Bambini: a che età effettuare la prima visita dal dentista?

Indipendentemente dal fatto che il proprio figlio presenti o meno delle problematiche del cavo orale, la gran parte dei genitori si pone la fatidica domanda: quando è bene fare la prima visita dentistica per un bambino?

L’argomento è infatti poco trattato nella primissima infanzia, durante la quale – al contrario – sono ben scandite le visite pediatriche di routine.

In questo articolo, daremo finalmente una risposta completa ed esaustiva a questa domanda.

A che età portare il bambino alla prima visita dal dentista

Iniziamo con il dire che è tutt’altro che indispensabile attendere di riscontrare qualche problema a livello delle arcate dentali, per decidere di fissare il primo appuntamento dal dentista pediatrico.
Al contrario, prevedere il primo incontro di controllo senza che si siano verificate particolari esigenze, permette al bambino di approcciare allo studio dentistico e al professionista con maggiore serenità, senza dover subire in concomitanza trattamenti particolari e, ancor di più, senza aver sperimentato ancora fastidi o, peggio, il mal di denti.

Riguardo all’età più consigliata, l’ideale è fissare la prima visita dentistica tra i 3 e i 4 anni, a meno che – naturalmente – non sia il pediatra, durante un controllo periodico, a raccomandare un controllo più precoce. Alcune problematiche sono infatti riscontrabili già a partire dai 2 anni.

Chi sono i dentisti pediatrici?

I dentisti specializzati nella cura dei piccoli pazienti, più correttamente chiamati pedodontisti o odontoiatri pediatrici, sono professionisti preparati ad accogliere i bambini con un’attenzione speciale alla loro emotività. Gli studi nei quali operano sono sempre dotati di uno spazio dedicato, con libri, piccoli giochi e colori: tutto ciò che serve a mettere a proprio agio i piccoli pazienti e a comunicare loro una sensazione di sicurezza e tranquillità.

Se il bambino viene rassicurato, infatti, si creerà un clima di fiducia che consentirà lo svolgimento di una visita spensierata, durante la quale il pedodontista potrà porsi in maniera educativo-ludica, proponendo al piccolo di conoscere l’anatomia delle proprie arcate dentali attraverso uno specchietto, per esempio. Questo spingerà il piccolo paziente a prendere consapevolezza dell’importanza di un’igiene corretta e costante.

Nel prossimo paragrafo vedremo insieme come “preparare” il bambino alla prima visita dentistica.

Consigli per la prima visita dentistica dei bambini

Nelle prossime righe, troverai tutti i consigli da seguire per assicurare al tuo bambino una prima esperienza piacevole dal dentista.

Innanzitutto, è bene prenotare l’appuntamento in giorni tranquilli per il piccolo, possibilmente lontano da altre visite mediche, e fornire una connotazione positiva all’evento, per esempio, facendo scegliere al bambino i propri vestiti preferiti o dandogli la possibilità di portare il proprio gioco del cuore.

Un altro consiglio molto importante è quello di fare in modo che ad accompagnare il paziente sia un solo genitore, la presenza di entrambi potrebbe allarmarlo e fargli pensare che la situazione è molto delicata se richiede la contemporanea presenza di mamma e papà (a meno che questa situazione non sia consolidata e abituale).

È importante presentare al piccolo paziente il professionista come una figura amica, rimanendo presenti unicamente durante la prima visita e affidandolo allo staff dello studio già dal secondo appuntamento, in modo che il bambino riesca ad instaurare un rapporto personale di fiducia.

Un altro consiglio essenziale è quello di evitare di suggerire al bimbo il comportamento da tenere durante la visita dentistica: questo susciterebbe unicamente apprensione e comunicherebbe, in maniera molto chiara, al piccolo che si tratta di una situazione delicata.
Allo stesso modo, è importante non citare parole che possano allarmarlo come “paura” o “dolore”: sarà cura del dentista spiegare nel linguaggio più adatto all’età del paziente il proprio lavoro, soprattutto in vista di controlli futuri o veri e propri interventi curativi.

Se, come capita a gran parte degli adulti, sei intimamente intimorito dal dentista è bene, in sostanza, cercare di non trasmettere questa sensazione di inquietudine al tuo bambino: devi infatti tenere conto che – con grande probabilità – lui non necessiterà delle cure alle quali si sottopone di solito un adulto e molto probabilmente potrà avere un approccio diverso.

