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    Cosa sono gli impianti zigomatici

    Gli impianti dentali sono apparati volti a sostituire uno o più denti naturali con unità artificiali. Le soluzioni proposte sono molteplici, ma in caso di eccessiva perdita d’osso non rigenerabile si propende, previo parere dello specialista, per un impianto zigomatico.

    Vediamo, dunque, di che cosa si tratta, quali sono le principali differenze con i sistemi tradizionali e quando si può caricare la protesi. Nella seconda e ultima parte ci soffermiamo, invece, sul profilo del paziente ideale e possibili effetti indesiderati di un intervento di questo genere.

    Impianti zigomatici: che cosa sono

    Gli impianti zigomatici sono particolari impianti dentali da utilizzarsi in caso di un’importante perdita di struttura ossea non rigenerabile con l’ausilio di altre tecniche chirurgiche. L’osso mascellare di scarsa qualità e quantità non può, difatti, essere caricato con i tradizionali dispositivi poiché manca la base dove l’apparato si fissa e avviene l’osteointegrazione. Gli impianti zigomatici sfruttano, invece, l’osso dello zigomo al quale vengono fissati diagonalmente.

    Le principali differenze tra impianti tradizionali e zigomatici

    L’impianto tradizionale viene fissato all’osso mascellare, mentre lo zigomatico all’osso dello zigomo (arco osseo della guancia). Il diverso punto di ancoraggio si riflette, inoltre, sulla lunghezza complessiva dell’apparato: il tradizionale non supera i 18 mm, mentre lo zigomatico arriva a sfiorarne 55mm perché deve raggiungere un osso sito più in alto.

    L’impianto zigomatico possiede, infine, elevate probabilità di successo perché l’osso garantisce ottime condizioni di osteointegrazione e non è soggetto a deterioramento riconducibile a età, patologie del cavo orale e mancanza di elementi dentali. L’intervento viene eseguito in anestesia locale e sedazione cosciente ed è, dunque, più invasivo rispetto a quello richiesto per gli impianti tradizionali.

    Impianto zigomatico e carico della protesi

    L’intervento per l’inserimento di impianti zigomatici è più complesso, ma ciò non significa che tu debba attendere per caricare la protesi. Questi apparati sono, infatti, generalmente a carico immediato e la protesi provvisoria può essere inserita al termine dell’intervento chirurgico permettendoti così di tornare immediatamente alla vita di tutti i giorni. Il dispositivo definitivo viene, invece, fissato al termine del processo di osteointegrazione e cicatrizzazione della gengiva e dei tessuti intorno all’impianto.

    I migliori candidati per un impianto zigomatico

    Prima di sottoporti a un intervento di implantologia dentale, devi rivolgerti al tuo odontoiatra di fiducia per un’accurata visita di controllo. Lo specialista valuta, in tale sede, le condizioni del cavo orale e stima con precisione la quantità d’osso e la relativa densità mediante radiografia e altri accertamenti di ultima generazione; l’età e lo stile di vita completano il quadro clinico in modo tale da definire il trattamento più indicato al tuo caso.

    In linea generale, le persone anziane prive di denti da molto tempo rappresentano i candidati migliori per gli impianti zigomatici.

    Impianti zigomatici: effetti indesiderati dell’intervento chirurgico

    L’intervento dura alcune ore e non presenta particolari effetti indesiderati; al termine della procedura puoi accusare dolore e gonfiore in corrispondenza della parte offesa, ma entrambe le condizioni regrediscono spontaneamente nell’arco di alcuni giorni. Segui la terapia antibiotica prescritta dallo specialista e usa ghiaccio e antidolorifici per ridurre la sintomatologia dolorosa.

