La parodontite è uno dei disturbi gengivali più diffusi. Scopri se sei un soggetto a rischio

Nonostante l’informazione relativa alla prevenzione e cura della salute della bocca, le patologie relative a denti e gengive sono diffusissime. Le nuove tendenze alimentari, sicuramente, non aiutano a prevenire la formazione di placca e carie nonostante la quotidiana attenzione che si dà all’igiene orale.

Sicuramente un fattore importante è la predisposizione alla formazione di patologie dei denti e della bocca in generale, ma non sono da sottovalutare lievi disturbi comuni in tutte le persone, come appunto la placca, poiché, essendo un disturbo abbastanza silente, ci accorgiamo dei problemi che ne derivano, solo quando la possibile patologia è già in uno stato degenerativo.

La formazione di placca batterica è infatti una delle cause principali di sviluppo di disturbi ben più gravi, come ad esempio la parodontite, che può intaccare gravemente la salute della bocca con conseguenze anche molto gravi.

Scopriamo quali sono i sintomi da tenere in considerazione, come campanello d’allarme, per capire se siamo a rischio.

I disturbi parodontali

I disturbi parodontali possono essere attribuiti a diverse patologie che si sviluppano nel perodonto, ossia l’insieme di tessuti che sostengono i denti: gengive, legamenti e ossa. La causa di questi disturbi è di origine batterica che può derivare da una scarsa igiene della bocca, un’infezione da trattamento dentistico o scaturita in conseguenza di una lesione da trauma non opportunamente curata.

I disturbi peridontali già conosciuti sono la gengivite e la paradontite, più comunemente conosciuta come piorrea.

La gengivite è una infiammazione dei tessuti che sostengono i denti, la quale non opportunamente trattata si cronicizzerà convertendosi in parodontite, interessando così i tessuti più profondi, in particolare l’osso paradentale.

Possiamo quindi dire che la presenza di una gengivite cronica, potrebbe, nella maggior parte dei casi, essere indice di un possibile sviluppo della parodontite. Questo non significa che la presenza di gengivite indichi sempre lo sviluppo di parodontite, uno stato cronico di questo disturbo, è sicuramente da tenere sotto controllo ed approfondire con un adeguato studio clinico per evitare infezioni più gravi ai tessuti più profondi.

Come e perché si sviluppa la parodontite

Per poter spiegare come si sviluppa la parodontite, è necessario capire come e perché si manifesta il disturbo infiammatorio che tocca le gengive. La gengivite è dovuta ad un accumulo di placca batterica che appunto produce infiammazione, quindi dolore, aumento della sensibilità caldo freddo e spesso è accompagnata da sanguinamento delle gengive. Come abbiamo già detto, se questa infezione non viene opportunamente curata, si trasferirà progressivamente ai tessuti sempre più profondi sino ad arrivare ai legamenti e all’osso paradentale.

Sintomatologia della paradontite

I sintomi di fatto sono gli stessi della gengivite, ma si presentano con grado maggiore. Quindi sanguinamento delle gengive e relativa infiammazione che può estendersi alla gola; colore rosso intenso delle gengive e mobilità dentale, questa dovuta alla progressiva perdita del tessuto osseo; particolare sensibilità ai denti caldo/freddo con conseguente restrizione dei tessuti gengivali che provoca una maggiore esposizione dei denti, un inestetismo che per quanto secondario è da prendere in considerazione come parte dei sintomi della parodontite.

Esistono due tipi di parodontite: la più comune è la cronica che ha una evoluzione lenta e la parodontite aggressiva che ha un evoluzione rapida sin dall’inizio.

La degenerazione della parodontite comporta il rischio della progressiva perdita dei denti dovuta all’usura del tessuto osseo. I denti arriveranno a sostenersi soltanto dai legamenti e dalle gengive. É molto importante quindi in presenza di primi sintomi, anche lievi, rivolgersi a un professionista per un diagnostico, evitando così, la degenerazione del fenomeno e quindi la perdita dei denti.

Degenerazione della parodontite: rischi per la salute

Diversi studi hanno dimostrato che la degenerazione della parodontite, sia propedeutica allo sviluppo di altre patologie sistemiche più gravi come: patologie cardiovascolari, diabete, infiammazioni all’apparato respiratorio, artriti reumatoidi, obesità, disturbi metabolici, e addirittura complicazioni per il feto in fase di gestazione come perdita di peso o nascita prematura.

La parodontite si sviluppa generalmente in persone tra i 30 i 50 anni, quindi sarà opportuno prestare maggiore attenzione ai sintomi se si rientra i questa fascia di età. Consigliabile in ogni caso, anche in assenza dei sintomi più lievi, intensificare le visite periodiche dal dentista e avere un particolare cura della propria igiene dentale. Questo tipo di prevenzione consente di diminuire la formazione delle cause che portano allo sviluppo della parodontite e corrispondenti complicazioni.

Peridonite: diagnostico e trattamento

La diagnosi di peridontite, sarà a discrezione del medico specialista che ne evidenzierà lo sviluppo solo dopo un accurato esame. La presenza dei sintomi, non equivale ad avere la piorrea. In caso di diagnostico positivo, sarà opportuno un trattamento di riabilitazione. Il trattamento mediamente si suddivide in tre fasi: fase iniziale, basata sul rilievo dei fattori di causa dell’infezione ed corrispondente intervento alla rimozione della causa per contenere l’effetto degenerativo. Per esempio, in caso di formazione di placca batterica, si provvederà a mezzo di pulizia dentale della formazione placcare formatasi basso le gengive. La seconda fase è correttiva, ossia, si attuano misure terapeutiche antibiotiche e restaurazione della funzioni dei tessuti e interventi relativi all’aspetto estetico che dallo sviluppo della patologia ne deriva. La terza fase è di mantenimento, ossia la indicazione di misure di prevenzione per quanto riguarda la recidività della patologia. 

Odontobi Dental Clinic | Igiene orale

Faccette dentali: solo dall’odontoiatra o anche in farmacia?

Le faccette dentali sono una valida soluzione di estetica dentale per correggere inestetismi dei denti e ritornare a sorridere con tutta libertà. Sono un sistema sempre più usato dagli odontoiatri in sostituzione alla ortodonzia correttiva, quando questa si applica solo a fini estetici, che permette di ristrutturare il sorriso senza l’applicazione di fastidiosi e dolorosi apparecchi. Inoltre garantisce un risultato migliore, correggendo forma, colore e brillantezza dei denti.

Ma è davvero necessario rivolgersi al dentista per l’applicazione delle faccette dentali estetiche? In realtà esistono tipi di faccette dentali estetiche che sono acquistabili in farmacia e possono essere applicate senza l’intervento di un dentista. Il risparmio è assicurato, ma il risultato è lo stesso? Sicuramente no. Il risultato non può essere lo stesso; l’importante in questi casi è avere ben chiare le differenze tra un trattamento estetico professionale e l’auto applicazione di faccette dentali. Proviamo dunque ad analizzare le due soluzione e mettiamole in comparazione tra loro.

Faccette dentali: solo dall’odontoiatra o anche in farmacia?

L’applicazione di faccette dentali sono un trattamento estetico che permette di riabilitare tuo sorriso, intervenendo sulla forma, colore e brillantezza dei tuoi denti. Proviamo a rispondere alla domanda: è assolutamente indispensabile rivolgersi al dentista per questo tipo di trattamento o possiamo fare da soli acquistando faccette dentali direttamente in farmacia applicandole direttamente noi stesi?

