
  • l’utilizzo di un impianto con superficie ruvida, in quanto da una parte favorisce l’osteointegrazione, ma dall’altra espone l’impianto alla proliferazione batterica.

Tuttavia, gli impianti di ultima generazione sono stati costruiti nell’ottica di ridurre il più possibile il rischio di infezioni intorno all’impianto dentale. In seguito, sta a te curare molto la tua igiene orale e non mancare ai controlli clinici e radiologici.

È inoltre indispensabile una pulizia dentale ogni sei mesi, per rimuovere il tartaro.

È importante sottolineare che anche l’impianto soffre del fumo della sigaretta. Infatti per i fumatori, aumenta la possibilità di sviluppare una perimplantite o una mucosite perimplantare e di perdere l’impianto in seguito all’intervento o dopo qualche anno. Quindi, smetti di fumare, per la tua salute e quella del tuo impianto.

Per quanto riguarda la cura della perimplantite, si comincia con una terapia antibiotica per eliminare i batteri responsabili dell’infezione.

In seguito, si procederà con un trattamento rigenerativo dei difetti ossei e la pulizia della superficie dell’impianto per eliminare la placca batterica accumulata. Infine, c’è la sostituzione dell’osso danneggiato per evitare il progredimento della patologia e il trattamento finale con un laser ai diodi. 

Sottoponiti a visite di controllo periodiche e programma sedute di igiene orale professionale al fine di prevenire eventuali disturbi alla bocca che possono facilmente degenerare in problemi ben più gravi. La rimozione di accumuli di placca batterica sulla superficie dell’impianto e in zona perimplantare è, difatti, fondamentale per prevenire la perimplantite.

Mucosite perimplantare

La mucosite prevede una serie di episodi infiammatori ripetuti e, a differenza della perimplantite, non interessa la struttura ossea, ma solo i tessuti molli.

Questa si può definire come lo stadio iniziale della perimplantite e i sintomi caratteristici sono l’arrossamento della gengiva e il sanguinamento.

Anche la mucosite è causata dalla placca batterica che si deposita attorno all’impianto e porta all’infiammazione delle mucose circostanti.

Per curarla, è necessaria la rimozione della placca batterica attraverso l’igiene orale quotidiana e una seduta di igiene orale dal dentista. Infatti, la mucosite è una malattia reversibile che, se presa in tempo, può essere guarita.

Conclusioni

La perimplantite è un disturbo che può colpire le persone che si sottopongono a interventi di implantologia dentale e portare, se non adeguatamente trattato, alla perdita dell’impianto stesso. 

I fattori che possono scatenare il disturbo sono molteplici, ma nella maggior parte dei casi si tratta di un problema di origine batterica strettamente correlato alla scarsa igiene orale con conseguente accumulo di placca batterica.

Dolorabilità nell’area circostante il presidio, perdita di sangue e formazione di pus sono campanelli d’allarme da non trascurare e in tali casi devi sottoporti, quanto prima, ad accertamenti volti alla diagnosi e alla definizione di un adeguato trattamento.

Impianto dentale ad Arona e Trecate

Per evitare una perimplantite l’esperienza e la professionalità del chirurgo sono la cosa più importante.

Se cerchi uno studio dentale specializzato in impianti dentali e nella cura della perimplantite, Odontobi è il centro specializzato che fa per te. Ci trovi a Castelletto Sopra Ticino, vicino a Novara, Varese, Arona, Trecate, Tradate e Gorla Minore.

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Ascesso dentale - sintomi e rimedi

Ascesso dentale: sintomi e rimedi

Cos’è esattamente un ascesso dentale e come si cura? In questo articolo vi illustreremo passo per passo tutti i dettagli riguardanti questa patologia, dai primi sintomi alla terapia da seguire per non incorrere in complicazioni e ricadute.


Cos’è un ascesso dentale?

Con il termine di ascesso ci si riferisce a un’infezione che colpisce l’interno del dente o della gengiva e che provoca un rigonfiamento carico di liquido batterico, solitamente di colore giallognolo. Distinguiamo due tipologie di ascesso: quello gengivale (o parodontale) che colpisce la struttura di sostegno del dente e si manifesta sulla gengiva; e quello dentale-periapicale, che invece coinvolge il dente vero e proprio e spesso è dovuto ad una carie trascurata. Al primo segnale di dolore, il consiglio è senza dubbio quello di prenotare tempestivamente un controllo dal tuo dentista, che, attraverso un’accurata osservazione dello stato della bocca e dei denti, ed eventualmente anche ricorrendo ad una radiografia, ti saprà dire di cosa di tratta e consigliarti la cura migliore.


Sintomi dell’ascesso dentale

Ma come ci si accorge di avere un ascesso? I sintomi sono inequivocabili perché si tratta di un’infezione particolarmente dolorosa. L’area della gengiva è, infatti, ricca di terminazioni nervose ed è molto vascolarizzata, per cui la percezione del dolore è molto forte. Attraverso l’osservazione è poi facile notare un rigonfiamento sulle pareti gengivali. Ulteriori sintomi possono essere una sensibilizzazione al caldo e al freddo, la difficoltà di masticazione e un gonfiore ai linfonodi del collo. Talvolta un ascesso può dare anche febbre e malessere generale. Non si tratta certo di sintomi trascurabili, per cui è bene intervenire nell’immediato, prima che l’infezione possa danneggiare i denti e l’osso, causando un’infezione diffusa.


Principali cause e fattori di rischio

Ma quali sono le ragioni per cui si può manifestare un ascesso dentale? Trattandosi di un’infezione, i principali responsabili sono i batteri che proliferano all’interno della bocca e che talvolta possono penetrare nel dente e irritarlo. L’ascesso non è altro che la risposta del nostro organismo per difendersi da questi attacchi batterici. Talvolta i residui di cibo possono favorire la proliferazione delle colonie batteriche e, in generale, una pulizia orale poco accurata non aiuta di certo la salute della bocca. Altri fattori di rischio non direttamente collegati, ma che possono influire negativamente sulla comparsa di un ascesso, sono il diabete, il reflusso gastroesofageo, l’abuso di alcol, il fumo e l’assunzione continuativa di cortisone.


