Le nuove tecniche di implantologia dentale

Le ultime tecniche di implantologia dentale hanno contribuito a rendere i calchi dentali estremamente più precisi, facendo sì che a fronte della perdita di un dente, la situazione non venga considerata più così traumatica, come invece accadeva qualche anno addietro. Grazie alle protesi sofisticate su misura, il comfort è maggiore e l’utilizzo di quei ponti, decisamente antiestetici a vedersi, e, nei casi peggiori, della dentiera, al giorno d’oggi sono decisamente demodé.

I nuovi impianti dentali vengono installati con l’ausilio di tecniche particolarmente innovative

La nuova generazione di impianti dentali è contraddistinta dall’inserimento eseguito direttamente nella mandibola o nell’osso mediante una tecnica mini invasiva, tutt’altro che dolorosa ed in grado perfettamente di rimpiazzare al meglio le radici dentali, garantendo massima funzionalità e perfezione nell’ancoraggio, senza rinunciare affatto alla componente estetica. La protesi esterna finisce per non essere più notata, tanto è vero che masticare sarà un’azione uguale in tutto e per tutto a farlo con i propri denti.

Quali sono i materiali più utilizzati negli impianti dentali di nuova generazione?

Il titanio è il materiale più apprezzato, essendo biocompatibile. Zero rischi di rigetto ed installazione elementare.

Gli impianti dentali senza osso meritano una speciale menzione

Cos’hanno di tanto speciale? Trattasi di differenti modelli chirurgici. Possono essere zigomatici, corti, pterigoidei e inclinati. Denominatore comune degli impianti dentali senza osso è che i tempi di riabilitazione sono decisamente rapidi.

Che differenze ci sono tra i modelli citati?

  • Gli impianti dentali zigomatici sono contraddistinti da una lunghezza compresa fra i 30 e i 50 millimetri. Il suddetto modello viene di fatto inserito nell’osso dello zigomo, partendo dall’area premolare: l’ancoraggio è volontariamente stabile, al fine di favorire i presupposti di riabilitazione a carico immediato.
  • Gli impianti dentali corti hanno una lunghezza che non oltrepassa gli 8,5 millimetri. Sono pratici nei casi con poco osso, dove si registra una limitata altezza dell’osso residuo, nota come atrofia ossea verticale. Il suddetto scenario si verifica di frequente nelle aree posteriori di entrambe le arcate. Perché si sceglie questa soluzione? Specie nell’arcata inferiore, l’intento primario verte tutto attorno all’evitare pericolosissime lesioni del nervo alveolare inferiore che, se si verificassero, causerebbero una condizione permanente di insensibilità del labbro, nota come parestesia.
  • Gli impianti dentali pterigoidei raggiungono il processo pterigoideo, dopo essere stati inseriti nell’area molare dell’arcata superiore. L’osteointegrazione è perfetta e viene evitato il rischio che il seno mascellare si innalzi.
  • Gli impianti dentali inclinati, nel caso dell’arcata inferiore, bypassano quello stato di emergenza che ha per protagonista il nervo alveolare inferiore; nel caso dell’arcata superiore, gli impianti dentali inclinati vanno ad evitare che il seno mascellare vada incontro al recesso mesiale. In entrambi i casi, le soluzioni inclinate consentono di aggirare tutti quei limiti anatomici con cui i vari chirurghi specializzati impiantologia dentale, devono confrontarsi quotidianamente.

Tecniche di implantologia di ultima generazione

Le riabilitazioni protesiche sono sì innovative, ma a supporto occorre una tecnica di intervento. Tra le più in voga, vi sono:

  • Tecnica OnlyOne la mission principale di questa tecnica ruota tutta attorno alla conservazione della morfologia gengivale. La fuoriuscita dei nuovi denti avviene in maniera naturale e dalla gengiva e non da una gengiva creata artificialmente.
  • All-on-4: nota come barra di Toronto, trattasi di una riabilitazione che a differenza della precedente è incentrata sulla creazione di una gengiva artificiale. E’ la soluzione migliore con i pazienti con poco osso. Il motivo? La tecnica va a sfruttare appieno tutto l’osso rimanente, mediante l’inclinazione, fondamentale per il corretto posizionamento degli impianti dentali. Sia essa provvisoria o definitiva, la protesi deve essere sempre avvitata. No tassativo alla cementificazione. Il motivo? A fronte di controlli sull’impianto o di frattura di un dente, il dentista può svitarla in quattro e quattr’otto, ricorrendo a cacciaviti del settore. Per ciò che concerne in primo luogo le riabilitazioni dell’arcata superiore, i risultati estetici sono a dir poco strabilianti. Sulla stessa falsariga di quanto avviene con la dentatura naturale, anche su quella in questione vengono eseguite le stesse manovre di igiene orale. Non vi è il problema dell’ingombro o della falsa gengiva!

L’implantologia computer assistita

L’implantologia a computer ricoprirà un ruolo essenziale anche a lungo termine, dato che con i nuovi sistemi di tipo tridimensionale la costruzione dell’arcata dentale sarà sempre più un progetto all’insegna della personalizzazione. Non c’è proprio nulla di cui disperarsi, a seguito della caduta di un dente. Di soluzioni all’insegna dell’implantologia avanzata che agevoleranno il rimpiazzo del dente originale con le protesi dentali fisse e mobili ve ne sono a sufficienza.

Quanto costa una protesi dentaria mobile? Il prezzo si attesta attorno ai 2.400 euro

Conclusioni

Tieni a mente che quando decidi di affidarti all’implantologia, ti sottoponi a quello che è a tutti gli effetti un intervento chirurgico, non esente da rischi. Per i soggetti con problemi di cuore (insufficienza cardiaca o infarti recenti), tumori, malattie di tipo immunologico, diabete o in età giovanile, con la mascella non ancora consolidata, l’innesto osseo dentale presenta controindicazioni. Per questo motivo, nei suddetti casi, si privilegia il ricorso a tecnico micro-invasive. E’ la soft-implantology.

Implantologia dentale a Bellinzago Novarese e Cameri

Odontobi è un centro odontoiatrico specializzato in implantologia dentale, a pochi chilometri da Bellinzago Novarese e Cameri. Contattaci per un consulto.

Certificato implantare: la garanzia per il tuo impianto dentale. Vediamo di che cosa si tratta.

Certificato implantare: di cosa si tratta?

Garanzia impianto dentale: definizioni e caratteristiche.

