Come avere denti dritti e allineati

Denti storti e non perfettamente allineati costituiscono un problema che accomuna sia adulti che bambini. L’inestetismo ha spesso ripercussioni a livello psicologico, ma forse non sapevi che incide seriamente anche sulla postura, la digestione e la corretta conformazione della bocca. L’ortodonzia, uno dei rami dell’odontoiatria, è in grado di correggere i denti storti, restituendoti finalmente un sorriso perfetto e ben allineato.

Patologie correlate ai denti storti e non allineati

Una malocclusione più o meno grave mina la naturale bellezza del tuo sorriso. Un semplice scatto fotografico o il contatto con la gente può metterti spesso a disagio e in imbarazzo. L’inestetismo ha serie ripercussioni anche a livello medico, creando problemi di alimentazione, digestione nonché di postura. I denti storti, inoltre, incidono sulla corretta crescita dei vari elementi, comportando palato stretto, una cattiva occlusione tra mandibola e mascella e sovraffollamento dentale. Tali problematiche possono essere facilmente risolte mediante l’applicazione degli apparecchi ortodontici. Nel tempo, l’innovazione tecnologica ha reso questi dispositivi più performanti, esteticamente tollerabili e non troppo invasivi. Ciò significa che, durante il trattamento non avrai ripercussioni sul tuo sorriso.

Ortodonzia: tecniche per ottenere denti perfettamente dritti

L’ortodonzia è quel ramo dell’odontoiatria che corregge le anomalie della bocca, studiando malocclusioni, posizione dei denti e crescita delle ossa mandibolari e mascellari. Tali problemi possono avere carattere ereditario oppure dipendere da fattori esterni come la caduta precoce dei denti da latte o permanenti e da cattive abitudini (succhiamento del dito oppure del labbro inferiore). Lo scopo dell’ortodonzia è quello di restituire una certa armonia facciale, nonché facilitare la masticazione, la fonesi ed il corretto rapporto tra le due arcate dentarie. Naturalmente, qualsiasi trattamento viene preceduto da una diagnosi clinica e cefalometrica approfondita, in grado di stabilire la strategia che più si adatta alle tue esigenze, in quanto è impossibile applicare un modello univoco su tutti i pazienti. In base ai risultati della visita, il professionista ti saprà fornire i tempi di cura, il numero di sedute e le tecniche per raggiungere il tuo obiettivo e mantenere nel tempo i risultati. In base al tuo problema, l’ortodontista potrà consigliarti gli strumenti più adatti, tra cui:

– Apparecchi mobili. Sono costituiti da placche in resina e provvisti di ganci o viti da fissare ai denti. Vengono applicati solo in determinanti momenti della giornata, secondo indicazione del medico e per un periodo più o meno lungo, in base alla sua funzione.

– Apparecchi fissi. Le placchette (o brackets) di cui sono costituiti vengono fatte aderire perfettamente alla superficie dei denti. Dei sottilissimi fili metallici fanno il resto, ovvero muovono i denti in modo tale da raddrizzarli a seconda delle necessità. In genere, questi strumenti vengono impiegati per trattamenti complessi e duraturi. Fino a qualche tempo fa, essendo realizzati in metallo, erano perfettamente visibili e compromettevano l’estetica del sorriso. Tuttavia, di recente sono state ideati dei brackets in ceramica, che riproducono perfettamente lo smalto dei denti. L’apparecchio non danneggia assolutamente la superficie dentale, anzi il materiale con cui vengono incollate le placchette rilascia gradualmente del fluoro dall’azione protettiva e rinforzante dello smalto.

– Mascherine trasparenti. Valida alternativa agli apparecchi fissi, questi dispositivi di ultima generazione correggono la posizione dei denti, provvedendo al riallineamento. Vengono realizzati in materiale plastico e sull’impronta della tua arcata dentale. Aderiscono perfettamente agli elementi, esercitando però fin da subito una forza che favorisce lo spostamento dei denti fino a raggiungere la posizione voluta dall’ortodontista. Pressoché invisibili, devono essere indossati almeno 20 ore al giorno consecutive per garantire gli effetti desiderati, altrimenti il trattamento diventerebbe inutile. Le mascherine vanno cambiate ogni 15-20 giorni ed ognuna viene realizzata sulla correzione ottenuta fino a qual momento. Tuttavia, è importante sapere che l’efficacia dello strumento è limitata a difetti lievi o di media entità e viene consigliato su adulti in età compresa tra i 30 ed i 45 anni. Per ottenere un riallineamento complesso sarà comunque necessario l’apparecchio fisso.

Non rinunciare quindi al tuo sorriso migliore. Affidati all’ortodonzia per risolvere tutti i tuoi problemi, ripristinando la corretta funzione delle arcate, la fonesi, la masticazione, la respirazione e perché no, anche l’armonia facciale. I trattamenti possono avere durata variabile in base alla situazione all’interno della tua bocca. Potranno richiedere uno oppure due anni, ma tutto dipende dal tipo di anomalia da correggere, dalla tua collaborazione, dallo sviluppo generale nonché dall’evoluzione della dentatura. Potrai sottoporti alle cure ortodontiche a qualsiasi età, senza limiti. Sappi, infatti, che attualmente sono tanti gli adulti che si affidano a questo ramo dell’odontoiatria per risolvere i problemi (più o meno difficili) della bocca oppure solo per iniziare a prepararsi ad una riabilitazione protesica. Regalati e regala un sorriso straordinario, con denti dritti e perfettamente allineati. Da oggi è tutto molto più semplice con l’ortodonzia.

Consigli per un’igiene orale efficace a casa

Prendersi cura del proprio cavo orale, fin dalla più tenera età, è fondamentale per avere denti e gengive in salute. Vediamo ora, in breve, come eseguire una corretta igiene orale quotidiana, quali strumenti non possono mancare nella tua toilette e come devi comportarti per ridurre il rischio di insorgenza di disturbi alla bocca.

Come spazzolare i denti

Lavarsi i denti al termine di ogni pasto è fondamentale per evitare la formazione di placca e conservare un sorriso smagliante. Vediamo quale tecnica di spazzolamento usare per ottenere ottimi risultati.

• Spazzola un’arcata alla volta muovendo lo spazzolino verticalmente (dalla gengiva al dente).

• Riserva lo spazzolamento orizzontale alle sole aree masticatorie.

• Detergi accuratamente l’interno della dentatura e la parte posteriore.

• Esegui un primo spazzolamento senza dentifricio e ripeti, quindi, la pulizia dei denti con una modica quantità di prodotto.

• Concludi le operazioni di detersione spazzolando delicatamente la lingua (brushing) e l’interno delle guance.