Il ruolo fondamentale del dentista pediatrico

In questo articolo, hai scoperto i tempi e le modalità migliori per offrire al tuo piccolo l’esperienza più positiva di una prima visita dentistica. È doveroso a questo punto approfondire il ruolo essenziale di questo professionista per la salute dei bambini. È importante, infatti, che il dentista pediatrico segua la crescita dei piccoli pazienti per assicurare loro uno sviluppo corretto dei denti ed essere pronto ad intervenire, già in età infantile, in caso di carie o altri disturbi frequenti, come disallineamenti o malocclusioni. Inoltre, grazie alla sua esperienza, l’odontoiatra pediatrico potrà – in collaborazione con i genitori – trasmettere ai piccoli pazienti l’importanza di attuare sane abitudini alimentari e una corretta pulizia quotidiana.

In conclusione, è bene prevedere una prima visita dentistica intorno ai quattro anni e ripeterla ogni 6 o 12 mesi, così da tenere monitorata l’igiene orale e lo sviluppo delle due arcate dentali.

La preparazione emotiva alla prima visita sarà la base per l’instaurazione di un rapporto di completa fiducia e faciliterà eventuali cure, permettendo un percorso collaborativo e sereno da parte del bambino.

Dentista per bambini a Galliate e Romentino

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Faccette dentali: vantaggi, controindicazioni, durata e costi

Parliamo in questo articolo dell’applicazione delle faccette dentali, un intervento estetico in un certo senso controverso, perché implica certamente dei vantaggi ma anche qualche controindicazione. 

Ma procediamo per gradi e vediamo insieme prima di tutto di cosa si tratta esattamente, cosa prevedono le varie fasi dell’applicazione delle faccette e i costi previsti, per poi mettere sulla bilancia svantaggi e benefici. 


Cosa sono le faccette dentali?

Le faccette dentali sono dei sottilissimi rivestimenti realizzati con strati di porcellana o ceramica bianca (o resine sintetiche), che servono a ricoprire i denti nel caso di inestetismi e difetti. Si tratta, quindi, a tutti gli effetti di un presidio estetico, che va a proporsi come un’opzione alternativa agli impianti dentali e che negli ultimi anni ha avuto un certo successo. 

Le faccette possono migliorare in modo sostanziale l’aspetto esterno del dente, ma vanno a sostituire totalmente lo smalto originario e la parte più superficie del dente in maniera praticamente permanente.


Come si applicano le faccette estetiche

Come funziona e cosa prevede esattamente l’intervento? Innanzitutto l’applicazione delle faccette dentali deve essere effettuata da un medico odontoiatra e di solito prevede diverse sedute

Il dottore dovrà innanzitutto prendere l’impronta dell’arcata dentale, mandarla a un laboratorio specializzato che prepari le faccette in modo che collimino esattamente con ogni singolo dente da rivestire. 

Questi sottilissimi strati di ceramica o porcellana vengono posizionati sul dente e incollati grazie a speciali adesivi di resina. Ci sarà prima una fase provvisoria, per poi passare all’applicazione definitiva. 

La fase più delicata è certamente la limatura dei denti: il medico dovrà, cioè, rimuovere uno spessore di circa 0,5 mm dalla superficie di ogni dente, che sarà sostituito dallo strato della faccetta in modo da conservare la grandezza originale dei denti. Questo passaggio rappresenta la fase più critica della procedura, sia perché è particolarmente delicato, ma anche perché si tratta di una vera e propria asportazione di materiale originario del dente.

Durata delle faccette dentali

La durata che di solito viene garantita per le faccette dentali è di circa 10 anni, ma gli impianti più recenti, di qualità e resistenza superiore, possono arrivare anche a 15 o 20 anni. La loro durata è direttamente collegata alla qualità della realizzazione delle faccette e del lavoro di applicazione. 

La professionalità di un buon laboratorio unita alla mano di un bravo dentista, che esegue un posizionamento senza sbavature, potrebbe assicurare una durata anche ventennale. 

Infine, anche la cura che il soggetto stesso dedica ai propri denti e la regolarità della pulizia possono influire positivamente sul mantenimento dell’impianto. 


Vantaggi delle faccette

L’applicazione delle faccette consente di poter migliorare l’estetica dei propri denti senza dover ricorrere a un vero e proprio impianto dentale. 