    Effetti collaterali dell’impianto

    • Sinusite. Mal di testa, costipazione, eccessiva produzione di muco, dolori al volto sono gli effetti collaterali più comuni dopo l’intervento. Si possono alleviare anche con semplici lavaggi nasali o con suffumigi a base di oli essenziali di menta ed eucalipto
    • Fistola oro-sinusale. In genere, la lesione tubolare di tipo patologico dovrebbe regredire da sola o altrimenti bisognerà ricorrere ad un intervento chirurgico non invasivo
    • Necrosi della parte superiore dell’impianto
    • Variazione della sensibilità dei denti
    • Fallimento dell’osteointegrazione. 

    I vantaggi degli impianti zigomatici

    Gli impianti zigomatici possiedono una lunga serie di vantaggi che possono essere così riassunti.

    • Riduzione delle tempistiche
    • Successo garantito nella maggior parte dei casi
    • Possibilità di carico immediato
    • Costi contenuti rispetto alla ricostruzione ossea.

    Quali sono gli svantaggi di questa tecnica

    Si ricorda comunque che l’implantologia zigomatica è una tecnica che presenta anche alcuni svantaggi. Innanzitutto sono pochi i chirurghi esperti in tale tecnica. Di conseguenza gli studi odontoiatri che la propongono al pubblico effettuano l’intervento chirurgico in collaborazione con ospedali internazionali oppure specialisti, mentre si occupano da soli della pianificazione protesica.

    Rispetto agli interventi di innesto osseo, l’inserimento degli impianti zigomatici si caratterizza per essere più doloroso perché il disagio post-operatorio è di livello medio-alto. In genere il dolore è presente per una settimana in media e viene curato con i normali antidolorifici.

    Quanto dura un impianto zigomatico?

    L’impianto zigomatico dura mediamente 10-15 anni, ma non è possibile fare alcuna previsione a priori perché tutto dipende da molteplici fattori tra cui l’età del paziente.

    L’apparato infatti è destinato a durare tutta la vita nelle persone più anziane, mentre nei soggetti più giovani è indispensabile considerare la naturale usura nel tempo.

    Se desideri conservare l’impianto zigomatico il più a lungo possibile, ricorda di condurre uno stile di vita sano ed eseguire correttamente le procedure di igiene orale. Il rispetto di queste semplici regole è, infatti, fondamentale se non vuoi rischiare di dovere sostituire prematuramente l’apparato.

    Rimozione prematura dell’impianto zigomatico

    La rimozione prematura dell’impianto zigomatico è indispensabile in presenza di fallimento precoce e tardivo. Nel primo caso, la mancata o non sufficiente osteointegrazione dell’ausilio può compromettere la guarigione delle ferite richiedendo, quindi, l’estrazione del dispositivo entro alcuni mesi dalla sua installazione. Il fallimento tardivo può, invece, presentarsi in qualsiasi momento in virtù di errori prostetici, stili di vita inadeguati e perimplantite (infezione batterica nell’area circostante l’impianto).

    Rimozione dell’impianto zigomatico conseguente a frattura

    L’impianto zigomatico talvolta deve essere rimosso per frattura dello stesso. La rottura può verificarsi in qualsiasi momento a seguito di errata pianificazione dell’ausilio o svitamento ed eccessiva sollecitazione, riconducibile alla masticazione.

    Occorre però precisare che eventi di questo genere sono in realtà molto rari, anche se non impossibili: nella maggior parte dei casi sono imputabili a svitamento con conseguente perdita di stabilità da parte della protesi.

    Conclusioni

    Gli impianti zigomatici sono particolari impianti dentali da utilizzarsi in caso di marcata perdita d’osso non rigenerabile con l’ausilio di altre procedure.

    Vengono generalmente inseriti a seguito di un’accurata visita di controllo e accertamenti dedicati volti a stimare le reali condizioni in cui versano il cavo orale e l’osso.

    L’intervento, più invasivo rispetto alle tradizionali tecniche di implantologia dentale, viene eseguito in anestesia locale e sedazione cosciente e ti consente di tornare a casa, il giorno stesso, con una protesi provvisoria (carico immediato). Il dispositivo definitivo viene, quindi, fissato al termine dei processi di osteointegrazione e cicatrizzazione di gengiva e tessuti.

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