Filo interdentale e scovolino per completare l’igiene orale

Il tradizionale spazzolino non permette di raggiungere gli spazi interdentali dove spesso si accumulano residui di cibo e placca; filo interdentale e scovolino sono, dunque, indispensabili per portare a termine l’igiene orale.

Il primo, costituito da fibre in nylon intrecciate tra di loro, è consigliato a tutti coloro che presentano spazi interdentali stretti e deve essere usato, se possibile, ogni sera. Avvolgi le due estremità del filo intorno al dito medio di ciascuna mano, inserisci lo spezzone tra due elementi contigui e spostalo delicatamente avanti e indietro abbracciando il dente.

Lo scovolino è, invece, uno strumento provvisto di manico in plastica e setole artificiali (cilindriche o coniche) da utilizzarsi quando si formano, per effetto della recessione gengivale, ampi spazi alla base dei denti. Inserisci le setole artificiali negli spazi interdentali, inclina lo strumento (dal basso verso l’alto per l’arcata inferiore e dall’alto verso il basso per l’arcata superiore) e lascialo scorrere orizzontalmente per rimuovere ogni eventuale residuo di cibo e/o placca batterica. Risciacqua, infine, la bocca con il colluttorio per rimuovere possibili frammenti di particelle. Ricordati di usare lo scovolino al termine di ogni pasto prima di procedere con il tradizionale spazzolamento con dentifricio.

La scelta del dentifricio

Assolutamente vietato pensare che i dentifrici presenti sul mercato siano tutti uguali perché saperlo scegliere correttamente significa garantire un’igiene pulita alla propria bocca. L’associazione dentisti da sempre consiglia di fare uso di dentifricio che contenga fluoro, il perfetto elemento per la salute dei denti perché agisce contro la carie evitandone la formazione. Vanno bene anche quei dentifrici che oltre a contenere fluoro abbiano qualche agente sbiancante o aroma. Per avere una bocca più fresca e profumata si deve passare il dentifricio sulla lingua perché anche là si annidano i germi.

Igiene orale: spazzolino manuale o elettrico?

Lo spazzolino da denti è un elemento fondamentale per una corretta igiene orale ed è, dunque, importante scegliere quello che meglio sposa le tue esigenze. Il mercato propone strumenti manuali ed elettrici: i primi sono provvisti di testine con setole più o meno morbide di diversa altezza che possono raggiungere gli spazi interdentali, mentre i dispositivi elettrici sono costituiti da una testina vibrante che favorisce una pulizia più profonda dei denti e la rimozione di placca e tartaro.

Ciascun dispositivo possiede vantaggi diversi ed è bene soffermarsi su ciascuno di essi per fare la scelta giusta.

• Lo spazzolino manuale è perfetto per l’igiene orale delle aree più delicate e deve essere, inoltre, utilizzato in seguito a interventi di estrazione o protesi dentale al fine di non far saltare eventuali punti.

• Lo spazzolino elettrico è certamente più pratico e veloce da usare perché arriva in profondità e garantisce una pulizia perfetta nell’arco di pochi minuti. Previene, infine, in misura maggiore i disturbi del cavo orale.

Dopo questa breve panoramica, non ti resta altro da fare se non acquistare il dispositivo più giusto per te. Ricordati, indipendentemente dalla tua scelta, di sostituire le setole dello spazzolino ogni 2-3 mesi.

Il rapporto tra denti sani e alimentazione

Una dieta corretta è essenziale per mantenere denti sani nel tempo: un’alimentazione sbagliata può, infatti, favorire l’insorgenza di carie e patologie gengivali. Vediamo in breve che cosa non può mancare nel tuo carrello della spesa.

• Frutta e verdura per la pulizia dei denti e il massaggio delle gengive. Privilegiare prodotti ad alto tenore di vitamine, calcio, fosforo e polifenoli.

• Frutta secca ricca di fosforo e fluoro (componenti dello smalto dentale) e magnesio (regola il tono muscolare e la trasmissione degli impulsi nervosi prevenendo il bruxismo).

• Cioccolato con percentuale di cacao amaro pari al 70% per controllare la formazione di carie e placca.

• Acqua, infusi (rigorosamente senza zucchero), vino rosso e latte vantano rispettivamente alti tenori di calcio, fluoro e polifenoli e sono, dunque, fondamentali per mantenere i denti in salute.

Gli effetti del fumo su denti e gengive

Il fumo è certamente nemico di denti e gengive perché stimola la produzione di placca e tartaro con possibile sviluppo di carie e infiammazioni a carico delle gengive. La nicotina inficia, inoltre, la microcircolazione parodontale riducendo l’apporto di sangue e ossigeno con conseguente rischio di contrarre infezioni. Il catrame presente nelle sigarette macchia infine i denti, causa alitosi e può arrivare a decolorare la lingua.

Prevenzione e igiene dentale: i 2 alleati del sorriso

Si sa che prevenire è meglio che curare e in molti casi una visita periodica dal dentista può aiutare a risolvere eventuali piccoli problemi che rimandando avrebbero potuto diventare molto più gravi, con conseguenze di gran lunga peggiori dal fastidio al vero e proprio dolore. Senza poi contare che intervenire su complicazioni già in atto può anche risultare più dispendioso per il portafogli. Per questo motivo, è bene sottoporsi a controlli regolari dal dentista, specialmente prima di intraprendere lunghi viaggi o prima di affrontare periodi di grande impegno lavorativo, in cui si sa che non si avrà tempo sufficiente da dedicare ai controlli medici.

In questo articolo approfondiremo il tema della prevenzione e dell’igiene dentale, le due grandi alleate della salute della bocca.

L’importanza della prevenzione dentale

Spesso si sente parlare di controllo annuale, ma sarebbe meglio vedere il proprio dentista più o meno ogni sei mesi. La cosa migliore che puoi fare è programmare con anticipo il giorno della visita, per poter organizzare nella maniera ideale i tuoi impegni. L’agenda del dentista è spesso piena di appuntamenti, per cui è meglio evitare le prenotazioni all’ultimo momento.

Le visite di controllo dal dentista

Solitamente una visita dentistica è composta da due momenti: il controllo e la pulizia. Nella prima fase il dentista esegue un controllo generale dello stato della bocca, dando particolare attenzione alle gengive e ai denti, verificando poi la presenza di placca e di tartaro. Di cosa si tratta esattamente? La placca è una formazione batterica che ricopre la superficie dei denti e che va quotidianamente rimossa lavandosi i denti, per evitare che si calcifichi diventando così tartaro. Il tartaro è uno strato duro, impossibile da asportare con lo spazzolino da denti, che alla lunga comporta macchie antiestetiche e può favorire il proliferare di batteri. Si arriva quindi alla seconda fase della visita: la pulizia. Per rimuovere il tartaro sono infatti necessari strumenti professionali e una mano competente che li sappia utilizzare in maniera adeguata per togliere il tartaro senza danneggiare denti e gengive.