Le faccette possono, infatti, mascherare molti difetti, come denti storti, rotti, sproporzionati o non allineati, macchie o altri danni allo smalto. È possibile correggere anche i casi di diastema, lo spazio tra i denti che non è raro notare tra i due incisivi superiori. Senza contare, poi, che le faccette permettono di ridare il giusto colore al sorriso, specialmente a chi ha danneggiato il suo smalto con il fumo.


Controindicazioni legate alle faccette

Lo svantaggio principale è legato alla rimozione dello smalto con la limatura
La limatura dei denti, infatti, è un procedimento da cui non si può più tornare indietro: una volta rimossa la superficie di smalto originale dei denti non è più possibile ricostituirla

Quest’operazione, inoltre, potrebbe causare anche un’ipersensibilità dentale, motivo per cui l’applicazione delle faccette dentali non si consiglia mai a chi soffre di gengiviti frequenti o altre patologia dentali. 


Quanto costano le faccette dentali

Eccoci quindi a parlare di costi veri e propri. La spesa prevista per l’applicazione delle faccette dentali può variare a seconda del dentista che si sceglie e della città dove si vuole effettuare quest’intervento estetico. 

Diciamo che in Italia il prezzo può variare tra i 200 e i 550 euro a faccetta dentale.

Altro fattore che influenza il costo è il materiale scelto: quello più costoso è la porcellana, per poi scendere con la ceramica e la resina. 

Un consiglio? Quando si tratta di denti, mai lesinare sul prezzo. A prescindere dalla tipologia di intervento a cui stiamo per sottoporci, meglio investire una buona somma di denaro per assicurarci un lavoro di prima qualità, per non rischiare di incorrere in successive problematiche di salute e spese ulteriori.

Faccette dentali a Galliate e Romentino

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Odontobi informa: Congressi e Workshop di Gnatologia.

In ambito odontoiatrico si sente sempre più spesso parlare di gnatologia, una disciplina che ha preso piede negli ultimi anni, focus di tanti workshop e convegni. Sai di cosa si tratta?

In questo articolo ti forniremo una breve panoramica sulla materia, approfondiremo il significato di gnatologia e ti forniremo date e indicazioni sui prossimi congressi e workshop di gnatologia, qualora tu fossi particolarmente interessato all’argomento.

Gnatologia: cosa si intende

La gnatologia è quella branca della medicina che studia le funzioni della mandibola: la masticazione, la deglutizione, la funzione fonatoria e la funzione posturale.

Obiettivo di tale disciplina medica, la quale sta trovando terreno fertile in questi ultimi anni, è diagnosticare alcune patologia non comuni principalmente in due modi:

 

  • verificando se i problemi riscontrati da un potenziale paziente possono dipendere dalla malocclusione;

 

  • indagando sulla relazione mandibola / cranio, analizzandone il funzionamento e le problematiche correlate.

 

Ti starai chiedendo: a quali patologia si sta facendo riferimento?

Gnatologia: le principali patologie

La gnatologia tratta diverse patologie, più o meno comuni, che hanno trovato nuove soluzioni e cure grazie al riconoscimento e all’analisi attraverso un nuovo punto di vista medico.

Le patologie principali prese in esame dalla gnatologia sono:

 

  • il blocco della mandibola, ovvero la difficoltà di un paziente di aprire e chiudere la bocca senza dolore o fatica;

 

  • il digrignamento dei denti, determinato da un’eccessiva, per certi versi incessante, attività della mandibola;

 

  • la cefalea, ovvero quelle forti emicranie che interessano spesso in alcuni pazienti l’intero cranio;

 

  • gli acufeni, cioè quei fischi o ronzii particolarmente fastidiosi che alcuni pazienti percepiscono nell’orecchio.

 

Vista la popolarità che la materia ha raggiunto in questi ultimi anni tra i dentisti, affascinati oltre che dalla voglia di sapere di più, di informarsi, anche dall’opportunità di poter offrire ai propri Clienti nuove possibili soluzioni ai loro problemi, vengono di frequente organizzati congressi e workshop di gnatologia.

Durante queste manifestazioni, non sempre ristrette ai professionisti del settore ma aperte al pubblico, è possibile informarsi, entrare in contatto con altri professionisti, confrontarsi e stringere relazioni importanti.

Di seguito, date e indicazioni sui prossimi Congressi e Workshop di Gnatologia.

Congressi e Workshop di Gnatologia

Congressi e Workshop di Gnatologia se ne tengono molti. Gli appuntamenti sono frequenti e ognuno di essi ha un suo risvolto interessante. Fidati!

