Come viene applicato un impianto zigomatico

Quando si parla di impianto zigomatico, si fa riferimento ad un impianto dentale ideale nella riabilitazione del cavo orale dei pazienti affetti da edentulia totale, con importante atrofia dei seni mascellari.
Gli impianti zigomatici sono una tecnica implantare molto evoluta, rivolta in particolare a pazienti con poco osso. Scopri di più

Caratteristiche e vantaggi degli impianti zigomatici

Nel dettaglio, gli impianti zigomatici sono realizzati in titanio e vengono inseriti nell’osso zigomatico del mascellare, dimostrandosi assolutamente indicati, in quanto non soggetti a conseguenze delicate in relazione all’età dei pazienti o ad eventuali patologie del cavo orale connesse all’assenza dei denti. Anche in caso di poco osso o di edentulia prolungata per anni sarà possibile applicare l’impianto.

Sono ideali come alternativa alle procedure di rigenerazione ossea, realizzata con innesto a partire dal prelievo intra ed extra orale e si sono dimostrati nel tempo più affidabili: infatti, le probabilità di successo di questo intervento sono estremamente elevate e si attestano tra il 98 e il 100%, oltre a consentire un ridottissimo disagio a carico del paziente nella fase immediatamente successiva all’operazione chirurgica.

Tecniche di esecuzione di un impianto zigomatico

Come abbiamo visto in precedenza, gli impianti zigomatici sono caratterizzati dalla particolarità di rispondere alle esigenze di pazienti con una struttura ossea della mascella insufficiente, sia dal punto di vista della quantità, sia dal punto di vista della qualità. In questi casi, la chirurgia classica non può essere applicata, proprio perché viene a mancare la base sulla quale fissare saldamente le protesi.

Grazie alla particolarità degli impianti zigomatici, invece, il professionista, dopo un’attenta valutazione della situazione di partenza, può procedere fissando diagonalmente la protesi nell’osso dello zigomo, ovvero sull’arco osseo della guancia.

Le modalità di esecuzione di un impianto zigomatico spaziano tra due alternative, che esaminiamo insieme nei prossimi paragrafi.

Tecnica Hybrid

Questa modalità si sviluppa grazie all’innesto di un impianto per ogni quadrante e due o quattro impianti standard nel settore anteriore.

Tecnica QUAD

E’ perfetta nei casi in cui non sia possibile procedere con impianti classici a causa del mascellare totalmente atrofico. In questa eventualità, si procede inserendo due impianti zigomatici per quadrante. Grazie a questa tecnica, è possibile procedere anche con la modalità a carico immediato, risolvendo l’intera situazione nel breve arco delle 24 ore.

Perdita della struttura ossea: perché avviene?

Per capire meglio le situazioni in cui vengono attuate le tecniche di implantologia zigomatica, è bene chiarire il fenomeno della perdita di struttura ossea. Quali sono i fattori che determinano la perdita ossea nella mascella?
Ecco i più comuni:

  • Sicuramente l’età, con il passare degli anni infatti l’osso può parzialmente riassorbirsi.
  • Un lungo periodo trascorso senza denti: in questo caso l’osso non viene stimolato e si riassorbe.
  • Una forte parodontite non curata.
  • L’uso di protesi dentali non permanenti, che vengono rimosse e utilizzate con poca frequenza.

Impianti zigomatici e impianti tradizionali: le principali differenze

Come abbiamo accennato, l’intervento di fissaggio di un impianto zigomatico avviene ancorando la protesi all’osso dello zigomo, a differenza della tecnica classica che utilizza come appoggio l’osso mascellare. Questa caratteristica fa sì che gli impianti zigomatici siano molto più lunghi, arrivando a misurare fino a 55 millimetri per raggiungere un osso tecnicamente più “lontano”, a fronte dei 18 millimetri di un impianto tradizionale.

Inoltre, l’intervento per l’applicazione di un impianto zigomatico avviene con anestesia locale nonostante sia più invasivo di quello tradizionale e assicura, come abbiamo visto, percentuali di successo molto superiori.

Anche i tempi di conclusione dell’intervento risultano spesso più rapidi, in quanto l’impianto zigomatico consente il ricorso al carico immediato, con una finalizzazione dell’intera procedura nell’arco di sole 24 ore.

La tecnica tradizionale a carico differito prevede invece un tempo minimo di tre o quattro mesi di guarigione per procedere al fissaggio della protesi definitiva: durante questo periodo il paziente rimane effettivamente con un antiestetico spazio “vuoto” o – in alternativa – con una protesi rimovibile provvisoria.

In definitiva, come è possibile stabilire se sia meglio procedere con un impianto zigomatico o con uno tradizionale?
Semplice, è indispensabile una visita in un centro specializzato in implantologia, che valuterà la situazione del cavo orale attraverso una radiografia capace di stabilire il grado di perdita ossea e valutare molti altri fattori, come lo stile di vita e l’età del paziente. Solo così sarà possibile determinare con quale tecnica procedere.

Mettere un impianto dentale senza bucare l’osso

La possibilità di ricorrere ad un impianto dentale, senza affrontare un intervento chirurgico per bucare l’osso gengivale, è un’eventualità che suscita spesso molti dubbi sia nei professionisti che – ancor di più – nei pazienti stessi.

L’implantologia dentale è una tecnica in continuo sviluppo tecnologico e l’intervento sull’osso è un tema spesso affrontato dagli esperti. Sono tante, infatti, le teorie che interpretano questa pratica come possibile o al contrario assolutamente da escludere.

In questo articolo, cercheremo di fare chiarezza, rispondendo alla seguente domanda: per mettere un impianto dentale è sempre necessario intervenire chirurgicamente? È possibile procedere con successo senza forare l’osso? Esaminiamo insieme la risposta nei prossimi paragrafi.

Impianto dentale senza bisturi: è possibile?

Se c’è una cosa certa è che qualunque paziente, con necessità di ricorrere ad un impianto dentale, preferirebbe evitare un intervento.

Bisogna premettere, a questo proposito, che le tecniche moderne sono costituite da procedure minimamente invasive e così precise da limitare quasi completamente il fastidio nel periodo post-operatorio, garantendo un’ampia percentuale di successo.

Tuttavia, il peso di dover affrontare un intervento di chirurgia preoccupa la quasi totalità dei pazienti, allarmati dall’eventuale dolore che si può provare una volta terminato l’effetto dell’anestesia e dalla resistenza psicologica all’idea di un’operazione vera e propria.