Igiene e pulizia: alleate della prevenzione dentale

L’uso anche più accurato dello spazzolino da denti non può riuscire a catturare tutti i residui che giornalmente si depositano tra i denti. Non bisogna allarmarsi né ossessionarsi, anzi un utilizzo errato dello spazzolino potrebbe causare lesioni alle gengive, assolutamente da evitare per non incorrere poi in infiammazioni dolorose. La cura migliore è l’igiene quotidiana associata a una pulizia dal dentista due volte l’anno per rimuovere il tartaro in eccesso. Gli attrezzi del dentista sono dotati di minuscole punte vibranti che, grazie a tecnologie ad ultrasuoni, possono raggiungere anche gli angoli più remoti della bocca. L’unica cosa che puoi fare è affidarti alla manualità del dentista o dell’igienista dentale e seguire le sue indicazioni per facilitarlo nell’operazione.

L’ortopanoramica

In alcuni casi il dentista potrebbe proporti di eseguire un’ortopanoramica. Cos’è? Si tratta di una radiografia del cavo orale utilissima per avere una visione generale ma precisa della situazione della tua bocca, anche dei punti che nessun professionista può arrivare a vedere. L’ortopanoramica rivela eventuali tasche gengivali in cui potrebbe accumularsi lo sporco, spazi tra i denti, cisti o particolarità della struttura ossea che sarebbero invisibili o occhio nudo. Questo esame potrebbe rivelarsi utile per comprendere l’origine di eventuali fastidi o dolori e agire per tempo prima che si aggravino.

Prevenzione nei casi di apparecchi e protesi

In particolar modo, è altamente consigliato che i soggetti portatori di protesi si sottopongano con regolarità a visite dentistiche al fine di controllare la loro integrità e il loro corretto funzionamento. Sia che si tratti di dispositivi fissi che di quelli mobili, se hai una protesi è bene controllarla, specialmente prima di partire per un viaggio, per sventare il rischio di una rottura proprio nel bel mezzo della vacanza. Lo stesso vale per gli apparecchi. Il più delle volte si tratta di apparecchi dentali per bambini, ma anche nel caso di adulti, un salto dal dentista per controllarne le condizioni può evitare notevoli disagi durante le ferie. Ma anche per chi non porta alcun tipo di apparecchio, è comunque una buona mossa fare un controllo preventivo prima di intraprendere un viaggio, perché nella lista degli imprevisti più fastidiosi e invalidanti certamente il mal di denti non si trova verso il fondo!

Il fatto di sottovalutare l’efficacia della prevenzione è davvero uno tra gli errori più gravi che possiamo commettere per la salute della nostra bocca. Per assicurarsi il benessere dei denti, invece, la via da seguire è quella dei controlli periodici, anche se ci sembra di non avere tempo sufficiente o se non siamo abbastanza motivati, perché una visita preventiva potrebbe far risparmiare notevoli inconvenienti futuri. Anche dal punto di vista economico, un controllo ogni tanto può risultare davvero più conveniente di un intervento teso a risolvere un problema aggravatosi col tempo. Per questo, non dobbiamo mai trascurare la salute, quando c’è, e impegnarci a investire le nostre energie nella prevenzione.

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Salute dei denti: le regole base della prevenzione

La prevenzione, oltre ad essere rivolta all’ambito medico generale, riguarda in maniera importante anche la salute orale, soprattutto alla luce del fatto che determinati problemi a carico dei denti e della masticazione influenzano fortemente tutto l’organismo: una malocclusione dentale può alterare la postura corporea, causando dolori e disagio generalizzati, per esempio.

Come l’igiene orale influenza la vita sociale e personale

Come abbiamo accennato, la prevenzione è volta ad assicurare non solo il benessere fisico ma anche uno stato di salute mentale ed emotivo migliore. Nel caso dei denti, è facile immaginare come il loro status ottimale vada ad incidere sulla vita globale di un paziente, influenzando il modo in cui parla, la masticazione e anche la vita sociale. Un brutto sorriso può creare difficoltà a relazionarsi, limitazioni ai rapporti interpersonali e dunque disagi importanti nella vita privata.

D’altra parte, i problemi del cavo orale sono davvero frequenti sul nostro territorio e le cause vanno ricercate – la maggior parte delle volte – nelle cattive abitudini igieniche e alimentari e negli stili di vita sbagliati, che favoriscono il proliferare della placca dentaria e dei batteri, a loro volta causa di seri problemi di salute.

Ma cosa succede se non vengono messe in atto azioni mirate alla prevenzione? L’assenza di interventi finalizzati a salvaguardare la salute della bocca e dei denti conduce i pazienti a sviluppare un’elevata presenza di carie e di parodontopatie, potenzialmente pericolose per la capacità di condurre alla precoce perdita di elementi dentali, con conseguenti danni estetici e funzionali.

La proliferazione della placca batterica è la principale responsabile di questi problemi patologici, a causa dei quali viene minata la salute dei denti e dei tessuti che fanno da sostegno ad essi. La malocclusione invece non è legata alla cattiva igiene ma a condotte poco virtuose, che si ripetono nel tempo e che possono essere ricondotte ad una errata postura delle mandibole o al protrarsi nell’utilizzo del ciuccio per i bimbi o – ancora – nella cattiva abitudine di succhiare il dito per troppi anni durante l’infanzia.

Come effettuare una corretta igiene orale quotidiana

Per prevenire le patologie dentali e gengivali il consiglio è innanzitutto quello di adottare delle buone abitudini nella propria quotidianità, ovvero dei comportamenti legati all’igiene orale e alle scelte alimentari, atti a mantenere l’equilibrio psicofisico del proprio organismo. Unitamente a questo, è buona norma integrare la prevenzione personale con visite specialistiche periodiche, in grado di prevedere l’insorgenza di disturbi patologici di vario tipo. Il contatto periodico con il proprio dentista di fiducia inoltre ha il vantaggio di rendere i pazienti più consapevoli del proprio stato di salute dentale.

Innanzitutto, facendo un corretto spazzolamento dei denti, da ripetere almeno tre volte al giorno, dopo i pasti principali, oltre all’uso del filo interdentale. Queste manovre meccaniche hanno l’obiettivo di eliminare subito la placca batterica dai denti, insieme ad eventuali residui di cibo.
Nel dettaglio, ecco le regole per una corretta igiene orale:

  • Lo spazzolamento delle due arcate deve durare per almeno 2 o 3 minuti.
  • È consigliabile usare uno spazzolino con la testina fine e piccola e le setole di durezza media, questo renderà più semplice raggiungere ogni angolo della bocca.
  • Ogni due mesi lo spazzolino deve essere cambiato.
  • Lo spazzolamento accurato deve riguardare tutti i denti, anche quelli posteriori e dunque nascosti.
  • Il filo interdentale è il corretto completamento di un’igiene efficace, in quanto le setole dello spazzolino non riescono ad arrivare in ogni fessura interdentale.
  • Usare un dentifricio a base di fluoro è altrettanto importante per la prevenzione della carie, in quanto rafforza lo smalto e lo protegge dalla demineralizzazione.