Di seguito, potrei prendere visione di alcuni dei prossimi eventi a tema gnatologia che si svolgeranno in Italia.

Il 4 e il 5 ottobre si terrà a Roma l’evento ‘Gnatologia Riabilitativa Interdisciplinare e Discipline Mediche e Paramediche afferenti’, durante il quale verranno presi in esame i disturbi temporomandibolari tramite osservazioni che prendono in esame diversi aspetti diagnostici e terapeutici, partendo dall’approccio gnatologico per arrivare a quello di materie come la fisioterapia, l’osteopatia e l’odontotecnica, le quali possono offrire una visione molto più ampia della problematica.

Il 25 e il 26 ottobre si terrà a Parma il Congresso nazionale ‘Occlusion and Friends’, un’occasione imprtante per confrontarsi con relatori esperti ed importanti e ascoltare testimonianze e risultati di sperimentazioni molto interessanti.

Un altro evento importante è quello che si terrà a Torino il 15 e il 16 novembre ‘Gnatologia Interdisciplinare Avanzata e Condilografia’. Nel corso del congresso verranno presi in esame i vari aspetti della gnatologia e i passi aventi che la ricerca ha fatto in questi anni e la codilografia, ovvero l’analisi e la registrazione dei movimenti mandibolari, come strumento per verificare il buon esito della terapie.

Conclusione Quelli sopra riportati sono solo alcuni dei congressi, giornate di studio e workshop in cui è possibile avvicinarsi alla gnatologia e muovere i primi passi in questa disciplica che , come detto, sta conquistando un pubblico sempre più ampio.

Per saperne di più, inoltre, e rimanere informato sui prossimi eventi ti consigliamo di seguire l’Associazione Italiana di Gnatologia. Nata nel 1990 per iniziativa di un gruppo di professionisti, l’Associazione Italiana di Gnatologia ha come obiettivo primario quello di favorire la diffusione di questa disciplina, farla conoscere anche ai non addetti ai lavori e incentivarne la pratica clinica.

Rigenerazione ossea: Tecniche di Avanzamento Passivo dei Lembi.

L’importanza della rigenerazione ossea

In ambito dentistico è doveroso intervenire in alcune situazioni mediante tecniche di rigenerazione ossea, una serie di operazioni chirurgiche il cui scopo e consentire alle ossa danneggiate di potersi riprodurre in modo completamente naturale. I vantaggi di queste procedure sono moltissimi, in quanto puoi ottenere una cura molto efficace per la tua bocca in tutti quei casi che potrebbero comportare la perdita di uno o più denti. Si tratta di metodi poco invasivi, recentemente approfonditi e ampiamente sperimentati, su cui puoi riporre la massima fiducia e avere la certezza di ottenere ottimi risultati sia dal punto di vista estetico che per quanto riguarda la longevità dell’intervento. Nella rigenerazione ossea infatti, lo scopo principale e consentire alla bocca di riprendere il suo naturale ciclo di vita, abbandonando quei processi degenerativi che possono comprometterne la salute in modo irreparabile. Vediamo quando potresti rivolgerti a questo tipo di chirurgia e come viene effettuata.

La rigenerazione ossea nella parodontite e nell’arretramento gengivale

Uno dei casi più evidenti in cui ricorrere alla rigenerazione ossea è l’arretramento gengivale, qualunque ne sia la causa, che può essere dovuta a moltissimi fattori. La parodontite è probabilmente la malattia più conosciuta che colpisce le gengive e può causarne il grave arretramento, che a sua volta può provocare la perdita di tutti i denti. Se noti nella tua bocca un arretramento gengivale devi pertanto rivolgerti al dentista, che verificherà le cause, formulerà una diagnosi e cercherà infine la migliore soluzione per risolvere il tuo problema. In tutti questi casi possono essere utili le nuove tecniche di avanzamento passivo dei lembi, una serie di interventi di chirurgia plastica parodontale che permettono la gestione dei tessuti molli immediatamente adiacenti ai denti o agli impianti artificiali. Ma perchè agire sui tessuti molli per garantirti il recupero delle ossa della mascella e permetterti di guarire dal problema della rescissione gengivale? Quest’ultima è generalmente causata da un’igiene orale non perfetta e può essere il risultato di un progressivo aumento dei batteri in aree localizzate; il loro proliferare comporta un peggioramento esponenziale delle condizioni igieniche della bocca, degenerando fino alla distruzione delle ossa e compromettendo successivamente la stabilità dei denti. Ti sarà chiaro a questo punto, che una corretta igiene orale è sempre importante; in ogni caso, dal momento che le gengive sono scoperte e maggiormente esposte agli attacchi batterici, diventa molto più complicato ottenere la totale pulizia dei colletti gengivali e non ti resta che rivolgerti al dentista per una cura più efficace. Agire sui tessuti molli adiacenti permette al medico, dopo un processo di pulizia al quale tu stesso parteciperai quotidianamente mediante l’uso corretto dello spazzolino, di ricoprire le aree esposte e permettere alle ossa sottostanti di potersi rigenerare, ritrovando così la loro totale integrità. Per questa ragione utilizzare delle tecniche di avanzamento passivo dei lembi consente di raggiungere una guarigione completa e soprattutto definitiva, cioè con un bassissimo rischio di ricaduta.

