Clinica Odontoiatrica situata tra Novara e Varese | Ortodonzia invisibile

Aligner e apparecchi invisibili: cosa sapere

Ti sarà sicuramente capitato di provare una sensazione di vergogna e pudore a causa della conformazione scorretta dei tuoi denti.

Conversando con le altre persone magari avrai mostrato un leggero sorriso, nascosto da due labbra serrate oppure avrai coperto la bocca con le mani durante una conversazione ravvicinata. 

Sfoggiare un sorriso bello e sano è un aspetto importante per poter comunicare serenamente con le persone che ci circondano. Sentirti sicuro di te stesso è un primo passo per aprire il tuo mondo anche alla comunità. 

Ecco che prendersi cura della salute dei denti è importante per stare bene e vivere meglio, a qualunque età. 

Il sistema Invisalign® è pensato per tutte quelle persone che, proprio come te, hanno una dentatura scorretta e vogliono migliorare il sistema di masticazione e perfezionare al contempo l’estetica del loro sorriso.

Le mascherine dentali: cosa sono

Iniziamo per ordine spiegando che cosa sono le mascherine invisibili e come si usano, e spieghiamo il loro funzionamento per risolvere ogni problema riguardante i denti storti. All’inizio queste mascherine sono state ideate per la correzione della posizione dei denti su persone adulte, ma molto presto anche i ragazzi hanno iniziato ad adottarle per correggere i vari problemi di disallineamenti (al posto degli apparecchi fissi classici).

La mascherina trasparente è, infatti, considerata un ottimo sostituto del tradizionale apparecchio per denti, ritenuto molto invasivo, poco tollerabile e antiestetico.

Se sei stufo di indossare ganci e ferretti e di recarti spesso dal dentista per stringere e regolare il marchingegno, Invisalign® allinea la dentatura in maniera discreta: puoi optare tranquillamente per una sistemazione più pratica e altrettanto efficace.

Invisalign® è la soluzione che fa per te, il piano terapeutico dell’aligner è adatto alla risoluzione di diverse problematiche dentarie come:

  • morso aperto,
  • morso inverso,
  • morso crociato,
  • morso profondo,
  • affollamento dentale,
  • spazio fra i denti.

Le mascherine invisibili Invisalign®

La soluzione ideale la offre l’ortodonzia invisibile con apparecchio Invisalign® (anche chiamata aligner). Quest’ultima infatti ha diversi vantaggi rispetto ai classici apparecchi. Prima di tutto è invisibile quindi risolve il problema estetico nel migliore dei modi. È fatta di un materiale plastico e rimovibile in ogni momento. Infatti si deve togliere quando si mangia e anche per lavarsi i denti. Come terzo punto a favore dobbiamo dire che è completamente personalizzata su misura dell’arcata dentale della persona destinata. E per di più molti degli utilizzatori riferiscono un miglioramento rapido dal momento cui la si indossa.

Come funzionano gli aligner

Vediamo ora insieme come si realizza questa maschera. Prima di tutto si deve prendere l’impronta dell’arcata dentale del paziente, per poi scansionarla al computer in 3D. Con l’immagine che si ricava si simulano gli spostamenti di ogni dente per raggiungere l’obiettivo finale il più correttamente possibile.

Si eseguono diversi step dove si deve realizzare una conformazione corrispondente a ogni mascherina che verrà utilizzata in questo trattamento correttivo. Dopodiché si realizzano le mascherine plastica e si adattano periodicamente alla bocca del paziente. Queste mascherine per di più hanno la capacità di adattamento rapido alla dentatura grazie alla loro elasticità. 

Per un trattamento corretto, questa mascherina deve forzare lo spostamento dei denti per almeno 20 ore al giorno. Le mascherine Invisalign® sono consigliate per risolvere i problemi di disallineamento in modo definitivo.

Quali sono i vantaggi di Invisalign®

Com’è già stato detto, Invisalign® è uno strumento removibile. Al contrario degli apparecchi fissi, dunque, il paziente può evitare di indossarlo in caso di eventi particolari durante i quali vuole comparire al top. Se decidi di ricorrere a Invisalign®, perciò, potrai trarre gli stessi vantaggi di un apparecchio fisso, ma con il minimo disagio.

Proprio poiché può essere rimosso, Invisalign® permette di mangiare qualsiasi tipo di cibo, e di conservare al meglio la propria igiene dentale: masticare un chewing gum, spazzolare bene i denti e gli spazi tra essi oppure assaporare un caffè senza temere macchie è possibile. Tuttavia, anche quando viene indossato, Invisalign® non attira affatto l’attenzione: grazie alla sua trasparenza, alla struttura creata ad hoc per i tuoi denti e alla qualità dei materiali, è come se i denti fossero nudi. Questo è un vantaggio molto importante, che può convincere soprattutto gli adolescenti a indossare lo strumento, curando i propri denti senza dover affrontare un disagio sociale.

Oltretutto, durante l’utilizzo non crea difficoltà ad articolare bene le parole, per questo può essere indossato a scuola, a lavoro o in qualsiasi altro contesto. Ovviamente, lo strumento è realizzato in un materiale termoplastico molto stabile, ed è resistente a sforzi meccanici; inoltre non irrita le gengive ed evita l’accumulo di batteri che potrebbero proliferare in bocca. Un altro importante vantaggio di Invisalign® è quello di permettere ai genitori di controllare se i figli lo indossano.

Gli strumenti realizzati per i più piccoli, infatti, presentano il Compliance Indicator: una piccola sfera di colore blu che si scolorisce in modo proporzionale al tempo di utilizzo. Se tuo figlio non indossa Invisalign® per il giusto arco di tempo, dunque, tu e il tuo odontoiatra potrete scoprirlo subito. Alla fine del trattamento, dunque, i denti tuoi o di tuo figlio saranno perfettamente allineati e privi di altri difetti o danni legati all’applicazione di un apparecchio fisso.

Tempi del trattamento e costi

La tempistica del trattamento dipende dallo stato di partenza della bocca del paziente. Quindi minori sono le defezioni più breve sarà il tempo di recupero del posizionamento richiesto. Tutto ovviamente dipende dalla costanza che una persona ci mette in questo trattamento tenendo la mascherina per la tempistica giornaliera richiesta. Comunque il dentista di fiducia, una volta realizzato il piano di correzione con queste mascherine invisibili, vi potrà indicare anche una tempistica esatta per la durata del trattamento.

