Impianti dentali per l’arcata superiore: analizziamo questo specifico segmento della bocca

Il passare degli anni, le cattive abitudini alimentari, il fumo, l’assunzione di farmaci, l’utilizzo di droghe e alcune patologie mediche possono rovinare i denti dell’arcata superiore. In alcuni casi il malessere, che inizialmente interessa esclusivamente il dente, si diffonde andando ad intaccare anche l’osso e la gengiva.

Quando si presentano queste circostanze il medico consiglia al paziente di sottoporsi ad un intervento per ripristinare il buono stato di salute della bocca. Tra le operazioni più comuni vi è indubbiamente il cosiddetto impianto. Viene definito impianto dentale per l’arcata superiore quella pratica medica-odontoiatrica con la quale si sostituisce un dente assente o in condizioni non ottimali con un impianto, ovvero un dente artificiale. Questa, come suggerisce il nome, coinvolge tutti i denti della mascella. 

Generalmente quello che si definisce impianto dentale non è altro che l’inserimento di uno speciale chiodo che viene nell’osso mascellare o mandibolare. Esso è posto all’interno della gengiva per simulare e sostituire la radice mancante. 

All’impianto sarà successivamente attaccata una capsula realizzata in ceramica che avrà la forma di un vero e proprio dente. 

Questo genere di operazioni viene effettuata sempre più spesso.

Infatti, negli anni precedenti era necessario attendere alcuni mesi prima di poter vedere il risultato finale. Oggi, grazie ai progressi medico-scientifici in materia di odontoiatria, si è arrivati a realizzare degli impianti (costituiti da vite e dente) che possono essere inseriti simultaneamente senza creare problematiche all’arcata superiore.

I denti che possono essere interessati dall’impianto dentale all’arcata superiore sono: 

  • due incisivi centrali; 
  • due incisivi laterali; 
  • due canini; 
  • due primo premolare; 
  • due secondo premolare; 
  • due primo molare; 
  • due secondo molare; 
  • due terzo molare. 

Esistono casi in cui l’impianto dentale all’arcata superiore può presentare delle difficoltà. Infatti, alcuni pazienti manifestano una riduzione dell’osso che rende difficoltosa l’inserimento della vite. 

Tuttavia questo problema può essere superato con le nuove tecniche di implantologia. Nello specifico, quando si tratta di arcata superiore, le operazioni che possono essere effettuate sono:

  • impianto singolo: è utile se necessiti dell’estrazione di un solo dente ed è possibile sostituirlo con facilità. La vite verrà ancorata sulla parte di osso residua e sarà fondamentale per l’inserimento di una nuova corona dentale artificiale (un nuovo dente)
  • la cosiddetta All On 4 la traduzione inglese di tutto su 4 oppure 
  • la All On 6 ovvero tutto su 6
  • OnlyOne ovvero solo uno

La All On 4 viene effettuata sui soggetti con una totale assenza di denti nell’arcata superiore i quali presentano una quasi totale mancanza di osso dovuta all’utilizzo prolungato di una protesi (dentiera). Come suggerisce il nome vengono innestati quattro impianti inseriti nell’osso residuo ai quali sono avvitati i denti artificiali. 

Con la tecnica All On 6, si potrà sostituire la dentatura dell’intera arcata. Tramite sei impianti, si potranno avvitare un numero di denti artificiali pari quasi a quelli permanenti (ovvero tra i 12 e i 14). 

A differenza delle tecniche appena descritte, OnlyOne consiste in una implantologia mini-invasiva che non usa alcuna finta gengiva. Questa soluzione presenta alcuni importanti vantaggi specialmente dal punto di vista igienico; è assolutamente necessaria nel caso tu non abbia più molto osso a disposizione che possa essere un valido elemento di ancoraggio per le viti di un impianto. Hai bisogno di questo tipo d’intervento a seguito di malattie importanti che hanno oramai compromesso a fondo la salute della bocca.

Come si inseriscono gli impianti dentali per l’arcata superiore: procedura chirurgica 

Oltre alle tecniche sopra elencate, per inserire un impianto nell’arcata superiore è necessario seguire determinate procedure.

Una volta verificato lo stato di salute dei denti, il numero di quelli che andranno sostituiti e lo stato di salute dell’osso, si potrà procedere con l’intervento. Nello specifico, il medico dentista che effettuerà l’operazione sul paziente dovrà anestetizzare completamente la gengiva dell’arcata superiore. Successivamente, per fare in modo che essa si separi dall’osso si praticherà un incisione nella zona esatta in cui verrà inserito l’impianto dentale. A questo punto, utilizzando una fresa a pallina, il dentista andrà a incidere l’osso al fine di creare una cavità nella quale verrà successivamente inserita la vite. Una volta che l’osso sarà bucato il medico utilizzerà altre due frese a pallina per allargare la cavità.

È opportuno considerare che durante tutte le fasi l’osso verrà idratato, per evitare che si surriscaldi provocando dolore al paziente e problematiche nelle diverse fasi dell’operazione. Superata questa fase, il dentista procederà inserendo nel foro creato l’impianto, ovvero la vita alla quale verrà attaccato il dente artificiale. 

Esso viene fissato all’osso del paziente tramite il cosiddetto dispositivo di trasporto. Quest’ultimo viene immediatamente rimosso una volta che la vite appare perfettamente fissata. A questa verrà attaccato il dente. Infine, il medico applica dei punti di sutura nella zona in cui era stato effettuato il foro. Questo passaggio conclusivo serve per assicurare la vite all’impianto (che viene coperta dalla gengiva) e per lasciare scoperto solo la porzione della vite che ospiterà il dente (dopo circa un mese dall’intervento). Infatti, nelle settimane successive verrà rimossa la vite al fine di prelevare l’impronta dell’impianto all’interno della gengiva.

Inoltre, sarà necessario capire quale sia la dimensione del dente che deve essere realizzato dall’odontotecnico. In alcuni casi, oltre alle operazioni appena citate, sarà necessario un primo intervento durante il quale vengono rimossi i frammenti di denti rimasti (se presenti) oppure vengono estratti completamente dei denti in cattive condizioni.

I costi dell’implantologia dell’arcata superiore

Non è certo un aspetto del tutto trascurabile; il prezzo degli interventi di implantologia dentale non sempre rende un lavoro alla portata di tutti e deve essere tenuto in considerazione cercando di valutare con saggezza anche eventuali problematiche future.

Per questo è sempre meglio lasciare l’ultima parola al medico dentista, ma anche tu puoi decidere in autonomia quanto meglio ritieni opportuno. 