Come si effettua l’avanzamento passivo dei lembi

Questo intervento consiste in una vera e propria chirurgia plastica applicata in ambito odontoiatrico. Per questa ragione si tratta di un’operazione relativamente semplice che puoi affrontare tranquillamente e senza temere coseguenze negative. Il medico dentista provvederà ad usare l’anestesia in prossimità delle aree interessate e sfrutterà i tessuti molli per ricoprire le parti esposte soggette alla progressiva degenerazione. Una volta terminato l’intervento dovrai affrontare un pò di terapia, per lo più di carattere igienico; dovrai attenerti a una seduta settimanale per almeno 4 settimane consecutive, durante la quale si provvederà all’eliminazione della placca batterica. Dovrai inoltre evitare di masticare utilizzando i denti prossimi alle aree d’intervento e dovrai mangiare cibi morbidi e freddi. Per circa 6 settimane dovrai fare uso della clorexidina, un colluttorio che contribuirà nella rimozione della placca batterica; assumerai inoltre un antinfiammatorio a base di ibuprofene. Con un poco di pazienza e sottoponendoti a un’operazione semplice, hai quindi la possibilità di risolvere in modo definitivo il problema della rescissione gengivale e scongiurare la possibile perdita dei denti. Le tecniche di avanzamento passivo dei lembi sono in ambito dentistico una vera rivoluzione che può essere molto utile anche se in bocca hai delle protesi dentarie. Nei casi di ipersensibilità, di rigetto e altre infezioni causate da un ponte dentale o un impianto, l’avanzamento passivo dei lembi è senza dubbio la migliore soluzione alla quale puoi attualmente affidarti.

Invisalign: cura e manutenzione delle mascherine invisibili

Se hai iniziato il trattamento ortodontico con Invisalign, questo è il primo importante passo per trasformare il tuo sorriso. Infatti la mascherina invisibile è diventata un’alternativa sempre più popolare alle tradizionali graffette che fino a qualche anno rappresentavano l’unico modo per allineare i denti e che erano indubbiamente visibili. Per curare in modo adeguato queste mascherine invisibili, è però necessario effettuare delle periodiche manutenzioni usando prodotti specifici e tenendo sempre i denti puliti. A tale proposito, ecco una serie di utili suggerimenti per ottimizzare il risultato.

Perché bisogna tenere pulite le mascherine invisibili?

Pulire quotidianamente gli Invisalign non è consigliato solo per motivi estetici; infatti, a nessuno né tantomeno a te farebbe piacere andare in giro con queste mascherine piene di sedimenti e residui di cibo tra l’altro sensibili all’accumulo di batteri, e che possono avere un impatto negativo sull’igiene orale ma anche sulla salute generale. L’alitosi ad esempio è un fenomeno che si può manifestare frequentemente se l’Invisalign non è stato adeguatamente pulito è ciò è dovuto all’accumulo di germi e batteri che causano poi questo fastidioso cattivo odore in bocca. Le mascherine invisibili devono dunque essere pulite ogni giorno, ed è per questo motivo che di seguito riportiamo una serie di consigli in merito alla loro manutenzione indipendentemente se ti trovi a casa o in ufficio.