Il costo di questi trattamenti con le mascherine Invisalign® variano dalla complessità di riallineamento che ogni paziente ha. Per esempio un caso lieve si aggira ai 2600 Euro e il caso più complesso attorno ai 6000 Euro. Comunque se volete dei risultati reali e non invasivi queste mascherine invisibili sono la scelta migliore. Tutti i pazienti che si sono sottoposti a questo trattamento sono completamente soddisfatti ed affermano che non solo non si vedono anche da una distanza ravvicinata ma i risultati non tardano a farsi vedere.

Malocclusione di terza classe: che cos’è e come si cura

Tra i problemi dentali più frequenti figura la malocclusione di terza classe, una problematica che può dare grave disagio al paziente nel corso della sua vita, non solo dal punto di vista estetico ma soprattutto salutare, perché si tratta di un fenomeno molto evidente e in grado di dare parecchi fastidi persino durante la masticazione.

Per risolvere il fenomeno dell’occlusione dentale è innanzitutto importante conoscerne le cause e le conseguenze, per risolvere un problema che ad oggi riguarda senza alcuna distinzione adulti e bambini.

Cos’è e quali sono le conseguenze più importanti della malocclusione

Con il concetto di malocclusione dentale di terza classe si intende descrivere il fenomeno del cattivo allineamento dei denti dell’arcata superiore con l’arcata inferiore della mandibola.

Si tratta di un fenomeno con svariate cause, che contribuisce a creare un aspetto antiestetico al paziente e che, a causa della malocclusione, conferisce alla mandibola una fastidiosa posizione rivolta verso l’esterno.

Questa problematica ha cause generalmente ereditarie, e può essere differenziata in due categorie fondamentali: malocclusione di prima, di seconda e terza classe.

La prima riguarda i casi meno gravi di dislivello tra i denti superiori e la mandibola, mentre la più grave è indubbiamente la malocclusione di terza classe, caratterizzata dalla presenza di una mandibola molto accentuata rispetto alla mascellare “superiore”, e che, a sua volta, è possibile differenziare in diverse categorie: le forme chiamate “III classi posizionali” e le forme denominate “III classi scheletriche”.

Le prime forme sono di più facile soluzione, anche perché trovano origine dalla cattiva postura della mascella, aggravata dalla tendenza del paziente a posizionare la “mandibola in avanti”, con conseguente deviazione della stessa.

La malocclusione, nella forma delle III classi posizionali, possono avere origine anche nell’eruzione di un dente, che quando è particolarmente anomala, può incidere negativamente sulla struttura della mandibola.

Nonostante l’evidente problema estetico, queste forme possono essere risolte con facili trattamenti, ricorrendo alla mentoniera o all’espansione e/o all’allineamento dei denti (la prima consente di trattenere la spinta della mandibola in avanti, mentre la seconda agevola l’eliminazione dell’ostacolo dentale, con conseguente riduzione del fenomeno).

Le III classi scheletriche, invece, comprendono a sua volta diverse forme di malocclusione, che si caratterizzano per la presenza di alterazioni dentali più o meno intense (ad esempio con un mento molto pronunciato) o per un disallineamento lieve, medio o grave della mascella con i denti superiori.

Anche se la causa principale delle forme di malocclusione ha un origine genetica, talvolta la problematica è determinata da vecchie abitudini personali, o dal fatto che, da piccolo, il paziente ha tenuto il ciuccio oltre il terzo anno di età, o ha conservato per lungo tempo l’abitudine di dormire con il pollice in bocca.

Perché intervenire tempestivamente: conseguenze connesse alla problematica

La malocclusione dei denti rappresentano un disagio reale, perché è spesso causa di fastidi come mal di testa, nevralgia e persino problemi posturali.

Non sono rari i pazienti che a causa della malocclusione lamentano fastidi come cefalgia, cervicalgia e dolori legati ai muscoli del collo e delle spalle.

La posizione non corretta dei denti, inoltre, può causare anche problemi alla respirazione, alla fonazione e persino alla masticazione (come si nota si tratta di conseguenze importanti, che possono aggravare con il passare del tempo).

Va tenuto conto che uno dei compiti più importanti dell’odontoiatra è quello di risolvere le più gravi problematiche dentali, tra cui configura appunto la malocclusione (queste ultime possono peratro contribuire alla modifica della postura del corpo, creando sofferenze non indifferenti al paziente).

Proprio per questo motivo è consigliabile agire tempestivamente, e se il bambino, ancora in tenera età, presenta problemi di malocclusione dentale è consigliabile chiedere immediatamente al proprio dentista, perché trascurare il problema può portare ad un aggravamento della situazione, con conseguente riduzione delle possibilità di successo del trattamento risolutivo.

Se hai problemi di malocclusione dentale devi necessariamente rivolgerti ad un professionista del settore, che attraverso le tecniche dentistiche moderne sarà in grado di risolvere la problematica in totale sicurezza, restituendo la salute ai tuoi denti.

Ricorda che una bocca sana è il primo passo per il benessere del corpo, e per evitare che le malocclusioni diventino causa di problemi cronici più importanti è necessario non sottovalutare il problema, ma agire prendendo atto delle conseguenze correlate al fenomeno.

Implantologia e malattie autoimmuni: impianti dentali per immunodepressi e fattori di rischio

Una malattia autoimmune è una condizione che altera il sistema immunitario dell’individuo, il quale può reagire in maniera imprevedibile ed anomala a un particolare stimolo oppure provocare reazioni avverse senza che vi sia una particolare causa scatenante visibile. 

La malattia autoimmune, dunque, si può descrivere in breve come un’avversione del sistema immunitario contro alcuni tessuti o organi, senza la necessità che questi siano affetti da infezioni o sotto l’esercizio di forze esterne. 

Non è ancora ben chiaro quali siano i fattori alla base di una malattia autoimmune, anche se senza dubbio non è da escludere una certa componente genetica, soprattutto in virtù della storia familiare che mostrano i pazienti affetti da una malattia autoimmune. 

Ad oggi sono conosciute circa 80 malattie autoimmuni, alcune delle quali hanno una diffusione maggiore rispetto ad altre (come il lupus eritematoso sistemico, che provoca un’elevata sensibilità alla luce e il coinvolgimento di molti apparati), le quali possono avere conseguenze spiccate anche sulla salute del cavo orale.

Una malattia autoimmune che può avere ripercussioni sulla bocca, oltre che su tutto l’apparato digerente, è il morbo di Crohn, che può provocare gonfiore delle gengive, arrossamento e sensibilizzazione, rendendo difficile anche la deglutizione. I pazienti affetti dalla sindrome di Sjögren, invece, manifestano un’elevata secchezza del cavo orale, con conseguente difficoltà nella percezione dei sapori (causata dall’assenza di saliva, che fa da mediatrice) e aumento della carie, con rottura del dente. Com’è facile intuire, queste malattie possono interferire con un intervento di implantologia, dunque prima di ricorrere a questa tecnica è doveroso sottoporre a uno specialista il proprio caso specifico.

