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Impianto di osteointegrazione

Clinica Odontoiatrica situata tra Novara e Varese | Implantologia a carico immediato

Per un odontoiatra il successo di un impianto di osteointegrazione si valuta non solo in base alla riuscita dell’operazione da un punto di vista clinico e biochimico, ma anche dal risultato estetico che viene raggiunto. Dopotutto, il difetto estetico è tra i primi fattori che spingono un paziente che ha perso i denti a rivolgersi allo specialista. Ecco, dunque, qual è l’effettivo valore dell’aspetto estetico e quali sono gli elementi da prendere in considerazione per raggiungere un risultato eccellente. L’osteointegrazione: un fenomeno molto complesso L’ingegneria biomedica ha permesso, in anni recenti, di raggiungere un risultato notevole per ciò che concerne la qualità e la salute dei denti. L’osteointegrazione è un esempio perfettamente calzante a riguardo. Il principio alla base di questa tecnologia è l’installazione di viti di titanio, le quali fungono da ancoraggio per il tessuto osseo, che dunque ancora il supporto e permette l’applicazione di una corona di ceramica, la quale va a sostituire fisicamente il dente ormai caduto, sia nell’aspetto che nella funzione.

La scelta del titanio è dettata principalmente da motivi di ordine biologico: si tratta infatti di un metallo perfettamente compatibile con i tessuti che compongono l’organismo umano, e proprio per questo motivo i casi di rigetto e di incompatibilità con le viti hanno un’incidenza estremamente bassa.

 

L’aspetto estetico: un parametro da non sottovalutare

Come già detto, quando un paziente decide di sottoporsi a un’operazione di osteointegrazione il suo scopo principale è quello di riacquistare un aspetto estetico equilibrato. Proprio per questo motivo, è assolutamente indispensabile valutare, se possibile, le condizioni iniziali dei denti prima della loro caduta. Naturalmente, se l’osteointegrazione riguarda tutti i denti del paziente questo passaggio può essere complicato, mentre se riguarda un solo dente è possibile ricavare le dimensioni e la forma ottimale della corona attraverso lo studio di quelle adiacenti.

Gli elementi della corona che possono contribuire a donare armonia al sorriso o, al contrario, attribuire un aspetto strano allo stesso, sono principalmente due: dimensione e colore.

Si immagini di installare una corona più lunga dei denti sani del paziente: di certo il risultato finale non può essere giudicato soddisfacente, a prescindere dall’eventuale riuscita dell’intervento. Oltre a fornire un risultato esteticamente poco accettabile, una corona in ceramica che presenta forma e dimensione differenti – e comunque non comparabili – rispetto a quelle dei denti sani può anche provocare scompensi di natura fisiologica. In casi simili, infatti, la masticazione può risultare difficoltosa, nonché le dimensioni del dente artificiale – con il trascorrere del tempo – possono provocare spostamenti e altri difetti al tessuto osseo.

Ovviamente, il discorso è identico anche se si ragiona nel senso opposto: un dente troppo piccolo è senza ombra di dubbio non idoneo, sia dal punto di vista funzionale che estetico.

Ancora, un altro difetto che rende il risultato finale inaccettabile consiste in una differenza cromatica eccessiva tra l’impianto dentale e i denti sani. Se vi è una differente colorazione, infatti, il risultato finale non può che rivelarsi artificioso, poco naturale e dunque poco apprezzato. In questo caso, infatti, si potrebbe erroneamente pensare che una corona perfettamente candida sia la soluzione ideale, ma per quanto questa possa sembrare perfetta dal punto di vista estetico, non rappresenta la perfezione per ogni singolo paziente.

Quando, invece, è necessario impiantare tutti i denti, il discorso è nettamente differente, poiché è possibile rimodellare ex novo il sorriso, compatibilmente con il profilo del paziente.

Come correggere eventuali difetti

Nel caso in cui, per un mero errore, ci si accorge che la corona appena installata non è perfettamente simmetrica o presenta altri difetti, è possibile ricorrere ad alcuni rimedi per risolvere il problema. Una delle soluzioni, ad esempio, può essere quella di rimodellare il dente, limandoli letteralmente. Quando, invece, il problema non può essere risolto semplicemente con un intervento secondario, è necessario costruire una seconda corona in ceramica e applicarla alla vite impiantata, sostituendo quella difettosa.

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