La risposta è semplice: sì, è possibile acquistare in farmacia faccette dentali estetiche e provvedere alla auto installazione, ma non speriamo di ottenere lo stesso risultato di un trattamento professionale che prevede la realizzazione di faccette dentali con tecniche materiali di qualità.

Quali sono le differenze tra le faccette dentali professionali e quelle in farmacia?

Se stai pensando di correggere alcuni inestetismi dei tuoi denti con la tecnica delle faccette dentali, sarà opportuno conoscere le differenze tra un trattamento odontoiatrico professionale e una applicazione di faccette dentali estetiche comprate in farmacia.

Le due soluzioni non differiscono soltanto nei materiali delle quali sono fatte le faccette, ma anche e soprattutto come vengono realizzate e applicate le faccette dentali estetiche da un professionista, e come potresti applicare tu quelle acquistate in farmacia.

Infatti la tecnica di applicazione da parte di un odontoiatra, consiste anche nella rimozione di parte dello smalto dei denti, per meglio adattare far aderire le faccette. Devi poi sapere che le faccette in ceramica sono realizzate a partire da un’impronta dei denti e quindi vengono fatte su misura. Il trattamento è sicuramente costoso, ma garantisce un risultato perfetto e durevole in un ordine di tempo compreso tra i 5 i 10 anni. Anche nel caso di faccette in resina o composito, il mestiere del dentista è fondamentale per la buona riuscita del trattamento, in quanto questo tipo di faccette, viene realizzato e modellato direttamente sui denti.

Le faccette dentali che acquisti in farmacia, sono per così dire universali, e sono applicate con un adesivo sul dente rivestendolo. Una soluzione valida che consente di risolvere con poca spesa e semplicemente, gli inestetismi indesiderati, che però non sono paragonabili ad un trattamento estetico eseguito da un odontoiatra. La durevolezza di queste applicazione a bosso costo non è garantita e il risultato potrebbe non essere quello sperato.

La buona applicazione di faccette dentali consente di ripristinare l’ecquilibrio estetico del sorriso e quindi di tutto il viso, ma deve essere eseguita in maniera tale da non incidere sulla funzionalità dei denti. L’esercizio della masticazione non dovrebbe essere inibito dalla presenza delle faccette estetiche, ecco perché l’auto applicazione di faccette dentali, sicuramente possibile, dovrebbe essere presa inconsiderazione come qualcosa di provvisorio per correggere un difetto estetico, che per questioni di relazioni interpersonali nella quotidianità, non possiamo permetterci di mostrare. In questo modo avremo tutto il tempo e la serenità per poter trovare un valido professionista che possa intervenire sull’inestetismo in maniera sicura garantendo risultati estetici e funzionali di qualità.

Quali sono i rischi delle faccette dentali fai da te?

Ci sono inoltre alcune importanti controindicazioni per la salute della bocca nell’applicare da sé le le faccette dentali estetiche. Qualora l’applicazione non fosse eseguita bene, potresti lasciare degli spazi tra la faccetta e i denti dove col passare del tempo si accumulerebbero residui di cibo difficili da eliminare con i comuni sistemi di igiene orale. Questo potrebbe causare infiammazioni e formazione di placca e carie.

Faccette dentali a Cameri e Bellinzago Novarese

Situato a Castelletto Sopra Ticino, tra Novara e Varese (e vicino a Cameri e Bellinzago Novarese), Odontobi è il centro specializzato in estetica dentale, per faccette estetiche dal risultato garantito.

La rigenerazione ossea guidata (GBR) a scopo implantare.

Un’introduzione alla GBR

La rigenerazione ossea guidata (GBR) è una tecnica generalmente sfruttata nell’ambito degli impianti ortodontici che sfrutta una membrana per evitare che i tessuti non osteogenici possano alterare il processo di rigenerazione ossea: la sicurezza di questo processo è alla base della tecnica della rigenerazione ossea guidata. In particolare, la membrana utilizzata ha l’obiettivo di fungere da mezzo di separazione, e presenta una gamma di caratteristiche che variano da paziente a paziente, specialmente tenendo in alta considerazione la motivazione medica che porta alla necessità dell’installazione di un impianto ortodontico e di eventuali allergie ad alcuni materiali; infatti, non a caso negli ultimi anni sono stati studiati ed introdotti una serie di materiali ipoallergenici, per adattarsi alle necessità di ogni potenziale fruitore di questa innovativa tecnica. È evidente quanto oggi l’installazione di impianti dentali sia un trattamento particolarmente diffuso, applicata per rimediare a denti mancanti oppure per casi di edentulia. In base a quanto detto finora, risulta decisamente più evidente l’importanza di una tecnica di tipo rigenerativo associata al posizionamento dell’impianto ortodontico, alla base di ogni processo di rigenerazione ossea. Dare ai pazienti la possibilità di sottoporsi a questo genere di trattamento chirurgico, in particolar modo per quanto concerne l’ambito degli impianti osteointegrati, ha alterato completamente la percezione che si aveva fino a pochissimi anni fa dell’ortodonzia; infatti, non di rado è possibile notare che, chi si è sottoposto ad un trattamento con tecnica GBR, ha decisamente migliorato la qualità della propria vita, senza alcun genere di effetto collaterale, sia nel breve che nel lungo termine. Andiamo ora ad approfondire alcune caratteristiche fondamentali per quanto concerne l’innovativa tecnica della rigenerazione ossea guidata a scopo implantare.

Alcune informazioni interessanti sulla GBR

Uno dei prerequisiti fondamentali per sottoporsi ad un trattamento seguendo la tecnica GBR consiste nel rispettare un certo volume osseo, affinché sia possibile dar vita ad una prognosi prevedibile sul lungo periodo, nell’ambito dell’odontoiatria implantare. Qualora un paziente non abbia un volume osseo idoneo per potersi sottoporre all’impianto, questo preclude la possibilità di sottoporsi all’intervento secondo la tecnica GBR. Secondo gli ultimi studi in materia di ortodonzia, questo genere di trattamento indica chiaramente che questa tecnica si rivela affidabile nel momento in cui la formazione ossea rende possibile inserire un impianto dentale. Per quanto concerne gli studi effettuati sui materiali utilizzati, i moderni impianti che sfruttano la tecnica GBR sono costituiti di collagene, prevalentemente di tipo I, chitosano e suoi derivati e poliesteri alifatici, come polidiossanone ed affini. Le rispettive motivazioni per cui vengono utilizzati questi materiali sono l’altissima biocompatibilità, evitando il degrado sui tessuti nel corso del tempo, un miglioramento visibile per quanto concerne la cicatrizzazione delle ferite e la riformazione del tessuto osseo, la bioassorbibilità e l’approvazione di questo polimero per utilizzo clinico. Ciò richiede la necessità di un aggiornamento sulle proprietà della membrana e dei risultati biologici, nonché una valutazione critica dei meccanismi biologici che regolano la rigenerazione ossea, come viene testimoniato nelle più recenti ricerche mediche sull’argomento trattato nel corso di questo breve articolo, come ad esempio quelle presenti sulla nota rivista dedicata alla medicina PubMed. Sulla base dei più recenti risultati sperimentali, si è evidenziato in maniera importante il ruolo cruciale che riveste questa membrana di separazione, nella facilitazione dei processi della rigenerazione ossea guidata a scopo implantare; questo aspetto viene tenuto, inoltre, estremamente in considerazione, specialmente in quanto si desidera evitare che questa membrana si riveli un ostacolo, oppure che non abbia alcun effetto nella guarigione del paziente. L’ottimizzazione e lo studio dei materiali di cui queste membrane sono composte è un argomento fondante per gli studi in merito a questa innovativa tecnica ortodontica, che potrebbe rivoluzionare le conoscenze pregresse nell’ambito dell’Odontoiatria.