Come si cura un ascesso dentale

Passiamo ora a parlare dei rimedi che esistono per curare l’ascesso dentale. Chiaramente il percorso di guarigione da seguire varia in base alla gravità dell’infezione e il tuo dentista di fiducia saprà valutare precisamente lo stato dell’ascesso e consigliarti la terapia migliore. Prima di tutto, bisognerà intervenire con una pulizia adeguata dell’area interessata, per poi passare al drenaggio del liquido purulento contenuto nell’ascesso. La fuoriuscita del liquido è necessaria per risanare la zona dall’infezione. Il dentista potrebbe inoltre consigliarti di prendere degli antibiotici, per evitare eventuali ricadute e combattere del tutto l’infezione. Se il dente è particolarmente coinvolto, potrebbe essere inevitabile un trattamento di devitalizzazione e otturazione e, solamente nei casi più gravi, si arriva a parlare della rimozione del dente. Si tratta di un’eventualità abbastanza rara, che comunque si può correggere con l’installazione di una protesi estetica.


Igiene e prevenzione

In generale, in tutti i casi di infezione la parola d’ordine per guarire, ma anche per prevenirne l’insorgenza, è igiene. Se vuoi evitare qualsiasi problematica a livello della bocca e del cavo orale, è bene mettere in atto comportamenti di pulizia che devono essere quotidiani. Quindi, lavarsi accuratamente i denti usando il filo interdentale ed eseguire risciacqui con un collutorio specifico è la via di prevenzione migliore che puoi seguire! Infine, ricorda che i controlli regolari dal dentista e la pulizia dei denti fatta dall’igienista (almeno 2 volte l’anno) possono aiutarti a prevenire qualsiasi complicazione.


L’ascesso dentale nei bambini

L’ascesso dentale è una patologia infettiva che può interessare non solo gli adulti, ma anche i bambini. Come agire quando l’ascesso colpisce i più piccoli?
Non preoccupiamoci: le cause, i sintomi e le cure sono gli stessi che negli adulti; l’unica differenza è che il nostro piccolo paziente avrà bisogno di più attenzione per sopportare la percezione di un dolore così intenso.
Per aiutarlo possiamo applicare del ghiaccio o degli impacchi di camomilla sulla zona dolorante e fargli fare dei risciacqui tiepidi con acqua e sale per disinfettare la bocca. Inoltre, è bene farlo riposare con la testa sollevata, aiutandoti con dei cuscini, per dare un minor afflusso di sangue alla testa e diminuire, quindi, la sensazione di dolore.

Come per gli adulti, anche nei bimbi è fondamentale l’insegnamento di tutte le pratiche di igiene orale da ripetere almeno due volte al giorno sottolineando l’importanza di tenere pulita la bocca con spazzolino, dentifricio e filo interdentale. Per finire, non dimenticare che un’alimentazione sana, che non preveda l’assunzione eccessiva di bevande zuccherate e dolci, sta alla base del benessere non solo dentale ma di tutto l’organismo.

Dentista a galliate e Romentino

Per la cura di un ascesso il trattamento di un bravo odontoiatra è indispensabile. Odontobi è un centro dentistico specializzato vicino Galliate e Romentino, con uno staff preparato e esperto.

Cosa sono gli impianti zigomatici

Gli impianti dentali sono apparati volti a sostituire uno o più denti naturali con unità artificiali. Le soluzioni proposte sono molteplici, ma in caso di eccessiva perdita d’osso non rigenerabile si propende, previo parere dello specialista, per un impianto zigomatico.

Vediamo, dunque, di che cosa si tratta, quali sono le principali differenze con i sistemi tradizionali e quando si può caricare la protesi. Nella seconda e ultima parte ci soffermiamo, invece, sul profilo del paziente ideale e possibili effetti indesiderati di un intervento di questo genere.

Impianti zigomatici: che cosa sono

Gli impianti zigomatici sono particolari impianti dentali da utilizzarsi in caso di un’importante perdita di struttura ossea non rigenerabile con l’ausilio di altre tecniche chirurgiche. L’osso mascellare di scarsa qualità e quantità non può, difatti, essere caricato con i tradizionali dispositivi poiché manca la base dove l’apparato si fissa e avviene l’osteointegrazione. Gli impianti zigomatici sfruttano, invece, l’osso dello zigomo al quale vengono fissati diagonalmente.

La tecnica chirurgica degli impianti zigomatici prevede un’analisi preliminare che, tramite indagini radiologiche, fotografie ed eventuali calchi, consente di programmare le fasi successive.

L’intervento vero e proprio prevede l’inserimento nel tessuto osseo degli impianti in titanio (viti con dimensioni da 2 a 5 centimetri), alla cui estremità si trovano delle viti di guarigione che chiudono l’impianto. Dopo una fase di circa tre mesi, necessaria per consentire all’impianto di osteointegrarsi, tali viti di guarigione sono asportate, per poter procedere con l’applicazione del pilastro su cui viene cementata la corona protesica provvisoria. Dopo un periodo di tempo variabile e dipendente dalle condizioni dell’osso zigomatico, viene applicata la protesi dentaria definitiva.

Tale metodica permette di evitare l’innesto di tessuto osseo, una modalità particolarmente complessa e che richiede tempi molto lunghi, sia a causa del prelievo di tessuto da un’altra parte del corpo, sia per le tempistiche necessarie per consentire che l’innesto attecchisca. In caso di intervento con impianti zigomatici viene offerto il grande vantaggio di avere a disposizione una dentatura utilizzabile dopo pochi giorni dall’intervento, senza alcuna attesa.

La percentuale di successo di questa tecnica di implantologia è compresa tra il 96% e il 98% dei casi, a dodici anni dall’intervento; si tratta di valori altissimi che confermano la validità e l’efficacia di tale metodica.

Le principali differenze tra impianti tradizionali e zigomatici

L’impianto tradizionale viene fissato all’osso mascellare, mentre lo zigomatico all’osso dello zigomo (arco osseo della guancia). Il diverso punto di ancoraggio si riflette, inoltre, sulla lunghezza complessiva dell’apparato: il tradizionale non supera i 18 mm, mentre lo zigomatico arriva a sfiorarne 55mm perché deve raggiungere un osso sito più in alto.

L’impianto zigomatico possiede, infine, elevate probabilità di successo perché l’osso garantisce ottime condizioni di osteointegrazione e non è soggetto a deterioramento riconducibile a età, patologie del cavo orale e mancanza di elementi dentali. L’intervento viene eseguito in anestesia locale e sedazione cosciente ed è, dunque, più invasivo rispetto a quello richiesto per gli impianti tradizionali.