Le tecniche All on 4 e All on 6, chiamate anche Toronto Bridge, sono le più economiche in quanto a tutti gli effetti, intendono accoppiare la vera gengiva opportunamente preparata, con un una protesi in resina con perni di ancoraggio. 

La soluzione è intuitivamente semplice e non comporta problemi, se non la necessità di provvedere a una pulizia adeguata lungo la giunzione. 

La tecnica OnlyOne è più costosa; si tratta di un intervento più delicato che richiede maggior precisione sia nell’inserimento delle viti che nella posa di ogni dente, che deve adattarsi alla gengiva e agli alveoli naturali presenti. 

Chiaramente il risultato è migliore, sia dal punto di vista estetico che igienico. Quantificare una cifra esatta è invece molto più complicato, considerando la presenza di molti centri odontoiatrici con politiche differenti.

Clinica Odontoiatrica situata tra Novara e Varese | Implantologia a carico immediato

Impianti dentali: quali sono le percentuali di successo e le garanzie offerte degli impianti dentali.

Sei preoccupato per la tua dentatura fragile, ma non vorresti ritrovarti con la dentiera? Stai per sottoporti ad un intervento di impianto dentale e vorresti saperne di più al riguardo? Hai già un impianto ma sei preoccupato per l’insorgere di eventuali complicanze? Bene, analizziamo quali sono le percentuali di successo degli impianti dentali e le garanzie che assicurano, ma anche quali possono essere i rischi e le problematiche associate a tale procedura clinica. Innanzitutto, bisogna definire cosa si intende per “successo” di un impianto dentale. I criteri per giudicare se l’implantologia sia stata correttamente installata e protesizzata nel cavo orale si basano principalmente sui seguenti parametri clinici:

· tempo di sopravvivenza dell’impianto, ovvero l’intervallo di tempo in cui, a prescindere dall’insorgenza di complicanze, l’impianto è ancora presente in bocca;

· incidenza di complicanze protesiche, la comparsa cioè di alcune problematiche più o meno critiche. Un distacco della protesi, fratture nei materiali che ne compongono la struttura, una disconnessione tra il moncone e l’impianto, possono essere alcune delle complicanze possibili.

Percentuale di successo degli impianti dentali

Una volta conosciuti i parametri con cui viene giudicato il successo o l’insuccesso di un impianto, passiamo all’analisi delle statistiche vere e proprie. Molti studi clinici attestano che le percentuali di successo dell’implantologia siano superiori al 90%, dunque molto alte. Tali numeri sembrano crescere per gli impianti installati nella mandibola, che hanno una percentuale di successo del 99%, mentre per quelli posizionati nella parte superiore della mascella si aggirano intorno al 96-98%. Dunque la maggior parte (quasi la totalità) degli impianti riesce a rimanere stabile nel tempo anche a distanza di 10, 15 o 20 anni dall’intervento. Percentuali di successo così alte sono davvero rassicuranti, quindi non dovresti preoccuparti poi così tanto per il tuo impianto. In ogni caso, va preso in considerazione che gli studi si riferiscono ad impianti obsoleti, molto differenti da quelli presenti in commercio al giorno d’oggi.

Elementi che possono condizionare la percentuale di successo

Attenzione a non affidarti troppo ai numeri! Ricorda che anche tu dovrai tener cura del tuo impianto se vorrai che questo duri nel tempo e senza complicazioni. Infatti la percentuale di successo degli impianti dentali non è una regola fissa, ma anzi differisce da soggetto a soggetto, in base alle sue caratteristiche fisiche e alla cura che presta alla propria dentatura. Nello specifico, la permanenza nel tempo e l’effettivo successo dell’implantologia dipendono da:

· posizione di inserimento degli impianti dentali. L’arcata superiore, ad esempio, nella maggior parte dei casi crea più insuccessi rispetto a quella inferiore.

· Una preventiva organizzazione e pianificazione dell’intervento, premessa fondamentale per garantire una buona percentuale di successo in qualsiasi operazione.

· Professionalità del chirurgo impiantologo. Medici con maggiore esperienza in campo hanno sicuramente più possibilità di effettuare interventi ben riusciti.

· Il tipo di materiali utilizzati per la realizzazione dell’impianto e delle componenti protesiche. Materiali di alta qualità, come quelli in titanio, garantiscono una maggiore tenuta e durata dell’implantologia.

· L’attenzione del paziente nel prestare cura ai propri denti. Una corretta e frequente igiene orale e periodici controlli dal dentista sicuramente gioveranno di molto al tuo impianto e a tutta la tua dentatura.

Quali garanzie offrono gli impianti dentali?

Sei ormai sollevato da tutti i dubbi sulle percentuali di successo, ma ancora il pensiero che qualcosa possa andare storto ti turba? E se fosse proprio il tuo impianto a rientrare in quei casi di insuccesso? Cosa potrebbe accaderti? Quali sono le garanzie di cui dovresti disporre? Le complicazioni legate ad un’implantologia andata male potrebbero essere: perimplantite, ovvero l’innescarsi di un’infiammazione che va a distruggere, per ragioni non del tutto chiare, le strutture e i tessuti circostanti l’impianto, causandone la perdita; mancata osteointegrazione, ovvero un cattivo (o assente) andamento del processo di integrazione della struttura artificiale nei tessuti ossei organici. In entrambi i casi l’impianto andrebbe irreparabilmente perso, ma non preoccuparti, dopo avvenuta guarigione, potrà essere sostituito con uno nuovo. Sì, ma probabilmente ti starai chiedendo “quanto verrà a costarmi tutto ciò?” Beh, in realtà non troppo. L’eventuale sostituzione degli impianti dentali a causa di complicazioni deve essere completamente gratuita, come da garanzia. Diffida da chi non ti offre questo servizio! I materiali utilizzati per la costruzione dell’impianto sono altrettanto garantiti dalle aziende di produzione leader. Inoltre la maggior parte degli studi dentistici garantisce assistenza completamente gratuita ai pazienti che si sono sottoposti all’implantologia, per almeno i 10 anni successivi all’intervento. I controllo gratuiti comprendono in genere una pulizia dei denti ed esami radiologici specifici per ogni impianto. In ogni caso, per maggiore sicurezza, controlla sempre tutte le condizioni della garanzia che ti viene offerta, per evitare brutte sorprese.

Implantologia all on four: chi ha ideato questa tecnica, e perché ha avuto tanto successo?

L’implantologia All on Four, spesso indicata anche come All-on-4, ha rappresentato un progresso davvero molto importante nel mondo della dentistica.

Che cos’è l’implantologia dentale

Come probabilmente saprai, l’implantologia è quella branca della dentistica che ha come obiettivo quello di ricostruire una dentatura rovinata oppure parzialmente o completamente assente.