Conclusioni in merito alla GBR

Basandosi sugli esiti della sperimentazione e della ricerca sui materiali ideali per la GBR, e considerando la combinazione fra questi dati e le informazioni precedentemente note secondo la letteratura scientifica, si può assolutamente affermare che la rigenerazione ossea guidata può essere considerata come una tecnica sicura ed efficace, per quanto recente ed innovativa, per consentire la riformazione dell’osso nella zona interessata e nell’inserzione di impianti ortodontici laddove prima non sarebbe stato possibile. Questo nuovo trattamento, specialmente grazie all’ausilio delle nuove membrane di separazione, progettate, testate e di cui è stata ampiamente comprovata l’efficacia, presenta risultati eccellenti; tuttavia, è fondamentale rispettare le procedure chirurgiche attualmente accettate dalla medicina ortodontica ed il chirurgo deve essere particolarmente esperto ed aggiornato affinché questa tecnica possa portare i benefici desiderati. Questa specifica, oltre a quella basilare legata all’igiene ed alla sterilizzazione degli strumenti necessari per portare a termine l’operazione, è fondamentale poiché anche un semplice errore di posizionamento della membrana potrebbe provocare la compromissione del tessuto osseo e del tessuto molle, presenti nella zona interessata. Infine, sempre analizzando le informazioni derivanti dagli ultimi studi nell’ambito della rigenerazione ossea guidata a scopo implantare, è stata confermata l’importanza della presenza di uno strato di cheratina nella zona in cui sono installati gli impianti, affinché non vi siano pericoli o difficoltà di varia natura, come ad esempio la perimplantite, ossia una fastidiosa e pericolosa infiammazione del tessuto osseo che interessa la struttura in cui è stato posto l’impianto.

Regole e strumenti per una bocca sana.

Avere denti sani richiede cura ed attenzione. Anche se ti è stato detto che hai dei bei denti, è fondamentale fare i passi giusti ogni giorno per prendersi cura di loro e prevenire i problemi che possono andare a crearsi col tempo. Ciò comporta l’utilizzo dei giusti prodotti per l’igiene orale e una routine quotidiana da attuare costantemente e con attenzione.

L’importanza di lavarsi i denti Non andare a letto senza lavarsi i denti è una delle regole base per quanto riguarda la prevenzione dell’igiene dentale e l’ottenimento di una bocca sana. Non è un segreto che la raccomandazione generale è di spazzolarli almeno due volte al giorno. Tuttavia, molti di noi continuano a trascurare di lavarsi i denti prima di andare a letto, la sera. Molto spesso dimentichiamo che spazzolarsi i denti prima di coricarsi elimina i germi e la placca che si accumulano durante il giorno. Il modo in cui bisogna spazzolarsi i denti è ugualmente importante; in effetti, lavarsi i denti in maniera sbagliata o addirittura frettolosa è quasi sbagliato quanto non lavarli affatto. Ti consigliamo quindi di prenderti il ​​tuo tempo, muovendo lo spazzolino con delicati movimenti circolari per rimuovere la placca. Non avere fretta, ma dedica a questa pratica il tempo necessario. Si tratta di un’operazione importante, in quanto, la placca non rimossa può indurirsi, causando un accumulo di carie e gengiviti (disturbi gengivali precoci). È altresì importante che tu non trascuri la tua lingua: è necessario spazzolarla ad ogni lavaggio onde evitare un cattivo odore e problemi legati all’igiene orale.

Il dentifricio al fluoro, alleato di una bocca sana Quando si parla di dentifricio, ci sono elementi più importanti rispetto al potere sbiancante o al particolare aroma dello stesso. Indipendentemente dalla versione scelta, la cosa fondamentale è che tu ti assicuri che il tuo dentifricio contenga fluoruro: questa sostanza rimane infatti un pilastro della salute orale. Questo perché il fluoro è una difesa leader contro la carie. Funziona combattendo i germi che possono portare alla decomposizione, oltre a fornire una barriera protettiva necessaria per la salute dei tuoi denti.

Filo interdentale: l’importanza di questo strumento Utilizzare il filo interdentale durante la giornata, è importante quanto spazzolare i denti almeno due volte al giorno. Tantissime persone, lavandosi i denti regolarmente trascurano però il filo interdentale. Tutto ciò è sbagliato in quanto l’utilizzo del filo è in primis un modo per stimolare le gengive, ridurre la placca e ridurre le eventuali infezioni. Questo strumento, spesso dimenticato, andrebbe utilizzato almeno una volta al giorno per poter garantire il giusto funzionamento. Non lasciare che le difficoltà del filo interdentale ti fermino; utilizzare il filo interdentale può essere infatti difficile, specialmente per i bambini piccoli e gli anziani con artrite. Piuttosto che arrenderti, cerca strumenti che ti aiutino a usare il filo interdentale. Ti raccomandiamo quindi di non dimenticarlo se tieni ad avere una bocca sana e fresca.

Il collutorio: un altro elemento che rende la tua bocca sana Nonostante dagli spot pubblicitari si evidenzi quanto sia necessario il collutorio per una buona salute orale, molte persone continuano a non utilizzarlo forse perché ignorano il suo reale funzionamento e i suoi benefici. Il collutorio aiuta in tre modi: riduce la quantità di acido nella bocca, pulisce le aree difficili da spazzolare dentro e attorno alle gengive e rimineralizza i denti. Data la vasta gamma di tipologie in commercio, se hai dubbi su quale sia più adatto ai tuoi bisogni e alle tue esigente, piuttosto che non utilizzarlo, chiedi al tuo dentista consigli specifici sul collutorio che fa per te.

Bere acqua e mangiare cibi freschi, la soluzione migliore L’abitudine di bere acqua dopo ogni pasto può aiutare a eliminare alcuni degli effetti negativi di cibi e bevande appiccicosi e acidi tra i denti. È quindi importante farne un largo uso, grazie ai benefici che vengono apportati all’organismo. Altra cosa fondamentale per la buona salute della tua bocca è mangiare prodotti freschi e croccanti che oltre a contenere fibre più sane, è anche la scelta migliore per i tuoi denti, che vengono sollecitati e diventano più sani e resistenti.

Ricordati di far visita al tuo dentista Le tue abitudini quotidiane sono fondamentali per la tua salute orale generale. Tuttavia, anche per i più precisi ed attenti, è fondamentale andare dal proprio dentista regolarmente. Come minimo, dovresti vedere il tuo dentista per le pulizie e i controlli due volte l’anno in modo da non incorrere in imprevisti e sorprese. Questo tipo di routine, insieme all’elenco di accortezze riportate in questo articolo, ti permetterà di avere sempre una bocca sana e fresca.

Impianti dentali: cosa bisogna fare se un impianto dentale fa male oppure si muove?