Impianto zigomatico e carico della protesi

L’intervento per l’inserimento di impianti zigomatici è più complesso, ma ciò non significa che tu debba attendere per caricare la protesi. Questi apparati sono, infatti, generalmente a carico immediato e la protesi provvisoria può essere inserita al termine dell’intervento chirurgico permettendoti così di tornare immediatamente alla vita di tutti i giorni. Il dispositivo definitivo viene, invece, fissato al termine del processo di osteointegrazione e cicatrizzazione della gengiva e dei tessuti intorno all’impianto.

I migliori candidati per un impianto zigomatico

Prima di sottoporti a un intervento di implantologia dentale, devi rivolgerti al tuo odontoiatra di fiducia per un’accurata visita di controllo. Lo specialista valuta, in tale sede, le condizioni del cavo orale e stima con precisione la quantità d’osso e la relativa densità mediante radiografia e altri accertamenti di ultima generazione; l’età e lo stile di vita completano il quadro clinico in modo tale da definire il trattamento più indicato al tuo caso.

In linea generale, le persone anziane prive di denti da molto tempo rappresentano i candidati migliori per gli impianti zigomatici.

Impianti zigomatici: effetti indesiderati dell’intervento chirurgico

L’intervento dura alcune ore e non presenta particolari effetti indesiderati; al termine della procedura puoi accusare dolore e gonfiore in corrispondenza della parte offesa, ma entrambe le condizioni regrediscono spontaneamente nell’arco di alcuni giorni. Segui la terapia antibiotica prescritta dallo specialista e usa ghiaccio e antidolorifici per ridurre la sintomatologia dolorosa.

Effetti collaterali dell’impianto

  • Sinusite. Mal di testa, costipazione, eccessiva produzione di muco, dolori al volto sono gli effetti collaterali più comuni dopo l’intervento. Si possono alleviare anche con semplici lavaggi nasali o con suffumigi a base di oli essenziali di menta ed eucalipto
  • Fistola oro-sinusale. In genere, la lesione tubolare di tipo patologico dovrebbe regredire da sola o altrimenti bisognerà ricorrere ad un intervento chirurgico non invasivo
  • Necrosi della parte superiore dell’impianto
  • Variazione della sensibilità dei denti
  • Fallimento dell’osteointegrazione. 

I vantaggi degli impianti zigomatici

Gli impianti zigomatici possiedono una lunga serie di vantaggi che possono essere così riassunti.

  • Riduzione delle tempistiche
  • Successo garantito nella maggior parte dei casi
  • Possibilità di carico immediato
  • Costi contenuti rispetto alla ricostruzione ossea.

Quali sono gli svantaggi di questa tecnica

Si ricorda comunque che l’implantologia zigomatica è una tecnica che presenta anche alcuni svantaggi. Innanzitutto sono pochi i chirurghi esperti in tale tecnica. Di conseguenza gli studi odontoiatri che la propongono al pubblico effettuano l’intervento chirurgico in collaborazione con ospedali internazionali oppure specialisti, mentre si occupano da soli della pianificazione protesica.

Rispetto agli interventi di innesto osseo, l’inserimento degli impianti zigomatici si caratterizza per essere più doloroso perché il disagio post-operatorio è di livello medio-alto. In genere il dolore è presente per una settimana in media e viene curato con i normali antidolorifici.

Quanto dura un impianto zigomatico?

L’impianto zigomatico dura mediamente 10-15 anni, ma non è possibile fare alcuna previsione a priori perché tutto dipende da molteplici fattori tra cui l’età del paziente.

L’apparato infatti è destinato a durare tutta la vita nelle persone più anziane, mentre nei soggetti più giovani è indispensabile considerare la naturale usura nel tempo.

Se desideri conservare l’impianto zigomatico il più a lungo possibile, ricorda di condurre uno stile di vita sano ed eseguire correttamente le procedure di igiene orale. Il rispetto di queste semplici regole è, infatti, fondamentale se non vuoi rischiare di dovere sostituire prematuramente l’apparato.

Rimozione prematura dell’impianto zigomatico

La rimozione prematura dell’impianto zigomatico è indispensabile in presenza di fallimento precoce e tardivo. Nel primo caso, la mancata o non sufficiente osteointegrazione dell’ausilio può compromettere la guarigione delle ferite richiedendo, quindi, l’estrazione del dispositivo entro alcuni mesi dalla sua installazione. Il fallimento tardivo può, invece, presentarsi in qualsiasi momento in virtù di errori prostetici, stili di vita inadeguati e perimplantite (infezione batterica nell’area circostante l’impianto).

Rimozione dell’impianto zigomatico conseguente a frattura

L’impianto zigomatico talvolta deve essere rimosso per frattura dello stesso. La rottura può verificarsi in qualsiasi momento a seguito di errata pianificazione dell’ausilio o svitamento ed eccessiva sollecitazione, riconducibile alla masticazione.

Occorre però precisare che eventi di questo genere sono in realtà molto rari, anche se non impossibili: nella maggior parte dei casi sono imputabili a svitamento con conseguente perdita di stabilità da parte della protesi.

Conclusioni

Gli impianti zigomatici sono particolari impianti dentali da utilizzarsi in caso di marcata perdita d’osso non rigenerabile con l’ausilio di altre procedure.

Vengono generalmente inseriti a seguito di un’accurata visita di controllo e accertamenti dedicati volti a stimare le reali condizioni in cui versano il cavo orale e l’osso.

L’intervento di applicazione degli impianti zigomatici, più invasivo rispetto alle tradizionali tecniche di implantologia dentale, viene eseguito in anestesia locale e sedazione cosciente e ti consente di tornare a casa, il giorno stesso, con una protesi provvisoria (carico immediato). Il dispositivo definitivo viene, quindi, fissato al termine dei processi di osteointegrazione e cicatrizzazione di gengiva e tessuti.

Impianti dentali: cosa devi sapere sull’All on four

All on four: cosa sapere su questi impianti

Negli ultimi anni sono stati fatti importanti passi in avanti per quanto concerne le tecniche di implantologia dentale migliorando la qualità della vita dei pazienti che necessitano questo tipo di interventi.

Oggi una delle soluzioni da prendere in considerazioni quando è necessario un impianto dentale è l’All on Four.