Alimentazione e salute orale

Come abbiamo accennato, le carie e altre più gravi patologie del cavo orale derivano anche da una errata routine alimentare. È provato infatti che un eccessivo apporto di zuccheri determina la formazione di sostanze che demineralizzano lo smalto e la dentina. È bene invece ricorrere ad una dieta equilibrata, composta da molta frutta e verdura, utili a mantenere i denti in salute grazie all’apporto di vitamine e minerali. Tra le proprietà nutritive più importanti troviamo le vitamine C, A, D, il calcio, il fosforo, il potassio, il sodio il magnesio e il ferro.

Come abbiamo visto in questo articolo, la prevenzione è un punto cardine per la salute psicofisica dell’organismo, anche quando questa riguarda la salute orale.

Abbiamo visto quali sono le abitudini corrette da instaurare a livello sia alimentare, che nell’igiene quotidiana del cavo orale, per evitare di incorrere in patologie che possono risultare gravi.

È infine essenziale recarsi periodicamente dal proprio dentista, per effettuare controlli ed identificare eventuali problematiche patologiche per tempo, oltre a prevedere regolari sedute di igiene orale professionale, per operare una rimozione completa ed efficace del tartaro che si forma nelle zone meno accessibile dallo spazzolino e dal filo interdentale.

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Filo interdentale: perché è così importante

La prevenzione delle patologie legate al cavo orale e la corretta gestione di tutte le misure per sostenerla, vedono in prima linea il filo interdentale: un insostituibile alleato per la corretta igiene dentale.

Cos’è il filo interdentale?

Si tratta nel dettaglio di un sottilissimo filo di nylon, da inserire tra due denti applicando una piccola pressione per farlo scorrere dalla parte più esterna delle arcate, fino a scendere verso l’attaccatura gengivale. Questo presidio dentistico è l’ideale per rimuovere nel modo più efficace i residui di cibo dopo i pasti e la placca tra le fessure dentali.

Il filo interdentale nella routine quotidiana

Il filo interdentale è un ottimo sistema per coadiuvare l’azione indispensabile dello spazzolino, vero protagonista dell’igiene dentale quotidiana. La routine giornaliera prevede infatti tre sessioni di spazzolamento dei denti, per mezzo di uno spazzolino a testa fine, con spazzole dalla durezza media. Il dentifricio ideale per una corretta prevenzione deve preferibilmente essere formulato con fluoro, per conferire maggiore resistenza allo smalto. Anche il collutorio può contribuire in modo benefico alle pratiche virtuose di prevenzione. Il filo interdentale, come anticipato, completa e coadiuva questa routine virtuosa.

Tuttavia, la necessità di includere tale dispositivo dentistico nelle abitudini quotidiane, purtroppo, sembra non prendere piede nel nostro paese, nonostante esso sia realmente essenziale per rimuovere efficacemente i residui di cibo fibroso che lo spazzolino non riesce a debellare. Oltretutto, il suo utilizzo è davvero semplice, e – già dopo qualche prova – chiunque può diventare abilissimo nel suo utilizzo.

A cosa serve il filo interdentale?

Il filo interdentale è di reale supporto nel ridurre i rischi di gengiviti, infezioni patologiche di diverso tipo e naturalmente l’insorgenza della temibile carie: per questo è indispensabile che diventi di largo utilizzo e diffusione. Il ricorso al solo spazzolino, è attualmente la scelta prevalente operata dala maggior parte delle persone, tuttavia anche utilizzato con la massima attenzione, seguendo le istruzioni di movimento corrette, di per sé non basta per rimuovere in maniera completa la patina riscontrabile sui denti e difficilmente eliminabile dagli interstizi dentali.

Placca batterica e piccoli frammenti di cibo incastrati tra i denti difficilmente riescono ad essere liberati con lo spazzolino, anche utilizzando un dispositivo elettronico. Per cogliere ancora meglio queste complesse dinamiche è indispensabile capire come è fatto un dente.

Ogni elemento delle arcate è infatti costituito da cinque lati esposti, di questi solo tre sono raggiungibili efficacemente. Vediamoli insieme:

– La superficie vestibolare, che identifica la parte esterna dei denti, quella rivolta verso le guance.

– La superficie masticatoria, rivolta verso il palato.

– La superficie interna, a contatto con la lingua.

– La superficie a contatto con gli altri denti.

– La superficie contenuta tra il dente e la gengiva, chiamata solco gengivale.

In sostanza, solo le prime tre possono essere deterse correttamente con spazzolino e dentifricio. Le ultime due, ovvero il solco che separa il dente dalla gengiva e lo spazio tra i denti, se non pulite con il filo interdentale, saranno luogo di proliferazione batterica a rischio di infezione dentale.

Il filo interdentale: dalle origini ai giorni nostri

La storia del filo interdentale è molto antica, in passato era costituito da un intreccio di fibre sottili, mentre al giorno d’oggi è composto di filo di nylon, un materiale decisamente più resistente ma anche elastico, perfetto per insidiarsi nelle fessure e accompagnare correttamente i movimenti delle mani, durante l’eliminazione dei residui di cibo e placca.

Il filo interdentale può essere acquistato in un qualunque supermercato e si presenta solitamente in due differenti tipologie: cerato e non cerato.

Il primo, lo dice il nome stesso, si presenta come rivestito da un sottilissimo strato di cera, che lo rende ancora più resistente, perfetto per chi ha irregolarità dentali – come ad esempio sovraffollamento di elementi accavallati l’uno all’altro – e necessita di una resistenza maggiore.

Il secondo è più consigliato per rimuovere placca e residui di cibo in spazi stretti grazie ad una superficie di abrasione maggiore rispetto al primo.

In commercio vi sono poi prodotti diversificati dal punto di vista del gusto, per esempio a seconda delle preferenze è possibile acquistare fili interdentali alla menta per una maggiore sensazione di pulito e freschezza. Vi sono poi speciali fili interdentali, appositamente studiati per chi possiede ortodonzie, ponti o capsule.

Usare il filo interdentale: tutti i vantaggi

Come abbiamo puntualizzato sopra, il filo interdentale fatica ad entrare nella routine degli italiani e questo fa sì che la prevenzione e la salvaguardia della salute orale non sia al massimo delle proprie potenzialità.