Un intervento di installazione di impianti dentali, se effettuato correttamente e da uno staff professionale ed esperto, è concepito, almeno in generale, per durare nel tempo e per assumere i contorni di una soluzione definitiva.

Chiaramente, per implementare la durata nel tempo, è necessaria la collaborazione del paziente. Questo dovrebbe sottoporsi a controlli periodici, di cadenza annuale, volti a fotografare lo stato di salute degli impianti e verificare che non siano insorti problemi.

Questo tutto quello che c’é da sapere sugli impianti dentali, in particolare quanto fa male oppure si muove.

Tale attività diagnostica consiste in:

  • radiografie endorali, una per ogni impianto, in modo che siano più accurate possibile. Le panoramiche dentali non sono abbastanza precise.
  • uso di sonde che verifichino le condizioni dell’impianto fino all’osso sul quale è fissato, controllo che il paziente tenga costanti e corretti comportamenti di igiene orale
  • sedute, almeno annuali, dall’igienista dentale che perfezioni il lavoro domestico di pulizia che dovrebbe tenere il paziente sottoposto ad implantologia

Cosa fare se l’impianto dentale fa male o si muove

L’impianto, composto di titanio, è completamente asettico, almeno in condizioni ordinarie. Ciò implica che non dovrebbe fare male. Ancora, essendo saldamente ed in profondità fissato all’osso, non dovrebbe minimamente muoversi.

Di converso, in caso di dolore o di movimento dell’impianto, ci troviamo di fronte a dei campanelli di allarme. In sintesi, qualcosa non va ed in una parola ci troviamo di fronte ad una: perimplantite.

Perimplantite: di che si tratta?

Prima di passare alle auto-diagnosi, però, è necessario rivolgersi al medico e sottoporsi ad una visita di controllo. La perimplantite è un’infezione tipica e specifica del tessuto intorno all’impianto dentale.

Nei casi meno gravi, parliamo di mucosite, di solito l’infezione sarà superficiale, e non avrà intaccato l’osso. In questi casi, basteranno alcune sedute laser che abbattano la carica batterica intorno all’impianto.

Nei casi più gravi, il processo infettivo sarà arrivato in profondità, all’osso. In questo caso, gli effetti della perimplantite saranno gli stessi di una parodontite. Il tessuto osseo comincia a cedere e a deteriorarsi portando alla perdita dell’impianto, privato dell’apparato di supporto.

I sintomi tipici di una perimplantite saranno relativi al tessuto gengivale e consisteranno in infiammazione, colorazione arrossata del tessuto circostante, mutamenti nella consistenza o nella forma della gengiva, sanguinamento costante o suppurazione (produzione di pus nella zona interessata).

Dolore dopo impianto dentale: quali sono le cause?

Per quanto attiene alle cause dell’infezione, queste possono essere di diversa natura, connaturate al momento in cui sorgono i fastidi.

Se questi si presentano nel momento immediatamente successivo alla posa dell’impianto la risposta sui motivi del processo infettivo è univoca: il professionista che vi ha seguito non ha operato secondo gli standard ed i protocolli di igiene, sterilità e professionalità richiesto.

L’intervento di implantologia va, infatti, trattato come ogni intervento chirurgico delicato: vanno utilizzati kit completamente decontaminati e la sala operatoria deve essere completamente sterile.

In questo caso dovrai rivolgerti ad uno studio dentistico specializzato in implantologia per poter valutare l’entità del problema e porvi rimedio.

Se, invece, la perimplantite insorge a distanza di tempo, a volte anche anni, le origini dell’infezione attengono alla scarsa igiene orale.

La perimplantite porta alla creazione di vere e proprie sacche, in prossimità dell’impianto in cui si annidano e proliferano i batteri.

In questo caso non potrai prendertela con il dentista o col chirurgo. Probabilmente non avrai curato al meglio la cura degli impianti, non ti sarai sottoposto ai check-up periodici e non avrai partecipato alle sedute dall’igienista.

Come curare la perimplantite

La perimplantite non è un’infezione semplice da curare.

Come accennato, nei casi più banali basterà una seduta di igiene orale. Tuttavia, questa non basta nei casi in cui l’infezione, partendo dalla gengiva, si sia spostata in profondità.

Per questi motivi, la migliore strada è la prevenzione, ed evitare che la perimplantite sia presente.

Rivolgetevi sempre a professionisti validi ed una volta fatto, curate sempre l’igiene corretta degli impianti, sia a casa e nel quotidiano, sia rivolgendovi ad un igienista per rimuovere il tartaro in eccesso. Qualora questo non basti dovrà procedersi alla rimozione degli impianti.

Rimuovere gli impianti: quando è necessario

L’intervento di rimozione degli impianti risulta essere ancora più delicato della loro collocazione. Tutto ciò considerato, affidatevi sempre ad un chirurgo molto esperto.

Per poter essere rimossi, bisognerà lavorare direttamente sull’osso, in quanto questo si sarà saldato completamente all’impianto.

Eseguita questa operazione, l’osso andrà ricostruito. La ricostruzione ossea consiste nell’innesto di osso bovino, completamente trattato e biocompatibile.

Riuscito l’innesto e creato abbastanza materiale osseo, potranno essere applicati nuovi impianti.

Impianto dentale a Novara e Varese

Cerchi un centro d’eccellenza in implantologia? Odontobi è un centro specializzato con odontoiatri specializzati nelle più moderne tecniche di implantologia. Ci trovi a Castelletto Sopra Ticino, vicino a Novara e Varese; grazie alla nostra esperienza decennale curiamo anche pazienti provenienti da tutta Italia.

Se il tuo impianto dentale fa male o si muove, contattaci subito per fissare un appuntamento: prenderemo in esame la tua situazione per valutare e trovare la migliore soluzione e farti tornare a sorridere.

Rigenerare l’osso, così si prepara la bocca prima di un impianto.

In numerosi casi prima di procedere all’installazione di un impianto dentale inserendo dei perni che vanno a sostituire le radici dei denti, è necessario rigenerare l’osso che si è deteriorato per una serie di ragioni, tra le quali: usura, assenza del dente, patologie che favoriscono la riduzione ossea. Per assicurarsi che l’installazione si uno i più perni che sorreggeranno l’impianto sia stabile e equilibrata, sarà necessario rigenerare l’osso.

In cosa consiste la tecnica di rigenerazione ossea?

Quando la rigenerazione si realizza nella parte del mascellare superiore, una delle possibilità è quella di sfruttare le l’esistenza delle due cavità naturali al lato delle fosse nasali per introdurre del tessuto osseo.

In questi casi il chirurgo interverrà sollevando la membrana che separa queste cavità nasali e innestare tessuto osseo proveniente da altre parti del corpo dello stesso paziente, o utilizzando tessuto osseo artificiale chiamato biomateriali. Dopo un tempo variabile, la parte oggetto dell’intervento sarà pronta e sarà possibile inserire il perno dell’impianto.

Questo è un esempio di come sia possibile effettuare la rigenerazione ossea, il tutti gli altri casi l’intevento è più semplice e si realizza sostanzialmente nello stesso modo.

Rigenerazione ossea: è una tecnica complessa?