Si tratta di una nuova tecnica di implantologia dentale che si dimostra adatta soprattutto per quei pazienti che hanno perso tutti i denti su una, oppure su tutte e due le arcate. Si tratta di una vera e propria rivoluzione del settore in quanto, fino a qualche tempo fa, per queste problematiche non c’erano protesi fisse, ma soltanto quelle mobili con tutte le problematiche collegate.

Questo approccio innovativo prevede l’innesto di quattro impianti posizionati in maniera strategica in diverse zone della mascella oppure in alternativa anche della mandibola. L’importante è scegliere una zona che presenti una certa quantità di osso per garantire durata e resistenza.

In particolare, una volta individuati i punti ottimali, si vanno ad inserire i quattro impianti sui quali viene fissata la protesi fissa che ovviamente permette molti più vantaggi sia durante la masticazione che nei rapporti sociali.

Un ulteriore vantaggio dell’All on four, è rappresentato dalle dimensioni più ridotte dell’impianto. Questo consente di avere una migliore masticazione e soprattutto di poter esercitare una maggiore forza e quindi poter degustare piatti e tipologie di cibo per così dire più duri.

Insomma, la tecnica All on four si pone l’obiettivo di darti un impianto che sia del tutto simile ai denti veri sia dal punto di vista estetico che per quanto riguarda la funzionalità.

Si può sempre fare l’impianto all on four?

Per l’utilizzo di questa tecnica non ci sono particolari preclusioni se non alcuni vincoli oggettivi.

Innanzitutto, è importante disporre di un certo quantitativo di osso dove inserire gli impianti previsti.

In aggiunta, il paziente non deve essere affetto da patologie come diabete mellito o ipertensione arteriosa. In realtà in queste situazioni sarà il medico a valutare con attenzione ogni caso specifico.

Altro aspetto essenziale da soddisfare per poter pensare all’All on four è l’igiene orale. Se questa non è stata osservata sufficientemente in passato, sarà necessario allinearsi alle abitudini igieniche previste per il cavo orale e, soltanto dopo un periodo di stabilizzazione, ci si potrà sottoporre all’intervento previsto per il fissaggio dell’impianto.


E il dolore?

Trattandosi di un vero e proprio intervento spesso ci si chiede se ci sarà dolore e in quale misura.

Il dolore è un aspetto piuttosto soggettivo per cui può variare da paziente a paziente. Tuttavia, nel caso ci fosse dolore, il medico saprà consigliarvi o eventualmente prescrivere la giusta soluzione. Resta comunque il fatto che nella stragrande maggioranza dei casi, il dolore, se presente, svanisce entro le 48 ore dall’intervento.

Consigli per il post intervento

E’consigliabile nei giorni successivi all’intervento osservare il riposo evitando sforzo fisico intenso. Inoltre, per minimizzare i tempi di recupero e soprattutto l’eventuale dolore insorto, si possono utilizzare impacchi di ghiaccio da appoggiare sulla zona trattata. Questo permetterà anche di prevenire la possibile formazione di ematomi o edemi.

Per qualche giorno sarebbe meglio non utilizzare lo spazzolino da denti per pulire la superficie della ferita. E’consigliabile invece l’utilizzo del colluttorio per l’igiene orale.

Un capitolo a parte riguarda i fumatori i quali dovranno certamente evitare le sigarette soprattutto nei primi giorni dopo l’intervento perché il fumo potrebbe comportare conseguenze negative sul percorso di guarigione della ferita.

Impianto dentale Allo on Four ad Arona e Trecate

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Come funziona l’ortodonzia invisibile e per chi è indicata

L’ortodonzia si propone di correggere eventuali difetti dentali che possono compromettere, in adulti e bambini, l’estetica del sorriso e la corretta funzione masticatoria. L’ortodonzia invisibile ti consente, in modo particolare, di sfoggiare un sorriso splendente con l’ausilio di apparati di ultima generazione come il trattamento Invisalign ® . Vediamo, dunque, nel dettaglio che cosa sono le mascherine dentali invisibili, come si usano, chi può sottoporsi a questo genere di trattamento e quali sono i principali benefici associati al loro corretto uso.


Che cos’è l’ortodonzia invisibile

L’ortodonzia tradizionale si è evoluta nel tempo arrivando a proporre apparecchi invisibili per correggere difetti di malocclusione imputabili al disallineamento dei denti. Il mercato propone diversi tipi di apparecchi invisibili e tra questi vi sono dispositivi fissi (esterni e interni) e mascherine trasparenti.

Gli ausili invisibili, particolarmente richiesti da pesone attente a comfort ed estetica, sono la soluzione perfetta se desideri migliorare il tuo sorriso senza i disagi correlati all’apparecchio fisso.

Invisalign ® : l’apparecchio invisibile

La mascherina dentale invisibile è, allo stato dell’arte, la soluzione ottimale per il riallineamento dei denti perché consente di portare i singoli elementi nella posizione desiderata. Uno dei più noti è l’apparecchio Invisalign ®.


Come funziona l’apparecchio invisibile

Il trattamento di ortodonzia invisibile agisce attraverso una serie di mascherine progressive, che accompagnano i miglioramenti dell’allineamento dentale del paziente correggendo sempre più i difetti della dentatura.
Ogni singola mascherina invisibile deve essere indossata per circa quindici giorni in modo tale da favorire il progressivo spostamento dei denti nel tempo. Ricordati di estrarre l’apparecchio dalla bocca ogni volta che mangi, bevi e ti lavi i denti. Abolisci, se possibile, il fumo di sigarette perchè la nicotina e le altre sostanze nocive possono alterare il colore del dispositivo inficiandone la trasparenza. Sottoponiti, infine, a periodiche visite di controllo (ogni sei settimane circa) al fine di monitorare l’andamento del trattamento che dura generalmente da sei a quindici mesi.


Chi può usare le mascherine dentali invisibili

L’apparecchio invisibile è indicato per il trattamento di adulti e adolescenti nei seguenti casi.

  • Affollamento dentale: i denti hanno poco spazio e non possono crescere nella giusta direzione.
  • Morso crociato: i denti presenti nell’arcata inferiore spingono su quelli superiori.
  • Importanti spaziature tra i denti (condizione meglio nota come diastema).
  • Denti mal posizionati a seguito dell’uso dell’apparecchio.

