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    Trattamento più appropriato per le malocclusioni di Classe II prima divisione

    Molti al giorno d’oggi sono i soggetti che presentano malocclusioni di Classe II prima divisione. Altri ancora lamentano una classe scheletrica di tipo I con crescita neutra, oppure una sporgenza di malocclusione dentale di classe 1 di divisione 1 o la proclinazione degli incisivi superiori e inferiori giusto per fare alcuni esempi. In tutti i casi l’intervento di un’odontoiatria professionista è indispensabile affinché opti per il trattamento più appropriato.

    Un arco mascellare quadrato e uno mandibolare ovale, sono due esempi di malocclusione di Classe II prima divisione. Gli obiettivi dell’odontoiatra è in questo caso di mantenere il profilo e la classe scheletrica I, eliminare l’affollamento e correggere l’asse assiale dei denti in modo adeguato, correggere la linea mediana e ottenere un buon equilibrio e funzione occlusale. Il trattamento consiste nell’estrazione dei primi bicuspidi mascellari e degli apparecchi ortodontici fissi.

    Che cos’è la malocclusione di Classe II prima divisione?

    Le malocclusioni di classe II rappresentano quasi il 40% del numero totale di pazienti che lamenta questa condizione dell’apparato dentale che nello specifico comporta. In generale, quando si parla di seconda classe significa che i molari, i premolari e i canini dell’arcata superiore entrano a contatto soltanto con gli omologhi della parte inferiore (testa contro testa) o li scavalcano. A seguito di questa malocclusione ne consegue un evidente aumento della distanza regolare tra gli incisivi superiori e inferiori. La malocclusione di seconda classe può essere la conseguenza di un’anomala posizione dei denti, ma molto spesso è dovuta al rapporto scorretto che esistente tra l’osso mascellare e quello mandibolare che si ripercuote negativamente sul profilo del soggetto interessato. In quest’ultimo caso le possibili diagnosi sono tre: il mascellare superiore è più grande del normale e la mandibola è poco sviluppata e si trova in posizione arretrata rispetto al mascellare superiore. La terza invece è in sintesi la combinazione di entrambi i fattori.

    Quali sono i sintomi di una malocclusione?

    In base alla classificazione della malocclusione, i disturbi possono essere di tipo lieve o grave. Quelli tipici includono ad esempio: l’allineamento improprio dei denti, l’alterazione dell’aspetto del viso, il morso frequente delle guance o della lingua interne, il disagio durante la masticazione o il morso, problemi di linguaggio incluso il respirare attraverso la bocca piuttosto che con il naso. La malocclusione viene in genere diagnosticata attraverso esami dentali di routine. Il dentista esaminerà i denti e potrà eseguire radiografie dentali per determinare se sono correttamente allineati. Se viene rilevata una malocclusione, verrà classificata in base al tipo e alla gravità. La malocclusione di classe 1 viene diagnosticata quando i denti superiori si sovrappongono a quelli inferiori, ed è tra l’altro la classificazione più comune in molti pazienti indipendentemente da sesso ed età di ognuno di loro.

    Quali sono i migliori trattamenti per la maloccusione Classe II prima divisione?

    Una diagnosi accurata permette all’esperto odontoiatra di stabilire se la malocclusione di seconda classe dipende da un’eccessiva retrusione della mandibola, da una protrusione mascellare (è più pronunciata della mandibola) o dalla combinazione di entrambi. I trattamenti prescritti per le malocclusioni di classe II, vengono eseguiti secondo l’elaborazione di un piano diagnostico e terapeutico che può variare in relazione all’età dei pazienti. Attualmente il numero di quelli adulti che richiedono un trattamento ortodontico è aumentato gradualmente e si concentra sulla correzione, compensazione o invecchiamento della malocclusione che questi pazienti presentano e che hanno già completato il loro stadio di crescita. Per eseguire la correzione delle malocclusioni di classe II nei pazienti adulti, le estrazioni possono includere due premolari mascellari e due mandibolari. Le estrazioni dei soli premolari superiori sono indicate in assenza di affollamento o discrepanza cefalometrica nell’arco mandibolare. Questi sono probabilmente i denti più estratti per scopi ortodontici (secondo la diagnosi della filosofia ortodontica che si applica per ogni trattamento), perché hanno una posizione conveniente tra i segmenti anteriore e posteriore. La variazione nella sequenza delle estrazioni comprende i premolari superiori o inferiori primo o secondo, e sono raccomandati da diversi professionisti per la grande varietà di tecniche disponibili oggi.

    Gli esami indispensabile per rilevare la malocclusione dentale

    L’esame intraorale consente di rilevare una relazione molare bilaterale di classe II e classe canina II, l’affollamento anteriore superiore e inferiore moderato, la linea mediana mascellare deviata a destra, e se l’arco ha una forma quadrata nella mascella e nella mandibola. I tessuti parodontali potrebbero in tal caso essere anch’essi interessati. La radiografia panoramica rivela invece ad esempio la presenza di terzi molari superiore e inferiore inclusi, così come la radice e le eventuali discrepanze dentali in relazione allo spazio disponibile come ad esempio di -7mm nell’arco superiore e -3mm nell’arco mandibolare. Per fare un esempio di trattamento in caso di malocclusione di Classe II prima divisione, la tecnica consiste nel posizionare apparecchi ortodontici su prescrizione. Come ancoraggio in genere viene consigliato l’uso di un arco transpalatale, seguito dalle estrazioni. Seguendo le indicazioni della tecnica, la fase I viene effettuata livellando con archi tondi in nichel-titanio. Successivamente gli archi DKL vanno collocati per la fase II ovvero di chiusura dello spazio. La fase III prevede invece il posizionamento degli archi rettangolari per la coppia finale e il ribaltamento ottenuti attraverso la prescrizione.

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