Partiamo dalle basi: esattamente, in cosa consiste l’intervento necessario all’installazione di un impianto dentale?

Semplice, le tecniche tradizionali prevedono l’incisione della gengiva con l’obiettivo di arrivare all’osso, punto d’ancoraggio perfetto per la protesi. Chiaramente, questa procedura può provocare gonfiori e dolori, nonostante i dentisti non lesinino in antinfiammatori e antidolorifici per ridurre al minimo i fastidi dei propri pazienti.

Le due tecniche principali, tra l’altro, si distinguono in implantari classiche e a carico immediato. Le prime, classiche o a carico differito, si sviluppano in un arco temporale piuttosto lungo e prevedono diverse sedute, atte a procedere per tappe, in cui si attende la guarigione graduale della gengiva, prima di concludere con l’impianto definitivo.

Gli impianti a carico immediato sono decisamente più rapidi e – dopo un’attenta valutazione da parte del professionista – si svolgono in una sola seduta, con un ventaglio di vantaggi per il paziente non indifferenti.

Torniamo a noi e all’eventualità di procedere senza chirurgia: è dunque possibile?

Si. In molti casi, al giorno d’oggi, è possibile procedere per una via alternativa che non richiede l’incisione della gengiva e che, dunque, mette il paziente nelle condizioni di non dover affrontare un periodo post-operatorio con punti di sutura e relativi fastidi connessi.

Nel prossimo paragrafo vedremo insieme in cosa consiste esattamente.

Implantologia computer guidata: procedura e vantaggi

L’implantologia computer guidata è in grado di posizionare un impianto senza incidere la gengiva.

Ovviamente, per procedere in questo modo, è essenziale iniziare con una visita approfondita preliminare, durante la quale il professionista fa le dovute valutazioni, attraverso precisi strumenti diagnostici. Le informazioni e i dati raccolti vengono solitamente caricati su un software 3D, grazie al quale l’implantologo determina precisamente in qual punti posizionare le protesi.

Da qui, viene prodotta una sorta di mascherina “guida”, la diga dentale, dotata di fori finalizzati a indicare il punto esatto in cui vanno inseriti gli impianti.

Grazie a questo metodo, è possibile procedere senza utilizzare il bisturi, in tempi ridotti e nel totale rispetto dei tessuti gengivali del paziente.

La fattibilità è solitamente garantita anche in caso di disponibilità ossea ridotta e non richiede ulteriori interventi maxillofacciali che potrebbero apparire troppo invasivi, come il rialzo dei seni mascellari o l’innesto osseo.

Naturalmente, un’analisi preventiva, come abbiamo accennato, è assolutamente necessaria.

I vantaggi delle leghe in titanio zirconia

Non solo la tecnica computerizzata, anche i materiali fanno la differenza per un impianto senza incisione della gengiva. La possibilità di utilizzare impianti realizzati con leghe in titanio-zirconia, molto resistenti ma assolutamente più sottili di quelli tradizionali, rende ancora più fattibile l’attuazione di tecniche mininvasive anche in presenza di una scarsa quantità di osso.

Come abbiamo visto, al giorno d’oggi, sono disponibili diverse opzioni, per pazienti che decidono di installare un impianto dentale, che consentono – a fronte di un’attenta diagnosi e valutazione da parte del professionista – di ricorrere ad interventi poco invasivi per l’inserimento di protesi, anche in presenza di poco osso. È chiaro che, in situazioni di grave atrofia, al contrario, sarà inevitabile il ricorso alle tecniche classiche, precedute da operazioni di rigenerazione ossea.

Impianto dentale a Cerano

Cerchi un centro specializzato in implantologia a Cerano? Affidarsi a un centro di implantologia specializzato come Odontobi è fondamentale per riuscire a svolgere l’intervento con la minima invasività.

stripping

Stripping dentale e Invisalign®: quando è necessario?

Il sorriso è certamente il nostro migliore biglietto da visita e tutti desideriamo mostrarci in pubblico con denti bianchi e perfetti. Sempre più persone dunque scelgono con fiducia di sottoporsi a trattamenti ortodontici mirati per raggiungere l’obiettivo tanto desiderato.

Da oggi, questo sogno si avvera più facilmente perché i tradizionali e antiestetici apparecchi fissi sono stati messi da parte grazie all’innovativo trattamento ortodontico Invisalign®.

Questa tecnologia, che si fonda su aligner trasparenti, garantisce ottimi risultati in poco tempo e senza provare alcun dolore.
Il trattamento Invisalign è comodo e ha grandi vantaggi, ma spesso per preparare i denti al trattamento sarà necessario lo stripping.

Scopriamo insieme in cosa consiste il trattamento Invisalign® e quando è necessario lo stripping dentale.

Che cos’è Invisalign®?

Invisalign® è un pratico trattamento ortodontico fondato sull’uso di mascherine invisibili e removibili che vengono realizzate sulla base delle tue impronte dentali. Si tratta, più precisamente, di un’ottima alternativa al tradizionale apparecchio fisso che viene utilizzata per raddrizzare i denti ed è estremamente pratica.

Il dentista ti sottopone a una prima e accurata visita di controllo nel corso della quale rileva eventuali disturbi a carico della bocca (diastemi, malocclusione, affollamento dentale); esegue, quindi, una rapida e indolore scansione dentale e ti mostra, grazie a una simulazione 3D, il risultato ottenibile con Invisalign®.

Lo specialista definisce inoltre, in tale sede, la durata approssimativa del trattamento e il numero preciso di mascherine da utilizzare al fine di ottenere il risultato desiderato. Gli aligner vengono sostituiti mediamente ogni due settimane e devono essere indossati tutti i giorni per almeno 22 ore (si possono rimuovere per mangiare e lavare i denti).

Stripping dentale per Invisalign®: come funziona

Lo stripping dentale è un trattamento rapido e semplice volto alla modifica della forma e dimensione del dente. Viene eseguito senza alcuna anestesia e consiste, più precisamente, nella rimozione di una porzione di smalto contenuta.

Se decidi di optare per gli aligner invisibili Invisalign®, dovrai quasi certamente sottoporti a un trattamento preventivo di stripping nel corso del quale i denti vengono limati per recuperare spazio e favorirne così il successivo riallineamento; nella maggior parte dei casi, lo stripping viene eseguito mediante tecnica manuale con l’ausilio di una sottile striscia abrasiva da passare tra un dente e l’altro. La quantità di smalto rimossa varia generalmente tra 0.5 e 0.8 millimetri senza ripercuotersi, in alcun modo, sulla morfologia dei denti.