I principali vantaggi dell’ortodonzia invisibile

Le mascherine trasparenti vantano innumerevoli vantaggi:

  • Dispositivo invisibile in grado di riallineare i denti senza arrecarti imbarazzo.
  • Ausilio versatile completamente rimovibile che ti consente di mangiare, bere e procedere all’igiene orale senza alcun disagio.
  • Dispositivo personalizzato sulla base delle tue esigenze personali e della conformazione dei denti in modo tale da donarti il massimo comfort possibile.
  • Ausilio dall’alto valore estetico che può essere indossato da adulti e bambini.
  • Dispositivo facile da igienizzare.
  • Apparato in grado di prevenire l’usura dentale riconducibile al bruxismo.

Le mascherine invisibili hanno rivoluzionato il mondo degli apparecchi ortodontici per regalarti uno splendido sorriso con il massimo comfort possibile. Gli aligner personalizzati devono essere tenuti in bocca per circa 22-23 ore al fine di favorire il graduale spostamento dei denti e sostituiti ogni due settimane fino al termine del trattamento che dua circa 12-18 mesi.

Le mascherine sono pratiche da indossare, non arrecano alcun disagio e possono essere usate da adulti e bambini; ti consentono di mangiare e bere liberamente e non ostacolano l’igiene orale quotidiana.

Trattamento Invisalign ® a Sumirago e Besnate

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Lo sbiancamento dei denti dal dentista: come funziona?

Lo sbiancamento dentale è uno dei trattamenti di estetica dentale maggiormente richiesti, ma come funziona e quali sono le fasi di un trattamento di sbiancamento professionale effettuato dal dentista? Stile di vita e alimentazione possono alterare notevolmente il colore naturale dei denti e rivolgersi a un dentista è la soluzione migliore per uno sbiancamento professionale e duraturo.
Andiamo ora a scoprire che come funziona lo sbiancamento dentale effettuato dal dentista, le differenze con uno sbiancamento fatto in casa e se vi sono controindicazioni ed effetti collaterali.

Per lo sbiancamento dei denti professionale effettuato in uno studio dentistico rivolgiti all’esperienza del Centro Odontobi.
Scopri di più sul trattamento professionale di sbiancamento dentale

Sbiancamento dentale professionale o a casa

Lo sbiancamento dentale, meccanico o chimico, può essere effettuato in casa o in uno studio odontoiatrico, e si tratterà in questo caso di trattamento professionale. Per effettuare lo sbiancamento dentale a casa è possibile acquistare i prodotti appositi come gel e mascherine sbiancanti, mentre nel secondo caso lo sbiancamento verrà effettuato all’interno di uno studio odontoiatrico.
Lo sbiancamento dei denti di tipo professionale viene anche chiamato bleaching e viene effettuato dall’odontoiatra o dall’igienista dentale. Quella dello sbiancamento dentale professionale è la soluzione più efficace, sia in termini di risultati che di durata, con un sorriso più bianco, più a lungo.

Come funziona lo sbiancamento dal dentista

Se si decide di effettuare un trattamento di sbiancamento dentale professionale dal dentista ci sono una serie di fasi e step da seguire, che permettono di ottenere il miglior risultato per il estetico per i propri denti.
Come funziona lo sbiancamento dentale? Ecco le principali fasi

Air Polishing: pulizia e detartasi

La prima fase per lo sbiancamento dei denti è la detartrasi, un’accurata igiene orale volta alla rimozione di tracce di tartaro, placca e possibili pigmentazioni esterne. I denti vengono puliti grazie all’air polishing, con un getto di aria, acqua e bicarbonato di sodio.

Bleaching: sbiancamento con led e agenti sbiancanti

Il bleaching è lo sbiancamento dentale vero e proprio, fase cruciale del trattamento estetico che utilizza agenti chimici ad azione sbiancante (gel di perossido di idrogeno al 38% o gel a base di perossido di carbammide al 45%) e lampade a led o laser che permettono di attivare e far funzionare gli agenti sbiancanti rendendo lo sbiancamento efficace. Gli agenti sbiancanti più utilizzati sono il perossido di idrogeno, un gel che si applica sulla superficie dentale, e il perossido di carbammide, utilizzato nelle mascherine sbiancanti.
Per funzionare e rendere efficace lo sbiancamento dei denti gli agenti sbiancanti devono essere attivati da una luce led o laser. Una volta che vengono colpiti dalla sorgente luminosa gli agenti sbiancanti rilasciano radicali liberi che penetrano, dunque, nei denti dove innescano reazioni di ossidoriduzione che conducono alla frammentazione delle molecole delle macchie in particelle più piccole facilmente eliminabili.

Come funziona lo sbiancamento per i denti devitalizzati

Lo sbiancamento professionale dei denti può essere eseguito, come precedentemente accennato, su denti vitali e devitali; in quest’ultimo caso le operazioni sono, però, leggermente più complesse e lunghe. Il perossido d’idrogeno al 35% viene inserito direttamente nei denti oggetto del trattamento e l’odontoiatra esegue un’otturazione provvisoria. Dopo alcuni giorni sarà necessario tornare dal dentista per sottoporsi a nuovi accertamenti: lo specialista valuta, in tale sede, il grado di sbiancamento ottenuto e può effettuare, se necessario, un secondo trattamento.

Controindicazioni ed effetti indesiderati dello sbiancamento dei denti

Lo sbiancamento professionale dei denti è un trattamento odontoiatrico non esente da controindicazioni e effetti indesiderati, comunque transitori e non gravi. Nei giorni immediatamente successivi all’intervento si possono accusare lievi irritazioni gengivali e una maggiore sensibilità termica. Queste manifestazioni sono comunque contenute grazie all’uso, in fase di sbiancamento, di presidi dedicati per la protezione di gengive, lingua e labbra. Possono, infine, manifestarsi leggere gengiviti, ma le stesse regrediscono spontaneamente nell’arco di 24-48 ore.
Lo sbiancamento professionale dei denti è, infine, controindicato in soggetti di età inferiore a 14 anni e donne in stato interessante o in corso di allattamento. Non possono, inoltre, sottoporsi al trattamento persone allergiche all’agente sbiancante e soggetti affetti da patologie croniche.

Prima di effettuare lo sbiancamento, ricorda di prenotare una visita di controllo dal tuo odontoiatra di fiducia al fine di escludere l’eventuale presenza di carie, tartaro e gengiviti.

Sbiancamento denti: come funziona e quali metodi?