Ecco in definitiva i motivi per i quali questa tendenza va debellata e si deve attuare una più accurata informazione in merito ai vantaggi di un costante utilizzo di questo dispositivo:

– Il filo interdentale pulisce efficacemente le fessure tra i denti rimuovendo la placca laddove lo spazzolino non può arrivare e inibendo la creazione di tartaro. È bene specificare che una volta che il tartaro ha fatto capolino in bocca, solo una pulizia professionale in uno studio dentistico può eliminarlo.

– La rottura del filo interdentale durante la pulizia può rivelare la presenza di incrostazioni di tartaro nascoste, da fare controllare al proprio dentista.

– Infine, l’utilizzo quotidiano del filo interdentale, per ovvi motivi, previene l’alitosi.

Per tutti questi motivi, è buona norma includere nella propria routine quotidiana il filo interdentali, in aggiunta allo spazzolamento regolare e all’utilizzo di dentifrici addizionati con fluoro e collutori appositi.

Apparecchio per bambini: quando è bene fare la prima visita?

Quando si parla di ortodonzia infantile o apparecchio per bambini si fa riferimento agli interventi di correzione di denti e articolazioni appartenenti al cavo orale e posizionati in maniera non ottimale, attraverso l’applicazione dei classici apparecchi fissi o di appositi ritentori.
Per il trattamento giusto è fondamentale rivolgersi in questi casi a un dentista per bambini esperto e preparato.

I primi, detti brackets, sono i più comuni e conosciuti e consistono in piccole tacche di metallo posizionate su ogni singolo dente e collegate da un filo che ha lo scopo di effettuare una pressione e una trazione sui diversi elementi delle arcate. Questo intervento è ideale per risolvere problematiche di affollamento e sovrapposizione di denti. Come abbiamo accennato, solitamente il materiale utilizzato è il metallo, ma esistono anche opzioni in porcellana e resina, meno invasive esteticamente, dato che tendono a confondersi con lo smalto dentale.

I secondi dispositivi che abbiamo citato sono i cosiddetti apparecchi mobili, realizzati in materiale sintetico. Essi si incastrano solitamente tra i molari, attraverso dei ganci metallici, e sono perfetti per apportare degli interventi correttivi in presenza di difetti del morso e problematiche legate al palato. Naturalmente, trattandosi di apparecchi mobili, la loro efficacia è strettamente connessa alla continuità e alla costanza con cui il piccolo paziente lo indossa. Il dentista, infatti, deve fare sempre presente al piccolo paziente qual è il numero di ore minimo in cui deve essere indossato il dispositivo, in moda da assicurare la corretta efficacia.


Apparecchio per bambini: l’importanza della prevenzione

Erroneamente, molti genitori pensano che un bambino sia troppo piccolo per una prima visita di controllo dal dentista e ritengono che il periodo più corretto per interrogarsi sulla necessità di un’ortodonzia sia l’adolescenza. Tuttavia, ciò non è affatto vero, in quanto gli interventi eseguiti in giovanissima età sono decisamente più efficaci, grazie alla presenza di strutture ossee ancora in fase di sviluppo e dunque più flessibili: individuare e correggere fin dalla prima infanzia problemi legati in particolar modo alla conformazione ossea delle mascelle è l’ideale per impostare una corretta salute orale e un equilibrio ottimale della meccanica masticatoria.

Passata l’infanzia, infatti, solo la chirurgia ortognatica può intervenire sulle ossa del volto, in concomitanza con l’ortodonzia. Per questo motivo, è bene rivolgersi al proprio dentista di fiducia fin dai primi anni di vita del piccolo, così da valutare e considerare la necessità di interventi correttivi tempestivi.

Gli odontoiatri raccomandano di eseguire la prima visita dentistica intorno all’età di tre anni e di effettuare controlli periodici per seguire la crescita ossea e le dinamiche di passaggio dai denti da latte, agli elementi permanenti.

Nella fascia di età tra gli otto e i dieci anni la dentizione permanente è pressappoco completa e, in questa fase, potrà essere puntualmente valutata la necessità di trattamenti ortodontici. Qualora si verificasse l’esigenza di un intervento di questo tipo, verranno prese le impronte delle ossa mascellari, in modo da impostare la preparazione dell’apparecchio personalizzato. Una volta iniziata la cura, il piccolo paziente sarà soggetto a controlli periodici per valutare l’andamento della situazione e fare la manutenzione doverosa e gli adattamenti utili al proseguimento della cura, al fine di portarla a termine nella maniera più ottimale.

Non trattandosi di un’operazione chirurgica, il piccolo paziente non va preparato in modo particolare, al di là di effettuare una corretta igiene dentale prima di qualunque applicazione di un apparecchio fisso o all’inizio della terapia mobile, in modo da intercettare l’insorgenza di carie o patologie gengivali che potrebbero far insorgere delle complicazioni o ulteriori fastidi a carico del piccolo.

Una volta eseguita l’applicazione dell’ortodonzia e passato tutto il tempo necessario per verificare la buona riuscita della terapia, l’odontoiatra o l’ortodontista potranno eseguire la rimozione dell’apparecchio e valutare se prescrivere un periodo di passaggio con l’opzione mobile. In altri casi, è possibile che il dentista valuti di applicare un ritentore fisso, collocato dietro ai denti, con lo scopo di impedirne lo spostamento.

Come abbiamo visto, verso i 6 anni è bene che ogni bambino faccia la sua prima visita dentistica per valutare per tempo la necessità di interventi risolutivi mirati alle arcate dentali o alle articolazioni mandibolari: in tenera età è infatti più semplice agire in maniera efficace impostando una situazione di benessere ed equilibrio a carico della bocca e delle arcate dentali.

Dentista per bambini a Mornago e Vergiate

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Quali cibi provocano più carie?

Una corretta igiene orale serve a prevenire la carie, soprattutto per i bambini

Molti genitori non riescono a giudicare quanta cura dentale hanno bisogno i loro figli, anche se sanno che prevenire la carie è importante ma non sempre conoscono il modo migliore per farlo. A tale proposito se anche tu hai un bambino molto piccolo e quindi in età pediatrica, ecco alcuni utili suggerimenti per capire la capacità degli alimenti di provocare carie e conoscere l’igiene orale migliore per prevenirle.
Svolgere correttamente l’igiene orale e fare frequenti visite periodiche dal pedodonzista riducono notevolmente il rischio di carie per il bambino.