L’implantologia e la compatibilità con malattie autoimmuni 

Se soffri di una malattia autoimmune e vuoi risolvere alcuni difetti del cavo orale, l’implantologia dentale potrebbe essere la soluzione adatta, ma sono necessarie precise valutazioni da parte di specialisti. I dati recentemente ottenuti dai ricercatori di tutto il mondo in merito al problema dimostrano, infatti, una buona compatibilità tra condizioni sistemiche e implantologia, anche se le evidenze necessitano di ulteriori accertamenti.

Le ricerche, infatti, mostrano che l’intervento ha, nella maggior parte dei casi, un buon responso, ma a seconda della malattia autoimmune di cui si soffre è probabile un prolungamento dei tempi di guarigione delle ferite, con conseguente rischio di infezioni più o meno gravi. 

Non mancano, ovviamente, anche casi di successo immediato e senza effetti collaterali: sono tante le persone che, in seguito a un intervento di implantologia eseguito sulle intere arcate, non hanno riportato problematiche di alcun tipo e che, fatta eccezione per sintomi leggermente più prolungati del normale, hanno potuto vivere normalmente la propria vita.

La stretta dipendenza dal caso specifico 

Vi sono alcune condizioni del tutto incompatibili con l’implantologia. Chi, ad esempio, soffre di immunodeficienza – una condizione simile a una malattia auto-immune, in cui la principale problematica è rappresentata dall’assenza di adeguate difese immunitarie – non dovrebbe assolutamente sottoporsi a un intervento di implantologia, poiché il rischio di contrarre infezioni è assolutamente elevatissimo. Se soffri di artrite reumatoide, una condizione che provoca l’attacco delle articolazioni ossee da parte del sistema immunitario, un eventuale intervento di implantologia deve essere valutato caso per caso. 

Il fattore di rischio principale, in questo caso, è che l’intervento possa generare una nuova infiammazione, in grado di ostacolare l’attenuazione di quella provocata dall’artrite reumatoide. A seconda della gravità della malattia e dello stato in cui si trova l’individuo, dunque, è opportuno valutare se ricorrere o meno all’implantologia dentale.

L’impianto come causa della malattia autoimmune 

Non ci sono prove concrete che gli impianti in titanio siano in grado di causare una malattia autoimmune: le evidenze parlano principalmente del contrario, ovvero dell’aumento di gravità di malattie autoimmuni pre-esistenti dopo l’intervento di implantologia. 

Tuttavia, la diagnosi dell’autoimmunità tiroidea (malattia per la quale gli anticorpi attaccano la tiroide e gli enzimi che questa produce) in seguito a un intervento deve destare sospetti, poiché esiste una precisa correlazione tra aumento di questa condizione e la presenza di metalli “simili” al titanio, come il mercurio.

In conclusione, è difficile includere sia le malattie autoimmuni che l’implantologia in un unico quadro, poiché le conoscenze scientifiche in merito sono ancora scarse; tuttavia, per precauzione e per evitare il fallimento dell’impianto, è bene sottoporsi a un check-up completo e valutare la propria situazione insieme a un esperto del settore.

Marco, 43 anni, ecco come ha curato la recessione gengivale

Marco, un uomo di 43 anni molto attento alla cura odontoiatrica e all’igiene, si è trovato ad affrontare il problema della recessione gengivale.

E’ un problema comune e non tarda ad essere diagnosticato: tutti possiamo trovarci ad affrontare questo tipo di fastidio, anche e solamente a causa di uno scorretto spazzolare dei denti e delle gengive. Se ti stai chiedendo le specifiche di questo fastidioso disturbo e se vuoi sapere come ha fatto Marco a curare questa patologia dentale, ti interesserà leggere questo articolo e l’esperienza raccontata.

La recessione gengivale La recessione gengivale è, sostanzialmente, il ritirarsi della gengiva verso la parte più profonda del dente, ovvero la radice. Non c’è un’età particolare in cui può comparire e, nello specifico, non è collegabile all’anzianità: la recessione gengivale, infatti, può essere diagnosticata in giovane età.

Dopo i quarantanni, Marco lo ha dimostrato, l’evidenza di questo problema si accentua ed una delle cause del ritiro delle gengive è, banalmente, l’errato utilizzo dello spazzolino. Questo, infatti, invece che essere accompagnato a “spazzolare” le gengive seguendo il loro naturale protendersi verso il dente, viene utilizzato in maniera errata causando, invece che migliorare, il ritiro delle gengive stesse.

I denti sembrano visibilmente più lunghi, ma è solo una questione di percezione in quanto il dente è semplicemente più scoperto, e sicuramente la risultanza antiestetica è evidente! Al di là dell’aspetto puramente estetico, spazzolare denti e gengive con questo tipo di problema può risultare doloroso, possono insorgere infiammazioni e può aumentare la sensibilità al caldo e al freddo.

Al di là dello scorretto spazzolare che puoi attuare senza prestarci particolare attenzione, vi sono ulteriori cause responsabili della recessione gengivale. Il filo interdentale, per esempio, se arriva troppo in profondità può letteralmente traumatizzare le gengive causandone, progressivamente, il ritiro; anche i piercing possono causare la recessione gengivale, ma sono state riscontrate anche cause virali o batteriche.

Sicuramente ci sono accortezza e cure da attuare per ovviare a questo fastidioso e poco attraente disturbo dentale, vediamo nello specifico che cosa ha fatto Marco per rimediare a questo problema.

La recessione gengivale di Marco

Marco, 43 anni, attento alla sua igiene dentale, utilizzatore seriale del filo interdentale e consumatore assiduo di ogni sorta di collutorio in commercio, ha notato progressivamente un lento ritirarsi delle sue gengive. Inizialmente non ci ha fatto molto caso, ma la consueta pulizia dei denti semestrale ha confermato i suoi dubbi: recessione gengivale, tale da dovervi porre rimedio, subito!

Inizialmente un po’ nel panico per timore di assomigliare ad un vampiro, dopo aver appurato che i suoi denti non erano effettivamente cresciuti ma l’apparente aumento di lunghezza era dovuto al ritiro delle gengive, Marco iniziò alcune procedure per ritrovare le sue gengive, farle tornare visibilmente al loro posto e assicurarsi la salute dentale a cui tanto tiene.

Uno dei comportamenti da attuare per rimediare alla recessione gengivale a cui Marco ha aderito immediatamente è lo spazzolare corretto. Innanzitutto, si è procurato uno spazzolino dalle setole morbide; in seconda battuta, ha imparato a spazzolare i denti “accarezzando” le gengive, con un movimento lento e regolare dal basso verso l’alto per le gengive inferiori e dall’alto verso il basso per quelle superiori.