L’implantologia è cosa ben diversa rispetto all’utilizzo della dentiera: mentre la dentiera è una protesi, quindi un elemento rimovibile che non fa parte dell’organismo, l’impianto dentale ne diviene parte integrante proprio perché va saldato stabilmente all’osso interno alla gengiva.

È evidente che per chi è edentulo o per chi ha la necessità di realizzare una dentatura artificiale di qualità è ampiamente preferibile la realizzazione di un impianto: in questo modo, infatti, il problema viene risolto in modo duraturo, e la persona può riprendere non solo a nutrirsi, ma anche a sorridere e a curare la propria igiene orale proprio come se avesse i suoi denti naturali.

Per quanto una dentiera possa essere affidabile, d’altronde, l’eventualità che possa staccarsi mentre si mangia o mentre si parla non può essere esclusa in alcun caso, e situazioni del genere non possono che suscitare un profondo imbarazzo.

L’implantologia ha una storia antichissima: anche molti secoli or sono, infatti, l’uomo cercava di porre rimedio al problema dei denti mancanti, ma i risultati sono sempre stati molto approssimativi in quanto l’organismo tende a rigettare soluzioni di questo tipo.

In tempi recenti, grazie all’impiego di materiali ottimamente tollerati e allo sviluppo di nuove tecniche quali appunto la All on Four, puoi rimediare senza problemi a una dentatura rovinata o mancante facendo realizzare un impianto da uno specialista.

Cos’è la tecnica All on Four e in cosa consiste

L’implantologia All on Four può fare al tuo caso se la tua dentatura è completamente assente o se hai la necessità di realizzare ex novo un’intera arcata. Tale tecnica deve questo nome al fatto che l’arcata dentale artificiale può essere realizzata nella sua completezza attraverso la realizzazione di soli 4 impianti.

L’arcata è dunque fissata in 4 punti scelti in modo strategico, essendo particolarmente ricchi di tessuto osseo in grado di accogliere un impianto; i due impianti più laterali prevedono una struttura obliqua affinché si saldino in modo ancor più profondo.

Quando è nata la tecnica All on Four

La tecnica All on Four è piuttosto recente: essa infatti è stata ideata nel 1998 dal Dott. Paulo Malo, noto dentista portoghese.

Questa tecnica ha riscosso subito un grande successo in tutto il mondo in quanto si è subito notato che gli impianti dentali realizzati in questo modo riuscivano ad offrire delle garanzie molto solide in termini di qualità ed affidabilità.

Sono molte le ragioni per cui questa metodologia di intervento è riuscita a rivelarsi un’autentica “rivoluzione” nel mondo dell’implantologia, scopriamo subito, dunque, quali sono le principali.

I principali vantaggi della tecnica All on Four

Tra i numerosi vantaggi della tecnica All on Four, anzitutto soddisfa appieno i criteri della cosiddetta implantologia a carico immediato: questo tipo di implantologia ti consente sostanzialmente di poter riprendere a masticare e a sfoggiare la tua dentatura artificiale immediatamente dopo la conclusione dell’intervento, e questo è davvero un grande vantaggio.

In un passato non lontano, infatti, chi si sottoponeva a un intervento implantologico doveva rispettare una lunga fase post-operazione, dunque per diverse settimane doveva necessariamente alimentarsi solo con alimenti liquidi o estremamente soffici.

La tecnica All on Four non richiede alcuna realizzazione di innesti ossei, in quanto l’impianto riesce a mantenersi ben saldo senza che debbano essere realizzate strutture ad hoc.

Riabilitare un’intera arcata con soli 4 impianti, inoltre, rappresenta un vantaggio non da poco: in passato infatti la realizzazione ex novo di un’intera arcata richiedeva ben più impianti, e non di rado il risultato finale si rivelava approssimativo.

La tecnica All on Four assicura massima affidabilità e dona un effetto assolutamente naturale, e questa è probabilmente la ragione più importante per cui questa soluzione ideata e perfezionata dal Dott. Paulo Malo è stata un autentico successo e rappresenterà un solido punto di riferimento anche per l’implantologia del futuro.

Implantologia dentale: controindicazioni relative e assolute, cioè chi potrebbe e chi non può in modo assoluto ricorrervi.

Stai considerando l’idea di aiutare il tuo sorriso con un impianto dentale, ma vorresti saperne di più sulle controindicazioni legate all’intervento? Soffri di una determinata patologia o conduci uno stile di vita poco sano e sospetti di non poterti sottoporre all’operazione? L’implantologia dentale è una procedura clinica sempre più praticata nei centri odontoiatrici. Grazie al progresso medico-scientifico, alla disponibilità in commercio di materiali biocompatibili di alta qualità e ad una buona pianificazione dell’intervento da parte dell’implantologo professionista, oggi si può affermare che lo standard qualitativo degli impianti siano estremamente alti, e tali anche le percentuali di successo. Ma nonostante ciò, come per ogni intervento, dovrai considerare quali sono le controindicazioni relative e assolute che precludono la possibilità di procedere con l’implantologia.

Controindicazioni relative: chi non potrebbe sottoporsi all’implantologia dentale

Per controindicazioni relative si intende quella serie di fattori fisici in presenza dei quali è sconsigliabile procedere con una determinata pratica terapeutica o diagnostica. Tali circostanze possono passare in secondo piano solo nel momento in cui sussistano ragioni più importanti per procedere: ovvero astenersi dall’intervento risulta più rischioso che eseguirlo. Per l’implantologia dentale le controindicazioni relative ci sono e necessitano di una dovuta valutazione da parte del chirurgo odontoiatra. Sarà sua la decisione di procedere o meno con l’intervento in presenza di tali condizioni.

Ecco quali possono essere le controindicazioni relative legate all’implantologia:

· Diabete, soprattutto se insulino-dipendente. I pazienti diabetici hanno una capacità di guarigione molto rallentata rispetto agli individui normali, inoltre vanno molto più spesso incontro a perimplantiti, cioè infiammazioni dei tessuti circostanti l’impianto. Tutto ciò porta ad una mancata osteointegrazione, e dunque un fallimento completo per l’intervento, oltre che ad un rischio e un eventuale shock per il paziente già debilitato.

· Angina pectoris attuale o pregressa. I soggetti cardiopatici corrono dei rischi se sottoposti ad anestesia, procedura clinica che comprende farmaci vasocostrittori.