Una buona cura dentale inizia prima che appaia il primo dente del tuo bambino. Solo perché non riesci a vedere i denti non significa che non ci siano; infatti, devi sapere che iniziano a formarsi già dopo sei mesi di gravidanza. Detto ciò, prima che il tuo bambino inizi a masticare, passa un panno pulito e umido sulle gengive per eliminare i batteri nocivi. Una volta che i denti sono visibili, puoi pulirli poi con uno spazzolino specifico per bambini, usando acqua e un po’ di dentifricio al fluoro (delle dimensioni di un chicco di riso). Quando i denti del tuo bambino si toccano, puoi tra l’altro iniziare a usare il filo interdentale. Intorno ai 2 anni, il bambino dovrebbe imparare a sputare mentre si lava i denti, ma se non è ancora in grado di farlo evita ciò, poiché potrebbe rendere più probabile la deglutizione del dentifricio con problemi all’apparato gastrointestinale. In riferimento quest’ultimo va altresì aggiunto che la quantità del fluoro deve essere di dimensioni pari a un pisello. Con tutte queste semplici ma importanti precauzioni, farai in modo che in età pediatrica il tuo bambino tenga lontano la carie traendone vantaggi enormi man mano che cresce. In tutti i casi è sicuramente una buona opzione quella di sottoporlo ad una visita di uno specialista del settore, in modo che ti possa fornire altri preziosi suggerimenti.

Quali sono gli alimenti che provocano più carie?

Molti tipi di alimenti possono causare carie nei bambini e non solo le classiche caramelle. I cibi ricchi di carboidrati così come alcuni frutti, succhi e bibite, burro di arachidi, cracker e patatine fritte sono infatti i principali responsabili. I fattori che causano la carie includono tra l’altro la frequenza con cui gli alimenti vengono consumati e il tempo che rimangono nella bocca. I dentisti in tal senso sostengono che i bambini che consumano poche bevande nutrizionali siano inclini alla carie, oltre che a rischiare gravi disturbi nella vita, come ad esempio il diabete e l’osteoporosi. Inoltre l’eccessivo uso di bevande gassate in età pediatrica può contribuire all’erosione dello smalto naturale che protegge i denti, e quindi con un maggior rischio di carie. Per prevenire la carie in età pediatrica, il consiglio è dire al tuo bambino di sciacquarsi la bocca quando è a scuola in modo da lasciare i denti liberi da zucchero e sostanze acide contenute negli alimenti. A margine va altresì aggiunto che al tuo bambino poi fornirgli una cannuccia quando sorseggia bibite contenenti zucchero in modo da tenerle lontano dai denti. Ricorda infatti che succhi in bottiglia non sono una buona alternativa a quelli naturali poiché hanno un alto contenuto di zucchero. Controlli dentali regolari, combinati con la spazzolatura con un dentifricio al fluoro, visite periodiche presso un dentista pediatrico, aiuteranno a proteggere i denti del tuo bambino man mano che cresce.

Tabella dei cibi che causano più carie

La cariogenicità è il termine scientifico che indica la capacità di provocare la carie e che è strettamente correlata all’alimentazione e non solo in termini di quantità di zucchero che in genere contengono ma anche per la loro consistenza. Il cibo più appiccicoso rimarrà infatti più a lungo sui denti e favorirà la formazione della placca. A tale proposito devi sapere che esistono delle tabelle indicanti i cibi cariogeni a cui potrai far riferimento per salvaguardare la salute dei denti del tuo bambino. A seguire eccone una piuttosto semplice ma che sicuramente ti fornirà le linee guida necessarie per ottimizzare il risultato, e dove più alto è il coefficiente cariogeno maggiormente significa che quel determinato alimento deve essere evitato per tutelare la salute dentale del tuo bambino specie se è in età pediatrica.

Cibi e rischio di carie per i bambini (punteggio di cariogenicità):

  • Caramelle: 27;
  • Miele: 21;
  • Cioccolato al latte: 21;
  • Biscotti: 18;
  • Formaggini: 13;
  • Cioccolato fondente: 12;
  • Marmellata: 10;
  • Gelato: 9;
  • Pane e burro: 7;
  • Patate fritte: 7;
  • Latte: 6;
  • Mela: 5;
  • Gelatine di frutta: 4;
  • Succo di frutta: 3;
  • Fragole: 3;
  • Arance: 3;
  • Limonata: 2;
  • Prosciutto e carne: 1.

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Consigli per la prima visita del bambino dal pedodonzista

La prima visita odontoiatrica per il bambino: consigli utili

Il benessere dei tuoi denti è qualcosa che influisce sulla tua vita quotidiana dato che attraverso la bocca introduci le sostanze che sono necessarie per il tuo sostentamento giornaliero e un tuo sorriso luminoso e regolare, cambia il tuo aspetto estetico. L’importanza di avere denti sani è qualcosa che riguarda le persone adulte ma in particolare i più piccoli. Per questo la visita dal dentista del tuo bambino è un evento che deve essere valutato in maniera attenta. Evitare che tuo figlio affronti con timore il primo incontro con il dentista può essere fondamentale al fine di una corretta relazione con questa figura anche in età adulta. Oggi sono sempre di più gli studi dentistici come Odontobi, che pongono molta attenzione ai bambini con figure innovative come il Pedodonzista e suggerendo delle linee guida per effettuare un approccio della prima visita del bambino.

Scopri come affrontare la prima visita dal dentista per i bambini

La cura dei denti per il bambino

La pedodonzia è quella branca dell’odontoiatria il cui fine è quello di prevenire e curare le malattie dentali dei bambini. Il Pedodonzista è quindi un medico laureto in odontoiatria che si è specializzato nell’intervenire su pazienti specifici come i bambini in modo da poter migliorare l’approccio al mondo dei denti e intervenire con le cure più adatte. Per poter capire il ruolo del Pedodonzista basta considerare che nell’ambito della cura di un bambino vi è un medico specifico: il pediatra. La stessa cosa avviene nel caso del dentista.

Il pedodonzista e la sua importanza per i bambini

La figura del Pedodonzista nasce quindi con l’esigenza di effettuare il primo approccio di un bambino alla visita dal dentista nel modo più consono, senza lasciare nel suo animo, ansie e timori che possono influenzare il modo di porsi nei confronti di questo specialista anche in età adulta. Basta considerare che la maggior parte delle persone associa alla visita da un odontoiatra emozioni come timore e dolore, ciò che non si verifica per altri medici. Negli ultimi anni si è posta molta attenzione a introdurre negli studi dentistici soggetti specializzati a operare con pazienti pediatrici. Quasi il 22% della popolazione infantile compie la sua prima visita intorno a terzo o al quarto anno di età, da ciò la necessità di strutture come Odontobi, che hanno creato degli spazi adatti ai bambini, utilizzando medici specializzati in pedodonzia al fine di rendere la prima visita un evento che tutela la salute del bambino, ma con divertimento e allegria.
Ma perché è importante la figura del Pedodonzista? Di seguito elenchiamo alcuni aspetti.