I vantaggi di Invisalign®

Invisalign® possiede innumerevoli vantaggi ed è, proprio per questo motivo, un trattamento molto apprezzato.

  • Non è doloroso: gli aligner, una volta indossati, non provocano alcun dolore. Alcune persone accusano, difatti, solo e unicamente un lieve fastidio nei primi giorni di trattamento o a seguito della sostituzione della mascherina (tale sensazione è sintomo dell’efficacia del trattamento).
  • Non altera l’estetica della bocca: gli aligner trasparenti, al contrario dei tradizionali apparecchi, non alterano il tuo sorriso e non ti mettono in imbarazzo.
  • Non rovina i denti: le mascherine non danneggiano i denti a patto di eseguire una corretta e costante igiene orale.
  • Non devono essere indossati durante i pasti: Invisalign® ti permette di mangiare rilassato perché puoi rimuovere la mascherina prima del pasto. Al contrario dei tradizionali apparecchi, i residui di cibo non si depositano dunque sul presidio.
  • Non necessita di manutenzione particolare: il dentista ti consegna le diverse mascherine e ti spiega come usarle in completa autonomia. Non vi sono, quindi, rischi legati a rotture di fili metallici e attacchi.

Al fine di conservare al meglio le mascherine, ricordati di non fumare (gli aligner si rovinano e ingialliscono) e igienizza al meglio il presidio.
Lavalo dentro e fuori con uno spazzolino a setole morbide e risciacqualo abbondantemente sotto acqua corrente tiepida. Esegui questa procedura due volte al giorno e in particolare di primo mattino al fine di eliminare i depositi di placca. Prima di indossare le mascherine, ricordati di sottoporti a una minuziosa igiene orale domestica con spazzolino, dentifricio e filo interdentale.

Pro e contro dell’apparecchio Invisalign®

Invisalign® è un trattamento ortodontico di ultima generazione volto a favorire il riallineamento dei denti con l’ausilio di mascherine trasparenti.
Se decidi di sottoporti a tale terapia, dovrai cambiare le diverse mascherine (anche dette aligner) nel tempo, in modo tale da portare i denti nella posizione desiderata gradatamente e senza alcun dolore.

Invisalign® possiede innumerevoli vantaggi, ma ci sono anche alcuni contro a uno dei trattamenti più richiesti degli ultimi tempi.
Andiamo, dunque, alla sua scoperta cercando di capire che cos’è e come funziona il trattamento con l’apparecchio Invisalign® e quali sono i pro e i contro.

Che cos’è Invisalign®?

Invisalign® è un trattamento ortodontico volto a sostituire i tradizionali apparecchi fissi; si tratta, più precisamente, di un sistema di mascherine polimeriche invisibili e rimovibili create sulla base delle tue esigenze.

Il presidio, realizzato a partire dalle tue impronte dentali, favorisce il riallineamento dei denti nel corso di un trattamento personalizzato di durata variabile. Le mascherine, meglio note come aligner, devono essere sostituite ogni due settimane circa e indossate per 22 ore ogni giorno.

Gli aligner dentali trasparenti possono essere usati in diverse situazioni di allineamento dentale quali:

  • morso inverso (arcata inferiore più sporgente di quella superiore);
  • presenza di uno o più diastemi;
  • morso profondo con arcata dentale superiore sporgente;
  • affollamento dentale;
  • arcata superiore e inferiore non allineate tra di loro;
  • disturbi di malocclusione in adolescenti.

Quali sono i vantaggi di Invisalign®?

Invisalign® ha numerosi vantaggi rispetto a un tradizionale apparecchio fisso.
Ecco i vantaggi di Invisalign®:

  • Non provoca alcun dolore: il trattamento non causa senso di malessere; si registrano solamente lievi fastidi nelle prime ore di utilizzo e a seguito della sostituzione delle mascherine.

  • Non compromette l’estetica: le mascherine non inficiano l’estetica del tuo volto in virtù della loro trasparenza.

  • Non compromette l’uso della parola: il presidio non altera il tuo modo parlare previo periodo di adattamento iniziale.

  • Non si ripercuote sulla tua dieta: prima di mangiare, ricordati di rimuovere il dispositivo in modo tale da consumare tranquillamente il pasto che più preferisci.

  • Non rovina i denti: il presidio non rovina gli elementi dentali, ma ricordati di eseguire una completa e minuziosa igiene orale.

  • Non necessita di supporti quali attacchi e fili metallici: il presidio non necessita di interventi particolari da parte dell’odontoiatra e puoi, dunque, prenotare semplici visite di controllo periodiche.

  • Miglioramenti pressoché immediati: il dispositivo inizia a lavorare fin da subito con benefici quasi immediati.

  • Alto tenore di comfort: il dispositivo presentato ti regala un sorriso nuovo ed è estremamente confortevole, mentre gli apparecchi tradizionali possono causare fastidiose ulcere.

  • Eccellente igiene orale: l’uso delle mascherine trasparenti non mette a dura prova la tua igiene orale perché puoi rimuovere il presidio in pochi istanti e procedere allo spazzolamento dei denti senza l’incubo di eventuali ferretti attaccati ai denti.

Ricordati di eseguire un’accurata pulizia del dispositivo Invisalign® con l’ausilio di uno spazzolino morbido e acqua tiepida. Lava il presidio dentro e fuori e ripeti l’operazione ogni sera, ma soprattutto al mattino quando la placca può accumularsi sugli allineatori. Per ottenere risultati migliori, puoi usare pastiglie dedicate alla pulizia degli apparecchi.

Quali sono i contro di Invisalign®?

Invisalign® non è esente da alcuni effetti indesiderati involontari.

  • Sistema impegnativo: Invisalign® è un presidio che necessita di tutto il tuo impegno. Le mascherine devono, difatti, essere indossate per almeno 22 ore al giorno al fine di non rendere vano il trattamento.
  • Pressione: la mascherina, se troppo stretta, può provocare un lieve indolenzimento iniziale. Se il dolore è forte, assumi un leggero antidolorifico.
  • Difetto di pronuncia: nei primi giorni di trattamento, puoi essere soggetto alla cosiddetta blesità (o difetto di pronuncia) in una forma del tutto reversibile.
  • Disturbi alla mandibola: l’uso della mascherina trasparente può aggravare alcune condizioni preesistenti a carico della mandibola ed è, dunque, necessario un controllo approfondito con il tuo odontoiatra di fiducia.