· Sieropositività o altre tipologie di problemi immunitari, nello specifico se in presenza di AIDS (controindicazione assoluta). Tale condizione patologica a carico del sistema immunitario rende difficile la riuscita dell’intervento, oltre che un esposizione al rischio d’infezione del paziente, che con maggiore difficoltà riuscirebbe a contrastarla. Si stima che più del doppio degli interventi d’impianto dentale su pazienti soggetti da immunodeficienze risulta fallimentare.

· Fumo, soprattutto se in dosi elevate. Il fumo rallenta di molto il processo di guarigione delle ferite e danneggia la micro-circolazione andando ad incidere negativamente sull’osteointegrazione.

· Sottoposizione a radiazioni, in particolare per la zona del collo e della faccia. I raggi X risultano dannosi per il corpo umano, ma per procedere con l’intervento bisogna sicuramente effettuare esami di questo tipo. Ne va di conseguenza che se già in presenza di una terapia radiante è sconsigliabile procedere con l’implantologia, quanto meno è consigliabile aspettare almeno un anno dalla fine dell’ultima terapia.

· Dipendenza da droga e alcool. L’abuso di queste sostanze si accompagna spesso ad un abbassamento delle funzioni immunitarie del paziente, oltre che a un rallentamento della guarigione. In questo caso la relatività è molto alta e varia da soggetto a soggetto.

Controindicazioni assolute: quando l’implantologia non può essere assolutamente eseguita

Per controindicazioni assolute si indicano quella serie di circostanze in cui eseguire l’intervento comporta un rischio elevatissimo per il paziente, quindi mancano del tutto i presupposti per poter operare. Insomma, in maniera categorica, in questo caso non si può assolutamente procedere con l’implantologia.

Ecco quali sono le controindicazioni assolute per l’intervento di impianto dentale:

· Cardiopatie, cardiomiopatie, valvulopatie o recente infarto. Un carico di stress eccessivo e un aumento del lavoro cardiaco per pazienti già deboli di cuore, con l’aggiunta di anestetici vasocostrittori, è un rischio troppo elevato che, per la medicina, non vale la pena correre.

· Tumore, pazienti già debilitati a causa di questa patologia e soprattutto in terapia chemioterapica non possono sottoporsi all’intervento di implantologia. Si metterebbe ulteriormente a rischio la loro già precaria salute.

· Malattie delle ossa, come rachitismo o decalcificazione, nemiche indiscutibili degli interventi di impianti dentali. Il processo dell’osteointegrazione, già di per sé molto delicato, sarebbe del tutto compromesso. Il rischio di fallimento è davvero troppo alto per eseguire l’intervento.

· Terapia con bifosfonati per il trattamento dell’osteoporosi. Questi farmaci permangono per lungo tempo nelle ossa, accumulandosi dunque anche nei denti, in quanto non vengono metabolizzati dall’organismo. L’intervento di impianto dentale, ma anche qualsiasi altra procedura chirurgica, esporrebbe il paziente al rischio di necrosi ossea.

Dunque, anche l’implantologia presenta delle controindicazioni, anche se nella maggior parte dei casi non rappresentano un motivo per rinunciare all’intervento. È ovvio però che in certe circostanze la percentuale del rischio di insuccesso può aumentare criticamente. In ogni caso, scegli di affidarti a mani esperte, cerca di andare a controllo periodicamente dall’odontoiadra e soprattutto pratica una buona igiene orale! Ciò ti aiuterà sicuramente a godere della tua nuova dentatura, anche se in condizioni fisiche non del tutto ottimali.

Impianti dentali: quale sarà l’aspetto della mia bocca dopo l’implantologia?

Vorresti una nuova dentatura per migliorare la qualità della tua vita? Stai pensando di sottoporti ad un intervento di implantologia dentale, ma vorresti sapere quale sarà l’aspetto della tua bocca con i nuovi denti? Con l’introduzione degli impianti dentali, oltre al recupero di tutte le funzionalità della bocca, come il ripristino di una masticazione normale, anche l’aspetto estetico migliorerà di molto. Il benessere psico-fisico apportato da questo tipo di intervento è un grosso vantaggio che non dovresti sottovalutare. Quando si verifica la caduta di un dente con esso viene persa anche la sua radice, ciò comporta una riduzione e un assottigliamento delle ossa mascellari. È per questo motivo che l’aspetto di soggetti che non dispongono più di una dentatura completa, che perdono un’intera arcata dentaria, o che indossano una protesi mobile, si dimostra marcatamente più invecchiato. Se vuoi recuperare buona parte della tua autostima e della tua forma fisica e dimostrarlo con un sorriso smagliante, optare per l’implantologia dentale potrebbe essere la soluzione che stai cercando.

Impianti dentali: aspetto estetico della bocca subito dopo l’intervento

Come per ogni intervento, anche con l’implantologia dentale bisogna aspettare un certo periodo di tempo, in base alle capacità di guarigione soggettive, per vedere risultati soddisfacenti. Subito dopo l’inserimento dell’impianto la bocca avrà un aspetto gonfio, nello specifico dalle 48 alle 72 ore successive all’operazione, il gonfiore raggiungerà il picco massimo. Ma non preoccuparti! È solo una condizione momentanea. Dopo solo 5-7 giorni il decorso post-operatorio migliorerà di molto e il gonfiore si riassorbirà del tutto. Per migliorare la situazione potresti applicare degli impacchi di ghiaccio (o caldo umidi) sulla zona del viso ingrossata. Un altro elemento non troppo piacevole nel momento successivo all’intervento è la possibile comparsa di ecchimosi, cioè di lividi che si formano in corrispondenza della zona cutanea operata. Tuttavia, questi ematomi non compromettono la capacità di guarigione delle ferite e tendono a scomparire spontaneamente dopo un breve lasso di tempo.

In ogni caso, subito dopo l’intervento, nello specifico se hai scelto l’implantologia a carico immediato, dopo sole 24-48 ore il dentista potrà procedere con l’inserimento delle corone provvisorie sugli impianti dentali. In questo modo da subito avrai la possibilità di mostrare un sorriso nuovo, curato e soprattutto sereno. Se invece ti sei sottoposto ad implantologia a carico differito, sarà necessario che attendi il completamento del processo di osteointegrazione, quindi per i primi tempi dovrai indossare una protesi mobile, che comunque farà giustizia al tuo aspetto in maniera provvisoria.

Come l’implantologia dentale cambia l’estetica della bocca

Dopo aver attraversato una prima fase più critica, l’aspetto della tua bocca comincerà a migliorare sempre più, fino ad arrivare al risultato che speravi. A distanza di sei mesi dall’intervento potrai avere finalmente i tuoi denti nuovi, ma come saranno?