Come pulire le mascherine Invisalign

Per tenere sempre pulite le mascherine invisibili ogni mattina quando ti svegli devi lavarle quando si lavano i denti.
Per eseguire l’operazione correttamente la rimuovi, pulisci i denti e gli stessi Invisalign prima di rimetterli in bocca. Tantissimi batteri si accumulano infatti mentre dormi, quindi questo passaggio è particolarmente importante e dovrebbe essere ripetuto anche la sera prima di coricarti.
La seconda operazione di routine che devi eseguire consiste nel risciacquare gli allineatori ogni volta che li rimuovi dalla bocca. In tal caso fallo sempre con acqua fredda e non lasciarli mai all’aperto se non lì riposizioni subito sui denti, adagiandoli ad esempio in un bicchiere di vetro ben sterilizzato e con all’interno dell’altra acqua fresca. Sempre in riferimento a quest’ultima è importante sottolineare che non va usata mai quella calda poiché potrebbe deformare le mascherine e causare poi disagio quando le riposizioni sui denti. Idealmente, gli Invisalign dovrebbero essere rimossi solo per mangiare o bere. Dopo tale tempo, è necessario ricordarsi sempre di spazzolare i denti e di usare il filo interdentale prima di riposizionare le suddette mascherine. Se tralasci questo passaggio incorrerai nel rischio di intrappolare particelle di cibo negli Invisalign che possono portare a carie o ad altri problemi dentali in seguito.
Un altro importante suggerimento in merito alla pulizia quotidiana delle mascherine invisibili, è di immergerle ogni giorno in un bicchiere di vetro con all’interno un detergente per protesi. Dopo l’immersione, utilizza uno spazzolino appositamente messo da parte per liberarle dalla placca persistente o da altri residui di cibo.
Un altro importante consiglio per pulire gli allineatori Invisalign è di non usare il dentifricio; infatti, un errore comune commesso da molte persone che hanno scelto questo tipo di mascherine invisibili è proprio quello di effettuare la pulizia con il dentifricio. La pasta è invece sconsigliata poiché può danneggiarle, scolorirle o renderle opache e quindi maggiormente visibili quando sorridi. In ogni caso evita sempre di usare saponi colorati o profumati durante la pulizia degli Invisaling. L’utilizzo di questi prodotti potrebbe infatti macchiarli e lasciare uno sgradevole sapore non certo ideale per qualcosa che deve essere tenuto in bocca per almeno 21 ore al giorno!

Rimedi naturali per pulire gli allineatori Invisalign

Da come si evince in base a quanto sin qui descritto, la pulizia e l’igiene di denti e protesi ed in particolare degli Invisalign è fondamentale visto che chi opta per questi allineatori trasparenti lo fa per poterli esibire senza remore psicologiche rispetto ai tradizionali ferretti, per cui tenerli sporchi ed opacizzati vanificherebbe il fattore di scelta estetica. Premesso ciò, ecco una serie di utili suggerimenti su come pulire le mascherine invisibili con rimedi naturali.

1) Sapone e acqua fredda

Un primo rimedio naturale per la cura e manutenzione quotidiana dei tuoi Invisalign consiste nell’utilizzare un pò di sapone liquido delicato e inodore in una tazza di acqua fredda e mescolare fino a quando non crea la schiuma. A questo punto puoi immergere le mascherine nella soluzione per circa 20-30 minuti, dopodiché ti consigliamo di spazzolarle e risciacquarle prima di riposizionarle sui denti.

2) Aceto e acqua

Probabilmente saprai già dei notevoli pregi dell’aceto che è ritenuto un battericida naturale molto potente e quindi puoi usarlo anche per igienizzare i tuoi Invisalign. In tal caso aggiungilo alla lista dei prodotti di pulizia poiché è effettivamente un eccellente igienizzante naturale. Per usarlo mescola in una tazzina dell’aceto distillato bianco e aggiungi tre cucchiaini d’acqua fredda, dopodiché immergi gli Invisalign nella miscela per circa 20 minuti prima di lavarli, risciacquarli e riposizionarli sui tuoi denti.

3) Perossido di idrogeno e acqua

Il terzo ed efficace rimedio naturale per la cura e la manutenzione quotidiana delle tue mascherine invisibili prevede di mescolare parti uguali di perossido di idrogeno e acqua, e immergere gli Invisalign per un massimo di 30 minuti. Se poi lo sporco è particolarmente ostile puoi ottimizzare il risultato utilizzando del bicarbonato di sodio che è un eccellente mangiaodori naturale, ed è in grado anche di svolgere una leggerissima ma efficace azione abrasiva atta a rimuovere ad esempio macchie di caffè o di liquirizia eventualmente presenti sulle tue mascherine invisibili.

Apparecchio Invisalign a Galliate e Romentino

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