Il certificato implantare è un atto dichiarativo in cui vengono specificate tutte le caratteristiche tecnico-odontoiatriche dell’impianto dentale. Viene classificato come presidio medico-chirurgico, pertanto, al termine dell’operazione, dovresti ricevere in quanto paziente, tutte le informazioni relative all’impianto. La legge italiana infatti, vieta la commercializzazione di tutti gli impianti dentali non conformi agli standard di qualità previsti dalla Comunità Europea per tutelare i pazienti ed i chirurghi specializzati in tecniche implantari. Un impianto è a vita, può capitare, però, che tu ti possa trovare, nell’infelice condizione di dover sostituire le componenti protesiche dell’impianto, e purtroppo, se non possiedi un certificato implantare, ciò diventa enormemente difficoltoso. Senza di esso, infatti, non è possibile risalire alla componente protesica che è necessaria per il rifacimento del dente fisso su cui è fissata l’intera “impalcatura”. In Italia infatti, la legislazione non prevede norme particolarmente restrittive, questo ha portato conseguentemente, all’immissione sul mercato di circa 300 sistemi implantari di cui solo 8 sono diffusi a livello nazionale. Ed è per questo, che è bene adottare sempre sistemi implantari riconosciuti e certificati a livello nazionale. Richiedi quindi, sempre il tuo passaporto implantare.

Ma che cosa deve essere indicato su un certificato implantare? Garanzia impianto dentale ed informazioni.

Un certificato implantare rappresenta la garanzia per il tuo impianto dentale. Pertanto, deve contenere le seguenti informazioni:

· la ditta o azienda produttrice dell’impianto;

· il nominativo dell’impianto dentale;

· la lunghezza, il diametro ed ogni misura utile che possa dare ulteriori indicazioni riguardo le caratteristiche dell’impianto;

· i riferimenti gnoseologici dei vari “pezzi”(pilastri) che si avvitano sul’impianto dentale. Sul certificato implantare poi, viene inserito la data dell’intervento e dove è stato posizionato, ossia in quale parte della mandibola o della mascella è stato introdotto il congegno implantare.

Quanto dura un impianto dentale? Garanzia impianto dentale e durata.

C’è la cattiva abitudine di diffondere, anche sui siti più accreditati, che la garanzia degli impianti dentali sia a vita. Purtroppo, non è così! Infatti, la garanzia di un impianto dentale è di circa 10 anni sulla singola vite, e questo vale anche per le migliori aziende produttrici. Inoltre, ricordati sempre di chiedere la garanzia anche sulla componente protesica, necessaria per un eventuale rifacimento del dente naturale su cui è poggiato l’intero l’impianto. Le aziende migliori offrono una garanzia di circa 5 anni.

Quali sono le cure e gli obblighi dell’impianto dentale? Garanzia impianto dentale e responsabilità.

Un impianto dentale non dura a vita, ed il motivo è abbastanza semplice: il tessuto gengivale che contorna l’impianto infatti, è più vulnerabile a placca, microrganismi e residui di cibo, rispetto a quello che circonda i denti naturali. Pertanto, ricordati sempre di adottare le seguenti misure preventive:

· una corretta igiene dentale adottando appositi strumenti da utilizzare anche per i denti su cui poggia l’impianto dentale;

· effettua regolari controlli dal dentista (preventivamente concordati);

· effettua regolari controlli radiologici (radiografie endorali) almeno una volta all’anno;

· recati dal dentista in caso di infiammazioni. Ricordati bene che una gengiva che sanguina, pulsa o è gonfia, non è mai normale. In questi casi, rivolgiti sempre al tuo dentista di fiducia, che saprà di certo adottare la misura più efficace per arginare il problema.

Ma che cos’è un impianto dentale e quali sono i vantaggi per il paziente? Garanzia impianto dentale e privilegi.

L’implantologia è un ramo dell’odontoiatria che si occupa di sostituire i denti naturali mancanti con denti artificiali mediante l’utilizzo di impianti in titanio puro. L’operazione consiste nell’inserire nell’osso impianti in titanio puro a cui vengono agganciate poi, le protesi dentarie. Questa tecnica favorisce un fenomeno che viene definito “osteointegrazione”, ossia l’impianto in oggetto diventa parte integrante del corpo. In sintesi, quindi, l’impianto va “semplicemente”a sostituire la normale radice del dente naturale. I vantaggi di un impianto con protesi rispetto alle protesi tradizionali sono tanti:

· la riattivazione della capacità masticatoria, uguale a quella dei denti naturali, con notevoli benefici per la nutrizione e la digestione dell’organismo;

· tutela e conservazione delle funzioni muscolari facciali, con un conseguente aspetto più fresco e giovanile;

· il blocco del processo di riassorbimento dell’osso della mandibola;

· la quasi totale assenza di infiammazione delle gengive;

· maggiore sicurezza nel sorridere e nel parlare, con notevole aumento dell’autostima.

L’importanza della garanzia dell’impianto dentale. Ma quali sono i costi? Garanzia impianto dentale e costi.

Un impianto dentale come abbiamo visto, presenta notevoli vantaggi; ma quanto costa ricorrere ad un intervento di implantologia dentale? Il prezzo ovviamente dipende da diversi fattori ma è comunque, possibile stilare una media dei costi. In Italia, i prezzi per effettuare un’intera arcata dentaria oscillano tra 6.000 e 10.000 euro; ciò dipende dal tipo di materiale utilizzato, dalla tecnica, dall’approccio chirurgico, che è bene valutare con il dentista nella sede più opportuna, e dal luogo dove si sceglie di sottoporsi all’intervento. In ogni caso, ricordati sempre di chiedere un certificato di garanzia del tuo impianto dentale, e assicurati sempre che siano indicate tutte le informazioni necessarie.

Intervista a Chiara, paziente Odontobi: 4 domande, altrettante risposte

Grazie all’avvento di nuovi materiali e tecnologie la chirurgia estetica è diventata più sicura e affidabile. Uno dei casi più importanti è sicuramente quello degli impianti dentali, che grazie all’utilizzo di materiali biocompatibili (come il titanio) permettono una migliore osteointegrazione all’interno della mandibola o della mascella. Essendo comunque un intervento chirurgico invasivo che spesso può costringere il paziente a mesi di limitazioni, dovuti agli step della procedura, le persone che desiderano sottoporsi ad un sono molto titubanti. Per questo motivo racconteremo l’esperienza di Chiara, giovane impiegata da Palermo, per avere una visione più vicina e completa.

Perchè hai deciso per l’impianto dentale?

Dopo mesi di dubbi e ripensamenti ho finalmente deciso per un impianto dentale, avendo da quando ero piccola gli incisivi distaccati di circa mezzo cm. Oltre ad una questione estetica alla lunga era diventato anche un problema gengivale. Ho per questo effettuato l’impianto per entrambi gli incisivi ed adesso ho un sorriso e una dentatura sana e bella.

 

Hai usato internet per informarti?

In prima istanza si, ho utilizzato internet per farmi un idea di quello che mi avrebbe aspettato. Ho letto miriade di siti e forum che parlavano dell’argomento, spesso anche con contribuiti di dentisti e professionisti, ma dopo aver letto troppi pareri contrastanti e diversi ho deciso di rivolgermi al mio dentista di fiducia. Lui il mi ha indicato un ottimo centro dove mi hanno trattato benissimo e curato con riguardo, non potevo trovare un luogo migliore dove riacquistare il mio sorriso.