In seguito, per trattare più a fondo il suo problema di recessione gengivale, Marco ha sia intensificato le pulizie professionali svolte dall’ingienista dentale, sia deciso di rivolgersi ad un chirurgo che trattasse le recessioni una ad una.

Gli è stato sufficiente affrontare un solo intervento per la rimozione delle recessioni gengivali e una semplice terapia farmacologica a seguire per tornare in forma in brevissimo tempo.

Questo intervento chirurgico, in grado di sistemare fino a una dozzina di recessioni gengivali alla volta, e una corretta igiene dentale sia a casa sia in sede professionale, ha consentito a Marco di risolvere il problema del ritiro delle gengive in pochissimo tempo.

Se anche tu pensi di soffrire di questo disturbo, noti le tue gengive ritirarsi progressivamente, percepisci sensibilità al caldo o al freddo e rilevi processi infiammatori in atto, cerca innanzitutto di migliorare la tua igiene dentale personale con un corretto spazzolare non solo dei denti ma anche delle gengive, poi rivolgiti ai professionisti del settore: la recessione gengivale è un fastidioso problema a cui però si può rimediare sia con la costanza personale sia con i rimedi professionali dedicati.

 

Posted in Senza categoria

Protesi dentali e implantologia computerizzata

Protesi permanenti installate grazie all’implantologia computer assistita

Ebbene si sta facendo passi da gigante anche nel settore dell’implantologia. Infatti la implantologia computerizzata consente di inserire impianti e protesi dentali dentali pianificando tutto tramite l’aiuto di un computer. Questa facilita di molto tutti i casi clinici e permette di avere una precisione unica. Tutto succede utilizzando un software che dà la possibilità di elaborare l’immagine ottenuta tramite una tomografia. Così si progetta virtualmente il numero e anche la sede esatta dell’impianto dentale. Questo software calcola dettagliamene le strutture nervose, scheletriche e vascolari. Inoltre grazie al suo aiuto in certi casi interventi di chirurgia orale. Questo software 3D pianifica anche la corretta inclinazione e il parallelismo tra loro preservando intatto gli sovraccarichi muscolari nel tempo. Infatti possiamo dire che è un prodotto altamente professionale che minimizza la possibilità di effettuare calcoli errati e di sapere preventivamente il corretto posizionamento, ancora prima dell’intervento.

Guida radiologica e varie fasi del trattamento

L’analisi clinica del paziente porta alla realizzazione di una giuda radiologica che si deve seguire. Per effettuare questa guida occorre che il paziente si rechi con questa prescrizione in un centro radiologico specializzato. Dovrà eseguire un’indagine approfondita radiografica per prestabilire il posizionamento calvo orale adeguato. Il cliente deve di seguito portare questo file radiografico alla clinica, che inizierà subito ad elaborare queste immagini grazie al software 3D sopra menzionato. Così si simulerà anticipatamente l’intervento posizionando virtualmente l’impianto. Dopodiché sarà il compito di un centro abilitato a realizzare la guida chirurgica che si dovrà eseguire.

Applicazione delle protesi dentali

Una volta che la dima viene posizionata correttamente si preparano i siti chirurgici in fase intraoperatoria. Subito dopo l’intervento una protesi provvisoria prefabbricata è subito disponibile per offrire un temporaneo restauro funzionale. Infatti questo metodo offre diversi vantaggi, come ad esempio dei trattamenti più veloci e con un’alta precisione. Tale guida chirurgica personalizzata si effettua con dei fari pesanti con delle bussole metalliche posizionate al loro interno. Queste guideranno le frese chirurgiche, una volta che saranno posizionate in maniera corrisponde all’inserimento dell’impianto steso. Corone e ponti provisori sono fresati da un materiale di resina. Significa che le dimensioni del sito sono state realizzate in sicurezza. Tale risolve il problema della precisione rappresentando un approccio molto meno invasivo rispetto ad una tradizionale chirurgia orale per un impianto. Pertanto possiamo dire che e’ una procedura chirurgo-prostetica totalmente digitalizata. Cio permete al dentista di mobilitare immediatamente il proprio paziente con una protesi temporanea fissa una volta inserito l’impianto con l’ausilio della dima.

Tecnica mini invasiva

Anche se questo innovativo metodo sta prendendo il suo posto in questo settore ci sono ancora alcuni dentisti che non la raccomandano. Per loro infatti questo metodo risulta essere poco preciso. Ma credo che con tutte le informazioni appena elencate i pro prevalgono ai contro. E dobbiamo accettare l’evidenza che è un modo non solo preciso ma anche ben progettato che facilita di molto il lavoro nel campo dell’impiantistica. Essendo che questa guida punta solo a minimizzare fino ad azzerare ogni inconveniente e ogni imprecisione. Questo software infatti risulta essere ideale e sicura da utilizzare in ogni caso.

Ricapitolando in poche parole l’implantologia computerizzata ci permette di realizzare un intervento accurato e senza margine di errore, essendo appunto che i calcoli vengono effettuate da questo software professionale. Tale innovazione permette inoltre di effettuare un intervento preciso e un posizionamento corretto per tutti gli impianti come mai prima d’ora. Tornando al discorso iniziale questo tecnologia è realmente l’ultima frontiera. Quello conosciuto finora almeno. Non possiamo sapere fino a dove possiamo ancora arrivare ma una cosa e certa siamo nella giusta direzione e di sicuro il meglio deve ancora arrivare.

Protesi dentali ad Arona e Trecate

Cerchi un centro specializzato nella realizzazione di protesi dentali? Odontobi,  a pochi chilometri da Arona e Trecate, è un centro con specialisti in implantologia, con protesi di ultima generazione.

Parodontite (piorrea): quando il colluttorio non basta.