Invisalign® è un sistema innovativo per il raddrizzamento dei denti perché consta di pratiche mascherine trasparenti da sostituire periodicamente. Può essere ultilizzato in presenza di diversi disturbi (malocclusione, morso inverso e profondo, diastemi) e presenta, anche a fronte di alcuni svantaggi, innumerevoli pro ed è proprio per questo che riscuote un crescente successo.

Apparecchio Invisalign® a Cerano

Cerchi un centro Invisalign? Oodontobi, a pochi chilometri da Cerano, è Invisalign® Provider specializzato in trattamenti di ortodonzia invisibile. Contattaci per maggiori informazioni.

Impianti a carico immediato senza osso: tecniche e risultati

Gli impianti a carico immediato, a differenza di quelli tradizionali, consentono di dotare il paziente di denti fissi in un solo giorno. Lo dice il nome stesso: grazie a questa procedura veloce ed efficace il dentista è in grado di fissare le protesi definitive immediatamente.

Si tratta di un’opportunità molto valida per i pazienti che necessitano di implementare un’unità dentale a causa di svariati problemi. Molti di essi però si chiedono se sia sempre possibile procedere in questo modo.

In questo articolo, in particolare, scopriremo insieme se l’implantologia a carico immediato è vincolata o meno alla disponibilità di osso su cui lavorare.

Impianti a carico immediato senza osso

Ebbene si, se un paziente necessita la realizzazione di un impianto, ma presenta problemi legati alla disponibilità di osso (sia che l’osso sia completamente assente o presente solo parzialmente), non dovrà rinunciare al carico immediato. Vi sono infatti differenti strade da seguire: esaminiamole insieme.

Chirurgia pre-implantare

Una prima modalità è procedere con una chirurgia pre-implantare, finalizzata a rigenerare la porzione ossea necessaria. Questa procedura, solitamente realizzata ricorrendo al plasma autologo del paziente, è sempre molto efficace e in poco tempo rende possibile l’implementazione dell’impianto necessario.
Vi sono quattro modalità principali attraverso le quali si dispiega la chirurgia ricostruttiva: la prima ha l’obiettivo di stimolare la formazione di un osso nuovo con l’aiuto di membrane ad hoc, la seconda è l’utilizzo di innesti a blocco di osso, utilissimi nei casi più complessi. Vi è poi la possibilità di procedere con l’espansione della cresta, a seguito del taglio dell’osso per avere più spessore disponibile e, infine, si può operare un efficace rialzo del seno mascellare.

Tutte queste tecniche permettono di risolvere ottimamente la mancanza di osso su cui lavorare per l’applicazione di un impianto a carico immediato. Come vedremo nel prossimo paragrafo, tuttavia, vi è una soluzione ancora più immediata.

Impianti iuxtaossei

È l’opzione più veloce e fa ricorso a materiale in titanio realizzato con la tecnica CAD-CAM. In questo caso le strutture non vengono ancorate all’osso ma alla superficie dello stesso, pertanto non richiedono uno spessore minimo in cui lavorare. In particolare, questa tecnica consente anche ai pazienti edentuli, ovvero completamente senza denti da lungo tempo, di accedere alla possibilità di avere una dentatura fissa. I tempi di realizzazione sono esattamente quelli dell’impianto a carico immediato: in una sola seduta, viene fissata su queste strutture in titanio la protesi preparata precedentemente.

Come abbiamo accennato si tratta di una tecnica ideale quando si ha a che fare con un paziente privo di denti da molto tempo con le ossa gengivali ormai atrofizzate.

Pro e contro degli impianti a carico immediato senza osso

Gli interventi descritti poco sopra sono totalmente indolori, grazie al ricorso che il professionista fa della sedazione cosciente o di altri sistemi di anestesia leggera e pur sempre efficaci.
Nel periodo post-operatorio dell’operazione iuxtaossea non si verificano gonfiori o ematomi e, non meno importante, non vi è alcun rischio di rigetto, in quanto il titanio utilizzato è completamente inerte.

In sostanza, affidandosi a professionisti qualificati ed esperti, la percentuale di successo relativamente agli impianti a carico immediato senza osso sfiora il 99% a fronte di tempi veramente rapidi rispetto a quelli previsti dall’implantologia classica.

È chiaro come ogni intervento presenti anche dei contro, anche se nel caso dell’implantologia a carico immediato senza la presenza di osso, i vantaggi superano ampiamente le controindicazioni.

Certamente questo tipo di soluzione necessiterà nell’arco di qualche anno, controlli accurati e periodici per verificarne la tenuta; tuttavia possiamo dire che i feedback sono sempre molto soddisfacenti.

In conclusione, se gli impianti a carico immediato presentano di per sé il vantaggio di essere rapidi a confronto di quelli classici, solitamente sviluppati in due fasi e su un arco temporale di almeno sei mesi, l’aggiunta della possibilità per pazienti edentuli e privi di osso di accedere ad un impianto vero e proprio in brevissimo tempo e con ottimi risultati ne fa una tecnica ad altissimo potenziale.

Impianto e ponte dentale, quali sono le differenze.

La perdita di uno o più denti è un evento frequente e potenzialmente traumatico, ma ciò che si domandano in molti è come sostituire i denti persi. Se anche tu ti trovi in queste condizioni, non ti preoccupare perché le soluzioni non mancano e, per fortuna, esistono impianto dentale e ponte.
Cerchiamo, dunque, di capire di che cosa si tratta, quali sono le principali differenze tra i due e come si effettua la scelta.

Che cos’è l’impianto dentale?

L’impianto dentale è un presidio moderno volto a risolvere l’edentulia ed è costituito da una vite in titanio da inserirsi nelle ossa mascellari (mandibola e mascella). Questa tecnica permette di ottenere delle protesi fisse e stabili, al pari dei denti naturali.
Segue, quindi, il posizionamento di una corona che, a seconda dei casi, può essere cementata o avvitata.