 

Com’è andato l’intervento? 

Devo dire che non è stata una vera e propria passeggiata, in quanto il periodo per ottenere la protesi dentaria è stato abbastanza lungo (circa 6 mesi). Dopo aver effettuato una TAC ai miei denti mi hanno fatto un preventivo e dopo circa un mesetto scarso mi hanno messo il primo impianto e corone temporali. Non mi ha fatto male avendomi anestetizzata localmente, però avevo un po’ la gengiva gonfia e riuscivo a mangiare solo con i denti di lato. Dopo circa 3 mesi mi hanno messo il dell’impianto dove sono stati messi i denti nuovi, precedentemente calcati. Dopo i primi tempi dove dovevo prendere antibiotici (per evitare infiammazioni) e in cui avevo un po’ di fastidio e torpore, francamente non noto la differenza dai miei denti veri. In sostanza sono super soddisfatta e non avrei potuto rivolgermi a degli specialisti migliori e più competenti. 

Com’è cambiata la tua vita? 

Se posso parlare francamente, la mia vita è cambiata radicalmente. Mi sento molto più sicura di me anche se per certi versi me ne vergogno a dirlo, ma il risvolto estetico è di fondamentale importanza nelle relazione di tutti i giorni. Non provo più imbarazzo a sorridere e dopo un po’ ci fai l’abitudine anche idealmente. Non sono tecnicamente i tuoi denti, ma se è ciò che ti fa stare bene e se è quello di cui veramente hai bisogno per stare meglio, beh è la scelta giusta da fare. Il filo vale la candela e nonostante passerai mesi dover la cinghia, avendo più difficoltà a masticare o in ogni caso a dover spendere una considerevole somma di denaro, rivedrai tutti questi sacrifici ripagati. Se potessi tornare indentro stringere rifarei esattamente la stessa scelta, ne sono sicura.

Piorrea: impianto dentale con piorrea. Anamnesi e tecniche di impianto

Con piorrea, o parodontite, s’intende la patologia che compromette l’osso del parodonto e le altre strutture che supportano i denti. Se acuto questo disturbo può portare ad un’infezione delle gengive, alla mobilità dei denti dalla sede originaria fino a compromettere la masticazione e, nei casi più gravi, anche la struttura ossea.

Diventa quindi necessario intervenire tempestivamente per riportare la situazione sotto controllo.

Parodontite: la diagnosi

La diagnosi della piorrea è effettuata dagli specialisti grazie all’anamnesi, un esame generale della bocca del paziente e radiografie. Durante la visita viene valutata con attenzione la forma ed il colore delle gengive e delle mucose, la presenza di placca e batteri e la mobilità dentale. Utili al fine di una diagnosi certa della parodontite sono le sonde parodontali, strumenti utilizzati per verificare la presenza di tasche nei tessuti parodontali. Con gli esami radiografici invece si ottengono importanti informazioni utili al fine di individuare la terapia più corretta per il paziente. E’ bene sapere che fumo, farmaci particolari, diabete e alcune malattie sistemiche possono favorire l’insorgenza della parodontite.

Terapia causale

Per i soggetti con parodontite è fondamentale la terapia causale, che consiste in un trattamento di igiene dentale professionale atto a rimuovere placca batterica e tartaro sopra e sottogengivale. Il paziente verrà inoltre informato sulla malattia parodontale e sui corretti metodi di pulizia del cavo orale. La pulizia professionale contribuisce al miglioramento della situazione del paziente e dovrebbe avere tra i suoi obiettivi anche la sua motivazione a partecipare attivamente alle cure. Nei casi critici, per eliminare le sacche batteriche che sono causa della parodontite è necessario accompagnare la terapia causale ad un intervento chirurgico. I casi più gravi possono portare alla perdita ossea e rendere necessario un impianto, un intervento di innesto osseo o di rigenerazine.

Impianti dentali e parodontite

Fino a poco tempo fa, nel caso di paziente affetto da parodontite, si procedeva all’estrazione dei denti compromessi e, solo una volta che i tessuti si erano sfiammati si poteva procedere al posizionamento degli impianti dentali. Il tempo impiegato dai tessuto per stabilizzarsi dopo l’infiammazione era circa due mesi, periodo nel quale il paziente doveva stare senza denti oppure portare una protesi. Era sconsigliata infatti l’installazione di impianti a carico immediato per i casi con infezione.

Interventi tradizionali

Oggi è possibile garantire il posizionamento degli impianti anche sui supporti dentali a rischio come quelli dei pazienti con piorrea. Gli interventi tradizionali solitamente si sviluppano secondo due fasi. Durante la prima fase si preparano le mandibole e le mascelle ad accogliere gli impianti, mentre nella seconda si procede all’avvitamento dei ponti o delle corone dentali che sostituiranno i denti.

Tipologie di impianto dentale

L’implantologia moderna si serve di impianti endossei fissi per sostituire le radici dei denti che sono venuti a mancare. Si può dire quindi che queste strutture siano una radice artificiale sostitutiva del dente che è stato estratto. Gli impianti dentali permettono l’osteointegrazione, ricreando una continuità tra le gengive e le strutture ossee del paziente. La loro applicazione non è dolorosa e il materiale in titanio garantisce una percentuale bassa di rigetto nei soggetti. I tipi di impianto dentale generalmente usati sono di due tipi: sommersi o transmucosi. Quelli sommersi vengono posti sotto la mucosa della bocca, mentre i transmucosi vengono fuori dalla mucosa e rendono possibile l’immediata preparazione della bocca alla protesi.

Tecnica implantare

Una delle tecniche più usate oggi per l’impiantologia in paziente con parodontite è quella implantare. Questa tecnica consente di ridurre le fasi per posizionare l’impianto, in quanto permette di applicare le corone dentali subito dopo aver sistemato la struttura su mascelle e mandibole. L’unico limite della tecnica implantare è che può essere applicata solo nei pazienti la cui paradontite non abbia ancora manifestato infezione o infiammazione, in modo da non compromettere in nessun modo l’intervento e la sua funzionalità. L’implantoprotesi più recente è detta microinvasiva e punta ad offrire ai pazienti il massimo del comfort possibile. La tecnica microinvasiva mira a valutare ogni caso attentamente, visto che non sempre è necessario ricorrere ad incisioni o allo scollamento dei tessuti. Con questo metodo il posizionamento degli impianti richiede brevi tempi di attesa procurando un dolore minimo, talvolta anche inesistente.

Rigenerazione ossea

Un’altra soluzione per la paradontite potrebbe essere la terapia parodontale laser. Gli specialisti possono con questa tecnica tenere sotto controllo le infezioni ed inserire gli impianti anche per i pazienti che hanno ormai contratto infezioni gravi. Questo trattamento è reso possibile grazie al laser, che riesce anche a rigenerare l’osso compromessosi nei casi più gravi di piorrea, grazie all’nserimento di innesti nella struttura ossea.