Lo sbiancamento dei denti consiste in un’operazione non invasiva ai fini estetici, volta a rimuovere le macchie e gli inestetismi comparsi con il tempo sulla superficie esterna delle arcate dentali. A causare questo problema sono prevalentemente alcuni agenti aggressivi esterni, come il fumo e la caffeina, per esempio.

Lo sbiancamento professionale dei denti è dunque una tecnica medica estetica che, se svolta accuratamente, è davvero in grado di ricondurre il sorriso al bianco originario naturale.

Pur non trattandosi di un intervento, questa operazione va ponderata attentamente e non è priva di controindicazioni ed effetti collaterali, per questo motivo la tecnica utilizzata dall’igienista deve essere valutata attentamente in base alla situazione di partenza del paziente. Ma, andiamo con ordine e vediamo nel dettaglio perché i denti tendono a scurirsi e macchiarsi.

Denti macchiati o scuri: le cause

Per affrontare quelle che sono le cause del deterioramento estetico a carico dei denti è necessario partire dalla consapevolezza che il nostro sorriso, proprio come il corpo nel suo insieme, subisce gli effetti del tempo e diviene via via più accessibile agli agenti aggressivi provenienti dall’inquinamento, dalle scelte di vita e dall’alimentazione che si adotta. Gli effetti del tempo, in particolare, si traducono in una maggiore sensibilità della superficie esterna dei denti e in una tendenza alla variazione del loro colore, che passa dal bianco naturale al grigio o al giallo, unitamente alla comparsa di macchie scure.

Ciò che viene intaccato, quando si osserva questa mutazione graduale, non è lo smalto, bensì la dentina, che perde la sua brillantezza e il tipico colore bianco candido. Lo smalto invece, con il tempo, inizia ad assorbire i pigmenti dei cibi, del fumo e delle bevande coloranti come la caffeina, dando vita a macchie scure sulla superficie.

Sbiancamento dei denti: quando è la soluzione migliore

Ogni caso è a sé, pertanto non è detto che tutte le situazioni si risolvano con il medesimo trattamento di sbiancamento. È il dentista, infatti, che – dopo una visita accurata – deve valutare come procedere. Bisogna infatti considerare che tale procedura medico estetica risulta sicuramente valida per l’eliminazione di macchie e ingiallimento causati da una cattiva igiene o da controproducenti abitudini quotidiane, ma non sempre le cause della deteriorazione estetica dei denti sono da ricercarsi in questi fattori.

Vi sono infatti anche motivi genetici e predisposizioni ereditarie, oltre all’eventualità di dover assumere dei farmaci colpevoli di deteriorare lo smalto.

Sbiancamento dei denti: come funziona?

Allo stato attuale, esistono differenti modalità di sbiancamento e sono chiaramente sempre più legate alle nuove tecnologie.

È possibile, infatti, realizzare lo sbiancamento sia in maniera prettamente meccanica, sia con l’aggiunta di sostanze coadiuvanti. L’obiettivo è chiaramente quello di far scomparire dalla dentina e dallo smalto le macchie e i colori innaturali e sgradevoli.
E’ bene sottolineare che, con il tempo, si è affermato sempre più da parte dei pazienti il desiderio di avere denti bianchissimi, basti pensare all’innumerevole quantità di prodotti attualmente pubblicizzati e venduti nei supermercati, che promettono di sbiancare efficacemente il sorriso. Ciò che è certo è che il supporto e la supervisione di un medico dentista non può e non deve mancare durante un’operazione simile, affinché il lavoro sia accurato e su misura per le esigenze del paziente. Vediamo insieme le diverse opzioni disponibili attualmente.

Sbiancamento dei denti in modo meccanico.

Questa operazione si basa sull’utilizzo di prodotti specifici come pomice e bicarbonato, due agenti dotati di un forte potere abrasivo, davvero efficace sulle macchie scure. Questo metodo, per quanto performante dal punto di vista della pulizia, non è molto utile per restituire la naturale brillantezza alla dentatura, pertanto viene utilizzato come primo step di un percorso diversificato e mirato all’ottenimento di un sorriso pulito e brillante.

Sbiancamento con sostanze decoloranti.

Questa metodologia offre solitamente dei risultati molto positivi anche se non è priva di effetti collaterali, in quanto le sostanze che utilizza sono aggressive. Alcuni di questi inconvenienti sono rappresentati da una sensibilità dentinale post trattamento che si può protrarre fino a 3 giorni dopo l’operazione. In presenza di otturazioni, tale fastidio può durare anche mesi.

Sbiancamento a laser con lampade led.

Questa metodologia d’avanguardia rappresenta un’ottima ed innovativa soluzione per lo sbiancamento dei denti, grazie alla sua particolare efficacia e alla scarsità di effetti collaterali: basti pensare che non vi sono controindicazioni particolari per i pazienti. La dinamica di tale operazione prevede la distribuzione sui denti di un apposito gel a base di perossido d’ossigeno, che viene poi “attivato” grazie a lampade led, capaci di velocizzare il processo di sbiancamento. La durata media dell’efficacia di questo trattamento varia dai 12 ai 24 mesi, dopo due anni il paziente può sottoporsi nuovamente all’operazione.

Come abbiamo visto, le metodologie di sbiancamento dei denti sono differenti e in continua evoluzione. Grazie alla tecnologia sempre in fermento, al giorno d’oggi, è possibile ricorrere a sistemi efficaci, senza particolari effetti collaterali.

Clinica Odontoiatrica situata tra Novara e Varese | Odontoiatria Pediatrica

Bambini e denti da latte: quando procedere all’estrazione

I denti da latte, in gergo medico chiamati denti decidui, cominciano a formarsi tra i sei e i dieci mesi di vita del bambino, quando i primi a comparire nella bocca del neonato sono i due incisivi centrali inferiori. Tra gli otto e i tredici mesi spuntano gli incisivi centrali e laterali superiori e poi il primo molare e i canini. La dentatura da latte del bambino si completa tra i ventitré e i trentatré mesi di vita, quando fanno la loro comparsa anche i secondi molari inferiori e superiori e, in totale, i denti decidui sono venti: quattro incisivi centrali, quattro incisivi laterali, quattro canini e otto molari. I denti da latte sono molto importanti per il corretto sviluppo fisico e psichico di ogni bambino, perché gli consentono sia una adeguata masticazione sia la giusta fonazione. Per questo motivo, è fondamentale seguirne lo sviluppo e accertarsi che cadano nei tempi corretti, così da evitare lo spiacevole problema dei denti storti.