Ecco quali caratteristiche avrà l’aspetto della bocca nella fase successiva alla guarigione:

· Completa riabilitazione estetica. Tornerai ad avere un viso giovane e più tonico in quanto gli impianti dentali, a differenza delle protesi mobili e dei ponti tradizionali, esercitano un’azione di inibizione sul processo di riduzione dell’osso mascellare. Dunque il tono della zona orale migliorerà di molto e di conseguenza tutta l’espressione del volto.

· Colorito e forma naturale dei denti. Il progresso scientifico che ha coinvolto anche l’odontoiatria ha reso possibile il miglioramento dei materiali e delle tecniche utilizzate per costruire i denti destinati all’impianto. Sono del tutto simili ai denti naturali e potrai scegliere la tonalità che preferisci e che pensi possa sposarsi al meglio con il tuo viso.

· Sorriso permanente. Grazie all’assenza di parti mobili e alla stabilità degli impianti, non avrai alcun disagio nel mostrare la tua nuova dentatura, che resterà per sempre con te.

L’implantologia dentale può cambiare la vita, oltre che l’estetica

Molti pazienti rimangono esterrefatti dal benessere psicologico che ricavano da questo intervento. La possibilità di avere un sorriso nuovo, spesso anche migliore di quello originale, e parlare senza preoccuparsi dell’aspetto della propria bocca è un elemento di grande rilevanza per la sicurezza che si ha di sé e per la propria autostima. Anche il piacere derivato dal poter gustare appieno il cibo, con il recupero di tutte le funzionalità della masticazione, aiuta a sentirsi meglio e più appagati. In conclusione, la tua bocca, il tuo volto, ma anche il tuo modo di porti con te stesso e con gli altri avranno un miglioramento significativo, ti sentirai bene e…Non vedrai l’ora di mostrarlo a tutti!

Apparecchio invisalign®: come funziona?

L’apparecchio per i denti è uno degli incubi infantili e adolescenziali di molti. Molti ragazzi se ne vergognano e preferiscono non indossarlo. Pensa se in età adulta ti dovessi ritrovare a dover utilizzare un apparecchio fisso, ben visibile e purtroppo anche doloroso. Fortunatamente c’è una soluzione anche per questo: l’apparecchio trasparente Invisalign®. Vediamo di cosa si tratta.

Cos’è Invisalign®

Invisalign® è la nuova frontiera nel campo dell’ortodonzia dentale, è il nuovo apparecchio trasparente che può porre finire a tutte le tue paure o vergogne. Spesso indossare l’apparecchio è qualcosa che non si può evitare perché oltre a fattori estetici tutta la masticazione e l’impostazione della mascella può risentirne. Invisalign® è perfettamente trasparente, nessuno si accorgerà che lo stai indossando perché viene realizzato in modo personalizzato per te affinché esso risulti perfettamente adattabile alla tua dentatura e ovviamente viene realizzato per far si che non si noti minimamente. A differenza dei comuni apparecchi fissi è removibile, non avrai più problemi e dimenticherai una volta per tutte le spiacevoli situazioni imbarazzanti ad esempio al ristorante o ad un appuntamento speciale. Infatti, Invisalign® è totalmente mobile e può essere rimosso ogni qual volta devi mangiare o bere. Anche la pulizia dei denti non sarà più un incubo perché potrai utilizzare lo spazzolino e il filo interdentale senza che vi siano inceppi, dopo aver effettuato il lavaggio potrai rimetterlo come se niente fosse, basta semplicemente inserirlo in tutta velocità.

Come funziona Invisalign®

Prima di poter avere Invisalign® dovrai cercare l’odontoiatra della tua città che è convenzionato per poter avere il meglio, l’originale. Successivamente, una volta trovato il centro Invisalign® dovrai effettuare delle visite di controllo, in cui l’odontoiatra di mostrerà un immagine 3D della tua dentatura, con cui poter effettivamente individuare la situazione e mostrarla anche a te, per spiegarti su quali denti bisognerà intervenire e in che modo e ovviamente ti verranno mostrati in 3D tutti i progressi dei tuoi denti per tutto il periodo in cui indosserai Invisalign®. Questo tipo di apparecchio è totalmente personalizzato ed individuale e seguirà passo passo tutti i progressi. Infatti, Invisalign® è costituito da delle mascherine invisibili che vanno cambiate ogni due settimane, durante le quali dovrai indossarlo per più tempo possibile. Come ogni altro apparecchio più lo indosserai più veloce sarà l’allineamento dei denti. Ogni mascherina viene appositamente realizzata per essere cambiata ogni due settimane in previsione di reali e concreti risultati. Se seguirai tutte le indicazioni, indossando assiduamente il tuo apparecchio potrai notare il risultato finale entro 6 o 15 mesi, a seconda della tua situazione e sempre in base a l’utilizzo che ne hai fatto. Il tuo odontoiatrà ti indicherà comunque i tempi prestabiliti verificando la gravità o meno della tua dentatura.

Perché scegliere Invisalign®?

Invisalign® è la soluzione ideale per correggere le imperfezioni dei denti: potrai eliminare la spaziatura, riallineare la dentatura, ristabilire l’ampiezza di un arcata troppo stretta. E tra l’altro potrai indossarlo se per anni hai utillizzato un apparecchio e i denti hanno poi subito nuovamente delle modifiche e hanno ripreso una posizione errata. La differenza sostanziale sta nella comodità ma anche nell’estetica. Scegliere Invisalign® ti porterà a volerlo indossare più frequentemente e di conseguenza riuscirai ad aggiustare molto velocemente i denti. Eviterai inoltre anche i fastidiosi elastici degli apparecchi con il filo metallico che periodicamente devono essere stretti e conosci bene anche il fastidio e il dolore che può provocare una seduta dentistica ogni volta. Invisalign® agisce in modo periodico e lento, evitando di indolenzire i denti perché lavora in modo graduale.

Per non parlare dell’estetica, purtroppo l’apparecchio fisso è poco elegante e finché si è bambini è quasi accettabile ma in età adulta a meno che non sia strettamente necessario e ci sono nuove ed interessanti soluzioni come Invisalign®, può essere evitato, sfuggendo da ogni controindicazione negativa dell’apparecchio metallico.

La salute dei denti è molto importante e non ci si può fermare a causa di un’estetica poco gradevole, chiedi consiglio al tuo odontoiatra affiliato a Invisalign®, se hai già indossato un apparecchio in passato noterai una differenza notevole anche in termini di comodità, se invece non lo hai mai indossato vedrai che non sarà un incubo, diverrà semplicemente un abitudine da adottare per qualche mese e dimenticartene poi a lavoro finito e con un sorriso perfetto.