L’impianto rappresenta, allo stato dell’arte, la soluzione migliore in termini di stabilità, ma la sua fattibilità dipende da diversi fattori. Deve, dunque, esserci la giusta quantità d’osso (in sua assenza l’impianto è, difatti, destinato a fallire) al fine di favorire il processo di osteointegrazione della vite nel tessuto osseo.
Lo specialista deve, inoltre, valutare lo stato in cui versa il paziente perché cardiopatie, diabete e disturbi della coagulazione costituiscono un fattore di rischio non trascurabile.

Che cos’è un ponte dentale?

Il ponte dentale fa parte della famiglia delle protesi dentali ed è volta a sostituire uno o più denti mancanti. Una protesi a ponte è formata da tre elementi (due pilastri e il ponte stesso).

L’intervento per l’inserimento di un ponte prevede:

• riduzione delle dimensioni dei denti pilastro (limatura) e devitalizzazione degli elementi;
• deposizione di capsule realizzate in materiali diversi a seconda della posizione dei denti da ricoprire.

Il ponte dentale, pur rappresentando una buona soluzione, solleva una perplessità in merito alla devitalizzazione del dente. Tale pratica consiste nell’eliminazione della polpa e dunque del nervo, ma viene spesso eseguita su elementi dentali sani. L’iter proposto sembra, invece, avere più senso laddove i denti pilastro siano, per esempio, affetti da carie.

Quando scegliere il ponte?

In fase preliminare, è indispensabile valutare le condizioni di salute del paziente, lo stile di vita (l’esito del ponte può essere, per esempio, messo a dura prova in caso di fumo di sigarette) e le condizioni in cui versano i denti adiacenti al potenziale ponte (stabilità, presenza di eventuali carie e parodonto sano). Se i denti vicini risultano danneggiati, è indispensabile muoversi di conseguenza con l’ausilio di eventuali capsule.

Il ponte non è, infine, esente da alcuni svantaggi.

  • Crea una sorta di dipendenza perchè la preparazione dei denti e il loro incapsulamento dovranno essere eseguiti anche nel caso di rifacimenti futuri.
  • La limatura dei denti è estremamente delicata e richiede un alto tasso di precisione da parte dell’odontoiatra.

Quando scegliere l’impianto dentale?

L’impianto dentale rappresenta la soluzione ottimale, ma devono sussistere (come precedentemente accennato) alcune condizioni:

• struttura ossea adeguata dal punto di vista qualitativo e quantitativo;
• assenza di controindicazioni nel rispetto delle condizioni di salute del paziente;
• ottima igiene orale;
• spazio sufficiente.

Alla luce di quanto detto, si può asserire che i rischi dell’implantologia sono legati alla cosiddetta perimplantite (infiammazione a carico dei tessuti che circondano l’impianto) e alla necessità di doversi sottoporre a un piccolo intervento chirurgico volto all’inserimento della vita nell’osso.

Conclusioni

Impianto dentale e ponte sono due delle possibili soluzioni da adottare in presenza di edentulia. L’impianto è la soluzione giusta per te se:

• i denti circostanti al dente mancante sono sani;
• vi è sufficiente osso;
• sei disposto a prenderti cura dell’apparato con una corretta igiene orale.

Il ponte può essere, invece, la scelta d’elezione in caso di:

• denti danneggiati, ricostruiti o devitalizzati nell’area circostante la zona edentula;
• assenza di osso a sufficienza;
• mancata volontà di sottoporsi a un intervento di implantologia dentale.

Se anche tu sei affetto da edentulia, non esitare a contattare il tuo odontoiatra di fiducia. Sottoponiti a un’accurata visita di controllo e valuta, insieme allo specialista, la soluzione che meglio può risolvere il tuo problema.

Protesi dentali a Cerano

Cerchi un centro con protesi dentali di ultima generazione? Odontobi, vicino a Cerano, è un centro odontoiatrico specializzato in protesi e impianti per pazienti edentuli. Contattaci per un consulto.

Lo sbiancamento ai denti fa male? Quali controindicazioni ci sono?

Al di là dell’importanza di garantire la massima salute al proprio cavo orale, siamo tutti concordi nel riconoscere l’importanza del sorriso nelle relazioni interpersonali: mostrare un bel sorriso luminoso rende più piacevole il viso e le sue espressioni, garantendo un percepito positivo da parte dell’interlocutore.

Purtroppo, ci sono diverse variabili in grado di danneggiare la dentatura e dunque l’aspetto del nostro sorriso. Una di queste variabili è l’ingiallimento dei denti. In questo articolo parleremo della soluzione a questo tipo di problema, ovvero lo sbiancamento dentale: è davvero efficace o è dannoso? Seguici e lo scopriremo insieme.

Ingiallimento dei denti e sbiancamento

Partiamo dalle cause dell’ingiallimento, per le quali i denti possono perdere il loro aspetto candido e brillante. Innanzitutto, con il passare degli anni e il normale invecchiamento, lo smalto bianco di copertura dei denti diventa sottile, lasciando trasparire la dentina sottostante. Quest’ultima, d’altra parte, si inspessisce via via, assumendo un colore giallognolo.
Anche le abitudini alimentari influiscono sulla colorazione dei denti: ad esempio, la consuetudine di bere molti caffè o the o consumare vino rosso, porta ad una progressiva mutazione del colore, essendo alimenti ricchi di sostanze coloranti.
Anche il fumo, tra le altre cose, influisce ampiamente, a causa del tabacco aspirato che va ad ingiallire i denti e a rovinarne lo smalto.

Fortunatamente, innovazioni dentistiche come le procedure di sbiancamento vengono efficacemente in aiuto per risolvere questo problema, operando per ripristinare la brillantezza e una colorazione simile a quella originaria.

Sbiancamento dentale: metodo ed efficacia

Per iniziare, se hai il sospetto che i tuoi denti stiano ingiallendo, è bene che ti rivolga al tuo dentista di fiducia, per avere una consulenza di conferma. Non è detto infatti che tu abbia bisogno di uno sbiancamento dentale, la soluzione migliore in alcuni casi potrebbe essere la detartrasi, per esempio. Inoltre, non è detto che tu sia nelle condizioni di affrontare uno sbiancamento, come vedremo nei prossimi paragrafi, o ancora lo sbiancamento potrebbe non essere la soluzione al tuo problema.