Clinica Odontoiatrica situata tra Novara e Varese | Ortodonzia Invisibile

Alternative all’apparecchio in metallo: Invisalign®

Esiste un’alternativa al classico apparecchio in metallo con brackets? Si e si chiama Invisalign®

Non tutti al giorno d’oggi hanno la fortuna di avere un sorriso invidiabile e in molti devono dunque ricorrere al fastidioso apparecchio per i denti. Quest’ultimo può rappresentare una vera e propria tortura, soprattutto in età adulta, poiché è estremamente visibile e fastidioso e può creare non poco imbarazzo. Per tale ragione è stato creato l’apparecchio Invisalign®, un apparecchio per i denti completamente discreto e invisibile che svolge la sua funzione in modo professionale e senza fastidi. Esso può essere comodamente rimosso per consentire di mangiare qualsiasi cosa anche quando non si è a casa e permette di lavare i denti ed utilizzare il filo interdentale senza intoppi. Oltre a ciò esso non presenta fili metallici che possono urtare la bocca come fanno i comuni apparecchi.

Invisalign®: come funziona

Invisalign® è costituito da una serie di mascherine trasparenti che possono essere rimosse all’occorrenza e che servono ad allineare i denti. Naturalmente la tecnica di allineamento è personalizzata e varia da paziente a paziente. Generalmente Invisalign® viene indossato per una durata che va dai sei ai quindici mesi e ogni due settimane bisogna cambiare le mascherine (il numero può variare da diciotto a trenta). Già dalle prime settimane si potrà notare un cambiamento radicale nei denti i quali, mese dopo mese, riacquisteranno la forma desiderata. Invisalign® inoltre tratta diverse tipologie di denti come ad esempio quelli caratterizzati da un’eccessiva spaziatura, i denti affollati, quelli modificatisi in seguito all’utilizzo di altri apparecchi oppure quelli caratterizzati da arcate strette. Naturalmente in base alla problematica la soluzione indicata sarà differente.

Perché scegliere Invisalign®

Anche se negli ultimi tempi Invisalign® è diventato molto famoso ed utilizzato, sono ancora molte le persone che non si fidano completamente di questo metodo e preferiscono utilizzare il vecchio e obsoleto apparecchio. Non tutti sanno infatti che il metodo Invisalign® offre numerosi vantaggi, primo fra tutti la certezza di avere un sorriso impeccabile senza rinunce. Molte persone infatti provano estremo imbarazzo nel farsi vedere dagli altri con un apparecchio per i denti, i particolare questo accade per gli adolescenti e le persone molto in là con l’età. Il comune apparecchio inoltre provoca anche evidenti difficoltà nella comunicazione verbale che è messa a dura prova. Utilizzando Invisalign® invece sarà come non avere alcun apparecchio poiché il trattamento è totalmente invisibile. Tutto quello che bisognerà fare consiste nel ricordarsi di togliere le mascherine unicamente durante i pasti e quando ci si lavano i denti. Un’altro pregio da non sottovalutare è la facilità di rimozione: a chi capita spesso di mangiare fuori casa, togliere l’apparecchio può essere un grosso problema. Invisalign invece prevede una rimozione molto semplice che avviene in pochi e semplici gesti. Un ulteriore vantaggio che può offrire Invisalign® è il fatto che esso costituisce una soluzione personalizzata per ogni persona grazie alla tecnologia 3D che si occupa della realizzazione delle mascherine in modo preciso e dettagliato. A usufruire di questo trattamento possono essere solo le persone adulte ma negli ultimi tempi Invisalign si è occupato anche della salute dentale degli adolescenti sviluppando delle soluzioni apposite.

Apparecchio invisibile: quali sono le alternative?

Il metodo Invisalign, pur essendo molto efficace, è generalmente abbastanza costoso e dunque non accessibile a tutte le tasche. Oggigiorno però esistono delle alternative più o meno valide che possono essere utilizzate anche da chi cerca un certo risparmio economico non vuole rinunciare alla qualità. Tra le alternative più conosciute occorre ricordare due metodi prodotti in Italia chiamati All In e Fantasmino. Direttamente dalla Germania invece proviene Simpli 5, Clearstep è inglese mentre Clear Align è coreano.

Apparecchio Invisalign® a Gozzano

Cerchi un centro Invisalign® a Gozzano? Odontobi è uno studio specializzato nei trattamenti di ortodonzia invisibile tramite l’apparecchio Invisalign®.

Odontobi Dental Clinic | Igiene orale

Gengive che sanguinano: analizziamo le cause e studiamo i rimedi

Il sanguinamento delle gengive è una problema molto diffuso e molto spesso sottovalutato, che colpisce in particolar modo le persone anziane, i portatori di apparecchi odontoiatrici, diabetici, persone che usano farmaci che riducono la produzione di saliva e persone che hanno una produzione eccessiva di tartaro.

Molto spesso chi ha a che fare con questo problema, non lo prende in considerazione pensando sia una condizione passeggera. In alcuni casi è davvero così, le gengive possono sanguinare a seguito di uno spazzolamento troppo vigoroso o dopo aver masticato dei cibi particolarmente duri.

Se il fenomeno si manifesta con regolarità, invece, potrebbe essere a causa di un problema più grave, per questo è sempre meglio parlarne con il proprio dentista di fiducia e scoprire insieme l’origine del disturbo.

I principali sintomi delle gengive sanguinanti

Oltre alla fuoriuscita di materiale ematico dalle gengive, possono esserci altri sintomi che accompagnano questo disturbo, ecco quali:

  • gengive doloranti durante la masticazione o durante lo spazzolamento dei denti;
  • alito cattivo anche dopo essersi lavati i denti;
  • escrescenze sulle gengive piuttosto dolorose;
  • ritiro delle gengive e dente sempre più visibile, in alcuni casi la gengiva è così ritirata da far fuoriuscire anche la radice.

Quali sono le cause delle gengive sanguinanti?

Questo disturbo può essere causato da diversi fattori, ecco quali:

  • Scarsa igiene orale, si tratta di una delle cause principali, che può provocare problemi ancora più gravi. Un’igente dentale non adeguata o saltuaria causa la formazione della placca che, quando raggiunge i solchi gengivali, provoca un processo infiammatorio e di conseguenza il sanguinamento.
  • Gengivite, è una condizione che si manifesta proprio a causa della scarsa igiene orale e si presenta con delle gengive rosse ed infiammate. Questo tipo di infiammazione spesso si sviluppa tra due denti, ma può estendersi anche tra i tessuti adiacenti. La gengivite, oltre alle gengive rosse ed infiammate, provoca dolore e sanguinamento a seguito di ogni minimo trauma meccanico. Inoltre, se si è affetti da malformazione o cattivo allineamento dei denti, le infiammazioni possono manifestarsi in maniera più frequente.
  • Parodontite, è uno stadio avanzato della gengivite, abbastanza grave che si manifesta quando quest’ultima non viene curata in tempo. La parodontite (conosciuta anche con il termine “piorrea”) riguarda i tessuti che sostengono il dente, questi vengono distrutti a causa dell’infiammazione cronica e quindi il dente finisce per dondolare, fino a cadere, nel caso in cui si continua a non curare l’infiammazione.
  • Ulcera, un disturbo che colpisce maggiormente donne e bambini e che di presenta con delle piaghe tondeggianti che provocano dolore acuto e bruciore. Il processo di guarigione da questo disturbo dura circa tre settimane, dopodiché il sanguinamento cessa completamente.
  • Un’alimentazione scorretta, può provocare una carenza di vitamine. In particolare una carenza di Vitamina C, molto importante per la rigenerazione dei tessuti, e di Vitamina K possono causare un sanguinamento gengivale. Inoltre, bisognerebbe evitare anche i cibi che contengono molto amido, poiché questo si trasforma in sciroppo di glucosio, un vero e proprio veleno per le nostre gengive.
  • Gravidanza, in questa particolare fase avviene un aumento dei livelli ormonali e un maggiore afflusso di sangue, che possono provocare gonfiore e sanguinamento gengivale. Questa condizione è molto comune tra le donne in stato di gravidanza, ma è facilmente risolvibile con dei rimedi omeopatici.
  • Assunzione di farmaci, in particolare degli anticoagulanti, che aiutano a fluidificare il sangue, possono provocare sanguinamento gengivale.
  • Alcune patologie, che causano una carenza di piastrine, possono essere causa anche del sanguinamento gengivale.

I rimedi per le gengive sanguinanti

Ecco quali sono i principali rimedi per evitare il sanguinamento delle gengive:

  • Igiene orale corretta: lavare i denti accuratamente dopo ogni pasto, senza trascurare le gengive è il più efficace ed importante rimedio naturale. Per evitare ulteriori micro-traumi, inoltre, è preferibile utilizzare uno spazzolino con setole medio-morbide.
  • Utilizzare collutori naturali: per questo disturbo è particolarmente indicato il succo di limone, da diluire con abbondante acqua, poiché svolge un’azione antibatterica e antibiotica.
  • Aloe vera: tra i vari rimedi naturali, il gel d’aloe possiede un’azione immunostimolante e risulta essere particolarmente efficace per le gengive sanguinati.
  • Alimentazione sana: un altro rimedio naturale è quello di avere sempre un’alimentazione sana e di assumere alimenti ricchi di vitamine. Sono da evitare, invece, gli alimenti che creano la placca come pasta, pane, pizza, biscotti e legumi.
  • Tenere sotto controllo la bocca: in ultimo, ma non per importanza, è fondamentale tenere sotto controllo la situazione effettuando una visita dentistica almeno una volta all’anno e rivolgersi al dentista ogni qual volta si manifesta la gengivite.

Dente del giudizio: pericoronite e problemi annessi. Che fare in questi casi?

Il dente del giudizio, definito anche terzo molare, inizia a crescere attorno ai 18-24 anni di età, dunque tra la tarda adolescenza e la prima età adulta (di qui la sua denominazione) ed è presente su ambo i lati delle arcate dentarie, superiore ed inferiore. 

I denti del giudizio non risultano fondamentali nella masticazione e non assolvono ad alcuna specifica funzione all’interno dell’arcata dentaria. Laddove questi nascano in maniera allineata con la restante dentatura non si pongono, per ovvie ragioni, necessità di trattamento ovvero di loro estrazione.

Cos’è quella sensazione di dolore diffuso alla gengiva che spesso accompagna l’emersione di un dente del giudizio? Si tratta di pericoronite e si manifesta quando un dente non trova il giusto spazio nell’arco dentale.

Come intervenire per evitare la formazione di ascessi e altre complicanze? Ecco qui una breve guida che ti illustrerà tutto ciò che dovresti sapere sulla pericoronite.

Sta spuntando un dente del giudizio? I sintomi 

Come puoi capire se sta arrivando anche per te il momento in cui spunta un dente del giudizio? Puoi accorgertene se si manifestano uno o più di questi sintomi.

  • Dolore alla parte posteriore della bocca (dietro i molari). Questo dolore aumenta con il tempo, a mano a mano che il dente del giudizio cresce e di conseguenza sviluppa una maggiore pressione sugli altri denti, premendo sui nervi e sulle ossa di questi.
  • Altri disturbi riguardano dolore, tenerezza, allentamento o gonfiore delle gengive. Quando un dente del giudizio inizia ad emergere, questo insiste sulla gengiva, causando dei tagli nel tessuto, che così aperto finisce per ospitare dei batteri. Questi batteri causano un’infezione, con conseguenze che possono interessare la salute generale del tuo organismo, oltre ai disturbi alle gengive descritti poco fa.
  • È anche possibile che la nascita del dente venga interrotta. Per capire cosa succede in questo caso, dobbiamo parlare di pericoronite.

Cause della pericoronite

Il più delle volte la pericoronite è legata al fatto che l’emersione di un dente del giudizio sia sfavorita dall’assenza di uno spazio sufficiente nel fondo dell’arco dentale, per cui il nuovo dente fatica a trovare un alloggiamento idoneo.

Infatti, problematiche di vario tipo possono generarsi laddove il dente del giudizio sia incluso, totalmente o parziale, ovvero cresca storto o in orizzontale: nel primo caso si allude all’ipotesi in cui il dente del giudizio permanga in tutto o in parte all’interno della gengiva, nel secondo caso invece si fa riferimento alla circostanza in cui sia cresciuto, interamente o parzialmente, in modo tale da non risultare allineato con l’arcata dentaria di riferimento e dunque prema sul secondo molare, il quale rappresenta infatti una sorta di ostacolo alla sua definitiva crescita.

In queste circostanze, non disponendo dello spazio necessario per forare la gengiva e crescere, il dente del giudizio può causare problemi infiammatori, spesso provocati anche da annidamenti di residui di cibo nello parziale apertura nella gengiva che risulta essersi creata a seguito di una sua parziale crescita.

I sintomi di tale infiammazione sono facilmente riconoscibili, traducendosi nella maggioranza dei casi in costanti dolori e gonfiori con conseguente ed elevato rischio di contrarre carie, più gravi infezioni o patologie laddove non ci sia affidi preventivamente alla cura di una specialista.

Normalmente, moltissimi batteri popolano il nostro cavo orale, ma nella circostanza di un trauma della gengiva, quale può essere ad esempio la fuoriuscita parziale di un dente, ecco che i batteri possono andare ad intaccare la lesione e penetrare nello spazio tra il dente e la gengiva, dando luogo a un’infiammazione dei tessuti molli che circondano la corona dentale.

Per questo motivo questa infiammazione prende il nome di pericoronite (dal greco peri = attorno e – ite = suffisso che indica infiammazione).

Un altro fattore aggravante può essere il fatto che il dente del giudizio superiore fuoriesca prima rispetto a quello inferiore, andando a irritare o a ferire la gengiva sottostante.