Invisalign® a Sumirago

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Implantologia All on Four: quando la falsa gengiva non piace, si può rimediare?

La tecnologia All on Four è una tecnica di implantologia chirurgica che viene utilizzata per la sostituzione di un’intera arcata di denti mancanti, procedendo solamente con quattro impianti dentali, andando a creare un ponte o immettendo delle protesi fisse.

Questo tipo d’implantologia viene fatta montando i due impianti dentali a novanta gradi, mentre quelli posti dietro la mandibola a quarantacinque gradi.

Dopodiché si procede con l’applicazione della protesi che andrà a fermare tutti e quattro gli impianti contemporaneamente, in modo tale che essi possano guarire nel modo più corretto e integrarsi all’interno dell’arcata senza problemi di spostamento.

L’impianto, infatti, esercita una pressione omogenea su ognuno di essi. Questo tipo d’impianto può essere effettuato su pazienti che non hanno potuto effettuare questo genere di trattamento in passato per via della poca quantità di osso a disposizione.

Inoltre questo intervento è necessario per evitare ai pazienti un innesto osseo, perché tramite il posizionamento a quarantacinque gradi si possono utilizzare impianti più lunghi.

Alcune problematiche che possono verificarsi con l’implantologa All-on-4

Per mascherare l’impianto All-on-4 viene realizzata una gengiva artificiale in resina che assume l’aspetto di una vera e propria flangia.

Proprio per questo motivo la tipologia di operazione si configura come una vera dentiera fissa. Questo accorgimento serve per dare al sorriso del paziente un aspetto naturale, esteticamente gradevole e armonico.

Tuttavia la falsa gengiva rappresenta anche una delle problematiche che porta un numero piuttosto considerevole di persone a rimanere insoddisfatte dell’intervento una volta completato il processo di riabilitazione a seguito dell’operazione.

Infatti a non tutti piace questa gengiva artificiale perché non sempre si può realizzare una completa riabilitazione dei denti preesistenti.

Ciò si spiega con il fatto che questo tipo di protocollo può portare a un risultato che non corrisponde alle aspettative del paziente dal punto di vista estetico.

Di conseguenza, se si vogliono riabilitare i denti che fuoriescono dalle gengive naturali, è necessario fare presente questo desiderio al medico odontoiatra che porta a termine l’intervento.

In questo modo diventa possibile sia valutare con attenzione quale sia la soluzione migliore per raggiungere questo obiettivo che mettere in atto tempistiche più contenute per la riabilitazione degli impianti dentali più contenuti.

Come rimediare se non piace la falsa gengiva innestata con un intervento All-on-4

Una volta che si è eseguita e portata a termine un’implantologia dentale basata sul protocollo All-on-4 i denti che escono dalle gengive naturali non possono essere più sottoposti a un processo di riabilitazione.

Ciò si spiega semplicemente con il fatto che per lasciare lo spazio necessario all’inserimento della falsa gengiva viene eliminata una porzione di osso alveolare.

Proprio per questo motivo non è possibile eseguire un successivo intervento di correzione perché questa parte di osso non può più essere ricostruita.

Altri elementi che possono portare i pazienti a non essere soddisfatti del risultato finale sono:

  • la falsa gengiva rende più difficoltose le operazioni di igiene orale quotidiana. Proprio per questo motivo la pulizia dei denti tende a subire un peggioramento. Questi fattori risultano essere più evidenti nel caso in cui la flangia di gengiva artificiale abbia grandi dimensioni;
  • la presenza di impianti dentali preesistenti che adottano tecniche differenti rispetto all’implantologia All-on-4. Infatti, mentre non si verificano problemi dal punto di vista funzionale, a livello estetico si notano divari e differenze a volte anche notevoli per quanto riguarda i risultati delle riabilitazioni.

Maggiore è l’evidenza che si tratti di una falsa gengiva e più grande è la compromissione dell’estetica della bocca. Di conseguenza è necessario valutare con estrema attenzione quali sono le proprie esigenze, sia dal punto di vista funzionale che da quello estetico, e discuterne in maniera approfondita con l’odontoiatra che si occupa di inserire l’impianto.

In particolare è bene riflettere con cautela su quale sia la modalità maggiormente indicata per portare a termine la riabilitazione una volta messi a punto gli impianti dentali.

Si ricorda che le lamentele dei pazienti riguardanti la falsa gengiva rosa riguardano soprattutto la flangia applicata sull’arcata superiore.

Infatti in questi casi la gengiva artificiale risulta essere maggiormente visibile e, nel caso in cui si verifichino problematiche e non si riabilitino i denti e le gengive naturali, si hanno maggiori ricadute negative sull’estetica complessiva del sorriso.

Abbinare l’implatologia a carico immediato alla minichirurgia

Un modo per minimizzare il più possibile gli effetti negativi e le problematiche legate alla presenza di una falsa gengiva consiste nell’unire l’implantologia a carico immediato All-on-4 post-estrattiva ai protocolli di minichirurgia, che risulta essere poco invasiva.

I vantaggi che derivano da questa soluzione sono:

  • il ripristino di elevati livelli di funzionalità una volta completato di processo di riabilitazione;
  • risultati ottimali dal punto di vista estetico. Infatti i denti che fuoriescono dalle gengive naturali del paziente vengono riabilitati perfettamente. Infatti è un intervento volto a preservare l’osso alveolare residuo, quindi la riabilitazione dei denti è totale.
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Impianti dentali per l’arcata inferiore. Analizziamo questo specifico segmento della bocca.

Interventi di implantologia dentale: cosa sono?

Gli interventi di implantologia dentale hanno lo scopo di inserire un impianto dentale, chiamato comunemente protesi. Questi ultimi sono utilizzati per colmare il gap lasciato da uno o più denti mancanti o estratti. L’impianto è generalmente composto da una vite, un supporto e dalla cosiddetta protesi dentaria. Questo può avvenire sia nell’arcata superiore che in quella inferiore. Una volta installato dal dentista, l’impianto può considerarsi permanente. Tuttavia, è necessaria una corretta e attenta manutenzione così come controlli e visite approfondite dall’odontoiatra. L’impianto dentale spesso viene confuso con il ponte. Quest’ultimo, infatti, svolge pressoché la stessa funzione dell’impianto ma si differenzia per il metodo di applicazione della corona artificiale. Infatti, a differenza dell’impianto, il ponte, non necessita di viti per installare la protesi alla gengiva. La dentatura artificiale, infatti, viene ancorata ai denti limitrofi anziché fissata direttamente sulla mandibola (nel caso dell’arcata inferiore). In sintesi, i denti limitrofi allo spazio vuoto vengono anch’essi coperti con denti artificiali. Il ponte è la soluzione migliore nei casi in cui l’osso o la gengiva non siano nelle giuste condizioni per accogliere l’impianto.