Un pedodontista, il dentista dei bambini, saprà valutare i casi nei quali sarà necessaria l’estrazione dei dneti da latte.

Quando è necessaria l’estrazione dei denti da latte

Innanzitutto, bisogna partire dal presupposto che il cambio dei denti, in gergo medico chiamato “permuta”, è un processo del tutto naturale e per questo motivo, quando ciò non accade nei tempi corretti, è necessario intervenire chirurgicamente. Tuttavia, non bisogna subito allarmarsi quando i denti da latte del proprio bambino non cadono, perché ogni bambino è diverso dall’altro ed è impossibile sapere con precisione quando devono cadere. Solitamente, ciò succede nello stesso ordine in cui sono spuntati, ma non sempre è così perché, per esempio, le femminucce tendono a essere più precoci rispetto ai maschietti. In linea di massima, comunque, i primi denti da latte dovrebbero cadere tra i cinque e i sette anni (gli incisivi), tra gli otto e i dieci dovrebbe toccare ai molaretti, tra i nove e gli undici anni dovrebbero andar via i canini e tra i dieci e i dodici i secondi molari. Se ciò non accade, è consigliabile rivolgersi al proprio pediatra, perché solo lui saprà dirvi se c’è necessità di chiedere aiuto a un dentista esperto di pedodonzia. Le cause della mancata caduta dei denti da latte possono essere diverse, tra queste la possibilità che i denti definitivi trovino ostacoli nel loro percorso e siano costretti a deviare traiettoria, non andando più a spingere il dente da latte che così rimane al suo posto. Inoltre, si può soffrire di agenesia, ovvero la mancanza di uno o più elementi dentari permanenti sottostanti o di soprannumerari, cioè la presenza di denti extra nell’arcata. In tutti e due i casi, i denti definitivi non operano quella indispensabile pressione sui denti da latte che li stacca e li fa cadere e, quindi, si rende necessario l’intervento chirurgico.

Perché procedere all’estrazione dei denti da latte

Per prevenire eventuali problemi con la caduta dei denti decidui, è consigliabile sottoporre il bambino a una visita dentistica entro i quattro anni, in modo tale da tenere sotto controllo il loro sviluppo e individuare con sufficiente anticipo eventuali problemi. Togliere i denti da latte nei tempi corretti è indispensabile, perché questi hanno, tra le altre cose, l’importante compito di mantenere la giusta distanza tra i denti permanenti. Se questo spazio non viene rispettato, i denti definitivi possono crescere storti o comparire nella posizione sbagliata, quindi se ci si accorge che quelli stabili stanno spingendo per uscire mentre quelli da latte non sono ancora caduti, allora è il momento di ricorrere all’estrazione chirurgica. Questo tipo di intervento è ormai diventato una routine, grazie alle moderne tecniche in materia di anestesia computerizzata, cosicché i bambini possano affrontare la cura senza dolore né paura. Molto spesso, però, questo tipo di estrazione finisce per coinvolgere anche i denti definitivi e viene chiamata “seriale”. Secondo la medicina ortodontista, l’estrazione seriale è “la programmazione di estrazioni selettive dei denti decidui e, a volte, dei denti permanenti lungo un certo arco di tempo con l’obiettivo di diminuire l’affollamento e facilitare la crescita dei denti rimanenti nella miglior posizione”. In questo modo, viene favorito sia il corretto allineamento dell’arcata dentaria, sia la sua funzionalità perfetta ed esteticamente gradevole.

Dentista per bambini a Bellinzago Novarese e Cameri

Per le cure dentali dei bambini si consiglia sempre uno specialista in pedodonzia, esperto nei disturbi dentali più diffusi in infazia.
Odontobi, a pochi chilometri da Bellinzago Novarese e Cameri, ha nel suo staff pedodontisti specializzati nella cura dei bambini.

Clinica Odontoiatrica situata tra Novara e Varese | Odontoiatria Pediatrica

Odontoiatria Pediatrica: il bambino diabetico in odontoiatria

Il diabete è una patologia metabolica cronica, caratterizzata da un aumento della glicemia e da un’alterazione del metabolismo, provocate da un deficit del funzionamento di un ormone secreto dal pancreas, noto come insulina. 

Esso si manifesta con svariati sintomi, tra cui emergono principalmente l’aumento della fame, della sete e del bisogno di urinare. Si tratta di una patologia che, se curata in maniera adeguata, tramite l’utilizzo di farmaci e l’adozione di una dieta corretta, garantisce aspettative di vita al pari di una persona sana. Tutto questo è stato reso possibile grazie ai numerosi progressi della medicina in seguito ad un aumento della sua incidenza, che cresce di anno in anno. Mentre fino a poco tempo fa privilegiava quasi esclusivamente i soggetti adulti, oggi l’età di insorgenza è nettamente diminuita, arrivando a colpire anche i giovani e talvolta, anche i bambini.

Per curare la salute orale dei bambini diabetici interviene l’Odontoiatria Pediatrica, una branca della medicina di recente nascita, specializzata in diversi settori. Essa si occupa di trattare adeguatamente la dentatura decidua dei più piccoli, al fine di preservare quella definitiva, senza in alcun modo traumatizzare i piccoli pazienti, anzi, mira a creare degli spazi pensati appositamente per metterli a proprio agio. Spesso in sala d’aspetto sono presenti giochi e libri per intrattenerli anche tramite l’ausilio di video lezioni che spiegano loro in cosa consiste il lavoro del dentista e quanto sia importante nella loro crescita.

Diversi studi hanno evidenziato una correlazione tra il diabete e l’aumento di disturbi odontoiatrici. Quindi, è probabile che un paziente diabetico possa essere maggiormente soggetto ad infezioni del cavo orale, il che potrebbe essere utile anche preventivamente, per formulare una diagnosi nel paziente che ancora non sa di avere la malattia. Nonostante ciò, un bambino diabetico, non ha bisogno di recarsi dal dentista in maniera più frequente rispetto ad un coetaneo non affetto da tale patologia. Infatti, è consigliato recarsi dal dentista almeno tre o quattro volte l’anno, in tutti i casi. Piuttosto, ciò che fa la differenza è il modo in cui vengono strutturate le visite odontoiatriche. Esse verteranno principalmente sulla prevenzione di eventuali disturbi o patologie del cavo orale, tramite accurati trattamenti da parte dello specialista, dal momento in cui tali soggetti risultano maggiormente esposti al rischio di contrarre malattie.