Pericoronite e ascesso 

Una conseguenza che si riscontra nella quasi totalità dei casi in cui il dente del giudizio sia solo parzialmente occluso ovvero sia cresciuto in maniera asimmetrica rispetto agli altri dell’arcata dentaria di appartenenza è proprio quella della pericoronite.

Con questo termine ci si riferisce a uno stato di infiammazione della gengiva che si manifesta in corrispondenza dell’emersione di un dente del giudizio.

Questa può presentarsi sia in forma cronica, qualora si concretizzi semplicemente in una persistente, ciclica ma lieve infiammazione dell’area, ovvero in forma acuta qualora si riscontrino gonfiore e indolenzimento della guancia, acuito ulteriormente durante i movimenti tipici della masticazione da dolore e gonfiore alla gengiva, che infatti spesso può risultare rossa e ingrossata alla vista, nonché un parallelo fastidio, se non anche dolore nei casi più estremi, nella zona del collo e dell’orecchio, ciò in virtù dell’ingrossamento dei linfonodi causato dal processo infiammatorio in corso, il quale peraltro può causare anche febbre. 

Talvolta la pericoronite può essere connotata da purulenza, ossia determinare fuoriuscita di pus laddove si eserciti una leggera pressione sulla zona interessata e, qualora non venga curata per un arco di tempo prolungato può potenzialmente tradursi in un ascesso dentale.

Quest’ultimo risulta essere l’ultima e più grave fase di progressione della pericoronite ed è dato dall’accumulo, nel corso del tempo, di batteri e pus nei tessuti attorno al dente, cioè nella gengiva, nella polpa del dente, cioè il tessuto molle interno allo stesso, e nei casi più gravi persino nello stesso osso mandibolare.

Possibili rimedi 

Allo scopo di evitare che la pericoronite si trasformi nella sua versione consequenziale e più estrema data dall’ascesso, caso in cui si rende quasi sicuramente necessario valutare l’ipotesi di un’estrazione del dente, risulta indispensabile adottare rimedi preventivi e di cura, i quali risultano praticabili soprattutto laddove l’infiammazione sia ancora circoscritta e non provochi un dolore intenso e diffuso nella zona della guancia.

Da non sottovalutare, in primis, una costante e meticolosa igiene orale coadiuvata, con il consulto del proprio dentista, dall’utilizzo di prodotti specifici ad azione antibatterica, quali colluttori a base di clorexidina per mantenere l’area pulita o, alternativamente, rimedi naturali come con acqua e sale, aceto o acqua ossigenata.

Laddove l’infezione non si sia limitata a causare, in loco, un mero gonfiore della gengiva ma abbia causato anche febbre sarà necessario accostare al trattamento suddetto l’assunzione di appositi antibiotici.

Qualora, invece, l’infiammazione sia degenerata e non risulti neppure praticabile un opercolectomia, vale a dire un intervento di chirurgia orale che comporta la rimozione esclusiva del tessuto gengivale che sovrasta il dente, l’unica alternativa praticabile sarà quella della sua definitiva estrazione, anche perché va considerato che pur essendo vero che la opercolectomia elimina temporaneamente il problema e consente una più agevole pulizia del dente e dei tessuti circostanti, è parimenti vero che talvolta può presentarsi non risolutivo a causa della ricrescita del lembo di carne precedentemente asportato.

L’estrazione del dente del giudizio, di cui la pericoronite spesso rappresenta un segno di necessità soprattutto se riguardante i terzi molari inferiori, viene eseguita dall’odontoiatra in anestesia locale e segnatamente di tipo tronculare, se riguarda il dente inferiore, così anestetizzando la mandibola. Spesso peraltro si procede tramite l’ausilio del piezo surgery che consente di dividere il dente senza tuttavia intaccare troppo la gengiva, effettuando in tal modo un’estrazione non invasiva.

Naturalmente nella fase post-operatoria si avvertiranno leggeri gonfiori e fastidi alla guancia ma si tratta non solo di conseguenze temporanee, la cui durata di norma non eccede i tre giorni, ma anche rimediabili tramite l’assunzione di antidolorifici.

Faccette dentali: pro e contro

Se vuoi avere un sorriso perfetto, le faccette dentali potrebbero essere il rimedio giusto per te.

Questa soluzione prevede la copertura dei denti originali con materiali diversi, solitamente porcellana o resina composita. Essendo applicazioni che coprono il dente originario, le faccette dentali sono a volte l’unico rimedio per denti con problemi estetici, mentre non sono da considerarsi curative per problemi di altra natura da quella estetica.

Quali sono i pro e i contro delle faccette dentali?

Faccette dentali: cosa sono?

Le faccette dentali sono un trattamento reso possibile grazie all’odontoiatria. Le faccette sono lamine sottili che vengono fatte aderire sulla superficie dei denti, in modo da nascondere le imperfezioni.

L’intervento consiste nell’applicazione di involucri di ceramica o materiale composito sul dente del paziente. Il trattamento prevede la limatura di una parte dello smalto dentario originale, in modo da migliorare l’aderenza della faccetta e, successivamente, la sua cementificazione sul dente.

A chi è indicata l’applicazione delle faccette dentali?

Solitamente le faccette dentali sono la soluzione efficace per ottenere un sorriso perfetto e correggere i difetti della dentatura con un intervento facile. Le faccette dentali sono consigliate particolarmente ai soggetti che hanno:

  • denti scheggiati, rotti o usurati;
  • denti con problemi di smalto: scoloriti, otturati o macchiati;
  • spazio tra i denti;
  • denti con forme irregolari o denti storti.

Se desideri quindi cambiare il colore dei tuoi denti, e con lo sbiancamento tradizionale non hai ottenuto i risultati sperati, puoi optare per le faccette dentali.

Anche nel caso in cui il tuo obbiettivo sia avere una forma diversa dei denti puoi prendere in considerazione questo intervento: a volte infatti i denti possono avere una forma disarmonica ed essere più piccoli, corti, o aver subito un trauma.

Il bruxismo può essere un’altra delle cause dell’usura dei denti che può essere trattata con la tecnica delle faccette dentali, poiché sono in grado di modellare la forma dei denti in modo da nascondere ogni difetto.

Per le modalità di applicazione, le faccette sono invece sconsigliate ai soggetti che hanno una carenza di smalto, perché potrebbe portare a delle complicazioni dell’intervento legate alla difficoltà di far aderire in maniera adeguata la faccetta al dente. Sono inoltre da evitare nei pazienti che hanno problemi di carie.

Quali sono i vantaggi delle faccette dentali?

Uno dei vantaggi più evidenti è sicuramente l’armonia del sorriso e la bianchezza dei denti che le faccette dentali procurano a chi ha deciso di sottoporsi a questo trattamento. Sono molte le persone che soffrono disagi a causa di un sorriso imperfetto, quindi è da annoverarsi tra i vantaggi dell’intervento anche quello psicologico di acquisire una maggior sicurezza di se stessi risolvendo quello che per alcuni è un vero e proprio complesso.