Cos’è la parodontite

La parodontite è un’infezione batterica molto grave che colpisce tutti i tessuti che sostengono il dente, quindi gengive, osso del dente ed infine i legamenti parodontali. La parodontite si presenta quindi come una vera e propria malattia ed è anche molto rischiosa se non curata e trattata prontamente perché causa la perdita dei denti. Fondamentale, ma non solo in questo caso, è sicuramente curare i denti nei modi più precisi che conosci, sia con le pratiche classiche di igiene orale, come spazzolino e filo interdentale, sia recandoti periodicamente dal dentista per una pulizia più profonda e precisa. La parodontite necessita più degli altri problemi dentali, di una corretta igiene perché per far progredire l’infenzione è sufficiente la presenza anche di una minima placca batterica. Questa malattia, chiamata anche piorrea, attraversa varie fasi durante la sua evoluzione, si passa infatti ad un primo stadio in cui si parla ancora solo ed esclusivamente di gengivite fino ad arrivare al suo sviluppo vero e proprio con la causa finale dove si manifesta la caduta dei denti. Spesso la parodontite viene presa sottogamba da gran parte dei pazienti che cercano di minimizzare i segnali d’allarme e si recano dal dentista solo quando ormai la situazione si presenta disperata. La prevenzione che invece occorre utilizzare è sempre molto importante, soprattutto in questo caso, perché accorgersi prontamente dell’infezione gioverà sicuramente sulla tua salute. I primi segnali di allarme che ti faranno pensare e riflettere se sta per insorgere o meno una parodontite sono sicuramente l’alito pesante correlato da un sanguinamento gengivale e della presenza di strani sapori in bocca. Invece quando noterai un vero e proprio sanguinamento, la comparsa di spazio fra i denti fino ad un vero e proprio dolore, la situazione ti starà già sfuggendo di mano. La piorrea si può manifestare a tutte le età e si suppone sia legata ad un accumulo molto elevato di tartaro e placca. Può essere favorita inoltre da malnutrizione, denti storti, fumo ed inoltre per colpa di un eccessivo indebolimento delle difese immunitarie. Inoltre, visto che la parodontite rovina l’estetica dei tuoi denti, questo fattore inciderà negativamente sulla tua autostima.

Come curare la parodontite con rimedi naturali e farmaci Naturalmente appena noti alcuni dei sintomi elencati sopra, ti dovrai recare immediatamente dal dentista per sopporti ad una visita odontoiatrica accurata. Potrebbe aiutarti nel caso di gengive rosse ed infiammate l’utilizzo di uno spazzolino a setole morbide ed anche un semplice massaggio potrebbe alleviare il fastidio. Sono sicuramente da evitare con l’insorgere di questa malattia il fumo, sostanze irritanti ed eseguire invece una dieta bilanciata con maggior apporto di calcio. Spesso anche adoperare un collutorio è utile soprattutto per attenuare il dolore ma in alcuni casi potrebbe non bastare. Molti sono anche i farmaci che vengono utilizzati per soccombere a questa infezione, come antibiotici e varie terapie, ma anche essi si presentano come una situazione non definitiva. Infatti possono far risorgere la malattia con il passare del tempo perché agiscono solo sui batteri superficiali non riuscendo ad eliminare invece quelli che si trovano più in profondità.

I nuovi metodi per combattere la piorrea in modo definitivo Un metodo tutto nuovo e moderno è l’utilizzo del laser parodontale e del microscopio. Questa innovativa soluzione è frutto di tutte le varie tecniche più all’avanguardia nel mondo della tecnologia che risultano essere davvero efficienti. In sostanza, il microscopio, permette di curare le radici malate senza bisogno di aprire le gengive e di procedere quindi ad una operazione, mentre il laser è in grado di eliminare subito tutti i batteri presenti nel cavo orale che non sono raggiungibili da nessun altro strumento o farmaco. La procedura applicata ai tuoi denti sarà estremamente rapida perché fermerà immediatamente il sanguinamento delle gengive rigenerando nello stesso tempo i tessuti. Inoltre il laser è completamente indolore e non servirà nemmeno procedere con l’anestesia. Questa nuova innovazione permetterà di non doverti sottoporre a nessun intervento chirurgico tradizionale e si tratterà di una situazione definitiva in quanto permetterà alle gengive di risanarsi e quindi di evitare la caduta dei denti. Occorrono naturalmente più sedute a seconda della gravità riscontrata nei singoli casi. L’obiettivo resta comunque quello di salvare per quanto possibile i denti cercando quindi di non doverli estrarre inserendone poi degli altri finti. In realtà alcuni studi scientifici spiegano che l’utlizzo del solo laser non è sufficiente per ottemperare alla malattia parodontale in quanto deve essere abbinato ad altre cure. Altri strumenti particolari come le curettes professionali, permettono di risolvere definitivamente l’infenzione in qualche settimana grazie a dei movimenti oscillatori applicati nella zona lesa. L’ultima spiaggia, che il dentista cerca sempre di evitare e di utilizzare sono nei casi più disastrosi, è l’intervento chirurgico vero e proprio. Esso può essere effettuato in diversi modi ad esempio attraverso la chirurgica resettiva che permette di modellare l’osso dentale eliminando il tartaro presente, oppure con la chirurgia rigenerativa che è in grado di far ricrescere un nuovo tessuto attraverso l’utilizzo di appositi materiali. Tutte queste cure odontoiatriche sono comunque definitive e permettono la rinascita del tua bocca e del tuo benessere.

Faccette dentali provvisorie: perché sono importanti

In ambito odontoiatrico si ricorre all’uso di faccette dentali provvisorie per proteggere i denti per il tempo necessario alla realizzazione delle lamine definitive.

Le faccette dentali, chiamate anche veneers, sono una delle ultime innovazioni nel campo dell’estetica dentale. Si tratta di sottili lamine di ceramica o di porcellana che vengono applicate sopra i denti in modo da coprire le imperfezioni senza ricorrere a interventi invasivi e dolorosi.

Il risultato estetico è sorprendente, non a caso è uno dei trattamenti più richiesti dalle star per ottenere un sorriso perfetto. In questa tecnica, la fase provvisoria ha assunto un ruolo chiave perché permette di previsualizzare il nuovo sorriso.

Faccette dentali provvisorie: cosa sono e a cosa servono

Le faccette dentali provvisorie, o mock-up, sono delle mascherine in resina acrilica che vengono posizionate sui denti del paziente prima di procedere all’applicazione dei manufatti protesici definitivi, di cui simulano la forma e il colore.

Di regola servono per proteggere i denti per il tempo di realizzazione delle faccette permanenti in ceramica o porcellana, ma anche per dare indicazioni su di esse.

I mock-up permettono al paziente di fare una prova estetica del suo nuovo sorriso prima di procedere alla cementazione. Se non è soddisfatto, discuterà con il dentista eventuali ritocchi che verranno comunicati al laboratorio per la corretta costruzione della protesi.

Le faccette provvisorie servono anche per mantenere un aspetto estetico accettabile fino a quando non verranno collocate quelle definitive. Durante la fase di preparazione, la superficie anteriore del dente viene limata per rimuovere uno strato esiguo di smalto pari allo spessore delle sottili lamine che saranno cementate.

In questo modo, una volta applicata la faccetta, lo spessore naturale dei denti rimarrà inalterato e non si formerà il famigerato scalino che può causare problemi sia estetici che funzionali.