La tecnica di rigenerazione ossea, per quanto possa sembrare moderna, viene usata da più di quarant’anni in diversi ambiti della chirurgia. Sicuramente in passato era più complessa, ma con lo sviluppo id nuove tecniche e tecnologie, attualmente sono processi che hanno un alto tasso di esito e pochi casi di complicazioni.

In questo caso viene sfruttata per rinforzare le parti delle ossa che dovranno ospitare i peni dell’impianto. chiaramente non sempre è possibile effettuare interventi di rigenerazione ossea, le cause dipendono dallo stato di salute delle ossa che varia da paziente a paziente, in questi casi si prediligono tecniche che prevedono l’installazione di impianti cigomatici, che si innestano nelle ossa degli zigomi.

Questa tecnica presenta complicazioni?

Poiché tutti gli interventi chirurgici possono presentare complicazioni, anche questa tecnica in fase di attuazione o di postoperatoria può presentare complicazioni. Solitamente una buona diagnosi consentente di valutare se il paziente è più o meno predisposto ad accogliere innesti di tessuto osseo e non presenta particolari patologie che ne impediscano la buona riuscita dell’intevento.

Sono rari, ma possibili, rigetti degli innesti di tessuto osseo, questo provoca infezioni. In questo caso si interviene per risolvere il problema. In caso, degli studi preliminari tendono a ridurre al minimo la possibilità che si creino complicazioni gravi.

É sempre necessario effettuare la rigenerazione dell’osso prima di un impianto?

Non è sempre necessario, però nella maggior parte dei casi, per permettere all’impianto una buona funzionalità e soprattutto durevolezza nel tempo, ed prevenendo futuri fastidi, la rigenerazione ossea è necessaria. Dipende molto dalla salute generale del paziente e all’età i cui il paziente si sottopone al’intervento di implantologia.

Perdita dei denti e rigenerazione ossea

Nel caso di perdita di denti, sia per cause naturali per estrazione del dente, il paziente non dovrebbe far passare troppo tempo prima di rivolgersi all’odontologo per un diagnostico e la valutazione di realizzazione di un impianto. Infatti, in assenza della radice del dente, i tessuti tendoni a restringersi e l’osso nella parte interessata si usura e si indebolisce rendendo complesso l’inserimento del perno. Per ottenere l’installazione di un impianto che duri nel tempo in maniera stabile e senza creare fastidi futuri, la rigenerazione ossea è raccomandabili sempre e assolutamente necessaria nei casi specifici che variano da paziente a paziente.

Rigenerazione dell’osso, strumenti per la diagnosi

Le nuove tecnologie digitali aiutano a redigere una diagnosi preliminare per valutare le condizioni generali della struttura delle ossa che dovranno ospitare uno o più perni dell’impianto. Con questi strumenti è possibile realizzare diagnosi precise che rilevano la reale condizione di salute del paziente e suggeriscono come intervenire per limitare al minimo le complicazioni che questo tipi di interventi potrebbero verificarsi.

Si stanno creando anche supporti di tipo psicologico per lavorare col paziente per quanto riguarda il cambio della fisionomia del viso che l’installazione di un impianto nel suo insieme comporta, sopratutto se il paziente è stato molto tempo senza uno o più denti. Questo perché non si tratta solamente di un fattore meramente estetico, ma cambia le relazioni interpersonali del paziente nel suo futuro immediato.

 

Ortodonzia infantile: una sfida che con il giusto mix di ingredienti si può affrontare serenamente. Scopriamoli insieme

Ortodonzia infantile: un timore da smantellare

Se tuo figlio ha paura di andare dal dentista, si tratta di una reazione naturale (soprattutto se è la prima volta che incontra questa figura). Il pedodontista, infatti, è una figura di cui si parla molto poco, sconosciuta non solo ai bambini, ma soprattutto ai genitori. D’altra parte, se la madre e il padre del bambino temono il dentista, è naturale che il piccolo sia spaventato all’idea di recarsi dal pedodontista, pur non sapendo di cosa si occupa precisamente. Questa serie di equivoci, uniti a un ambiente che può sembrare austero e opprimente quale lo studio del professionista, possono indurre un rifiuto innato nel bambino. Addirittura in molti casi, quando è necessario svolgere un’attività di ortodonzia infantile, si ricorre all’utilizzo di sedativi e ansiolitici da somministrare al piccolo paziente per tranquillizzarlo, quando in realtà non è affatto necessario ricorrere a questi metodi estremi. Quello del pedodontista è, a tutti gli effetti, un timore che deve essere sradicato dalla mente del bambino, ed è possibile farlo solo con gli strumenti giusti e con un ottimo professionista.

La figura del pedodontista Devi innanzitutto sapere che il pedodontista non è una figura del tutto equivalente al dentista “dei grandi”. La differenza in termini di preparazione accademica non differisce solo per quelle che sono le tecniche da utilizzare e la tipologia di paziente da trattare (considerando che l’anatomia dell’adulto è molto differente da quella di un bambino, anche quando si tratta di parlare del cavo orale). Il pedodontista, infatti, presenta delle competenze che non appartengono a un tradizionale dentista, competenze che afferiscono all’area tematica della psicologia. Un buon pedodontista, infatti, si differenzia da altri professionisti meno validi per un’enorme sensibilità nei confronti dei bambini e dei loro bisogni. Sa, infatti, che il piccolo deve sentirsi a proprio agio nello studio, e adotta delle tecniche e degli espedienti mirati, anche tenendo in considerazione l’età del paziente. Per i bambini dai 3 ai 4 anni, ad esempio, la presenza del genitore è fondamentale per non percepire un senso di isolamento; il discorso (con le dovute eccezioni) è decisamente diverso nel caso di bambini più grandi, che vogliono sentirsi e mostrarsi sicuri e indipendenti. Naturalmente non è possibile fare delle generazioni assolute, però queste sono delle linee guida di cui certamente il pedodontista tiene conto. La gestione di bambini con caratteri difficili o che si presentano visibilmente spaventati richiede un approccio diverso: è importante, ad esempio, che venga stabilito un dialogo confidenziale con il piccolo. Inoltre, è opportuno invogliarlo a sedersi, senza alcun tipo di costrizione, eventualmente spiegando il funzionamento di alcuni strumenti e permettendogli di utilizzarli simulando una situazione (nei limiti della sicurezza, naturalmente). Tutti i comportamenti positivi, poi, vanno elogiati o premiati, per aumentare la fiducia in se stesso del paziente. La scelta del pedodontista a cui rivolgerti deve però basarsi anche su altri elementi. Devi sapere, ad esempio, che molti professionisti organizzano presso i loro studi dei piccoli corsi dedicati ai bambini: durante queste ore, non solo i pazienti prendono confidenza con l’ambiente e sperimentano un primo approccio con gli utensili necessari al professionista per svolgere la sua attività, ma conoscono la figura e apprendono importanti nozioni legate all’igiene del cavo orale, comprendendo l’importanza di andare dal dentista quando necessario.