Lo sbiancamento professionale è una tecnica ad alto rendimento e viene praticata negli studi dentistici grazie all’applicazione, sull’arcata esterna, di un gel composto di Perossido di idrogeno, più comunemente conosciuto come acqua ossigenata ad alta concentrazione.
Una volta posizionato il gel, si procede accendendo una lampada Led, lasciando in posa il tutto per mezz’ora. L’intero trattamento ha una durata compresa tra i 30 e i 60 minuti al massimo. Al termine della procedura, viene fatta una valutazione relativa all’efficacia: in questo contesto il dentista deciderà se e quando ripetere la seduta per intensificare i risultati, ma sicuramente non prima che siano trascorsi 12 mesi dal trattamento precedente.

Bisogna specificare, per non indurre false aspettative, che spesso i risultati candidi e brillanti che vediamo sui giornali quando si parla di sbiancamento non sono credibili: la base di partenza è infatti determinante per il grado di sbiancamento che si potrà raggiungere. Certamente il tuo dentista saprà darti indicazioni in anticipo per non tradire le tue attese sul risultato finale.

Anche la durata dell’efficacia del trattamento ha una variabilità importante, dipendendo infatti dalle abitudini alimentari e personali dei pazienti: un fumatore, ad esempio, noterà un nuovo ingiallimento prima di un non fumatore. Bisogna infatti precisare che, in presenza di sane abitudini igieniche e alimentari, il trattamento di sbiancamento può durare diversi anni.

Lo sbiancamento ai denti fa male?

Non vi sono controindicazioni particolari per lo sbiancamento dentale. Come anticipato, infatti, sarà il tuo dentista di fiducia a valutare la situazione prima di procedere. Il trattamento è totalmente indolore, anche se alcune persone segnalano una particolare sensibilità al freddo, nelle prime 48 ore dopo la procedura.

Tuttavia, al cospetto di alcune condizioni è bene valutare se procedere o meno con questa tecnica, per esempio in presenza di carie o di macchie dovute ad alcuni farmaci. Particolari condizioni di sensibilità ai denti o la gravidanza, inoltre, sono situazioni in cui il tuo dentista ti consiglierà di evitare il trattamento.

In conclusione, in questo articolo abbiamo colto le situazioni in cui è più o meno consigliato lo sbiancamento dentale, una tecnica totalmente indolore e senza particolari controindicazioni che necessita di un approccio sempre professionale. Il nostro consiglio è dunque di evitare trattamenti fai da te, poco efficaci e che prescindono da una valutazione medica. Il tuo dentista di fiducia saprà consigliarti al meglio in base alla tua situazione di partenza, chiarendo anche il grado di aspettative che potrai avere relativamente alla tipologia di bianco che otterrai al termine della seduta.

Sbiancamento dentale a Mornago e Vergiate

Cerchi un trattamento di sbiancamento dentale professionale? Odontobi, vicino a Mornago e Vergiate, è un centro specializzato nello sbiancamento dentale con i migliori materiali e tecnologie. Rivolgiti a noi per un consulto.

Invisalign ®: efficacia e tempi di trattamento

L’Invisalign ®, letteralmente “apparecchio invisibile”, è un trattamento di ortodonzia utilizzato con l’obiettivo di allineare i denti. Come evidenziato dal nome stesso, la principale differenza con gli altri apparecchi ortodontici è proprio la possibilità di preservare un aspetto estetico piacevole, funzionando attraverso i cosiddetti aligner, mascherine in polimeri completamente trasparenti e all’occorrenza removibili, costruite sull’impronta dentale del paziente.

Il trattamento Invisalign® è ormai consolidato, grazie alla possibilità riallineare i denti in modo progressivo, fino a quando i denti non raggiungano l’allineamento richiesto

Sui denti del paziente vengono applicati degli appositi spessori detti “attacchi”, utili per garantire il saldo ancoraggio dell’apparecchio e la possibilità di effettuare movimenti facciali anche complessi, senza che si stacchi inavvertitamente.
Questa caratteristica principale rende l’Invisalign ® la scelta preferita da persone ormai adulte che necessitano di riallineare le proprie arcate dentali senza intaccare l’estetica del viso.

Invisalign ® funzionamento ed efficacia

La meccanica che guida il funzionamento dell’invisalign ® è molto semplice: le mascherine – infatti – vengono realizzate su misura per ogni paziente in cura, dopo aver preso le impronte dentali e aver scattato le fotografie delle arcate.
Una volta applicate dal dentista, gli aligner devono essere indossati di giorno e di notte, togliendoie unicamente per mangiare e occuparsi della propria igiene orale.

Le cure legate alla terapia di allineamento con Invisalign ® sono sicuramente più impegnative rispetto a quelle dedicate ai classici apparecchi. Infatti – a seconda dei casi – bisogna recarsi dal proprio dentista ogni settimana o, al massimo ogni due, per adattare la mascherina e sostituirla con la successiva: questa routine è da seguire per tutto il tempo di cura.
Sono inoltre da prevedere controlli periodici ogni mese e mezzo circa, durante i quali l’ortodonzista si assicura che il trattamento stia procedendo come previsto.

Durata del trattamento Invisalign ®

La durata dell’intero trattamento, come puoi immaginare, è variabile e dipende fortemente dalle problematiche riscontrate all’inizio della cura. Generalmente possiamo dire che si attesta tra i nove e diciotto mesi, circa.

Solitamente, gli studi dentistici che propongono l’invisalign ® tra i propri trattamenti sono in grado di elaborare in anteprima le fasi di riallineamento dei denti del paziente, attraverso la modellazione in 3D: questa procedura è estremamente utile per dare l’idea del risultato previsto a fine cura.

Se giudichiamo il trattamento in termini di efficacia, bisogna specificare che il trattamento dei denti con Invisalign ® dipende dalle problematiche di base rilevate dal dentista.
Il trattamento è in tutti i casi efficace per porre rimedio alla gran parte delle problematiche di allineamento o malocclusione, spesso ottenendo risultati più performanti rispetto agli apparecchi tradizionali. Tuttavia, vi sono casi specifici in cui il dentista può valutare il ricorso all’ortodonzia classica.

Nonostante l’Invisalign ® sia un sistema scelto prevalentemente dagli adulti, può essere utilizzato anche dai bambini con denti da latte, a meno che non presentino problematiche scheletriche.

Invisalign ®: pro e contro del trattamento con l’apparecchio invisibile

Nonostante l’Invisalign ® sia ormai un metodo consolidatissimo, spesso rimane una sorta di diffidenza rispetto ai metodi classici. Si tratta di pensieri immotivati dato che il dentista che lo propone ha le totali competenze per ritenerlo un metodo risolutivo o meno.