  • Approccio pediatrico: come specialista nel sapere relazionare con i bambini, il Pedodonzista utilizza un linguaggio che è più consono a questa tipologia di paziente, creando un rapporto positivo nei confronti del tuo bambino e trasferendo fiducia e tranquillità sia attraverso i gesti che nel linguaggio. Grazie alla sua comprensione della psicologia infantile, si previene l’eventuale odontofobia, ovvero la paura del dentista.
  • Prevenzione e formazione: Il Pedodonzista è un dentista a tutti gli effetti e grazie al suo differente approccio con i più piccoli può intervenire al fine di formare le abitudini dei bambini, come lavarsi i denti, e utilizzare il modo corretto lo spazzolino, contribuendo alla prevenzione di malattie ai denti.
  • Abitudini corrette: interviene al fine di correggere comportamenti scorretti che possono influenzare la salute della bocca
  • Interventi: agisce direttamente con trattamenti al fine di evitare il determinarsi di abitudini scorrette o problematiche dentali, come può essere il bruxismo, oppure un non corretto posizionamento dei denti.

Consigli per la prima visita del bambino

Odontobi è una clinica dentistica che con i suoi 30 anni di esperienza ha posto sempre molta attenzione alla cura dei suoi pazienti e anche a quelli più piccoli. Di seguito elenchiamo alcune delle linee guida per far affrontare la visita con tuo figlio:

1) La scelta dell’odontoiatria: in primo luogo è fondamentale valutare il giusto studio. Sarà necessario che vi sia un reparto specializzato nel lavorare con pazienti pediatrici che si dovrà comporre di un Pedodonzista ma anche di personale che hanno le qualifiche per offrire un approccio positivo al bambino.

2) Prenotare la visita: la comunicazione con tuo figlio è importante. Quando prenoti la visita, fallo partecipe, in modo giocoso, e cercando di rendere l’evento non come una realtà eccezionale, ma qualcosa di normale come può essere andare a giocare al parco.

3) La sala d’attesa: far conoscere lo studio preventivamente può essere un buon espediente, dato che un bambino si troverà più a suo agio in un luogo familiari rispetto a un ambiente completamente nuovo. Far portare un gioco che lo faccia applicare, senza ovviamente disturbare gli altri pazienti, può essere molto utile al fine di far occupare il tempo a tuo figlio in modo divertente, e senza fargli riflettere sul mistero della visita.

4) Atteggiamento: cerca di mantenere sempre un atteggiamento tranquillo e allegro. È preferibile che sia solo un genitore ad accompagnarlo e non tutti e due in modo da non suscitare una particolare preoccupazione. Alcuni studi mettono a disposizione degli spazi riservati per i più piccoli, con sedioline, tavolini e alcuni giochi. Divertirsi con lui, può essere un buon modo per rilassarsi e trascorrere il tempo di attesa.

5) Il sedersi in poltrona: alla prima visita è normale accompagnare il piccolo all’interno dello studio. Ma successivamente è preferibile lasciarlo alle cure del dentista e attendere fuori la porta. Una volta seduto sulla poltrona, spiegare ciò che avverrà punto per punto sarà un’ottima prassi che puoi effettuare, aiutando il Pedodonzista a far conoscere meglio l’evento al piccolo ometto.

6) Serietà e gioco: in ogni caso è importante che la visita sia comunque una forma di gioco per il piccolo a cui puoi alternare un pizzico di serietà, per responsabilizzarlo, ma senza esagerare.

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Igiene orale in gravidanza: linee guida

Salute dei denti ed igiene orale in gravidanza

Probabilmente dalla saggezza popolare avrai sentito qualche volta il celebre detto “ogni figlio, un dente”. Il significato tramandato da questa laconica frase è che la donna che va incontro ad una gravidanza rischia di sacrificare un dente durante la stessa o in fase di allattamento. Ma quanto c’è di vero in questa impietosa equazione?

Come spesso capita con le storie di origine popolare, un piccolo fondo di verità viene ingigantito. Devi considerare inoltre che il cambiamento di condizioni igieniche e stile di vita dei nostri giorni, varia drasticamente la situazione rispetto ai tempi delle nostre nonne.

Se aspetti un bimbo e questo detto ti ha sempre intimidito, non preoccuparti, ma continua a leggere questa guida per poter capire quanto ci sia effettivamente di fondato o meno e a cosa prestare concretamente attenzione in questa delicata fase della tua vita.

Ciò che non bisogna prendere sottogamba è il fatto che effettivamente esistano dei potenziali rischi per la salute di mamma e bambino legati al trascurare l’igiene orale. Pericoli che è possibile evitare del tutto con una visita regolare dal dentista, qualche accorgimento e la pulizia giornaliera.

Cosa cambia nell’igiene orale in gravidanza

Fra i numerosi cambiamenti fisici che la gravidanza comporta, sia per la natura stessa di questo evento che per l’imminente allattamento, solitamente si verifica un maggior dispendio di calcio nell’organismo. In certe donne la cosa può tradursi nell’insorgenza di osteoporosi e problemi relativi alla salute delle ossa fra cui anche dei denti.

Le cosiddette odontostomatologie sono quindi disturbi più o meno gravi che accompagnano purtroppo questo momento in maniera quasi del tutto naturale. Aumentano ad esempio la comparsa di gengiviti, ossia infezioni e conseguenti sanguinamenti gengivali con l’effetto si una sensibilità dentaria aumentata e una potenziale diminuzione della voglia di lavare correttamente i denti.

Trascurare questo genere di disturbi etichettandoli come normale problema della gravidanza è però un errore, alcune gengiviti potrebbero evolversi in parodontite, una fra le cause dirette della potenziale perdita di uno o più denti, o peggio in piorrea. Vi sono anche associazioni preoccupanti fra la parodontite e il rischio di infertilità femminile.

Oltre al maggiore assorbimento di calcio, durante la gravidanza si verifica un effetto di vasodilatazione generale per consentire una maggiore circolazione sanguigna e la cosa influisce negativamente sulle gengive, contribuendo ad aumentarne gonfiore e arrossamento. Anche questo può diventare dunque uno dei fattori che aiutano elementi come la placca batterica a far insorgere gengiviti con tutti i disturbi del caso (escrescenze gengivali, ascessi ecc).

Altro elemento che diventa concausa dei problemi dentali in gravidanza è la presenza di sbalzi ormonali capaci di influenzare negativamente il sistema immunitario rendendolo temporaneamente più debole.

Se hai notoriamente delle predisposizioni alle patologie delle gengive, carie e infezioni orali, in questa fase della vita ricorda che sei maggiormente esposta e che il rischio non è esclusivamente relativo alla perdita di qualche dente, ma anche purtroppo alla salute del nascituro e al corretto svolgimento della gravidanza e del parto.

