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Lo sbiancamento dei denti: come funziona?

Il sorriso è certamente un ottimo biglietto da visita e tutti desiderano denti bianchi e brillanti. Stili di vita non corretti, cattive abitudini alimentari e terapie farmacologiche possono, però, alterare il colore naturale dei tuoi denti mettendone a rischio l’estetica. Se il tuo sorriso non è propriamente splendente, puoi sottoporti allo sbiancamento dentale professionale rivolgendoti al tuo odontoiatra di fiducia o a un centro dedicato. Andiamo ora a scoprire che cos’è lo sbiancamento dentale, come funziona e se vi sono controindicazioni ed effetti collaterali.


1. Quando è necessario sottoporsi allo sbiancamento dentale?

Lo sbiancamento dei denti è un trattamento odontoiatrico indicato in presenza di discromie dentali riconducibili a terapie farmacologiche (discromie profonde) o cattive abitudini (discromie superficiali).
Può essere eseguito su denti vitali e devitali ed è finalizzato a riportare i singoli elementi a un colore quanto più prossimo possibile al naturale.


2. Le diverse tipologie di sbiancamento

Lo sbiancamento, meccanico o chimico, può essere domiciliare o professionale. Nel primo caso, puoi acquistare prodotti specifici per eseguire il trattamento a casa, mentre nel secondo devi rivolgerti a studi odontoiatrici o centri estetici dedicati. Lo sbiancamento professionale (bleaching) viene effettuato dall’odontoiatra o dall’igienista dentale e rappresenta, senza alcuna ombra di dubbio, la scelta migliore in termini di velocità e risultati ottenuti.

3. Le diverse fasi dello sbiancamento professionale

Lo sbiancamento professionale consta di diverse fasi che vengono ora brevemente analizzate.

• Detartrasi: si tratta di un’accurata igiene orale volta alla rimozione di tracce di tartaro, placca e possibili pigmentazioni esterne. Generalmente si usa uno strumento in grado di erogare sulla superficie dentale un getto combinato di aria, acqua e bicarbonato di sodio (air polishing).

• Bleanching (o sbiancamento dei denti alla poltrona): si tratta della fase cruciale del trattamento estetico e si fonda sull’impiego di agenti chimici ad azione sbiancante (gel di perossido di idrogeno al 38% o gel a base di perossido di carbammide al 45%) che possono essere attivati da lampade dedicate (sbiancamento laser). Il perossido d’idrogeno viene generalmente applicato sulla superficie dei singoli elementi dentali, mentre il perossido di carbammide viene distribuito su mascherine personalizzate disposte sopra i denti. Lo sbiancamento laser sfrutta tale sorgente luminosa per attivare il perossido di idrogeno, ad alte concentrazioni, che viene applicato sulla superficie dentale. I radicali liberi rilasciati dall’agente sbiancante penetrano, dunque, nei denti dove innescano reazioni di ossidoriduzione che conducono alla frammentazione delle molecole delle macchie in particelle più piccole facilmente eliminabili.

Lo sbiancamento professionale dei denti può essere eseguito, come precedentemente accennato, su denti vitali e devitali; in quest’ultimo caso le operazioni sono, però, leggermente più complesse e lunghe.
Il perossido d’idrogeno al 35% viene inserito direttamente nei denti oggetto del trattamento e l’odontoiatra esegue un’otturazione provvisoria. Dopo alcuni giorni, devi quindi tornare dal dentista per sottoporti a nuovi accertamenti: lo specialista valuta, in tale sede, il grado di sbiancamento ottenuto e può effettuare, se necessario, un secondo trattamento.

4. Controindicazioni ed effetti indesiderati dello sbiancamento dei denti

Lo sbiancamento professionale dei denti è un trattamento odontoiatrico non esente da effetti indesiderati transitori e controindicazioni. Nei giorni immediatamente successivi all’intervento puoi, difatti, accusare una lieve iritazione gengivale e una maggiore sensibilità termica. Queste manifestazioni sono comunque contenute grazie all’uso, in fase di sbiancamento, di presidi dedicati per la protezione di gengive, lingua e labbra. Possono, infine, manifestarsi leggere gengiviti, ma le stesse regrediscono spontaneamente nell’arco di 24-48 ore.

Lo sbiancamento professionale dei denti è, infine, controindicato in soggetti di età inferiore a 14 anni e donne in stato interessante e/o in corso di allattamento. Non possono, inoltre, sottoporsi al trattamento persone allergiche all’agente sbiancante e soggetti affetti da patologie croniche.
Prima di effettuare lo sbiancamento, ricorda di prenotare una visita di controllo dal tuo odontoiatra di fiducia al fine di escludere l’eventuale presenza di carie, tartaro e gengiviti.

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