L’ambiente di lavoro e le nuove tecnologie Un altro punto cruciale per far sì che l’ortodonzia infantile venga vissuta dal piccolo con sicurezza e senza timore è l’aspetto estetico dell’ambiente. L’area in cui il pedodontista accoglie i pazienti deve essere colorata e vivace, a misura del bambino, e deve contenere se possibile giochi e dolcetti per premiarlo dell’impegno. Un ambiente bianco e austero non può che provocare una sensazione di tensione nel bambino, che si annoierà durante l’attesa e si chiuderà in se stesso al momento dell’ingresso nello studio. Non sono poi da sottovalutare gli interventi a cui ricorrere. È importante che il pedodontista sia sempre formato e aggiornato sulle nuove tecnologie microinvasive, grazie alle quali è possibile effettuare operazioni comuni senza provocare alcun dolore. Quando invece si ha a che fare con gli adolescenti, nel caso in cui sia necessaria un apparecchio ortodontico è importante valutare con il paziente e con i genitori la soluzione che consente di ridurre al minimo eventuali disagi e difetti estetici, scegliendo soluzioni invisibili o particolarmente nascoste con le quali non si rischiano discriminazioni o deludenti prese in giro da parte dei coetanei.

Odontobi Dental Clinic - Clinica Odontoiatrica situata tra Novara e Varese

Faccette dentali: cosa sono, a cosa servono, vantaggi e controindicazioni

Le faccette dentali stanno ottenendo sempre maggior successo ed il loro utilizzo è in continua crescita. Le ragioni sono abbastanza semplici, l’applicazione di faccette dentali è una procedura risolutiva, in toto, quando non si è soddisfatti della gradevolezza estetica del proprio sorriso o quando il colore dei nostri denti non tenta per nulla al bianco ma ad antiestetiche sfumature di giallo.

Tuttavia, si tratta di una pratica ancora non molto conosciuta, rispetto alle sue reali potenzialità, anche perché può risultare un’alternativa assolutamente valida rispetto alle protesi dentali ed agli interventi di implantologia. Il vero punto di forza risiede nella sua semplicità realizzativa, ma soprattutto nella qualità dei risultati senza dover pagare nessuno scotto in termini di fastidi e dolore. Insomma denti bianchi senza tempi di degenza lunghi e senza stress. Non indifferente è, inoltre, il risparmio in termini di costi, inferiori di quasi due volte rispetto a impianti e protesi dentali.

Cos’è una faccetta dentale e a cosa serve

La faccetta dentale consiste in un vero e proprio involucro, che in qualche modo avvolge il dente. Ha i bordi leggermente ricurvi, che ricordano la forma delle tegole, in modo che questi combacino perfettamente con la parte esterna dei denti.

Sono quindi placche, della colorazione più naturale possibile, cementate direttamente sulla superficie della dentatura del paziente. Utilizzano gli stessi principi dell’apposizione delle unghia finte su quelle naturali. Non dobbiamo però confondere le faccette dentali con le corone dentali. Queste ultime, avvolgono interamente il dente e sono, probabilmente, più conosciute come capsule.

Rappresentano, però, una procedura molto aggressiva, che prevedono un lavoro preliminare di limatura del dente, che deve essere, per l’appunto, incapsulato.

L’implicazione diretta è che il dente ne risulterà pregiudicato, senza la possibilità di ritornare allo stato precedente. La faccetta, invece, si applica, fisicamente, sul dente ricoprendone la parte anteriore, in modo da oscurare e nascondere ogni difetto.

Con un solo strumento, quindi, possiamo risolvere svariati problemi:

  • ingiallimento causato dalla cattiva igiene o dal fumo: i denti possono, a volte, tendere ad una colorazione vicina al giallo. I fattori sono diversi. In primo luogo, congeniti, nel senso che il colore dei tuoi denti può tendere naturalmente ad una colorazione non propriamente bianca e candida. Secondariamente, il difetto può dipendere dallo stile di vita, come l’uso di tabacco, il consumo eccessivo di caffè oppure essersi sottoposti, durante l’infanzia, a trattamenti farmacologici di rilievo, si fa riferimento, in particolare ad un uso imponente di antibiotici. In queste situazioni, non sempre gli interventi di sbiancamento canonici possono essere sufficienti o, ancora, possono portare a risultati insufficienti o non soddisfacenti ed, allora, l’applicazione delle faccette dentali diviene l’unica vera ed efficace soluzione. Si aggiunga che in certi casi, al difetto di colorazione, può accompagnarsi la formazione di vere e proprie macchie ancora più scure
  • difetti di forma, denti spizzicati o lesionati: le faccette dentali possono rendere la dentatura più armoniosa ed esteticamente gradevole anche di fronte a difetti di forme. Nello specifico nei casi in cui i denti risultino di lunghezza diversa fra loro o troppo corti
  • problemi di allineamento: le faccette dentali, se applicate a regola d’arte, possono ovviare anche a problematiche di allineamento, evitando la necessità di apparecchi ortodontici, costosi e dai risultati lenti nel tempo. Le faccette possono anche eliminare lo spazio tra i denti, quando eccessivo ed antiestetico.

Riguardo alla composizione la faccetta è, generalmente, composta in toto da ceramica. In certi casi, più rari, in materiale composito: si tratta di resine e porcellana polverizzata, impastate per creare la faccetta.

Applicazione e difetti

La procedura di applicazione non è particolarmente complessa. La prima visita sarà dedicata alla spiegazione al dentista del tuo problema e dei risultati sperati. Contestualmente, o in una visita successiva, si potrà procedere al calco, che servirà per creare il modello delle faccette dentali.

Creato il modello, il dentista potrà lavorare al meglio ed avere un’idea più fedele del risultato finale. Lo stesso discorso vale per il paziente, che potrà avere un’idea concreta del lavoro finito.

Terminate queste fasi, il laboratorio può creare le faccette dentali definitive. In ultimo, dovrà effettuarsi l’applicazione vera e propria. Il primo momento consiste nella preparazione dei denti. In certi casi dovranno essere limati, per adeguarne e parificarne la lunghezza. Sempre, verranno privarti dello smalto e letteralmente grattati, in modo da far aderire perfettamente la colla. La posa della faccette sui denti è un lavoro abbastanza lungo, della durata di qualche ora.

L’intervento, pur non essendo invasivo o doloroso, viene effettuato in anestesia locale, per evitare fastidi al paziente e movimenti involontari. Infatti, la colla ha una presa molto rapida e l’odontoiatra dovrà lavorare con molta precisione.

Non esistono grandi difetti delle faccette in composito. Molto raramente, possono fratturarsi o rompersi. Qualora succeda quest’evenienza, la faccetta in ceramica andrà rimossa e sostituita, mentre quella in composito potrà essere riparata senza essere staccata.

Faccette dentali e materiali impiegati

Il mercato propone diverse tipologie di faccette dentali; alcune sono realizzate in composito (materiale impiegato nelle otturazioni), mentre altre sono in ceramica disilicato di litio. Le prime costano relativamente poco, ma perdono brillantezza e luminosità nel tempo. Ceramica e disilicato di litio garantiscono, invece, risultati più duraturi.

Il disilicato di litio vanta, in modo particolare, ottime proprietà meccaniche e importante resistenza alla frattura e il suo utilizzo è riservato a situazioni poco ideali dal punto di vista biomeccanico (pazienti portatori di bite, marcata usura dei margini incisali).

La ceramica appare essere, allo stato dell’arte, il materiale d’elezione: vanta una resistenza ottimale e permette di correggere difetti di forma e di volume, discromie dovute all’assunzione di caffè e anomalie a carico dello smalto.

Queste semplici regole, unitamente a competenza del dentista e uso di materiali di prima qualità, ti possono regalare un sorriso splendente per circa 10 anni.