Si tratta insomma di rischi seri, che non devono significare l’abbandonarsi al panico o scoraggiarti, ma portarti ad una maggiore consapevolezza dell’importanza dell’igiene orale e controlli più frequenti.

Linee guida sulla corretta igiene orale in gravidanza

Ora che hai avuto modo di comprendere i rischi, ecco dunque come ridurli concretamente. Prima di tutto pianifica una visita col dentista già dal 2° e 3° mese. Oltre a curare eventuali carie e rimuovere la placca, il dentista si assicurerà di verificare la presenza di tasche parodontali rilevanti, oltre allo stato generale di salute delle gengive.

Salvo problematiche che potrebbero richiedere una seconda visita come infezioni, sanguinamenti o dolori gengivali, il secondo controllo viene effettuato solitamente all’8° mese. Ciò che invece puoi fare attivamente tu è curare l’igiene orale puntualmente.

Per una corretta igiene orale quotidiana a casa, denti vanno spazzolati due volte al giorno per due minuti con uno spazzolino a setole morbide, e puliti correttamente col filo interdentale. Il collutorio può inoltre aiutare a ridurre la comparsa della placca. Assumere del fluoro, come integratore o tramite semplice acqua minerale, dentifrici e collutori può essere un aiuto utile a rinforzare i denti.

Se ami le cingomme, quelle senza zucchero a base di Xilitolo possono essere una buona scelta, ma senza eccedere nel consumo. Devi inoltre prestare attenzione anche all’alimentazione e la scelta adeguata dei cibi, assicurandoti di assumere sufficiente vitamina C (da agrumi, kiwi e pomodori ad esempio), ma anche D ed A.

Stesso discorso vale per la corretta assunzione di ferro e calcio, in particolare il secondo visto l’aumento del suo fabbisogno che, durante la gravidanza, arriva fino a 1500mg al giorno. Cosa non devi fare invece? Fumare, né attivamente né passivamente in qualunque fase di gravidanza e allattamento: i danni causati al feto e al cavo orale, con incrementi significativi nel rischio di contrarre parodontiti non possono essere accettati.

Come gestire le carie dell’infanzia

Come trattare le carie: i consigli del dentista pediatrico

Ci sono molto casi di bambini che presentano delle carie (circa il 22% dei bambini sotto i 4 anni hanno una carie), spesso legati ai denti da latte che essendo più fragile, si danneggiano più facilmente.
Ci sono 5 fattori che aumenta l’incidenza:

  • Ambiente sociale,
  • Genetica,
  • Abitudini Alimentari,
  • Igiene,
  • Ambiente fisico.

Inoltre da uno studio si è arrivato a conclusione che vi è un nesso tra Allattamento e Carie, soprattutto per coloro che assume piccoli pasti e frequenti durante giorno e notte e prolungate nel tempo.

Per curare e, soprattutto, prevenire le carie dei più piccoli è fondamentale rivolgersi a un buon dentista pediatrico.

Come affrontare la visita dentistica

La prevenzione rimane il sistema più sicuro, Una corretta e costante pulizia dei denti nei bambini deve essere la priorità, in genere fino ai tre anni questo compito e demandato ai genitori, che man mano deve rendere autonomo il bambino, purtroppo alcune volte questo non basta e c’è sempre il bisogno l’intervento del dentista, ma non sarà facile intervenire su un bambino, la paura, l’ansia, il non sapere cosa gli aspetta, tutti fattori negativi che rende difficile anche il compito del professionista. Tuttavia bisogna dire che spesso vi è la tendenza da parte dei bambini di avere un comportamento oppositivo, quindi molto dipende dai genitori stessi per avere le giuste abitudine. Anche la psicologia applicata nel ramo Adolescenziale prevede che le paure dei più piccoli si affrontano cercando di instaurare un clima di fiducia, solo attraverso la fiducia di un bambino è possibile intervenire. Un tipo di contatto fatto da esempi e giochini, ogni operazione va spiegata e il bambino tranquillizzato. Nello stesso tempo il professionista deve essere veloce, interventi lunghi non saranno sopportati dal minore. Si consiglia sempre chiamare il dottore per nome, é importante che sia un evento piacevole e per i più piccoli, andare a divertirsi vanno sempre volentieri, se poi si sono trovati bene la volta precedente, ci torneranno volentieri la prossima. Anche il distacco aiuta, cioè dopo la prima visita è buona cosa aspettare fuori dallo studio, dare fiducia al medico, tende ad avere maggior fiducia al bambino, proprio come accade a scuola.

Prevenzione delle carie nei bambini

Una soluzione si era trovata dall’uso del fluoro, che aveva effetti benefici sulla prevenzione delle carie stesse, ma da uno studio il Fluoro è stato inserito tra le sostanze Neurotossiche, che quindi danneggiano il tessuto cerebrale, maggiormente durante la crescita, quindi nei bambini possono provocare un rallentamento del QI (Quoziente intellettivo). Questo non deve destare preoccupazioni, o facili allarmismi, la quantità di Fluoro presente nell’acqua o dentifrici, sono in quantità minime e pur accumulandosi negli anni potranno dare difficilmente effetti collaterale.

Una corretta prevenzione potrà essere fatta quotidianamente con il lavaggio dei denti con spazzolino e dentifricio, mentre è buona norma che periodicamente a partire dal 18° mese di vita vengano programmate delle visite odontologiche specialistiche. Le carie in Età scolare non sono rare, anche se legate ad abitudini scorrette, come in parte detto prima. Si deve scegliere un medico specialista, che sia capace di instaurare un dialogo e collaborazione, con il bambino ma anche con i genitori, che di solito vanno addestrati per continuare le eventuali cure anche a casa.

Un aspetto importante è che il bambino non associ la visita odontoiatrica ad un problema, dolore o fastidio dei dentini e per riuscire in questo è importante che si interviene precocemente e si deve tener presente che i denti da latte hanno la stessa importanza di quelli permanenti, infatti i denti da latte possono durare fino ai dodici anni e sono importanti per il corretto posizionamento e crescita di quelli permanenti, Per cui la loro cura deve essere di uguale importanza.

Una procedura senza l’uso di puntura per l’anestesia e che viene utilizzata in alcuni studi odontoiatrici, riguarda il “soffio di ozono”, una procedura indolore per la cura delle carie, infatti l’Ozono ha la proprietà di uccidere i battere che causano le carie e aiuta la difesa naturale del dente. Anche in presenza di piccole carie è possibile usare questa soluzione, che ha anche un effetto riparativo, mentre per le carie più profonde bisogna ricorrere ad una pratica tradizionale.

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