Quali sono le ragioni per cui può essere installato un impianto dentale Se ti stai chiedendo se ci siano delle condizioni specifiche in cui è consigliabile rivolgersi al dentista per installare un impianto dentale, la risposta è affermativa. Esistono, infatti, casi in cui il ricorso a questo tipo di soluzione è particolarmente consigliabile. I dentisti tendono a consigliare questa operazione soprattutto nei casi in cui, la mancanza di uno o più denti, possa compromettere globalmente la dentatura. Questo può accadere se vi è la possibilità che altri denti si spostino o se la mancanza di uno o più denti compromette la masticazione. In entrambi i casi, salvo quelli in cui l’operazione potrebbe risultare complicata per via delle cattive condizioni dell’osso mandibolare o della gengiva, gli specialisti consigliano caldamente di effettuarla. In questi casi si prediligerà il ponte. Vi sono poi altre ragioni per cui è possibile richiedere al proprio dentista l’installazione di un impianto. Esse sono di natura estetica o relativa al linguaggio. Infatti, ci sono casi in cui la mancanza di parte della dentatura (ossia lo spazio vuoto tra i denti) compromette significativamente l’immagine del sorriso causando disagi al soggetto. Vi sono poi situazioni in cui questa condizione compromette in parte il linguaggio. In questo caso, la produzione di alcuni suoni risulta difficoltosa poiché la lingua non può battere correttamente sulla dentatura dell’arcata inferiore come accade di consueto.

Come si articola l’operazione: prima, durante e dopo Affinché possa essere installata una protesi è necessario che vi sia uno spazio lasciato da un dente mancante o estratto. Il dentista stabilirà, insieme al paziente se sia necessario o meno procedere con l’inserimento dell’impianto. Tuttavia, prima che questo avvenga dovrai sottoporti a esami specifici quali radiografie, impronte dentali e in casi particolari anche alla TAC. Solo a questo punto si potrà procedere con l’operazione, la quale, nonostante preveda l’anestesia locale, risulta notevolmente complessa e dolorosa nei giorni immediatamente successivi. Essa, infatti, è un’operazione chirurgica vera e propria. Come accennato, l’installazione di un impianto dentale necessita di tre elementi: la vite, il supporto (anche detto abutment) e la protesi. Il processo, eseguito dal professionista, comincia con l’inserimento della vite nell’osso mandibolare, ossia nell’ossatura dell’arcata inferiore. Esso sostituisce la radice del dente. Successivamente viene applicato il supporto (abutment) il quale consente di collegare la protesi alla vite, dunque all’osso. Infine, viene posizionato il dente artificiale. In sintesi, alla vinte endossea viene inserito un elemento cosiddetto di raccordo, anche detto componente transmucosa per la sua vicinanza alla gengiva, e la protesi dentaria. Se il tuo dentista ti ha suggerito di procedere con questa operazione, devi sapere che il post operatorio potrà risultare decisamente doloroso. Infatti, l’istallazione di un impianto prevede la foratura dell’osso e successivamente l’inserimento di un elemento il quale sarà sottoposto al processo di osteointegrazione. Per questa ragione, in alcuni casi, il dentista preferisce attendere e installare il supporto a distanza di alcuni giorni dalla foratura della gengiva. Infatti, il suddetto processo, permette all’organismo di abituarsi alla presenza di un elemento estraneo. Generalmente, il decorso dell’operazione non è semplice. Infatti, una volta svanito l’effetto dell’anestestia, comincerai a sentire dolore nell’area interessata. Per questa ragione, spesso è consigliabile assumere antidolorifici e assumere alimenti morbidi o liquidi per almeno una settimana dopo l’operazione. Inoltre, spesso, per scongiurare infezioni gengivali sono prescritti antibiotici e terapie apposite. Per ciò che concerne le tempistiche di guarigione, è necessario tenere in considerazione molteplici parametri. Infatti, da soggetto a soggetto il tempo necessario risulta variabile. Inoltre, durante la convalescenza sarà necessario recarsi dal dentista affinché possa accertarsi che il processo di osteointegrazione stia avvenendo correttamente. Inoltre, nei casi in cui il supporto e la protesi non siano state installate subito dopo l’inserimento della vite, lo specialista dovrà procedere con questo ultimo step.

La corretta pulizia dei denti e la cura delle gengive, due step fondamentali per tener lontano piorrea e derivati.

Ti sarà capitato in tantissime occasioni di sentir dire che la cura dell’igiene orale è fondamentale, ed è effettivamente così: non puoi aspettarti di sfoggiare una dentatura piacevole e di avere una bocca sana se non presti le dovute attenzioni.

La cura dell’igiene orale, è utile sottolinearlo, non comporta affatto dei grossi sacrifici: bastano pochissimi minuti al giorno per fare in modo che la tua bocca sia in condizioni perfette.

La scarsa igiene è la principale causa di problemi dentali ed orali

Se non rispetti queste piccole accortezze quotidiane l’eventualità che tu possa essere interessato da problematiche dentali o gengivali diviene tutt’altro che remota. La grande maggioranza di problemi della bocca, infatti, è dovuta proprio ad un’igiene insufficiente, si pensi ad esempio alla carie, alle gengiviti, alla piorrea. Il detto “prevenire è meglio che curare” è quanto mai calzante per quel che riguarda il benessere della bocca, dunque vale assolutamente la pena di dedicare alcuni minuti al giorno all’igiene orale piuttosto che doversi sottoporre in seguito a cure complesse, costose e che comportano non pochi disagi.

Spazzolino e dentifricio: la “base” di un buon lavaggio

Le regole da seguire per curare al meglio la propria igiene orale sono molto semplici e potrebbero essere confermate da qualsiasi dentista. Spazzolino e dentifricio sono la “base” da cui non puoi prescindere per curare i tuoi denti e la tua bocca, ed è importante scegliere tali prodotti con accortezza: il dentifricio deve essere adatto alle tue soggettive esigenze e si può dir lo stesso anche dello spazzolino, soprattutto per quel che riguarda la durezza delle setole.

Come spazzolare i denti in modo corretto

Il lavaggio dei denti deve durare uno o due minuti, e nel mentre lo si esegue è importante accertarsi di spazzolare ogni punto della dentatura, incluse le parti interne. É preferibile che lo spazzolino venga adoperato eseguendo dei movimenti verticali, dunque dal basso verso l’alto e viceversa, e non è assolutamente necessario muoverlo in modo vigoroso: lo spazzolino deve pulire la dentatura in maniera delicata e senza irritare le gengive.