Perché ricorrere alle faccette dentali provvisorie

Dopo la preparazione, i denti soggetti a limatura potrebbero avere un aspetto molto diverso rispetto al resto della dentatura ed essere esteticamente poco armoniosi con il sorriso. Inoltre l’asportazione di una parte, seppur minima, di smalto porta inevitabilmente ad un’accresciuta sensibilità al caldo e al freddo. Ecco perché il dentista raccomanda di ricoprire i denti con i provvisori.

Non sempre però è necessario ricorrere alle faccette dentali provvisorie. Quando lo spessore rimosso è minimo e la variazione dei denti è impercettibile è possibile evitarle. In alcuni casi è persino possibile saltare la fase di preparazione e passare subito alla presa dell’impronta dentaria.

Ciò avviene soprattutto quando il dente è troppo sottile ed è necessario aggiungere spessore. In questo caso le faccette permanenti sono additive e non richiedono l’asportazione dello smalto dentario sottostante.

Per la maggior parte dei pazienti, il fastidio avvertito durante la limatura è sopportabile, per cui l’anestesia non è necessaria. Tuttavia, nel caso di denti particolarmente sensibili o per tranquillizzare i pazienti più ansiosi o con una soglia bassa del dolore, si può utilizzare una dose minima di anestetico locale.

Faccette provvisorie: modi e tempi

Di solito le faccette dentali provvisorie vengono collocate durante la seconda seduta, dopo aver effettuato la preparazione dei denti e la presa dell’impronta dentale. L’adesione dei provvisori è ovviamente meno salda dei manufatti definitivi perché la loro rimozione dovrà avvenire senza difficoltà e senza ledere la superficie che è stata preparata appositamente per l’adesione dei definitivi. Il paziente dovrà quindi fare attenzione a non compiere manovre che possano portare al loro spostamento o distacco.

Le faccette provvisorie vanno portate per il tempo necessario all’odontotecnico per la realizzazione delle mascherine definitive (dai 3 ai 10 giorni). Può capitare che quando il paziente indossa per la prima volta le lamine provvisorie non apprezzi subito il nuovo aspetto dei denti.

Per questo motivo in alcuni casi è consigliabile prolungare il tempo di prova per consentire un adattamento al nuovo aspetto e la possibilità di maturare una valutazione più oggettiva. Quando le faccette permanenti sono pronte, si rimuovono quelle provvisorie per mezzo di un estrattore o di una fresa diamantata.

Vantaggi e svantaggi delle faccette dentali provvisorie

Le faccette dentali provvisorie offrono risultati ottimali a fronte di una minima limatura del dente e permettono al paziente di farsi un’idea di come sarà il lavoro finito. Purtroppo, anche se dovranno essere portate per poco tempo, comportano un leggero aumento di costi in quanto realizzare delle mascherine provvisorie valide sia da un punto di vista estetico che funzionale sottrae tempo sia al dentista che al laboratorio.

Tuttavia, anche se evitare l’apposizione dei provvisori comporta una riduzione dei costi, si deve tenere conto dell’importanza di questa operazione che permette di rinforzare la comunicazione tra odontoiatra e paziente, il quale può esprimere un giudizio sull’estetica, la funzionalità e la confortevolezza delle mascherine e comunicare la necessità di apportare eventuali correzioni.

Oltretutto, offrendo un’anteprima di come sarà l’arcata dentale, mette al riparo dalle spiacevoli conseguenze derivanti dal non aver avuto una previsualizzione del risultato finale.

Per ottenere un risultato adeguato alle proprie richieste estetiche è necessario che il paziente comunichi al dentista le proprie aspettative e necessità, solo dopo potrà affidarsi alle mani esperte dell’odontoiatra senza timori.

Faccette dentali a Besozzo e Gavirate

Odontobi è un centro dentistico con specialisti in estetica dentale per l’applicazione di faccette dentali professionali. Il centro si trova a pochi chilometri da Besozzo e Gavirate.
Contattaci per un consulto.

Dente del giudizio provoca acufene?

Sicuramente se non hai mai avuto problemi con i denti del giudizio, conosci qualcuno che ha dovuto affrontare questo problema, che può palesarsi anche in età avanzata e non necessariamente solo in gioventù.

Il dente del giudizio porta in dote tutta una serie di problematiche che non riguardano soltanto aspetti quali la masticazione ed altri legati alla salute orale. Basti pensare ad esempio alla acufene: forse non lo sai, ma questo fastidioso disturbo può essere provocato anche dal dente del giudizio.

Che cos’è l’acufene?

Se non hai mai sentito parlare di questo disturbo, la prima domanda alla quale ovviamente vorrai avere risposta è proprio in cosa consista l’acufene.

Ebbene, la prima cosa che devi sapere è che questa è una malattia decisamente fastidiosa e che si caratterizza per il fatto di non presentarsi subito in forma acuta. Il suo palesarsi avviene infatti spesso, per così dire, in sordina, sotto forma di un leggero e poco rilevante fastidio all’orecchio: ma quello che inizialmente è soltanto un leggerissimo sibilio, ad un certo punto si trasforma in un problema che va ad incidere pesantemente su quella che è la propria quotidianità.

Questo è il motivo per cui non devi mai prendere alla leggera quelli che possono essere segnali del fatto che questo problema ti ha colpito. Nella sua forma acuta l’acufene causa fischi nelle orecchie, senso di vertigine e nausea, senza dimenticare che chi ne è affetto ha la percezione di sentire continuamente dei rumori. Ma compreso che questa patologia colpisce l’apparato uditivo, la seconda domanda alla quale vorrai risposta è quella sulle cause e sul perché il dente del giudizio può essere uno dei fattori che ne determinano l’insorgenza.

Le cause dell’acufene: attenzione al dente del giudizio

La premessa fondamentale da fare è che le cause dell’acufene, che risulta essere una patologia molto invalidante, non sono ancora del tutto certe.

Se una definizione di acufene oggi è senza dubbio certa, visto che viene definita come una percezione di tipo acustico non organizzata e non causata realmente da una fonte sonora, sia essa esterna ed interna, risulta però complicato proprio in virtù di tale definizione poter affermare che l’acufene è una malattia e non un disturbo sensoriale di tipo primario.

Detto questo, devi sapere che diversi studi sono arrivati alla conclusione che le cause dell’acufene vanno tendenzialmente sempre ricercate nell’apparato uditivo intenso in senso stretto e a tutte le zone che ad esso sono connesse: la conseguenza di questo dato, ormai dato per certo dalla scienza, risulta essere il fatto che la zona della mandibola e conseguentemente eventuali problemi ai denti, possono essere una delle cause di questo disturbo.