Quali sono i problemi maggiormente frequenti in bambini diabetici? 

  • Le gengive diventano particolarmente sensibili, quindi vi è un aumentato rischio di infiammazione 
  • La malattia parodontale si manifesta con più frequenza e con maggiore gravità rispetto al normale 
  • Si alza il rischio dell’insorgenza di carie ai denti, perché il flusso di saliva è ridotto e appare parecchio appiccicosa 
  • Aumenta la proliferazione di germi e batteri, noti anche come placca batterica, come conseguenza dell’innalzamento della glicemia 

L’unico aspetto positivo della situazione è rappresentato dal fatto che una dieta per diabetici prevede una quasi totale esclusione di zuccheri raffinati, che generalmente risultano essere più dannosi per lo sviluppo delle carie.

Le regole che stanno alla base di una corretta igiene orale dovranno essere rispettate dal bambino, che dovrà essere opportunamente indirizzato non solo dal dentista, ma soprattutto dai genitori, che svolgono un ruolo fondamentale in tale ambito. Queste prevedono uno spazzolamento corretto di almeno tre minuti, per almeno tre o quattro volte al giorno, subito dopo i pasti. La scelta dello strumento adatto è molto importante, infatti, oltre al classico spazzolino, si potrebbe utilizzare anche uno scovolino o un mono ciuffo, perché sono entrambi molto piccoli, dunque, consentono di penetrare in spazi più difficili da raggiungere normalmente. In alternativa, si potrebbe optare anche per un classico filo interdentale, al fine di rimuovere la presenza di possibili residui tra i denti. Talvolta, sarebbe opportuno abbinare anche un collutorio apposito, a base di ingredienti naturali, in modo che non risulti aggressivo, per prevenire la carie o la proliferazione di batteri, che rilascia contemporaneamente un piacevole senso di freschezza alla bocca. L’alimentazione del bambino dovrà essere stipulata opportunamente da un nutrizionista, oltre che per mantenere stabili i livelli di glucosio nel sangue, anche per limitare quanto più possibile l’insorgenza di carie o di patologie legate alla bocca.

Odontobi Dental Clinic | All on 4

Tenica All on four come soluzione per mancanza totale di denti

La perdita totale dei denti è un serio problema che comporta gravi ripercussioni fisiche e psicologiche sui pazienti interessati. Nel nostro Paese crescono i casi di pazienti edentuli e il numero sembra destinato ad aumentare ancora con il passare del tempo.

Tra l’altro, la condizione caratterizzata dalla mancanza di denti (edentulismo), può manifestarsi in entrambe le arcate e interessare sia i soggetti anziani che i giovani. Le cause sono di natura diversa: per gli anziani la perdita è riconducibile all’invecchiamento, mentre sui giovani influiscono la scarsa igiene orale e le patologie infiammatorie relative al cavo orale. Le conseguenze sono fastidiose, la masticazione diventa molto complicata e viene intaccato pure il processo digestivo. Ma veniamo al punto e vediamo insieme la soluzione per risolvere la problematica con la tecnica All on four: una speciale rivoluzionaria procedura di lunga durata, con cui la protesi dentale viene ancorata in maniera resistente e con profitti eccellenti dal punto di vista estetico.

Tecnica All on four per la risoluzione del problema

Tra le soluzioni più utilizzate per contrastare il fenomeno della perdita dei denti conoscerai sicuramente le protesi mobili. Purtroppo non di rado tali protesi dimostrano poca stabilità e vanno costantemente rimosse ai fini della cura dell’igiene orale. Agli aspetti pratici vanno poi aggiunti quelli di carattere psicologico, in quanto a nessuno piace portare “le dentiere”.
In soccorso, da alcuni anni, è arrivata una tecnica che punta a una definitiva risoluzione della problematica: All on four.

Una tecnica implantologica che permette di usare le arcate dentali anche a seguito di danni gravi. La tecnica All on four consente in virtù di un unico intervento di collocare quattro impianti con un procedimento a carico immediato. Si tratta quindi dell’applicazione di impianti strategicamente posizionati, al di sopra dei quali verrà collocata la protesi in maniera permanente. Tale metodologia comporta il recupero delle funzioni dopo un brevissimo arco di tempo, al contrario dei metodi tradizionali che generalmente per un recupero totale delle funzioni dentali richiedono alcuni mesi.

In ogni caso, di fronte a una necessità simile, l’importante che tu ti rivolga a professionisti estremamente esperti e con la piena coscienza del settore chirurgico. La tecnica All on four garantisce un eccellente ripristino della masticazione e un “nuovo” sorriso, solo a condizione di essere praticata da seri professionisti. Come in ogni campo, per ottimizzare i risultati delle nuove tecniche, la mano dello specialista è fondamentale.

Tecnica implantologica All on four: principali benefici

In primo luogo, tra i vantaggi di questa tecnica implantologica, i tempi di recupero delle funzioni dentali rivestono un ruolo primario. Con le tradizionali tecniche, infatti, i tempi si allungano perché servono diversi mesi per ripristinare completamente un’arcata dentale, mentre con la nuova metodologia i risultati sono praticamente immediati. Con la tecnica implantologica All on four, a seguito di una visita mirata all’accertamento della fattibilità dell’intervento, si darà avvio alla procedura a carico immediato con anestesia parziale o locale, un intervento dunque indolore. Inoltre, l’efficienza dei materiali usati non comporterà alcuna reazione di rigetto per il paziente, non esistono controindicazioni e l’età anagrafica non costituisce nessun impedimento. Un trattamento speciale valido, affidabile e vantaggioso, come dimostrato da molti studi di settore condotti da autorevoli fonti.

Riassumendo, i principali vantaggi della tecnica All on four sono i seguenti:

  • utilizzo di materiali di alta qualità;
  • trattamento semplice e guarigione veloce;
  • uso di quattro impianti soltanto e tempi brevi;
  • garanzia a lungo termine.

Una serie di vantaggi di cui devi tener conto per eventualmente usufruire di tutti i benefici assicurati dalla tecnica implantologica All on four e ottimizzare così i risultati in tempi rapidissimi.

Impianto all on four a Galliate e Romentino

Per un impianto all on four è fondamentale rivolgersi a dei professionisti esperti. Vicino a Galliate e a Romentino Odontobi è un centro di implantologia specializzato in tecnica all on four. Contattaci per un consulto o per una prima visita!