Vediamo insieme quali sono i pro del suo utilizzo:

  • Come abbiamo visto sopra, è un apparecchio trasparente, e dunque ha il grande vantaggio di ridurre al minimo l’impatto sull’estetica del viso.
  • È rimovibile e quindi non interferisce con le proprie abitudini alimentari e con quelle legate all’igiene quotidiana.
  • È efficace per la maggior parte delle problematiche di disallineamento e malocclusione.
  • La durata del trattamento è inferiore a quella legata agli apparecchi classici.

Tuttavia, bisogna considerare anche gli svantaggi, legati prevalentemente all’autonomia del paziente nel togliere e mettere le mascherine. Per il suo funzionamento corretto, l’Invisalign ® richiede impegno quotidiano e precisione nel rispettare il numero minimo di ore di posa delle aligner. Si tratta di circa 23 ore al giorno senza interruzioni, per evitare che i denti tornino nella posizione originaria o facciano più fatica a spostarsi verso la posizione corretta.

Ecco un breve prospetto riguardante l’efficacia dell’apparecchio trasparente in relazione alle ore di applicazione rispettate dal paziente.

  • Se indossato per le ore corrette, i risultati promessi non si fanno attendere, rispettando il tempo complessivo previsto per la cura.
  • Scendendo invece a 20/22 ore, il funzionamento non è compromesso ma sicuramente lascia spazio ad alcune imperfezioni nei risultati finali.
  • Sotto le 20 ore o, ancora peggio, sotto le 16 ore i risultati sono parziali e la mascherina inizierà presto a non aderire più correttamente ai denti, lasciati liberi di tornare alla propria posizione iniziale o di non spostarsi affatto.
  • Portando, infine, l’Invisalign ® solo di notte, gli effetti risolutivi saranno completamente nulli e tutto il trattamento verrà vanificato.

Come abbiamo visto, l’apparecchio invisibile può ritenersi assolutamente efficace, sia per gli adulti che per i pazienti più piccoli, sotto il costante controllo dentistico. Si tratta di un sistema estremamente comodo che lascia autonomia al paziente: pertanto la capacità risolutiva del trattamento dipende fortemente dalla precisione e dalla diligenza individuale nel rispettare le indicazioni date dal proprio professionista di riferimento.
I tempi complessivi della terapia sono relativamente brevi, ma – anche in questo caso – possono essere fortemente influenzati da una scorretta applicazione delle regole da parte del paziente.

Apparecchio Invisalign ® a Mornago e Vergiate

Cerchi un centro specializzato Invisalign ®? Vicino a Mornago e Vergiate Odontobi è un centro dentistico qualificato Invisalign® Provider, per il trattamento di ortodonzia invisibile con aligner trasparenti.

Tipologie di impianti dentali: quali sono e come scegliere

Gli impianti dentali sono presidi volti a ripristinare le funzionalità della bocca senza trascurare, la non meno importante, componente estetica.
Il mercato propone diversi dispositivi di questo genere e scegliere non è sempre facile perché ci sono soluzioni che differiscono tra loro non solo per i materiali impiegati.

Questa guida vuole, dunque, aiutarti a capire che cosa sono gli impianti dentali, quali e quante tipologie ne esistono e come scegliere la soluzione che meglio risponde alle tue necessità.

Che cos’è un impianto dentale?

Un impianto dentale è un presidio costituito da una vite in titanio volta a sostituire la radice di un dente naturale mancante. Il dispositivo, altamente biocompatibile, si integra alla perfezione nell’osso e diventa così un punto di ancoraggio perfetto per il dente sostitutivo (corona).

Ciascun impianto è costituito da tre parti distinte.

Fixture: componente da inserirsi nell’osso. Ha un diametro compreso tra 3 e 6 mm e una lunghezza variabile tra 7 e 18 mm.

Abutment (moncone): è il punto di raccordo tra impianto e corona ed è realizzato in lega di titanio o in zirconio.

Corona: si tratta di una protesi realizzabile con l’ausilio di diversi materiali; generalmente si prediligono ceramica e zirconio.

I principali tipi di impianti dentali

Gli odontoiatri hanno a loro disposizione diverse tipologie d’impianto in modo tale da scegliere la soluzione che meglio sposa le tue esigenze. A lavoro terminato, avrai così recuperato la piena funzionalità della bocca e la non meno importante componente estetica.

Vediamo ora, in breve, una rassegna dei principali impianti dentali in commercio.

Impianti in titanio endossei: sono dispositivi in grado di garantire una completa osteointegrazione in virtù dell’elevata biocompatibilità garantita con osso e gengiva.

Impianti in ceramica: più recenti, sono ancora oggetto di diversi studi, perché è indispensabile migliorare la durata della connessione impianto-protesi.

Fixture in zirconio: materiale con elevata biocompatibilità in grado di offrire ottimi risultati non solo dal punto di vista estetico, ma anche funzionale.

Impianti zigomatici: sono la soluzione d’elezione in presenza di esigua quantità d’osso e sono da usarsi esclusivamente sulle arcate superiori.

Impianti a carico immediato: impianto e protesi fissa provvisoria che vengono connessi al termine dell’intervento di inserimento delle viti. A tal fine deve, però, essere presente la giusta quantità d’osso e nello stesso tempo è indispensabile garantire la massima stabilità dell’impianto perché lo stesso deve fronteggiare i carichi masticatori.

Per carico differito: soluzione da adottare qualora sia indispensabile attendere la conclusione del processo di osteointegrazione. Al termine di questo, si procede a scoprire gli impianti e posizionare su di essi le protesi.

Impianto iuxtaossei: gli impianti vengono inseriti al di sotto del periostio; tale procedura non viene ormai più usata in virtù della sua elevata invasività (scollamento della gengiva ed esposizione osso) e della durata non ottimale nel tempo.

Come scegliere l’impianto dentale?

Il mercato propone diverse tipologie di impianti dentali; scegliere non è semplice, ma per fortuna il tuo odontoiatra di fiducia potrà aiutarti illustrandoti, alla luce del tuo problema, pro e contro di ogni soluzione.

Se non hai un dentista di riferimento, affidati invece a un professionista specializzato in implantologia metal-free in modo tale da scongiurare possibili effetti indesiderati (irritazioni e allergie) derivanti dall’uso del metallo.