Questo è il motivo per cui, in presenza di un disturbo che potrebbe concretizzarsi nell’acufene, oltre che da un otorino sarà per te consigliabile il consulto con il tuo dentista di fiducia, il quale avrà modo di stabilire se questo disturbo è associabile alla presenza di problematiche connesse alla mandibola o più in generale ai denti.

E proprio alcune ricerche scientifiche abbastanza recenti hanno messo nero su bianco come il dente del giudizio può essere una delle cause scatenanti dell’acufene. Questo dipende dal fatto che il dente del giudizio va nella maggior parte dei casi a creare delle problematiche di natura infiammatoria nella zona della mandibola, con conseguenze che possono riguardare in alcuni casi anche l’apparato uditivo: e come starai immaginando, una di queste è proprio l’insorgere dell’acufene.

Le cure contro l’acufene causata dal dente del giudizio

Dopo aver constatato che l’acufene, disturbo senza dubbio fastidioso, può essere causata anche dal dente del giudizio, l’ultima domanda alla quale probabilmente vorrai una risposta, riguarda le cure che si possono mettere in campo contro questo disturbo.

La prima cosa che devi sapere è che oggi l’acufene nella maggior parte dei casi è curabile, anche se devi essere conscio che questo non vuol dire avere la certeza di una guarigione totale. Questo dipende dalla natura di questa patologia: essendo di tipo non chirurgico, una ricaduta o un ripresentarsi del problema è da prendere come eventualità che potrebbe presentarsi.

Detto questo, nel momento in cui tramite un consulto con il tuo dentista di fiducia avrai la conferma che il dente del giudizio è causa o concausa di questo problema, la prima cosa che dovrai fare è ovviamente provvedere all’estrazione del dente del giudizio.

Una volta effettuata questa operazione le situazioni che ti troverai a vivere saranno essenzialmente due: il problema dell’acufene potrebbe scomparire e allora vorrà dire che era dato semplicemente dalla presenza del dente del giudizio. Oppure potrebbe diminuire di intensità, rimanendo però presente nella tua quotidianità. In questo secondo caso dovrai probabilmente effettuare altri esami, per poi sottoporti ad una cura di tipo farmacologico.

Detto questo, rimane però fondamentale, nel momento in cui dovessi sviluppare l’acufene, fare subito una visita di controllo dal tuo dentista di fiducia e valutare con lui se la presenza del dente del giudizio può effettivamente essere connessa a questa patologia dell’udito. Tale consulto è fondamentale, considerando che ormai la scienza è arrivata alla conclusione che tra i tanti problemi che il dente del giudizio può comportare nella vita di tutti i giorni, va annoverato anche l’acufene.

Recessione gengivale a 20 anni. Risolvere un problema non solo estetico

Se pensi che la recessione gengivale sia un problema riguardante solo le persone di una certa età, devi essere consapevole che si tratta di una convinzione errata.

Le statistiche infatti dimostrano come la recessione gengivale può cominciare, anche in forma subito acuta, a partire addirittura dai 20 anni, con tutti i problemi, non solo di natura estetica, che ne possono conseguire.

Detto questo, le domande a cui sicuramente vorrai trovare risposta, sono quelle relative a in cosa consiste la recessione gengivale, quali possono essere le cause che ne determinano l’insorgere anche in età giovanile, quali le cure che possono essere messe in atto.

Recessione gengivale: in cosa consiste?

Recessione gengivale è il termine medico con cui viene definita quella particolare condizione consistente nell’arretramento delle gengive o del loro spostamento rispetto a quella che è la loro sede originaria: può infatti accadere, anche in giovane età, che le gengive si spostino verso la radice del dente.

Quello che devi prima di tutto sapere è che quando nel linguaggio comune si parla di “gengive ritirate“, si sta facendo riferimento proprio a questo problema clinico della recessione gengivale.

Premesso che tutti i denti possono essere colpiti da tale problematica, devi esser consapevole che quelli più a rischio sono i premolari ed i canini.

Inoltre devi avere presente che oltre ai problemi di natura estetica che questo problema porta, ve ne sono anche legati alla salute: la recessione gengivale, anche quando si palesa a 20 anni, potrebbe portare all’insorgere della piorrea e in conclusione alla perdita del dente coinvolto.

Le cause della recessione gengivale

Ma quali sono le cause della recessione gengivale? La prima è senza dubbio una igiene orale non corretta e questo è uno dei motivi per cui questo problema potrebbe concretizzarsi già in giovane età.

Devi infatti sapere che le probabilità dell’insorgere del problema aumentano esponenzialmente con l’utilizzo di spazzolini non adeguati e con una modalità di utilizzo degli stessi non corretta.

Tuttavia vi sono altri fattori di tipo eziologico che devi tenere ben presente come possibili cause di insorgenza di questo problema. Tra i tanti vanno ricordati la brutta abitudine di masticare il tabacco ed i disturbi di tipo alimentare.

Inoltre, devi tenere ben presente che altre cause scatenanti della recessione gengivale possono essere malattie ereditarie di tipo gengivale o piercing in zone quali la lingua o il labbro: quest’ultima causa ti fa capire come mai questo problema possa palesarsi anche in una età, quella dei 20 anni, in cui solitamente il problema non dovrebbe presentarsi.

I sintomi di un problema non solo estetico

Detto delle cause, ora è il momento di farti scoprire quali sono i sintomi di un problema che in qualsiasi età, ma specialmente a 20 anni, risulta essere sicuramente anche un problema estetico, ma che non bisogna mai ridurre solo a questo, perché in gioco c’è la propria salute e il proprio benessere fisico e psicologico nella quotidianità.

La prima cosa che devi avere ben chiara è che la recessione gengivale non si palesa da un giorno all’altro, ma risulta essere il risultato finale di una serie di problematiche o comportamenti che erano ben visibili prima. Questo è uno dei motivi per cui, stando anche agli studi scientifici più recenti, la recessione gengivale passa del tutto inosservata spesso fino ai 40 anni, per poi palesarsi in modo plateale una volta effettuato questo “giro di boa” anagrafico.

I sintomi che non devi assolutamente sottovalutare consistono tendenzialmente nella ipersensibiità dei denti agli stimoli di natura termica. Inoltre devi avere ben presente che un altro sintomo della recessione gengivale consiste nel sanguinamento delle gengive nel momento in cui vengono spazzolate.

Inoltre, altro sintomo che non devi sottovalutare risulta essere un cambiamento dei colori dei denti: se dovessi notare delle differenze tra un dente e l’altro devi essere conscio del fatto che questo potrebbe essere un chiaro segnale del fatto che la recessione gengivale ha fatto capolino nella tua quotidianità e che quindi è arrivato il momento di intervenire senza alcun indugio, prima che sia troppo tardi per cercare di risolvere il problema.