Ogni quanto lavare i denti

Ogni quanto dovrei lavare i miei denti? Anche questa è una domanda molto interessante e possiamo affermare a tale riguardo che non è corretto optare per l’equazione secondo cui tanto più lavo i denti, tanto migliore sarà la condizione della dentatura. Lavare i denti tutti i giorni è fondamentale, ma non è il caso di eccedere: gli specialisti sostengono infatti che dei lavaggi eccessivi potrebbero rovinare la dentatura, soprattutto per quel che riguarda lo smalto. L’ideale, dunque, è lavare i denti due o tre volte al giorno, ed è altrettanto importante la scelta del momento in cui effettuare il lavaggio.

Quando lavare i denti

É senz’altro un’ottima prassi quella di effettuare il lavaggio dopo i pasti principali della giornata, quindi dopo la colazione, dopo il pranzo e dopo la cena: è evidente che dopo pasti così importanti moltissimi zuccheri e residui di cibo si depositano sulla dentatura, per tale ragione è fondamentale rimuoverli subito tramite un lavaggio accurato. Avrebbe davvero poco senso, d’altronde, lavare i denti appena svegli e fare colazione subito dopo! Sarebbe ideale che tu riesca a lavare i denti anche quando consumi i pasti fuori di casa, e potrebbe essere utilissimo, a tal riguardo, portare con te uno spazzolino “da viaggio”.

Cura dell’igiene orale con filo interdentale e dentifricio

Affinché il lavaggio dei denti divenga ancor più efficace, inoltre, puoi pensare di integrarlo di tanto in tanto con soluzioni complementari rispetto all’utilizzo di spazzolino e dentifricio, ad esempio utilizzando un collutorio o un filo interdentale. Il collutorio è un prodotto che accentua, appunto, la pulizia della dentatura: questo liquido va utilizzato per eseguire dei risciacqui, dunque va tenuto in bocca per qualche secondo prima di gettarlo nel lavandino. In commercio non mancano affatto i collutori di qualità ed è importante orientarsi verso quello più adatto alle proprie esigenze: per i bambini, ad esempio, sono disponibili dei collutori specifici, a base di fluoro e privi di alcol. Anche il filo interdentale è davvero utilissimo per accentuare la pulizia della dentatura: questo sottilissimo filo va fatto scorrere tra l’uno e l’altro dente per eliminare anche i residui di cibo dalle dimensioni più esigue, restituendo così una bocca dall’igiene perfetta. Questo metodo di pulizia dei denti richiede un po’ più di tempo rispetto al canonico lavaggio con spazzolino e dentifricio, ma eseguirlo di tanto in tanto è davvero molto utile e lo stesso vale per la pulizia dentale eseguita da un igienista dentale: i dentisti suggeriscono di richiedere la pulizia dentale a un professionista ogni 3 mesi.

Curare al meglio i denti e le gengive, dunque, ti consentirà di avere sempre una bocca in condizioni ottimali e, aspetto non secondario, anche di sfoggiare un sorriso impeccabile.

Marco, 56 anni, carenze alimentari e denti ingialliti. Come ha riacquistato fiducia nel suo sorriso grazie alle faccette dentali

Avere un sorriso perfetto aiuta ad interagire con gli altri in maniera più serena e tranquilla. Non a caso, è una delle prime cose oggetto di attenzione da parte del proprio interlocutore.

Infatti, possedere denti diritti e bianchi sarà piacevole non solo per sè stessi, ma anche per gli altri. Valorizzano l’aspetto della persona, dando un’idea di ordine e di pulizia. Invece, una dentatura ingiallita crea un motivo di disagio. Esso rende sgradevole l’estetica del sorriso stesso, oltre che incidere in maniera negativa sull’immagine generale della persona. Trasmette senza dubbio un’immagine di sporco e scarsa igiene orale, tipica di chi si trascura. Questo è quello che è successo a Marco, uomo di 56 anni, soggetto con carenze alimentari.

Le cause dei denti gialli. Occorre ricordare che avere i denti gialli non è sempre sinonimo di scarsa igiene orale. Infatti, il colore dei denti è una caratteristica legata all’individuo. Non tutti, quindi, tendono a possedere una dentatura di colore bianco. L’ingiallimento dei denti ha delle cause che non sempre possono essere facilmente individuate. Ad esempio, una persona attenta a lavare i denti tutti i giorni e a curarli in maniera maniacale può comunque arrivare a notare delle macchie sugli stessi. Ciò perché i pigmenti contenuti in alcuni alimenti (come cioccolato, caramello, liquirizia) come anche in alcune bibite colorate riescono a fissarsi sullo smalto e, in alcuni casi, di spingersi fino alla dentina. Marco, oltre a fare abuso di tali tipi di cibi, era anche un accanito fumatore. Placca e tartaro si depositavano, quindi, sui suoi denti provocando l’ingiallimento.

La soluzione ai denti gialli: le faccette dentali. La ricerca ha portato a trovare nelle faccette dentali una valida soluzione ai denti gialli. Si tratta di involucri di ceramica (talvolta, possono essere composte anche da porcellana o composito) che vengono applicati sulla superficie esterna del dente al fine di migliorare l’estetica del proprio sorriso. In questo modo, si potranno facilmente nascondere difetti di colore, forma e posizione dei denti stessi grazie a vere e proprie protesi. In genere, infatti, esse vengono applicate per oscurare i difetti presenti sui denti così da ottenere un risultato soddisfacente. Marco ha risolto vari tipi di problemi mediante l’utilizzo di questo prodotto. Infatti, l’applicazione delle faccette dentali lo ha aiutato, oltre che a sbiancare i denti, ad allungarli e ad aggiustarli. Durante la prima seduta, i suoi denti sono stati limati per poi misurarne l’impronta e scegliere il colore della faccetta che si adattasse alla dentatura. Eliminando uno strato di smalto, esse si sono potute fissare facilmente. Nelle sedute successive, invece, si è sottoposto a prove estetiche ai fini dell’applicazione. Una volta che le faccette si sono dimostrate adatte alla dentatura, si sono cementificate. I denti, poi, sono stati sottoposti ad un trattamento a base di acido fluoridrico e rivestiti con un adesivo pr un’aderenza perfetta. Bisogna specificare, in conclusione, che si tratta di un intervento efficace, ma non permanente. Infatti, le faccette hanno una durata che si aggira intorno ai 10 anni. Dopodiché, sarà necessario ripetere l’operazione per continuare ad avere denti perfetti.