Molti dentisti si affidano, per esempio, sempre più spesso all’ossido di zirconio per i suoi innumerevoli benefici. Si tratta, difatti, di un materiale altamente biocompatibile in grado di resistere a elevati carichi masticatori e all’attacco di acidi; non è soggetto al fenomeno di corrosione e difficilmente la placca batterica vi aderisce. Non si può, infine, non menzionare l’ottimo risultato estetico: l’ossido di zirconio ti aiuta a ritrovare un sorriso smagliante grazie al suo colore bianco e alle proprietà di traslucenza.

Scegliere l’impianto dentale più idoneo al tuo caso non significa però soffermarsi, solo ed esclusivamente, sulla tipologia di materiale usato perchè ci sono anche altri importanti fattori da considerare.

Un impianto a ponte è, per esempio, la soluzione d’elezione qualora ti manchi un dente tra due elementi sani perché ti consente di non ricorrere a perni da inserire nella radice del dente.

La protesi rimovibile sembra, invece, essere la scelta più giusta in presenza di radici dentarie in ottime condizioni; l’odontoiatra applica sulle stesse degli agganci a bottone e vi fissa la protesi che risulta così molto stabile.

L’impianto zigomatico viene, infine, utilizzato qualora sussistano le seguenti condizioni: insufficiente spessore dell’osso per l’inserimento di un impianto tradizionale, assenza di basi di ancoraggio nell’osso e mancato raggiungimento di una completa osteointegrazione.

Come funzionano le protesi dentali mobili

Le protesi dentali mobili sono presidi da utilizzare in caso di perdita di uno o più denti naturali conseguentemente a parodontite o importanti traumi facciali.

In tali contesti, è necessario intervenire nel più breve tempo possibile al fine di colmare il disagio emotivo provato e ripristinare le corrette funzionalità della bocca (masticazione e fonazione).

Questa breve guida vuole dunque aiutarti a capire più da vicino che cosa sono le protesi dentali mobili e come funzionano, mentre nella seconda e ultima parte ci soffermeremo sulla loro delicata ed indispensabile manutenzione.

Che cosa sono le protesi dentali mobili?

Le protesi dentali mobili sono ausili volti a sostituire, in parte o in toto, un’arcata dentaria e sono concepite per essere estratte dalla bocca in modo tale da consentire le pratiche di igiene quotidiana.

Esistono tre diverse tipologie di protesi mobili.

Parziali: il dispositivo viene ancorato ai denti naturali residui o artificiali (impianti) per mezzo di alcuni ganci garantendo così buona stabilità funzionale e masticatoria.

Totali: soluzione da adottare in assenza di denti residui o radici naturali. Il dispositivo (o dentiera mobile) in resina sostituisce una o entrambe le arcate dentarie, appoggiandosi solo e unicamente a mucose e osso. È una soluzione semplice ed economica in grado di ripristinare le funzionalità orali senza però soddisfare pienamente i requisiti di stabilità (il graduale riassorbimento osseo richiede periodiche ribasature da parte dell’odontoiatra) ed efficacia masticatoria.

Combinate: si tratta di protesi rimovibili, ma nello stesso tempo fissate e stabilizzate mediante dispositivi di ancoraggio. Questa soluzione viene adottata soprattutto in assenza di molari e premolari; non necessita di ganci visibili, aderisce a livello della lingua e non danneggia i denti naturali.

Protesi dentarie mobili e ribasatura

La dentiera mobile deve essere periodicamente sottoposta a ribasatura perché l’osso mascellare e mandibolare e i relativi tessuti molli sono soggetti, come risaputo, a processi di riassorbimento con conseguente variazione della forma.
La protesi non è dunque stabile in bocca, arrecando fastidio; soprattutto sorgerebbe il rischio di fratturarsi più facilmente.

Se avverti una perdita di aderenza tra dentiera e gengive, contatta immediatamente il tuo odontoiatra di fiducia e prendi un appuntamento per la ribasatura del tuo dispositivo.
La protesi tornerà come nuova nell’arco di uno o due giorni.

La manutenzione delle protesi dentali mobili

La manutenzione delle protesi dentali mobili è molto importante ed è bene seguire alla lettera le seguenti indicazioni:

  • ricordati di igienizzare la dentiera quotidianamente e al termine di ogni pasto con l’ausilio di spazzolino, un dentifricio non abrasivo e acqua fredda (il calore può alterare le resine acriliche);
  • conserva il dispositivo in un ambiente umido avvolgendolo, per esempio, in una salvietta inumidita (in alternativa lo puoi mettere nell’acqua). Quest’ultimo aspetto è di fondamentale importanza per prevenire la disidratazione delle resine usate e garantire così una maggiore durata nel tempo della protesi;
  • massaggia inoltre gengive, lingua, guance e palato con uno spazzolino da denti morbido al fine di:
    • assicurare la corretta irrigazione sanguigna;
    • eliminare i depositi di placca e tartaro;
    • prevenire irritazioni, alitosi e infezioni.

Per una corretta manutenzione del dispositivo, procedi infine alla sua disinfezione periodica con compresse dedicate o soluzioni a base di ossigeno nascente.

Questa pratica inibisce la crescita di batteri e riduce l’accumulo di placca e tartaro. Prima di indossare la dentiera, risciacquala accuratamente sotto l’acqua fredda corrente.

Se anche tali procedure non fossero sufficienti, non usare assolutamente oggetti taglienti come i coltelli perché potresti danneggiare la superficie lucida dei denti; rivolgiti, dunque, al tuo odontoiatra di fiducia per una pulizia professionale con ultrasuoni, vibrazioni e soluzioni dedicate.

Conclusioni

Sempre più persone perdono uno o più denti naturali a seguito di traumi facciali e per effetto della parodontite (patologia orale infiammatoria di natura cronica in grado di distruggere nel tempo la struttura portante dei denti).

Se la cura della parodontite non dà buoni esiti, è necessario procedere all’inserimento di un impianto dentale e le protesi mobili rappresentano, senza alcuna ombra di dubbio, un’ottima soluzione perché sono facili da igienizzare, non richiedono alcun intervento chirurgico e ti consentono di mantenere una buona pulizia del cavo orale.

Protesi dentali di ultima generazione a Galliate e Romentino

La tecnologia ha fatto grandi passi avanti fornendo protesi dentali sempre migliori e esteticamente perfette. Odontobi, vicino a Galliate e a Romentino, è un centro dentistico specializzato nell’installazione di protesi mobili di ultima generazione. Contattaci per saperne di più!