Quanto dura una faccetta dentale

Chiaramente dipende molto da chi ha applicato la faccetta dentale, la sua professionalità e anche che tipo di prodotti ha utilizzato.

In media comunque la durata è di 10 anni ma è fondamentale anche che ti occupi personalmente della manutenzione.

Niente di difficile ed impossibile, non preoccuparti sono soltanto piccoli accorgimenti: intanto ti consigliamo di evitare di masticare oggetti troppo duri come penne, matite, unghie o alcuni alimenti.

Anche smettere di fumare e di consumare cibi troppo acidi possono aiutare a mantenere più a lungo la faccetta dentale.

Ovviamente effettuare una pulizia dei denti giornaliera molto approfondita per evitare accumuli di placca. Si tratta di un piccolo investimento e anche per questo bisogna prendersene cura nel modo giusto.

Rottura e distacco delle faccette dentali

Una corretta cementazione e l’impiego di materiali adesivi di prima qualità riducono il rischio di distacco delle faccette dentali.

La rottura delle stesse è un evento molto raro condizionato, però, dal tuo comportamento e dalla cura che riserverai al presidio. Digrignare i denti anteriori, mangiarsi le unghie e ingerire alimenti duri è altamente sconsigliato al fine di preservare l’integrità delle faccette.

Controindicazioni delle faccette dentali e quando non devono essere usate

Una delle principali limitazioni delle faccette dentali è sicuramente il costo del trattamento.

Alcuni pazienti, inoltre, hanno lamentato la poca durata delle faccette, in media decennale. Questo può accadere per la poca competenza di chi le applica, per la scarsa attenzione del paziente successivamente al trattamento oppure perché la dentatura non ha reagito in maniera positiva all’applicazione (il dente potrebbe essere stato limato troppo o troppo poco oppure potrebbero essere state applicate delle faccette dallo spessore sbagliato).

Inoltre, la limatura del dente è permanente, quindi, una volta deciso di applicare le faccette non si potrà più tornare indietro e riavere i denti “naturali”. Sicuramente uno dei principali svantaggi delle faccette dentali è proprio questo: il trattamento invasivo che va a ledere lo stato naturale dei denti del paziente, quindi prima di procedere è sempre bene fare tutte le domande del caso al proprio specialista di fiducia.

Infine, le faccette dentali non dovrebbero assolutamente mai essere utilizzate quando la struttura dentale di partenza non lo permette, perché si potrebbero verificare danni permanenti.

Qualche alternativa

Lo sbiancamento dentale professionale o la ricostruzione in composito possono essere delle alternative alle faccette dentali. Tuttavia, in questi casi la possibilità di effettuare o meno i trattamenti dipende dallo stato di usura dentale. Lo sbiancamento, inoltre, ha una durata nettamente inferiore rispetto alle faccette dentali anche se a suo favore vi è la richiesta di un trattamento meno invasivo rispetto a quello necessario per l’applicazione delle faccette in ceramica.

Faccette dentali e sbiancamento

Le faccette dentali rappresentano un’ottima alternativa al tradizionale sbiancamento.

I risultati di quest’ultimo, pur essendo ottimi, sono soggetti a mutevolezza riconducibile ad alimentazione e comportamenti scorretti; per questi motivi devi sottoporti a periodiche sedute di mantenimento.

Le faccette dentali, specie in ceramica, non necessitano invece di particolare manutenzione e sono stabili nel tempo.

Faccette dentali o capsule?

Le faccette dentali vengono incollate sulla superficie esterna dei denti dopo aver praticato una limatura di 0,5-0,7 mm della stessa senza la necessità di sacrificare parte del tessuto dentale sano.

Il posizionamento di una capsula richiede, al contrario, una limatura totale del dente per uno spessore circa pari a 1,5-2 mm.

Le faccette sono l’ideale in presenza di piccole fratture, discromie, usure e anomalie congenite (malformazioni o spazi tra elementi dentali contigui), mentre le capsule vengono usate in caso di denti rovinati per usura o carie. La scelta non può essere fatta a priori, ma occorre un’attenta valutazione da parte del tuo odontoiatra di fiducia.

Faccette dentali a Novara e Varese

Per il trattamento con faccette dentali rivolgiti a dei professionisti del settore. Odontobi, vicino a Novara e Varese (Sumirago, Besnate, Borgomanero, Sesto Calende, Oleggio, Gallarate, Busto Arsizio, Saronno, Tradate) è il centro con specialisti in estetica dentale.
Rivolgiti a noi per un consulto.

Odontobi Dental Clinic | All on 4

20 anni con gli impianti dentali: botta e risposta con un paziente di 70 anni che ci racconta la sua esperienza di paziente riabilitato con gli impianti dentali

Hai necessità di cure odontoiatriche ma nutri dei dubbi sulla reale efficacia degli impianti dentali? Di seguito ti riportiamo l’esperienza di Giacomo, che a 70 anni, convive da 20 con gli impianti dentali e che ne esalta tutti i lati positivi. Una serie di domande e risposte che cercheranno di eliminare tutte le tue perplessità.

Giacomo quando hai iniziato ad avere problemi ai tuoi denti?

Già a partire dai 30 anni ho avuto una serie di problemi alle gengive con manifestazione di piorrea. Dopo qualche anno, in seguito alla caduta di alcuni denti sono dovuto ricorrere ad una protesi mobile ma nel corso del tempo i fastidi iniziarono ad aumentare fino a quando la protesi stessa era diventata intollerabile.

Ma quali erano i principali difetti che avevi?

Arrivato ai 50 anni, il lato estetico non mi interessava più ma era l’aspetto funzionale che mi dava dei veri e propri tormenti. Il continuo muoversi della protesi mobile insieme alla gengivite che era sempre presente mi procurava forti dolori soprattutto durante la masticazione. In tal modo, anche un aspetto piacevole quale quello del mangiare stava diventando un vero incubo. A tutto ciò, si aggiungeva anche il fatto che spesso dovevo ricorrere all’estrazione di un dente con conseguente adattamento della protesi che richiedeva nuovi supporti. Lo spettro della dentiera completa stava diventando sempre di più una realtà.

A questo punto che cosa hai pensato di fare?

Innanzitutto ne ho parlato con il mio dentista, trasmettendogli soprattutto il mio stato d’animo. Eravamo verso la fine degli anni Novanta e il dentista mi parlò di una nuova tecnica odontoiatrica, chiamata implantologia. Gli chiesi spiegazioni al riguardo e, inutile dirlo, ero molto titubante, anche perché i casi di pazienti curati con questa tecnica erano davvero pochi e le testimonianze erano molto discordanti. Nonostante ciò decidi però di affidarmi alle cure di un professionista e tentare di risolvere in modo definitivo il mio problema.

Quali furono i successivi passaggi?

Il dentista eseguì preliminarmente l’estrazione dei miei denti che erano rimasti dedicandosi successivamente all’arcata inferiore preliminarmente e quindi a quella superiore. A quel punto il dentista mi fornì una dentiera completa provvisoria che portai per circa 6 mesi in modo che le gengive delle arcate potessero guarire completamente. Trascorso questo periodo furono inseriti gli impianti e sommersi sotto la gengiva. A distanza di circa un anno dalla prima seduta avevo finalmente una protesi fissa nella mia bocca e non avvertivo più alcun dolore.

Come giudichi quindi la tua esperienza con gli impianti dentali?