La manutenzione delle faccette dentali inoltre non è assolutamente impegnativa, sebbene si debba fare attenzione a masticare cibi troppo duri ed effettuare una corretta pulizia dei denti almeno tre volte al giorno e quella professionale almeno una volta ogni 6 mesi.

Alcuni vantaggi sono legati al materiale di composizione: la porcellana ha una resistenza migliore ai coloranti e diminuisce la possibile comparsa di macchie. Si adatta inoltre meglio al colore dei denti sembrando più naturale grazie al fatto che riflette la luce.

Dall’altra parte, le faccette costruite in resina sono più economiche e richiedono un minore smantellamento dello smalto originario dei denti, essendo più sottili. Le faccette di ultima generazione sono talmente sottili da non richiedere neanche il trattamento preliminare sui denti, rimanendo comunque molto più resistenti delle faccette classiche.

Gli svantaggi delle faccette dentali

Prendendo in considerazione gli svantaggi legati all’applicazione di faccette dentali, non può non citarsi per primo il fatto che questo tipo di intervento non è assolutamente curativo per problemi come quello dello spazio tra i denti o dei denti storti.

E’ importante sapere che l’applicazione delle faccette dentali è irreversibile quindi, una volta applicate, non possono essere rimosse.

L’asportazione di parte dello smalto costringe chi si sottopone a questo intervento a ricorrere allo stesso trattamento una volta che il dentista riterrà opportuno sostituire la faccetta. Inoltre, per lo stesso motivo, i tuoi denti potrebbero diventare più sensibili al caldo e al freddo e, visto che sono restaurati, essere più soggetti alle infezioni dentali.

Alcuni movimenti che richiedono un’eccessiva pressione sui denti potrebbero rompere le faccette: per questo motivo dovresti evitare abitudini sbagliate come quelle di mordicchiare oggetti duri, unghie o ghiaccio e digrignare i denti perché le ricostruzioni potrebbero danneggiarsi senza poter essere riparate. Alcuni svantaggi sono legati all’estetica.

Raggiungere una perfetta corrispondenza della faccetta con il colore dello smalto naturale dei denti è un’impresa non da poco: ricorda che una volta scelto il colore della faccetta non potrai più cambiarlo.

Se sei un fumatore o una fumatrice, la nicotina potrebbe rovinare irrimediabilmente il colore delle faccette, cosi come l’eccessivo consumo di alcuni alimenti e bevande coloranti tipo vino, caffè e tè.

Un altro svantaggio è quello della durata limitata della faccetta: questa è di circa 10 anni ma questo dipende dal materiale, dalla manutenzione e dalla qualità dell’intervento.

Quanto costano le faccette dentali

Eccoci quindi a parlare di costi veri e propri. La spesa prevista per un trattamento di applicazione delle faccette dentali può variare a seconda del dentista che si sceglie e della città dove si vuole effettuare quest’intervento estetico. 

Diciamo che in Italia il prezzo può variare tra i 200 e i 550 euro a faccetta dentale.

Altro fattore che influenza il costo è il materiale scelto: quello più costoso è la porcellana, per poi scendere con la ceramica e la resina. 

Un consiglio? Quando si tratta di denti, mai lesinare sul prezzo. A prescindere dalla tipologia di intervento a cui stiamo per sottoporci, meglio investire una buona somma di denaro per assicurarci un lavoro di prima qualità, per non rischiare di incorrere in successive problematiche di salute e spese ulteriori.

Faccette dentali a Novara e Varese

Cerchi delle faccette estetiche dentali? Odontobi è un centro odontoiatrico specializzato in estetica dentale, a pochi chilometri da Novara e Varese (Galliate,  Romentino, Mornago e Vergiate).
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Distacco della gengiva: un evento da analizzare a fondo per porvi immediato rimedio

Il distacco della gengiva e il suo arretramento è un evento che colpisce gran parte della popolazione, a diversi livelli di criticità.

Proprio per la sua diffusione e i numerosi risvolti negativi che ha sul paziente è necessario approfondirne lo studio, capirne le cause e trovarvi una rapida ed efficace soluzione. Dal punto di vista l’arretramento gengivale consiste nel fenomeno secondo cui le gengive appunto arretrano dalla loro sede naturale, lasciando scoperta un’area del dente maggiore.

Essendo un problema principalmente fisico il fenomeno appare più incisivo laddove l’arco dentale curva, ovvero in prossimità dei canini e dei premolari. Le conseguenze dell’arretramento gengivale sono molteplici e spaziano da problemi di natura estatica, i denti appaiono più lunghi del normali, a problemi di natura strutturale del dente stesso, danneggiandolo talvolta in modo permanente. Vediamo quindi le principali caratteristiche di questi diffusissimo disturbo.

I sintomi

Gengive ritirate sono spesso sinonimo di gengive leggermente staccate dalla struttura del dente. Questo comporta una minore protezione del dente stesso che in una situazione di questo genere risulta maggiormente esposto ad agenti esterni.

I sintomi delle gengive ritirate sono di varia natura e molto spesso dipendono fortemente dalla causa che fa scaturire l’evento. Innanzitutto è presente un consistente gonfiore gengivale, segno di probabile infiammazione.

Altri sintomi rilevanti sono alitosi e ipersensibilità. L’ipersensibilità, così come un maggior accumulo di placca e tartaro sul dente sono dovuto alla formazione di un’intercapedine di distaccamento della gengiva, tra la gengiva stessa e il dente. Questo spazio, formatosi da ritiro gengivale, ben si presta ad accumulare sostanze esterne dalle quali è bene liberare la dentatura.

Questa serie di sintomi trova la sua massima espressione nella sensazione di dolore durante la masticazione e, spesso, nella perdita di sangue durante la procedura di pulizia. A livello estetico il distacco gengivale può comportare un’alterazione della colorazione del dente, che perderà il suo naturale tono di bianco.

Le possibili cause

Le cause del ritiro gengivale e del conseguente distaccamento dal collo del dente possono essere molteplici ed è importante identificarle fin da subito per porvi un netto rimedio. Le cause più comuni sono: il bruxismo, fumo di sigaretta, pessima alimentazione, disturbi alimentare, masticazione del tabacco, parodontite, traumi fisici ed ereditarietà. Per cause più mirate è necessario indagare nella salute del paziente e cercare di mettere in relazione eventi particolari del passato con la situazione gengivale attuale.

Le tasche gengivali

Il distacco della gengiva dal dente può comunemente portare il paziente che ne è colpito verso la formazione delle tasche gengivali.

Le tasche parodontali si formano all’interno del solco dentale, a ridosso del collo del dente. L’eccessiva deposizione di tartaro e placca, dovuta ad esempio proprio all’arretramento gengivale, provoca la distruzione dell’epitelio sulcare che, a sua volta, comporta le tasche gengivali.