Le cure contro la recessione gengivale

Curare la recessione gengivale è fondamentale non soltanto per non avere problemi di tipo estetico, ma specialmente per non doverti confrontare con conseguenze che andrebbero ad impattare concretamente sul tuo stato di salute e sul tuo benessere psico-fisico.

Il primo passo che devi compiere è quello di una visita dal tuo dentista, per capire se effettivamente hai un problema di recessione gengivale.

Nel momento in cui dovesse essere appurata la presenza di questo problema, potrai valutare insieme a lui quali sono le strade migliori da percorrere. Se il problema non è più allo stadio iniziale, il consiglio che probabilmente ti verrà dato sarà quello di un intervento di chirurgia gengivale, la cui tipologia dipenderà ovviamente dalla tua situazione specifica.

Detto questo, rimane ovviamente consigliabile, specie nel caso in cui tu abbia 20 anni e il problema della recessione gengivale sia solo all’orizzonte, incominciare ad avere cura in modo corretto della tua igiene orale: questo è il modo migliore per prevenire questo problema e nel concreto significa seguire in modo molto accurato quelle che saranno le indicazioni del tuo dentista, il quale saprà darti i consigli migliori.

Ortodonzia invisibile.

Il disagio di dover portare un apparecchio fissoNon è rilevante che si tratti di un adolescente o un adulto: l’apparecchio fisso è senza ombra di dubbio uno strumento correttivo che mette fortemente a disagio la persona. Le conseguenze da un punto di vista sociale sono infatti molto importanti, e vedono le persone che hanno ricorso a questa tecnologia per risolvere il disallineamento dei denti sentirsi frequentemente a disagio. Se a ciò si aggiunge il fatto che molto spesso l’apparecchio fisso deve essere portato per molti anni, è chiaro come questa scelta venga sempre meno preferita, tanto dagli adulti quanto dai giovani. 

C’è però da dire che attualmente l’apparecchio per i denti è diventato uno strumento obsoleto, grazie alle tecniche alternative ma ugualmente valide che riescono a donare risultati notevoli con minor disagio personale. La ricerca accademica, infatti, si è a lungo impegnata per trovare una soluzione, la quale oggi ha un nome ben definito e che garantisce effetti identici a quelli degli apparecchi fissi: Invisalign. Come si evince dal termine stesso, Invisalign ha l’obiettivo di allineare i denti attraverso l’ausilio di strumenti invisibili. Continua la lettura se vuoi sapere come funziona.

Come funziona Invisalign: il programma ad hoc Invisalign è un sistema che prevede l’ausilio di mascherine trasparenti in materiale polimerico in grado di esercitare una certa pressione sui denti e favorirne l’allineamento. Il principio di funzionamento è molto simile a quello delle tradizionali stelline: in quel caso, la presenza di molle che vengono periodicamente regolate dall’odontoiatra favorisce lo spostamento lento e delicato dei denti, anche se molte persone hanno lamentato un fastidio. Con Invisalign la situazione è molto simile, ma il disagio è praticamente inesistente. L’iter prevede che il cliente incontri lo specialista, esponga la propria situazione e porti un’impronta del proprio sorriso. Sulla base dell’impronta, e con l’ausilio di software avanzatissimi e 3D, l’odontotecnico costruisce un piano, prefissando gli obiettivi da raggiungere ogni due settimane circa. Il paziente può, in questo modo, vedere preventivamente quale sarà il risultato che otterrà in seguito all’applicazione delle mascherine. A questo punto, dopo un certo arco di tempo necessario per la realizzazione delle mascherine progressive in materiale polimerico trasparente, il cliente riceverà la prima: è necessario indossarla esattamente per i tempi e nelle modalità descritte dall’odontotecnico. In generale, comunque, è difficile per gli interlocutori accorgersi della mascherina, per cui i pazienti sono solitamente motivati a indossarla per tutto il giorno, senza problemi. Trascorso un certo periodo, l’odontotecnico fornirà al cliente la seconda mascherina, e così via finché il trattamento non sarà completo. Il numero di mascherine da applicare e la durata del trattamento complessivo variano molto in base al problema da risolvere e alla sua gravità. Al termine dell’applicazione delle mascherine, il cliente potrà decidere di commissionare la realizzazione di una mascherina finale, anch’essa invisibile, il cui obiettivo è quello di mantenere i denti nella posizione acquisita, per evitare che essi tornino al punto iniziale.

I vantaggi di Invisalign I vantaggi di un trattamento odontotecnico microinvasivo come Invisalign sono molteplici, e non vanno trascurati. Innanzitutto, Invisalign è estremamente versatile: che si tratti di un problema di affollamento dell’arcata o di diastema (il comune spazio tra gli incisivi), il metodo fornisce quasi sempre una risposta efficace e completa alla propria problematica. Poiché il numero di mascherine è proporzionale alla gravità del problema, si può ricorrere alla tecnologia innovativa per risolvere piccoli difetti estetici o gravi problemi che influenzano tutta l’arcata o gran parte di essa. Invisalign, a differenza del comune apparecchio fisso, non altera il colorito dei denti. Se in passato hai portato l’apparecchio fisso, di certo ricorderai come i denti tendessero ad assumere un colorito opaco in prossimità delle stelline; il problema era legato al fatto che la loro presenza impediva una corretta detersione della superficie del dente. Invisalign risolve in maniera definitiva questo problema: la mascherina può essere temporaneamente rimossa per lavare i denti, e anche la superificie interna della stessa può essere delicatamente detersa, in modo da eliminare residui di cibo che possono provocare cattivi odori o la proliferazione di microrganismi correlati alla carie. I tempi di Invisalign, in generale, sono un po’ più rapidi di quelli dell’apparecchio tradizionale, grazie all’innovazione che è alla base di questa tecnologia, la quale favorisce una movimentazione dei denti intensa. C’è poi un altro aspetto da non trascurare: Invisalign consente di verificare se gli adolescenti, nel caso in cui essi siano l’oggetto del trattamento, portano la mascherina come richiesto dal dottore. Il trattamento con Invisalign, infatti, è studiato in maniera minuziosa e precisa, e il mancato raggiungimento di un risultato dopo l’applicazione di una specifica mascherina è un segnale inequivocabile della mancata applicazione della stessa. Anche il mantenimento dei risultati raggiunti con Invisalign è molto più efficace, grazie a tutori trasparenti che ostacolano il movimento a ritroso dei denti. In definitiva, si può vedere come l’ortodonzia invisibile rappresenti la nuova frontiera di questo ramo della medicina: con una tecnologia innovativa e in grado di creare uno scarso disagio, è possibile raggiungere risultati completi, risolvendo qualunque tipologia di problema.