La risposta è scontata in quanto il risultato è stato estremamente positivo. Dal punto di vista funzionale sono ritornato a mangiare praticamente tutto senza avvertire dolori o fastidi alle gengive. Oltre a ciò si è aggiunto anche un miglioramento dal punto di vista estetico in quanto con l’impianto gengivale sono ritornato a sorridere senza alcun problema. In ogni caso periodicamente mi reco sempre dal dentista per un controllo o qualora qualche dente dovesse staccarsi.

L’esperienza di Giacomo è molto importante in quanto permette di chiarire le modalità attraverso le quali vengono applicati gli impianti dentali e i benefici che apportano sia dal punto di vista funzionale che da quello estetico.

Odontobi Dental Clinic | Protesi dentali e capsule

I migliori impianti dentali. Sì perché non tutti sono validi e duraturi nel tempo. Scopriamo insieme i migliori.

L’introduzione dei moderni impianti dentali ha dato il via ad una vera e propria rivoluzione nel settore dell’ortodonzia, in particolar modo per quanto concerne la sostituzione dei denti.

Prima della loro invenzione e del loro sviluppo, tramite una lunga serie di ricerche e sperimentazioni, la vita di coloro che dovevano convivere con delle protesi non avevano la possibilità di mangiare una serie di alimenti, cioè tutti quelli particolarmente difficili da sminuzzare, ma questa è acqua passata grazie all’introduzione dei più moderni impianti dentali.

In origine, il primo Paese ad essere tuffato in quest’ambito pioneristico è stata la Svezia, grazie alle ricerche del Dottore Branemark, un noto chirurgo e ricercatore. A partire dal suo lavoro, molti si sono appassionati a quest’ambito, finendo col farne la propria passione ed arrivando ad elaborare le prime membrane per poter assolvere all’arduo compito richiesto da questo specifico tipo di impianti.

Quest’innovazione ha visto la propria maggiore diffusione a partire dagli anni ’80, negli Stati Uniti, per poi essere sviluppati in tutto il mondo.

È possibile dunque dire che il mercato degli impianti dentali ha avuto un primo vero boom durante quel periodo, e lo stesso sta accadendo oggi con le più moderne innovazioni, derivanti da studi scientifici svolti da professionisti affermati.

Un impianto dentale consiste in una struttura di titanio che viene fusa con l’osso mascellare, di modo da fornire stabilità al paziente ed alle attività connesse al movimento mandibolare, tramite un processo che prende il nome di osteoingrazione.

Nel corso di questo articolo verrà inoltre specificato quali sono le reali potenzialità di un impianto dentale, rispetto alle alternative tradizionali, come i ben più noti ponti e protesi.

Queste soluzioni non tengono in considerazioni l’effetto benefico della dentatura sull’osso della mascella, ossia quello di preservare l’osso della mascella; quando si innestano protesi o ponti, invece, questo genere di soluzioni provoca un danno visibile ai denti, nel corso degli anni, in seguito ad usura ed utilizzo.

Per quanto possa apparire contro ogni statistica, i più moderni impianti dentali vengono posizionati correttamente nella stragrande maggioranza dei casi.

Questo avviene poiché il sostegno in titanio presente in questi impianti innovativi si fonde con la struttura ossea della zona mandibolare, integrandosi con questo tessuto biologico, dando vita ad una solidità pari, se non superiore, a quella naturale.

I materiali sfruttati per la realizzazione degli impianti dentali sono accuratamente testati e scelti, di qualità e presentano una biocompatibilità mai vista fino ad oggi, affinché non si verifichi il fenomeno del rigetto.

Le tipologie di impianti dentali

Per scegliere con cognizione di causa quale sia l’impianto dentale ideale per una serie di esigenze specifiche, è opportuno considerare quali siano le varie tipologie di impianti dentali attualmente presenti sul mercato; sostanzialmente, se si parla di top di gamma, vi sono due tipologie principali:

  • impianti endostali, che presentano una classica forma a vite, che viene inserita all’interno dell’osso mascellare tramite un’opportuna procedura chirurgica. In seguito alla totale guarigione dell’area interessata dall’operazione, viene inserito un perno metallico e viene eseguita una procedura volta a portare a termine l’innesto dell’impianto dentale
  • gli impianti sottoperiostalizzati, ossia strutture che sfruttano come appoggio la struttura ossea stessa. Si tende a ricorrere a questa scelta nel momento in cui si decida di optare per una soluzione ibrida, che includa ponti o protesi; questa soluzione si basa su una sperimentazione attualmente in corso, affinché sia possibile riparare ai danni di soluzioni antiquate, o qualora si debba intervenire su ponti o protesi preesistenti.

È fondamentale precisare, tuttavia, che occorre tener conto che ogni paziente presenta una serie di necessità decisamente differenti, motivo per cui sarà opportuno rivolgersi ad un esperto del settore, affinché sia possibile trovare la soluzione ideale, sapendo che questo genere di impianti dentali è di una qualità eccezionale e mai vista prima.

Quali sono i vantaggi dei migliori impianti dentali?

È opportuno, trattando un argomento delicato come questo, nonché recente ed interessante, comprendere quali siano le caratteristiche dei migliori impianti dentali, di modo da poter comprendere perché alcuni siano effettivamente migliori di altri, e che non sono tutti uguali:

  • aspetto. Gli impianti dentali presentano lo stesso aspetto e garantiscono la stessa percezione che viene garantita dalla dentatura naturale; in virtù delle moderne tecniche utilizzate, nel momento in cui l’impianto si fonde con la struttura ossea, questo diviene permanente
  • comfort. A differenza delle soluzioni tradizionali, come ponti e protesi, dopo pochissimo tempo l’impianto non viene nemmeno notato dal suo utilizzatore, garantendo un evidente guadagno nel comfort, sia mentale, eliminando ogni forma di disagio, che fisico, consentendo una vita decisamente più vicina alla normalità, potendo mangiare più facilmente, per esempio. Inoltre, a differenza di altre soluzioni, gli impianti dentali sono fissi, evitando il fastidio e l’imbarazzo di ogni genere e tipo di manutezione
  • salute orale. Gli impianti dentali non richiedono la rimozione di denti oppure di effettuare operazioni invasive sugli stessi, a differenza di un classico ponte. La stragrande maggioranza della dentatura resta inalterata, consentendo di evitare il fenomeno del rigetto; inoltre, considerando che l’impianto si fonde al tessuto osseo mandibolare, si denota un miglioramento della salute e dell’igiene orale sul medio e lungo termine
  • resistenza. Gli impianti più moderni presentano una resistenza fuori dal comune, garantendo una durata di svariati anni, se non per tutta la vita, se trattati con la giusta cura.

Impianti dentali Odontobi

Per scegliere il giusto impianto dentale è fondamentale rivolgersi a un odontoiatra esperto e preparato. Odontobi è un centro specializzato in implantologia dentale,

Ci trovi a Castelletto Sopra Ticino, vicino a Novara e Varese (Besozzo, Gavirate, Arona, Oleggio, Galliate, Fagnano Olona, Romentino, Cerano, Sumirago, Besnate, Gallarate, Busto Arsizio, Tradate).

Utilizziamo solo tecniche e materiali di ultima generazione per realizzare impianti dentali all’avanguardia e sicuri. Rivolgiti a noi per un consulto.