Le tasche gengivali, consistendo in un distaccamento netto della gengiva dal dente, favorisce ulteriormente l’accumulo di batteri negli spazi vuoti. In questo modo si va incontro alla produzione di tossine che hanno come causa diretta il riassorbimento osseo.

I sintomi e la cura

Purtroppo i sintomi delle tasche gengivali non sono molto evidenti fin dall’inizio: si esprimono in tutta la loro forza soltanto nel momento culminante dell’evento.

Inizialmente i sintomi sono di lieve entità: alitosi e sensibilità del dente. per questo motivo è molto importante rivolgersi a specialisti del settore per avere un parere medico adeguato nel momento in cui questi due sintomi persistono nel tempo e magari siano accompagnati da mobilità del dente.

Altro campanello d’allarme è il gonfiore e la sanguinazione delle gengive, sintomi che possono prolungarsi anche a lungo termine.

La cura delle tasche gengivale dipende fortemente dal loro stato di avanzamento. Innanzitutto viene rimosso il tartaro e la placca per poi procedere verso la levigatura delle radici.

In casi di avanzamento notevole del distaccamento gengivale si procede con la rigenerazione, mentre in caso in cui l’osso fosse compromesso, vengono inseriti materiali sintetici utili a colmare a il vuoto formato nel tempo. In ogni caso la prevenzione è la cosa più importante: una corretta prevenzione, che il vostro dentista di fiducia può illustrarvi in ogni momento, vi fornirà la corretta prevenzione a questo fastidioso fenomeno.

Bruxismo: un disturbo frequente, e la malocclusione può esserne un effetto

Il bruxismo è un disturbo che può colpire bambini ed adulti e che, soprattutto negli ultimi anni, è diventato sempre più diffuso. I motivi sarebbero da ricercarsi nei ritmi frenetici della quotidianità odierna e in abitudini malsane e scorrette che dovrebbero essere modificate o almeno contenute.

Come si manifesta il bruxismo?

Uno dei modi con cui si manifesta il disturbo del bruxismo è il digrignamento dei denti oppure il serramento mandibolare, condizione quest’ultima che comporta rigidità muscolare e una posizione della bocca dove risulta assente il contatto dentale.

Digrignamento e serramento dei denti sono due fenomeni diversi: con digrignamento s’intende lo strofinamento dei denti che avviene durante il sonno, mentre con serramento ci si riferisce alla posizione dei denti che la bocca assume in situazioni di ansia, stress o rabbia e che avviene per lo più nelle ore diurne, quando il soggetto è sveglio.

Con quali sintomi può presentarsi il bruxismo?

Il bruxismo si presenta con sintomi uguali ad altre patologie. Per avere una diagnosi certa è quindi necessario consultare un esperto.

In casi frequenti, nei soggetti che soffrono di bruxismo, si riscontra un disturbo dell’ATM, cioè delle articolazioni temporomandibolari che, per l’abitudine scorretta di stringere i denti, possono infiammarsi e provocare dolore alle mandibole e problemi nell’apertura della bocca.

Il digrignamento notturno può lasciare al soggetto un mal di testa che solitamente si presenta la mattina, nel momento del risveglio. Un altro sintomo legato al bruxismo è l’affaticamento della muscolatura facciale e il mal di denti.

Quali sono le cause del bruxismo?

Gli esperti sostengono che il bruxismo possa essere causato da fattori psicologici oppure neurologici.

Sembra infatti appurato che stress, ansia, nervosismo, senso di competizione, scatenino una tensione nervosa che viene scaricata da molti soggetti sui denti.

Ma anche il modo in cui il sistema nervoso centrale regola gli stimoli durante il sonno può svolgere un ruolo attivo nella manifestazione di questo disturbo. In passato era noto il pensiero che la causa principale del bruxismo fosse la malocclusione e, ancora oggi, sono molti gli specialisti che sostengono questa tesi.

Bruxismo come causa della malocclusione

Con malocclusione s’intende uno scorretto allineamento delle arcate dentali superiore ed inferiore.

Questa disarmonia, oltre ad essere antiestetica, è anche squilibrante da un punto di vista funzionale e strutturale, tanto da provocare disturbi come mal di schiena, dolore alla cervicale ed acufene.

Una delle cause comuni della malocclusione è proprio il bruxismo, in particolar modo quello notturno.

Soprattutto nei bambini che hanno una dentizione non ancora completamente definitiva, dove cioè i denti da latte sono misti insieme a denti permanenti, la malocclusione da bruxismo è più frequente.

Malocclusione e bruxismo: sono collegati?

In questo articolo abbiamo sostenuto due cose opposte contemporaneamente, ovvero che la malocclusione può essere sia causa che effetto del bruxismo.

Le affermazioni sono per molti esperti entrambe vere: malocclusione e bruxismo sono infatti spesso collegati.

Ma c’è anche chi sostiene che tra i due fenomeni non ci sia nessuna relazione, definendo la correlazione tra bruxismo e malocclusione ormai tramontata.

Per avere un responso certo sul tuo disturbo è necessaria la consultazione con un esperto che sappia valutare con professionalità il tuo caso. Non sottovalutare la possibilità di ricorrere anche al parere di un secondo esperto.

Quali conseguenze può provocare il bruxismo?

Il bruxismo come digrignamento dei denti, se la forza esercitata è eccessiva e se il disturbo è prolungato, può provocare l’usura dei denti, scheggiandoli oppure incrinandoli.

Possono presentarsi inoltre disturbi legati all’indolenzimento delle articolazioni e dei muscoli masticatori che possono compromettere i normali movimenti della bocca, come la chiusura o l’apertura.

Come correggere il bruxismo legato alla malocclusione?

Il bruxismo non può essere curato, per questo si parla di correzione del disturbo e di modi efficaci per contenerlo.

In molti casi il fenomeno diminuisce andando avanti con l’età, fino a scomparire da solo, così da rendere superflua qualsiasi strategia atta a contenere il disturbo.

Se il bruxismo è causato dalla malocclusione il metodo più utilizzato per correggere questo disagio è l’applicazione di un bite da indossare la notte o l’utilizzo di apparecchi passivi che aiutano a guidare la masticazione in modo che questa avvenga correttamente. Il bite odontoiatrico è un cuscinetto rigido che, posizionato sopra l’arcata superiore, impedisce che avvenga il contatto con quella inferiore, limitando così i danni legati al bruxismo, come la scheggiatura dei denti.

Se anche tu hai l’abitudine di digrignare i denti mentre dormi puoi informarti anche sulla terapia del sonno, per vedere di eliminare il problema agendo su più fronti.

E’ importantissimo inoltre far perdere ai più piccoli abitudini scorrette come quella di succhiare il pollice o il biberon oltre i tempi consueti, in modo da non favorire la comparsa di questo disturbo.

In taluni casi, se la malocclusione è particolarmente grave, è possibile che si proceda all’estrazioni dei denti, solitamente molari o premolari, in modo da favorire l’allineamento delle arcate.